Chi, io?

Non è certo una sorpresa il fatto che secondo il sottosegretario Giovanardi Stefano Cucchi sia «morto di droga». Ci sono dei precedenti, lo conosciamo. La cosa però ci dà l’occasione di ricordare, tra le cause della morte di Stefano Cucchi, quella senza la quale Stefano Cucchi non sarebbe nemmeno stato portato in commissariato, quella sera. È la legge italiana sul consumo di droga e porta la firma di due persone. Una è Gianfranco Fini, applauditissimo all’ultima festa del Partito Democratico. L’altra è Carlo Giovanardi.

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09.11.09 - Diario
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10 commenti »

  1. [...] vi chiamate Carlo Giovanardi e avete firmato una legge che manda in carcere i consumatori di droghe (di qualsiasi tipo) non ci si meraviglia che [...]

    Pingback di Se « Blog del circolo online del PD “Barack Obama” del 9 November 2009 alle ore 17:14
  2. Il Giornale, 2 febbraio 2002, pagina 10, intervista a Carlo Giovanardi.
    Titolo (cinico e beffardo, rileggendolo oggi, alla luce della vicenda Cucchi): “Giovanardi: così salveremo i detenuti tossicodipendenti”.

    http://newrassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&currentArticle=33BES

    Commento di f.b. del 9 November 2009 alle ore 19:28
  3. Non sono d’accordo. La legge è legge, e se loro rappresentanti in quanto votati dai cittadini sovrani l’hanno presentata e votata legittimamente (eccecc) non è questo il problema, e anzi rischia di confondere la questione essenziale che è una: Stefano era sotto tutela dello Stato e questo lo ha fatto morire o ucciso addirittura.

    Io in quanto cittadino accetto che Giovanardi faccia le leggi che ha diritto di fare ma NON accetto che lo Stato si permetta di torcere un capello in queste situazioni quì.

    Commento di riccardo r del 9 November 2009 alle ore 19:56
  4. concordo con Riccardo qui sopra: il problema non e’ la legge, o l’eventuale reato legato alla droga.

    Il problema e’ che anche il peggiore delinquente, accusato di qualsiasi reato, anche il piu’ abietto, dovrebbe avere la certezza, in uno Stato di diritto, di entrare e uscire in commissariati e carceri senza lasciarci le penne.

    Evidentemente cosi’ non e’.

    Commento di demonio pellegrino del 9 November 2009 alle ore 23:04
  5. Ciao francescocosta, hai letto “The Political Brain: The Role of Emotion in Deciding the Fate of the Nation” di Drew westen? mi piacerebbe sapere cosa ne pensi..

    Alessandro Talia

    Commento di Alessandro Talia del 10 November 2009 alle ore 04:04
  6. [...] Francesco Costa ci ricorda chi è che ha voluto che i piccoli spacciatori vadano a riempire le carceri. Non è certo una sorpresa il fatto che secondo il sottosegretario Giovanardi Stefano Cucchi sia «morto di droga». Ci sono dei precedenti, lo conosciamo. La cosa però ci dà l’occasione di ricordare, tra le cause della morte di Stefano Cucchi, quella senza la quale Stefano Cucchi non sarebbe nemmeno stato portato in commissariato, quella sera. È la legge italiana sul consumo di droga e porta la firma di due persone. Una è Gianfranco Fini, applauditissimo all’ultima festa del Partito Democratico. L’altra è Carlo Giovanardi. [...]

    Pingback di Chi è causa del male altrui | Il blog di lucacicca del 10 November 2009 alle ore 11:14
  7. Esattamente come fa Giovanardi, tu speculi sul cadavere di Cucchi, giocandoti le solite due briscole moraliste sul tema, giusto per scroccare qualche sorriso compiaciuto tra gli amici.
    La morte di Stefano Cucchi non risiede in una legge stroppia ma porta scritta la firma di chi, tra persone e istituizioni, lo ha preso in consegna e, nel rispetto di tutti i suoi diritti, ne doveva garantire la custodia.
    L’individuazione di queste precise responsabilita’ e non le tue “tirate” generiche e sofistiche, rappresentano adesso la priorita’, per dichiarare chiaramente l’inammissibilita’ totale del principio che e’ stato “ribadito” ai danni del povero Cucchi: in carcere si puo’ morire, perche’ tanto non importa a nessuno. Alla popolazione carceraria in questo momento non frega nulla della corresponsabilita’ morale del Giovannardi nella legge. Quello che preme ai detenuti oggi, credo, e’ avere la garanzia dei propri diritti e la certezza che la legge (stroppia o meno stroppia) e le sue sanzioni, vengano applicate a chiunque, non solo a loro.
    Slavare, come fai te, il caso Cucchi con qualche tiratina morale su Giovannardi rende ingiustizia soprattutto a Cucchi e ai detenuti.

    Commento di Chris del 10 November 2009 alle ore 11:25
  8. [...] Francesco Costa, sul suo blog [...]

    Pingback di Mandanti – Torino Sistema Solare del 10 November 2009 alle ore 12:04
  9. Ecco, bisognerebbe che qualcuno chiedesse a Fini se è ancora convinto che la sua sia una buona legge.

    Commento di alberto del 10 November 2009 alle ore 12:43
  10. Capisco il riflesso condizionato (quello di Giovanardi, quello di un paio di voi e quello che un paio di voi attribuiscono a me) ma io non ho mai scritto nè pensato che Cucchi sia morto per colpa di Fini e Giovanardi. Fosse così, avrei lanciato quest’accusa molto prima, per ogni detenuto finito in carcere grazie a quella legge che viene pestato o si uccide. Ce ne sono stati diversi.

    Stefano Cucchi è morto, con ogni evidenza, per colpa di chi gli ha spezzato la schiena e lo ha massacrato. Il post intendeva – dichiaratamente, peraltro – approfittare dell’assurda frase di Giovanardi per ricordare che la legge che ha portato Cucchi in carcere quella sera è la legge che porta il suo nome, cosa che non sarebbe avvenuta nella gran parte dei paesi europei, privi di una legge tanto feroce quanto inutile e sbagliata come quella lì. 

    Ci sono centinaia di persone che nelle carceri italiane vengono pestate da poliziotti o altri detenuti, decine che si uccidono, anche tra i poliziotti, e mai tanti come quest’anno, a causa di un sovraffollamento che barbaro e inumano, oltre che palesemente incostituzionale. E migliaia di persone finiscono in carcere, aggravando questa situazione, proprio grazie alla legge Fini-Giovanardi. A questo serviva questo post. A ricordare che cose come il “caso Cucchi”, in Italia, non accadono per caso.

    Commento di francescocosta del 10 November 2009 alle ore 13:33

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