I fatti sostituiti dalle opinioni

La settimana scorsa tutti i quotidiani italiani hanno dato conto di un rapporto dell’Osservatorio europeo sulle droghe, raccontando di come l’Italia fosse uno dei paesi in Europa in cui si consuma più cocaina, intorno al terzo posto. Un fatto, per farla breve. Al Fatto hanno deciso che il dato era errato, sulla base dell’opinione espressa da un sociologo. Un’opinione, per farla breve. Risultato? Titolo di prima pagina: «Cocaina, primi in Europa». Davanti alle numerose richieste di chiarimento da parte dei lettori del Fatto, la candida risposta di Marco Travaglio è stata: «La classifica europea andava corretta».

(hat tip: Macchianera)



27 commenti »

  1. Ho letto le motivazioni di Travaglio per intero. A corollario delle giuste osservazioni di Costa cito questo passo: “Il Fatto Quotidiano non ha la pretesa di avere sempre ragione: commette errori, ma sempre in buona fede, tant’è che abbiamo – unici nel panorama dell’editoria – un’apposita rubrica intitolata “I nostri errori”. Nella quale rettifichiamo e ci scusiamo quando sbagliamo. Ma non quando diciamo la verità. Mi dispiace per gli imbecilli, ma dovranno farsene una ragione.”

    In pratica, Travaglio mette le opinioni avanti ai fatti, giustificandosi con la pretesa di stabilire la verita’ (la sua?). Chi non concorda e’ un imbecille. Un suggerimento agli imbecilli, lasciate perdere il giornalismo spazzatura e sceglietevi meglio le vostre letture. Bravo Costa.

    Commento di Antonio del 17 November 2009 alle ore 12:39
  2. Tra l’altro non è manco vero il fatto che la rubrica “I nostri errori” sia «unica nel panorama dell’editoria». Ce l’ha Internazionale, fissa in seconda pagina.

    Commento di francescocosta del 17 November 2009 alle ore 12:44
  3. mah… se vogliamo criticare “il fatto” (concordo che questo giornale dovrebbe chiamarsi, più appropriatamente, “l’opinione”) e, in particolare, marco travaglio, ci sono stati esempi più clamorosi di questo.
    qui mi pare che la spiegazione, ancorché saccente e arrogante, ci possa stare. in definitiva, hanno intervistato un sociologo che contesta le statistiche in maniera, peraltro, del tutto razionale.
    è comunque vero che il titolo più coerente avrebbe dovuto essere: “il sociologo: cocaina, primi in europa” oppure “cocaina, ecco perché la statistica è falsa”(graficamente non ci sarebbero stati problemi, visti i continui attentati al buon gusto sotto questo profilo a cui sono usi Padellaro & c.).

    detto questo penso che rilevare la pagliuzza negli occhi di travaglio è esercizio interessante, ma ancor più lo sarebbe far notare la trave in quelli di minzolini. non foss’altro che il numero delle persone che legge “il fatto” è un trentesimo di quelli che guardano il tg1.

    Commento di f.b. del 17 November 2009 alle ore 13:05
  4. però per chi sta fuori dalle polemiche dei travaglini contro gli anti-travaglini c’è da dire che Blumir, che più che un opinionista è uno dei massimi esperti di droghe e problemi sociali ad essa correlati, che abbiamo in Italia e che nessuno o quasi interpella mai, dice delle cose molto intelligenti e condivisibili. Se queste poi vengono usate (diciamo anche manipolate, và) per cambiare le posizioni in graduatorie europee non dovrebbe fregare un cazzo a nessuno..o no? cioè vale più la classifica o il contenuto?

    saluti
    luca naitana

    Commento di luca del 17 November 2009 alle ore 13:11
  5. ” è comunque vero che il titolo più coerente avrebbe dovuto essere: “il sociologo: cocaina, primi in europa” oppure “cocaina,”

    Non solo, F.B. Concordo con te sul fatto che l’articolo doveva semplicemente scrivere più correttamente ” secondo il tal sociologo saremmo primi in Italia “. Ma mi sembra anche incorretto , da parte di Costa, dire che quella del sociologo è solo un’opinione tout court. Lo sarà quando riferisce sulla verità di ciò che dicono i giovani, ma non quando riporta il dato che la cocaina sequestrata ammonta al 5 % di quella effetivamente circolante. Forse quel dato pecca per difetto o eccesso , ma è fondato su FATTI, no?

