Un altro che ha saltato lo squalo
Beppe Grillo si è impossessato del corpo di Curzio Maltese e gli ha fatto scrivere il peggior editoriale della sua brillante carriera di giornalista. Se ne potrebbe fare un trattato di cattivo giornalismo, per come piega continuamente e in ogni frase la realtà alla sua tesi, mentre logica e onestà vorrebbero che si facesse il contrario; per come elenca al pari di certezze incise del marmo alcune complete balle e altre cose più che discutibili e opinabili. Mai un dubbio, com’è ovvio: la regola è spararle grosse e gettare benzina sul fuoco della semplificazione, tanto poi si vede. L’ultima volta si fece così e quando arrivammo al governo ci toccò spiegare un sacco di cose complicate a un elettorato che credeva avremmo cambiato l’Italia in un paio di settimane.
“Siamo il più bel corteo degli ultimi 150 anni”. Uno slogan ironico, ma neppure tanto. Per usare altre parole del nemico della piazza, quello di ieri è stato un miracolo italiano. Quando sarà finita l’era Berlusconi, si parlerà ancora del 5 dicembre come di un giorno che ha cambiato la storia.
Sarà che ho studiato storia e ho qualche rispetto e timore per questa formula ma, ecco, un giorno che ha cambiato la storia? Deve succedere qualcosa di veramente, veramente grosso, per scrivere questa frase senza sentirsi ridicoli.
Nel mondo non s’era mai vista una simile folla di persone convocata attraverso la rete.
Bùm! A parte che si potrebbero fare diversi ragionamenti su questa frase, visto che il mondo della comunicazione e dell’informazione non è composto da compartimenti stagni e la convocazione partita dalla rete ha albergato per giorni sui quotidiani e le televisioni, davvero “nel mondo non s’era mai vista una simile folla di persone convocata attraverso la rete”? E le manifestazioni di Teheran di qualche mese fa, per dirne una? Quelle sì che furono convocate solo attraverso la rete.
E’ l’ingresso ufficiale della politica nell’epoca di Internet.
Probabilmente Maltese si è dimenticato di scrivere «in Italia».
Qualcosa che va perfino oltre, anzi molto oltre l’obiettivo dichiarato di costringere il premier alle dimissioni. E’ una rivoluzione. La rivoluzione viola. Allegra e vincente: nelle cifre, nei modi, nei linguaggi, nei volti, spesso di giovanissimi.
Per “è una rivoluzione” vale quanto detto per “il giorno che ha cambiato la storia”: se si vuole essere presi sul serio, certe formule dovrebbero essere usate con parsimonia. Che lo dicano i promotori euforici sul palco ci può stare, che lo dica un illustre editorialista no. La manifestazione che va oltre l’obiettivo dichiarato senza raggiungerlo è bella. Delle cifre, poi, abbiamo detto, ma a Repubblica sembrano volersene occupare criticamente solo quando chi le spara è il centrodestra.
Non era accaduto a Londra, a Parigi, a Berlino, in nazioni dove l’uso della rete è assai più diffuso che in Italia. Neppure negli Stati Uniti, dove da anni esiste MoveOn, il movimento on line che ha creato il fenomeno di Obama. E’ accaduto qui, nel laboratorio italiano, in una piazza romana da sempre teatro della nostra storia. In questo caso, la fine decretata della seconda repubblica.
“MoveOn, il movimento online che ha creato il fenomeno di Obama”? Maltese evidentemente non sa di cosa parla. Se si può dire che MoveOn ha creato da sé un fenomeno politico, quello è Howard Dean. Ovviamente MoveOn ha aiutato Obama nella sua campagna elettorale, così come tante altre associazioni e movimenti, ma dire che MoveOn “ha creato il fenomeno di Obama” è una balla colossale, almeno quanto dire che la manifestazione di ieri ha decretato la fine della seconda repubblica.
Di fronte all’enormità del fatto nuovo, colpisce la decrepitezza di un ceto politico a fine corso, evidente nelle reazioni scontate, conservatrici, impaurite. Di tutto il ceto politico, di maggioranza e d’opposizione. I portaborse berlusconiani, che si sono lanciati nella solita arringa contro le “piazze giustizialiste”, aggettivo che non significa nulla per i ventenni in corteo. Le solite timidezze della dirigenza del Pd, che conferma di capire poco, come le precedenti, dei mutamenti profondi avvenuti nella società italiana. Ma pure la corsa a “mettere il cappello” dei dipietristi e dell’ex sinistra arcobaleno, comunque mantenuti dagli organizzatori ai margini del palco e della festa.
