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Bella cazzata

«I suicidi ci possono essere, e ci sono, in qualunque condizione carceraria, anche se i detenuti fossero in un hotel a cinque stelle» ha dichiarato il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Intervistato da «SkyTg24», La Russa ha affrontato il tema del piano carceri contestando «l’equazione tra condizione di vita non buone e suicidi. La condizione di detenuto può portare, ahimè, alle patologie che portano al suicidio», ha sottolineato il ministro, che, a proposito dei 61 casi di suicidio registrati nel corso dell’anno nelle prigioni italiane, ha affermato: «Non è che se gli mettiamo il frigobar, otto ore di aria e la musica soffusa non ci sarà neanche un suicidio…».

Bastano i numeri per dimostrare come il ministro La Russa abbia detto una clamorosa scemenza. Detto che «neanche un suicidio» non esiste da nessuna parte, purtroppo, è assolutamente vero che ci sia «un’equazione tra condizione di vita non buone e suicidi». Basta dire, per cominciare, che il tasso di suicidi nelle carceri è ventuno volte superiore a quello fuori: ventuno è un margine un po’ troppo elevato per rientrare nei fisiologici errori della statistica. Inoltre, la corrispondenza tra sovraffollamento delle carceri (e conseguente peggioramento delle condizioni di vita delle persone detenute) e suicidi è acclarata e dimostrata. Il numero delle persone che si toglie la vita in carcere, infatti, cresce insieme al numero dei detenuti. Ma non cresce in modo proporzionato e progressivo, come vorrebbe la statistica. Cresce in modo esponenziale. Nell’ultimo anno, a un incremento del venti per cento della popolazione carceraria è corrisposto un incremento dei suicidi vicino al 50 per cento. Quindi sì, ministro La Russa, se i detenuti fossero in un hotel a cinque stelle si suiciderebbero molto meno. Ma non serve che vivano in un hotel a cinque stelle: basterebbe, per cominciare, che ognuno avesse qualche metro quadro in cui potersi muovere e un letto (ho detto letto) abbastanza distante dalla tazza del water e dalle tane degli scarafaggi. Basterebbero regolamenti e leggi più umane e degne di un paese civile. Basterebbe che le carceri non fossero dei campi di tortura.