    Commento di Mj del 17 November 2009 alle ore 13:13
  6. Beh, non è che la classifica sia fatta a caso. E in ogni caso il compito di un giornale è dare le notizie: si poteva tranquillamente far replicare Blumir al rapporto europeo e mettere entrambe le cose. Ma fare quel titolo lì è distorcere i fatti: una cosa piuttosto grave dal punto di vista giornalistico, specie da parte di chi si vanta ogni secondo di essere l’unico portatore di verità e indipendenza nel panorama editoriale italiano.

    Commento di francescocosta del 17 November 2009 alle ore 13:13
  7. Bravo Francesco.

    Non solo MT giustifica una operazione di disinformazione, ma mi sembra utile osservare come lo faccia con argomenti irrilevanti e falsi.

    * MT dice che “’alto tasso di impunità di certi reati fa sì che le forze dell’ordine riescano a sequestrare soltanto il 5% della droga circolante”. Ma cosa vuol dire? A MT risulta che le forze dell’ordine sequestrano la droga in base a quanto vengono sanzionati i reati?

    * MT sostiene che un esperto (badate bene, uno) dice che i meno giovani in Italia mentono sul consumo di cocaina. Come fa a saperlo? Non può, ne possiamo noi. I fatti però sono chiari: secondo le rilevazioni gli italiani dicono di consumare più cocaina da giovani adulti, senza variazioni molto ampie tra fasce d’età. Stesso discorso in UK, con scillazioni maggiori. In Francia e Germania i consumatori diminuiscono gradualemnte con l’età. In tutti i casi gli Italiani si collocano sopra o nella media. (Dati nel post successivo).

    Commento di Marco del 17 November 2009 alle ore 13:18
  8. scusa, francesco, ma…
    qual è il giornale o il tg che non si vanta di essere l’unico portatore di verità e indipendenza del panorama editoriale italiano?
    ribadisco il concetto. il titolo fuorvia, ma non più di quanto non fuorviino un buon 30% dei titoli che ogni giorno abbiamo su repubblica, corriere, stampa, sole, giornale, unità…

    Commento di f.b. del 17 November 2009 alle ore 13:18
  9. L’EMCDDA publica i dati sul consumo riportato dai giovani e i meno giovani in Europa. Non risponde direttamente alla questione se gli Italiani meno giovani mentono, ma variazioni di consumo comparabili tra giovani e vecchi in diversi paesi suggeriscono che l’opinione dell’esperto non sia corretta. Uso per tutti i paesi l’ulimo dato rilevato (2007 per la maggior parte dei paesi, statistiche e metodi pressochè omogenei).

    La percentuale di giovanissimi (15-16 anni) che dicono di aver fatto uso di coca almeno una volta nella vita per Italia, Francia, UK e Germania (ESPAD 2007) è identica: 5%.

    Per la popolazione generale nella fascia d’età successiva (15-34 anni) c’è più variabilità, ma nulla fa supporre che gli italiani mentano più degli altri, anzi.

    Italia 7.5%
    Francia 3.5%
    UK 12.8%
    Germania 4.9%

    Per la popolazione generale (15-64 anni):

    Italia 6.8%
    Francia 2.6%
    UK 7.7%
    Germania 2.5%

    Dati: http://www.emcdda.europa.eu/stats09

    Commento di Marco del 17 November 2009 alle ore 13:19
  10. E non si capisce perché siano solo gli italiani a non dire che pippano, argomento con cui si giustifica la sottostima: cos’è, in Germania o in Francia ne vanno fieri?