Ce n’è per tutti, ovviamente, e ci sono anche diverse cose condivisibili: ma l’accusa è sempre la stessa. Viva la piazza, abbasso la politica.
Fra tutti, certo, il più incomprensibile è l’atteggiamento del Pd di Bersani. Un partito nuovo, almeno nelle intenzioni se non nel gruppo dirigente, inossidabile ai cambi di nome e di sigle, che avrebbe dunque in teoria tutto l’interesse a sperimentare le nuove forme della politica, a esserci insomma in occasioni come queste, piovute dal cielo. “Perché Bersani non è qui?” era la domanda del giorno, sul palco e fra la gente. Già, perché?
Ora, io sono stato per diverse ore in mezzo ai manifestanti, ieri. Ho fatto avanti e indietro nel corteo, li ho sentiti discutere e parlare. Ho sentito parlare pochissimo di Pd e di Bersani – e non nego che la cosa mi ha stupito – ma non ho certo potuto parlare con tutti, e quindi certamente qualcuno si sarà chiesto “Perché Bersani non è qui?”. Ma c’erano centinaia di migliaia di persone, e l’unica condivisa al punto da essere la frase del giorno era la richiesta di dimissioni a Berlusconi. Poi ce n’erano diverse altre che venivano dette e richieste, centinaia, le più diverse, e Maltese ha preso quella che faceva più comodo alla sua tesi. C’era chi incitava alla rivoluzione per il socialismo e c’era anche tantissima gente che si lamentava dell’invadenza spudorata dell’Idv, per dire, ma scrivere che questo malessere era “la domanda del giorno” sarebbe stato altrettanto azzardato e disonesto.
C’era una grande manifestazione di popolo, a costo zero rispetto alle onerose manifestazioni di partito. C’erano in piazza l’elettorato reale e quello potenziale dei democratici.
Anche qui, certezze come se fosse il mago Otelma. C’erano in piazza l’elettorato reale e quello potenziale dei democratici? Tutto o dei pezzi? Secondo me dei pezzi, e mi sembra una cosa talmente evidente da richiedere semplicemente un po’ di buon senso e sale in zucca. Tanti altri pezzi sono semplicemente rimasti a casa, e hanno avuto su questa manifestazione opinioni ben più elaborate di quelle di Maltese.
Chiedono le dimissioni di un premier che ha sputtanato l’Italia nel mondo, con le veline candidate in Europa, le sua storie personali e le scelte pubbliche, l’elogio dei dittatori, il conflitto d’interessi, i trucchi per sfuggire alla giustizia, i media di sua proprietà usati come manganelli, le accuse dei pentiti di mafia. Elementi che, presi uno per uno, sarebbero già stati sufficienti in qualsiasi altra democrazia per chiedere le dimissioni di un governante. Perché allora Bersani non c’era? Perché il maggior partito d’opposizione ha addirittura paura a pronunciare la parola “dimissioni”? Perché invece di abbracciare gli organizzatori, a partire da Gianfranco Mascia, e precipitarsi di corsa, i dirigenti del Pd esalano sospetti, perfino disgusti nei confronti dell’onda viola? Sarebbe come se Barack Obama, invece di accettare con entusiasmo l’appoggio di MoveOn, che gli ha fatto vincere le elezioni, avesse detto: no grazie, preferisco fare da solo. “Un errore grave, di quelli che si pagano cari” diceva Pippo Civati, trentenne esponente del Pd, che è venuto con regolare maglione viole, sulla base di una scelta assai più semplice: “Venivano tutti gli elettori con cui sono in contatto, perché io avrei dovuto essere da un’altra parte?”.
Intanto basterebbe dire che un enorme pezzo del Pd e dei suoi massimi dirigenti era in piazza, con tanto di bandiere e striscioni, a cominciare dalla presidente Bindi e dal vicepresidente Scalfarotto, per proseguire con decine e decine di parlamentari e membri della direzione nazionale, tra cui lo stesso Civati. Lungi da me difendere la gestione dilettantesca della manifestazione da parte del Pd, ma anche qui Maltese parte per la tangente e ci racconta quel che gli pare. Ovviamente anche quella su MoveOn che avrebbe “fatto vincere le elezioni” a Obama è una balla. MoveOn ha dato il suo contributo, come tante altre realtà. Ma se chiedete a cento persone diverse che abbiano seguito con un minimo – ma davvero un minimo – di interesse cosa ha fatto vincere le elezioni a Obama, ammesso che si possa dare una risposta così netta a quella domanda, vi diranno che si tratta di Obama for America, l’infrastruttura messa in piedi dal suo sito internet e non da MoveOn.