    Commento di francescocosta del 17 November 2009 alle ore 13:22
  11. f.b., correggimi se sbaglio, ma io non ricordo editoriali di Minzolini o di Calabresi o di De Bortoli in cui si scrive che le loro testate sono le uniche indipendenti e libere, al contrario di tutti gli altri servi del potere. Il Fatto lo scrive tre volte al giorno.

    Commento di francescocosta del 17 November 2009 alle ore 13:24
  12. ” f.b., correggimi se sbaglio, ma io non ricordo editoriali di Minzolini o di Calabresi o di De Bortoli in cui si scrive che le loro testate sono le uniche indipendenti e libere, al contrario di tutti gli altri servi del potere.”

    Io mi vergognerei di scrivere una cosa del genere. Costa, io non dico che non dovresti cercare le ” pagliuzze”, però, addebitare a quelli de IL Fatto e TRavaglio questa opinione è, per riprendere le tue parole” una grave distorsione dei fatti”.

    Commento di Mj del 17 November 2009 alle ore 13:28
  13. francesco,
    per esempio
    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=NNBSX

    poi, per carità, è vero che al corriere non ci martellano tre volte al dì con questa vanteria, ma insomma, il succo quello è…

    Commento di f.b. del 17 November 2009 alle ore 13:30
  14. @f.b.:
    Non ti chiedevo di trovare un editoriale in cui un giornalista o un direttore vanta la libertà del proprio giornale (sarebbe raro trovarne uno che dica il contrario) bensì uno in cui ci si vanta di essere gli unici indipendenti e liberi nel panorama editoriale.

    @M.J., che sparge “vergognati” a destra e a manca:

    Sarà un giornale che dà le notizie, a cominciare dalle notizie che gli altri giornali non danno, le analisi che gli altri non fanno, tratterà gli argomenti che gli altri non trattano, insomma cercherà di riempire quel grande vuoto che molti di noi, e spero anche molti di voi, avvertono da diversi anni nel mondo dell’informazione ufficiale.

    perché

    non è un giornale di partito, non è un giornale di Stato, è un giornale che non ha padroni, è un giornale che non ha un editore, è un giornale molto strano per molti motivi, intanto quello di non avere un padrone ma di avere una società editoriale nella quale ci siamo messi in gioco e abbiamo investito anche qualche soldo noi che lo scriveremo, una società che non ha una figura dominante che ha diversi azionisti con piccole quote, chi lo vorrà diventare naturalmente lo potrà fare. E quindi questa è la prima anomalia.

    Commento di francescocosta del 17 November 2009 alle ore 13:48
  15. @Mj commento#5

    “la cocaina sequestrata ammonta al 5 % di quella effetivamente circolante.”

    Non ho idea dove il sociologo abbia appreso questi fatti. Io ti dico questo. Sempre secondo la fonte dati di cui sopra, il prezzo della cocaina è intorno a 60 Euro/g in tutti i maggiori paesi europei. Mi sembra ragionevole dedurre che la disponibilità di cocaina soddisfi in maniera equivalente le richieste nei diversi paesi e che i sequestri non riescono ad influire sulla dinamica dei prezzi in modo differenziale tra paesi. Altrimenti i prezzi sarebbero diversi (è il mercato, bellezza!).

    In che modo quindi i dati dicono qualcosa che fa variare la classifica dell’Italia?

    Commento di Marco del 17 November 2009 alle ore 13:51
  16. Francesco, non ho ” sparso vergogna a destra e manca”.

    ( e questa ascriviamola alla ” grave inesattezza” di Costa n. 2)

    Non ho scritto vergognati. Ho detto che IO mi vergognerei di scrivere una cosa del genere, perchè è evidentemente un’esagerazione. Infatti, tu riporti quello che scrivo quielli del Fatto, però da ciò che riporti si evince SOLO che loro sono orgogliosi di esssere senza padroni. L’aggiunta esagerata ” gli altri sono servi del potere ” è tutta tua.

    Commento di MJ del 17 November 2009 alle ore 13:55
  17. Scusa ma il testo di Travaglio è inequivocabile, così come il tuo tentativo di arrampicarti sugli specchi.

    Commento di francescocosta del 17 November 2009 alle ore 13:57
  18. Marco, secondo me, dovresti fare quelle domande a Blumir, no? E’ nel settore, saprà quindi come leggere i numeri.

    Io ti posso solo dire che non è la prima volta che, nell’ambito di stime di dati fenomeni, sento riportati numeri poi seguiti da una qualche dicitura tipo:” questa è solo la parte emersa del fenomeno, perchè si stima che i numeri siano più alti-bassi.

    Commento di MJ del 17 November 2009 alle ore 14:00
  19. ” così come il tuo tentativo di arrampicarti sugli specchi.”

    Davvero? Ti è altrettanto chiaro di come hai cercato di distorcere ciò che ho detto?

    Commento di MJ del 17 November 2009 alle ore 14:02
  20. Per favore, risparmiami un’altra gara a chi ha l’ultima parola: ho di meglio da fare. Le cose che abbiamo scritto stanno quassù: ognuno può leggere e farsi la propria idea.

    Commento di francescocosta del 17 November 2009 alle ore 14:09
  21. francesco,
    neanch’io voglio iniziare la gara a chi ha l’ultima parola :-)
    in ogni caso, nell’editoriale che prima avevo allegato de bortoli dice “al corriere, che ha le sue idee, si rispettano quelle degli altri. altrove no”.
    poi è vero che, rispetto a padellaro, né de bortoli, né altri scrivono una volta al giorno “noi siamo gli unici che…” e su questo ti dò ragione. ma il concetto, sia pure in termini più moderati, è quello dell’editoriale di de bortoli.
    quello di padellaro (noi siamo gli unici che) è il modo di fare tipicamente dipietrista: chi non è con me, è complice di berlusconi (vedi partecipazione alla manifestazione del 5 dicembre).

    Commento di f.b. del 17 November 2009 alle ore 14:14
  22. [...] Piu’ che sull’errore in se’ – che pure ha la sua importanza – sarebbe utile riflettere sui motivi che hanno impedito una soluzione ragionevole (e dovuta) alla vicenda; cosa ha motivato il rifiuto di pubblicare una semplice (e dovuta) rettifica? Della vicenda si parla anche qui e qui. [...]

  23. Ciao Francesco,

    avevo segnalato il problema con molta pacatezza lo stesso 6 novembre qui:

    http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/06/il-fatto-quotidiano-nella-polvere/

    a cui ha fatto seguito una replica di Beatrice Borromeo, molto cortese a dire il vero:

    http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/11/beatrice-borromeo-risponde-a-ilnichilista-litalia-e-al-primo-posto-in-europa-per-il-consumo-di-cocaina-lo-dicono-gli-esperti/

    Quando ho letto poi l’articolo di Travaglio su Voglio Scendere, ho notato come l’unica differenza tra la posizione di Travaglio e quella di Borromeo era l’atteggiamento: tanto borioso e arrogante il primo quanto pacata e disponibile al confronto la seconda.
    Ho replicato a questo modo a Travaglio, dandomi fieramente dell’ “imbecille”:

    http://ilnichilista.wordpress.com/2009/11/15/marco-travaglio-nella-polvere-la-domanda-di-un-imbecille/

    In conclusione trovo il caso sia chiuso: io pensavo certe affermazioni andassero rettificate; non mi è stato mostrato perché, ma mi hanno dato dell’imbecille per averlo pensato (oltre a non aver ottenuto alcuna rettifica).

    Meglio pensarci due volta, la prossima volta, prima di incensare Travaglio e massacrare la Borromeo. Che avrà pure sbagliato, ma almeno ha ammesso il contraddittorio.

    Concordo con il tuo pezzo, comunque. A presto.

    Commento di Fabio Chiusi del 17 November 2009 alle ore 15:00
  24. Non ho mai letto il Fatto, ma mi sembra che l’argomento di Costa qui sia un po’ capzioso. Non mi pare che il titolo sovverta la classifica europea (non la cita). Nè che si tratti di semplici opinioni (se il sociologo è un esperto, ha titolo a far un ragionamento che inquadra fatti che magari possono non essere compresi nella statistica). Semmai è lacunoso – forse per ragioni anche di spazio – il ragionamento, ma davvero mi pare che questo debunking sia eccessivo.