Passeggiare per le strade di Roma ieri, a parte tutto, era un esercizio utilissimo per un politico. Le facce, le storie dei partecipanti raccontavano un’Italia che non comparirà mai al Tg1 ma opera ogni giorno nel famoso territorio. Associazioni di ogni tipo, che hanno movimentato già sulla rete decine di battaglie locali e nazionali, sulla Tav, il Ponte di Messina, il precariato, la scuola. Volontari, lavoratori, ceti medi, centri sociali ed elettori di destra delusi, gente del Nord, del Sud, immigrati: bella gente.
E vai con l’elogio dei movimenti per il no a qualsiasi cosa che erano ieri in piazza. «Bella gente». Quando torneremo al governo, e dovremo spiegar loro che la Tav si fa o che la legge Biagi non si può abrogare, ci lamenteremo del fatto che sono così irresponsabili da non capire cosa vuol dire governare.
Più giovani di quanti ne compaiano di solito nei cortei, quasi soltanto ventenni o cinquantenni, col buco in mezzo delle generazioni cresciuti negli ultimi decenni di egemonia televisiva.
È vero, ieri c’erano in piazza praticamente quasi solo due fasce di età: quella sotto i venticinque anni e quella sopra i cinquanta. Secondo me vuol dire diverse cose, alcune note e collegate alla formula di questa manifestazione e al rito delle manifestazioni di piazza in genere, altre probabilmente che varrebbe la pena indagare e conoscere. Per Maltese, invece, il problema è che gli altri erano tutti rincoglioniti dalla televisione.
Tanti pezzi di un’Italia non qualunquista, non rassegnata, che non sta mani nelle mani tutto il giorno a chiedersi “che cosa possiamo fare?” o a lagnarsi della casta dei politici. Domani non torneranno a casa a guardare la televisione. La rivoluzione viola non finisce qui e non finirebbe neppure con le dimissioni di Berlusconi. Continuerà a far politica nei nuovi modi, con o senza il permesso di chi pensa che la politica sia decidere tutto nelle fumose stanze di un vertice a palazzo.
E veniamo alla tesi di Maltese, quella nei confronti della quale ha piegato tutte le cose che ha visto e sentito ieri, condita dal noto e abusato vocabolario fatto di “casta”, “chiedere il permesso”, “le fumose stanze”, “un vertice a palazzo”. Chiunque abbia fatto una passeggiata nel corteo e abbia un minimo di lucidità e buona fede ha visto che in piazza, com’era scontato, c’era anche – probabilmente soprattutto – un bel pezzo di Italia qualunquista, quella che già fu ai V-day, che si lagna della casta dei politici, che dice che sono tutti uguali, che parla e pensa come in questo pessimo articolo. Naturalmente c’era anche tanta brava gente ed è a loro, più che a tutti gli altri, che fa torto questa rappresentazione caricaturale, faziosa e romanzata di quello che è successo ieri.
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Naturalmente c’era anche tanta brava gente ed è ha loro, più che a tutti gli altri, che fa torto questa rappresentazione caricaturale, faziosa e romanzata di quello che è successo ieri.
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A parte che “a loro” si scrive senz’acca, il tuo discorso è tautologico, nel senso che in qualsiasi manifestazione di massa troverai una cifra qualunquistica. E – lo saprai meglio di me – c’è anche un’Italia qualunquista che ha dato il suo voto al PD, voto che il tuo partito ha cercato con l’onnivoro “ma-anchismo” veltroniano.
Il PD nel suo essere partito massa (lato B di un bipolarismo perfetto teorizzato da Walter-ego) quel qualunquismo ha voluto fortissimamente incarnarlo cercando di rubare quel popolo “che vota dove tira il vento” alla destra. Non c’è riuscito: nel senso che quel popolo qualunquista ha continuato a preferire la destra al né carne né pesce di veltroniana fattura. Avete scelto un taget che ha risposto picche.
E ora voi piddini siccome avete cannato anche ieri (snobbando una manifestazione di massa solo per non rovinare le vostre spregiudicate alleanze future, ovvero per calcolo partitico, non politico, bada bene), date del qualunquista a una manifestazione che sicuramente, in parte, lo era, ma al tempo rappresentava un grido d’aiuto alla politica, una richiesta identitaria a cui in primis il PD, e in subordine i partitini della fu sinistra, non hanno saputo rispondere in modo efficace. La piazza di ieri chiedeva di essere rappresentata, non cavalcata. E qui ha sbagliato Bersani.