    Invece il problema più serio è nel tono arrogante della replica di Travaglio, che dà degli imbecilli a tutti. Questo mi preoccupa più dell’eventuale sbavatura (non di più, davvero) giornalistica che impallidisce di fronte a quasi tutti gli articoli su tutti i giornali. Trovo il post fuori mira, insomma. E mi pare che Travaglio andrebbe attaccato, se lo si vuol attaccare, più sull’atteggiamenteo saccente e irrispettoso che su sbavature giornalistiche che mi sembrano spesso (non sempre) veniali. Perché un articolo sbavato o manipolato si può confutare. Ma il tono saccente e arrogante riduce le possibilità di dialogo fra persone, perché mette istintivamente gli altri sulla difensica, o li manda al contrattacco… crea steccati, nemmeno basati sulle opinioni, a volte. Capisco se ‘ste cose le fa la satira (la legge solo chi ha già un’opinione concordante, e non pretende di essere obiettiva), meno quando le fa il giornalismo.

    Però, detto questo: vogliamo dedicare un decimo di questa attenzione a Libero, il Giornale, TG1… o non è pericoloso pensare che lì è “scontato” che le cose stiano così? Non ritieni che scontato non dovrebbe esserlo? Insomma, non è che siamo bravi a criticare sempre di più il campo amico di quello nemico? O non sarà che non ha senso che aree intere del PD considerino più nemici altri partiti sul campo sinistro che la destra? Insomma, il vecchio vizietto dell’egemonia a sinistra? Solo per dire, eh. A me pare che quest’aria tiri parecchio, fra amici e conoscenti… E non è un’aria che aiuti il dialogo più del tono di Travaglio.

    Commento di Maurizio del 17 November 2009 alle ore 17:13
  25. Bisognerebbe dire, per correttezza, che Travaglio, pur sbagliando nei toni, ha usato la parola “imbecilli” perchè c’erano stati commenti che attaccavamo pesantemente la Borromeo con svariati insulti, e non per le semplici richieste di chiarimenti.
    Ha voluto difendere la Borromeo, ci ha provato, un pò lo capisco. Capisco meno il sarcastico giornalista che ha postato il pezzo su Macchianera che ironizza sulla difesa alla Borromeo, mentre lui, ad esempio (uno dei tanti che si potrebbero fare), faceva articoli per difendere il Capo dopo la sentenza di condanna di Mills in primo grado con acrobazie logiche e linguistiche piuttosto penose.

    P.S: Comunque, sul Corriere della Sera, Alessandra Arachi, a proposito di questa benedetta classifica, nel suo pezzo parlava di Italia in “pole position”.

    Commento di Antonio del 18 November 2009 alle ore 00:06
  26. [...] Francesco Costa [...]

  27. - Chi non la pensa come me è un imbecille. – Questo modo di porsi non mi piace. Lo dico senza problemi, da stimatore di Travaglio.

    Per il resto, la costruzione dell’articolo non è sbagliata, anzi, mi sembra buona. Magari il titolo è un po’ “urlato”, quello sì. Ma, davvero, qua chi è senza peccato scagli la prima pietra. Cmq è da anni che dico che toglierei i titoli dei giornali per legge! :))

    Questi atteggiamenti, comunque, come anche quelli di ribadire tutti i giorni di essere “duri e puri” e “i migliori” fanno parte del gioco. Non dimentichiamoci che il Fatto è nato da un mese e mezzo e che in qualche modo deve affermarsi e confermarsi. Certi atteggiamenti più spregiudicati, in tutte le professioni, se li possono permettere solo i “giovani”, perché hanno bisogno di farsi vedere, di sgomitare e trovare spazio.

    Detto questo, tra un tre mesi sarà interessante vedere se il “Fatto” ha più rosicchiato copie agli altri giornali oppure se ha portato soprattutto gente nuova in edicola. Io sono molto curioso.

    Commento di Manuele del 18 November 2009 alle ore 21:48

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