Caro Costa – la milionata che sfilava ieri era unita non solo da un generico “No B”, MA ANCHE (perdona la freudiana citazione Walterica) da una richiesta di chiarezza a (centro)sinistra, dal bisogno di vedere qualcuno formulare un’alternativa concreta in forma di proposta politica al pattume dominante. Un’alternativa concreta che non sia un mero calcolo di alleanze in vista di queste o quelle elezioni.
Saluti
ps
Visto che parli della TAV in modo dogmatico (“o così o niente”) sappi che si poteva realizzare spendendo venti volte di meno, non devastando il nostro patrimonio paesaggistico e con molti morti sul lavoro in meno, se solo si fosse scelto di modernizzare la linea esistente senza costruirne un doppione utile solo ad alimentare il circuito delle grandi opere (tangentabili e tangentate). Magari lo Elkann di turno (massimo paradigma delle imprese private tenute in vita delloStato) non sarebbe salito sul treno inaugurale, ma il risparmio in termini di denaro pubblico, di vite umane risparmiate e di tutela del paesaggio, sarebbe stato imponderabile.
Scusate, ma chi decide che il Pd abbia “cannato” a non partecipare alla manifestazione di ieri? Un giudice, un sondaggio di Sky, una raccolta di firme di Repubblica?
Marco, intanto non si può dire che il PD “non ha partecipato”. Ce n’erano molti di militanti del PD nel corteo. Certo, lo spettacolo dato fino al giorno prima della manifestazione è stato desolante (non ci vado, forse ci vado, etc. etc. ). Diciamo che, con l’adesione all’ultimo minuto della Bindi ci hanno messo una pezza.
il pd ha cannato qualcosa???
ma quando mai? ma chi osa dire ciò? ma figuriamoci!!!
(poi al prossimo congresso vi sbranerete di nuovo rimproverandovi errori politici di cui ora pavlovianamente negate persino l’esistenza… e intanto berlusconi continua allegramente a banchettare sulle macerie di un’opposizione incapace)
@ Marco:”[M]a chi decide che il Pd abbia “cannato” a non partecipare alla manifestazione di ieri?”
Gli elettori, ovvio. Alle prossime elezioni, quando l’IDV potrà contare sui voti di una parte di questo segmento sociale che il PD continua inspiegabilmente a guardare con sospetto. E questo anche – ma non solo, ovviamente – perché l’IDV partecipa al ‘noBday’, e cerca attivamente di intercettare quel consenso che il PD snobba. Incredibile. Un partito rinuncia a mobilitare una fetta di elettorato perché non gli piace: ‘qualunquista’, ‘giustizialista’. Quelli del PD che non c’erano ieri hanno fatto un errore politico, concordo con Umanesimo su questo. Il ‘noBday’ era un’occasione, non un pericolo. Ma non so io, ci sono delle linee guida, un “manuale del perfetto elettore di centro-sinistra”? Ditelo ché facciamo prima…
http://zoro.blog.excite.it/permalink/509392
Un applauso commosso a Costa.
Giusto alcune precisazioni su maltese, preso un attimo dall’entusiasmo ieri(grillo non si sa cosa centri, ma immagino sia citato come esempio di luogocomunismo delle espressioni di maltese). Però alla fine, giusto enfatizzare la cosa,è stata una bella giornata.Come i precedenti post, non capisco l’accanimento e la lunghezza di questi articoli volti a sputtanare tutta la faccenda. semplicemente ieri credo si sia dato un segnale, di tanta gente che con entusiasmo ed educazione ha dato un segnale a un governo e a un intero paese, infischiandosene di bersani e delle sue tiritere di due settimane andiamo non andiamo. i partiti sono stati tenuti ai margini, e si è visto come ieri i partiti centrassero poco con questa manifestazione.
@iMelom
giusto, gli elettori .
per ora da quando il PD ha abbandonato il giustizialismo di franceschini, mi sembra che i sondaggi (per quello che valgono, eh !) vadano parecchio meglio…ma comunque si vedrà.
sono un elettore anche io, e il mio voto bersani l’avrebbe perso se ci fosse andato, alla manifestazione.
quanto all’IDV tutta occupata di sventolare le bandiere sotto le telecamere -anche contro la precisa richiesta degli organizzatori -direi che si è chiarita la loro tempra morale.
credo che già alle europee abbia fatto il pieno della gente che era lì, ed è un pieno secondo me da lasciargli volentieri.
Come i precedenti post, non capisco l’accanimento e la lunghezza di questi articoli volti a sputtanare tutta la faccenda.
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a roma (e non solo) c’è un termine dedicato a questo bizzarro (ancorché diffuso) tipo di accanimento e questo termine è: ROSICARE (che poi è la stessa cosa che ieri ha fatto casini, nel senso di pierfurby)
@marco2
quelli dell’idv possono sventolare quello che gli pare, ieri la maggioranza della gente non ce l’aveva la bandiera, basta con questa storia di cementarsi sempre di fronte a un nemico che non c’è (e prendersela con i potenziali alleati fa il gioco di berlusconi)
prendersela con chi sventola una bandiera
eh già: è questo il problema; sventolare una bandiera dell’idv davanti a una telecamera
preoccupiamoci degli sventolii e non del conflitto d’interessi, andiamo pure avanti così…
Però non mi mettete in bocca cose che non ho detto. Riguardo la manifestazione ho scritto molto e positivamente sull’Unità, raccontandone le peculiarità che l’hanno resa diversa da tutte le altre. Gli articoli stanno tutti qui sul blog. Il giorno prima ho spiegato perché io non sarei andato e l’ho fatto fornendo ragioni e argomenti politici ben precisi: potete ribattere a questi, nei commenti a quel post.
Questo parla del delirante articolo di Maltese, che dice talmente tante castronerie che penso possa essere tranquillamente trovato altrettanto delirante anche da chi ha avuto del Nbd un’opinione diversa dalla mia.
Solo una preghiera a Umanesimo: se hai voglia di discutere sei il benvenuto, ma questo comporta – per esempio – evitare di buttarla in caciara. Sei stato tu a tirare in ballo l’adesione dei partiti e prendertela col Pd, ti è stato risposto che gli organizzatori avevano chiesto di non portare bandiere e io aggiungo che si sono parecchio lamentati dell’invadenza dell’Idv (la fonte sono gli organizzatori in persona, con cui ho parlato: domani esce l’articolo sull’Unità). E tu che fai? Rispondi che non possiamo prendercela con chi sventola le bandiere. Non siamo al bar.
Per ringraziare il Costa del post nel quale spiegava mirabilmente le ragioni per non andare al NBD non gli ho schierato contro Adailton.
Purtroppo (per lui) non poteva scrivere questo post su Maltese prima di oggi, altrimenti avrei tenuto in panca anche Borriello
(“bravo Francesco” mi sembrava riduttivo come commento…)
Eheh, gran partita. Per me facciamo due a due.
@costa
nb
non dico che non ce la si può prendere con chi sventola una bandiera non richiesta, figuriamoci: dico che tale gesto mi sembra IMHO risibile in una manifestazione che parla di una cosa molto più seria (conflitto di interessi, never heard about that?); o no?
ero alla manifestazione di sabato e la maggior parte dei manifestanti era senza bandiera
le bandiere presenti erano di idv (la maggioranza) rifondazione (un buon numero) verdi e pd (in minima parte), poi altre bandiere minori, chi le aveva portate logicamente le sventolava (piddini compresi)
se pensi che non abbia argomentato in tutto quello che ho scritto mi viene da pensare che non mi hai letto (del resto non ho visto risposte nel merito)
al bar comunque io (non so tu) ci faccio colazione non certo caciara
saluti
Aggiungo che – per l’ennesima volta – il nocumento al pd verrà non dallo sventolio di una brutta bandiera (quelle dell’idv sono inguardabili) di un partito populista, ma dall’ondivaghissimo atteggiamento della dirigenza dello stesso pd: “non vengo; vengo; vengo ma non dite che vengo; mi si nota di più se vengo o non vengo? non vengo ma sarei venuto; vengo ma chi non viene fa bene; non vengo ma chi viene non sbaglia; ecc.”.
Trattare una milionata di persone da persone incapaci di distinguere chi si batte per rimuovere un’anomalia politica unica al mondo, o pronte a farsi ammaliare dall’una o l’altra bandiera, non ha fatto onore all’indiscussa intelligenza di Bersani.
Sabato c’era un milione di persone che chiedeva una forma di rappresentanza non tanto dei propri interessi ma di quelli del paese. E di quella rappresentanza sono tuttora orfane. E ne è orfano il paese. La gente in piazza non chiedeva (o temeva) di essere cavalcata, ma rappresentata. Se invece di rispondere a queste istanze, il pd preferisce l’alleanza con Casini, lo dica subito, e con chiarezza. Possibile che una manifestazione possa mandare in stato confusionale un partito? Non pensi che c’è un problema identitario che si trascina dal Lingotto in avanti?
Seee un milione di persone… Ma sai quante sono un milione di persone?
A proposito: la cosa che mi fa rabbia è che 150mila (quanti ne contiene san giovanni stipata), 180mila (quanti verosimilmente erano sabato) SONO già una marea. Però bisogna esagerare. E questo perchè si è perso il valore della partecipazione…
Portatele voi 180mila persone nello stesso posto alla stessa ora… Io non ci riuscirei e considero chi ci riesce un grande. A patto però che sia consapevole di quella grandezza.
Anche questa corsa all’iperbole è figlia della sottocultura che a parole si vuole combattere. Si educa più con l’esempio, ho imparato da quando ho dei figli: vorrei fosse applicata anche alla politica questa grande verità. E che cominci a farlo chi dice di voler cambiare le cose
qualcuno mi sa spiegare perchè, un presidente del consiglio (chiunque esso sia) democraticamente eletto, si deve dimettere perchè lo richiedono 150/200 mila persone riunite in una piazza?
se ieri sera all’Olimpico i 70.000 presenti sugli spalti gridavano “Alemanno vattene” oggi Roma doveva essere senza sindaco?
infatti mica si deve dimettere:
è una persona eticamente cristallina che tutto il mondo ci invidia: perché mai si dovrebbe dimettere uno che da così tanto lustro all’italia? viva il riformismo pidduino! viva d’alema! il conflitto d’interessi è un’invenzione e in piazza sabato c’erano millecinquecento persone tutte populiste ….
;)
Perdonami Francesco, ma il livello del dibattito è troppo elevato: rinuncio
Argomenti ce ne potevano anche essere, ma l’espressione noiosamente ripetuta da Bersani, Bindi e compagnia – “il Pd non deve mettere il cappello sulla manifestazione” – è particolarmente insulsa e particolarmente fuori contesto. Nessuno chiedeva di mettere nessun cappello. Se Bersani avesse detto “il PD è favorevole a questa iniziativa e io sarò alla manifestazione” nessuno sano di mente lo avrebbe accusato di “mettere il cappello”, e lui lo sa. Sarebbe semplicemente andato alla manifestazione, che è quello che gli si suggeriva, in quanto leader del maggiore partito di opposizione, e la manifestazione sarebbe rimasta il No-B day viola di quelli di Facebook.
Luca Sofri
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che è quello che – con altre parole – ho provato a sostenere più sopra, ovvero che dire che i partecipanti si fanno cavalcare è mancargli di rispetto, chiedevano un sostegno e non scuse per un rifiuto a tale richiesta…
Il NoB-Day è stata una manifestazione con l’intento dichiarato fin dall’inizio di chiedere le dimissioni di Berlusconi. Passi per Di Pietro che le chiede anche quando B è all’opposizione, ma come faceva il PD a dichiararsi “favorevole alla manifestazione”? Una manifestazione che chiede le dimissioni del Premier? Il maggior partito di opposizione se vuole le dimissioni di Berlusconi le deve chiedere prima in Parlamento e dopo eventualmente usare la piazza.
Non entro nel merito se sia o meno opportuno che il PD chieda le dimissioni di Berlusconi, ma allo stato attuale (giusto o sbagliato che sia) penso che Bersani abbia fatto la scelta giusta di non schierare ufficialmente il PD.
Se poi la Bindi (presidente) ha deciso di partecipare abbia almeno il coraggio di presentare una mozione di sfiducia in Parlamento. Ma dubito che succederà.. in fondo la coerenza latita nella nostra classe politica.
Una nota: sui numeri della manifestazione (paventati dagli oganizzatori) credo ci sia poco da dire. Basta dividere per 10 e si sbaglia di poco. Ma c’è sempre qualcuno che ha bisogno di gloria quindi ben vengano le milionate di persone se serve al morale di qualcuno.
Simili manifestazioni hanno sempre il patrocinio di qualcuno (più o meno dichiarato, ma con i soldi) e mi chiedo se quelle persone che si lamentavano dell’invadenza dell’IDV si siano anche chieste chi pagava il palco e l’agenzia che ha curato l’immagine e il sito internet della manifestazione. Perchè con tutta la buona volontà non credo abbiano lavorato gratis..