Ma che sarà, pesce cane spada che sarà
Famose a capì, come dicono qui. Davvero qualcuno prende sul serio il fatto che il governo sostenga di sponsorizzare la candidatura di D’Alema a ministro degli esteri europeo? Davvero qualcuno crede che il governo voglia consegnare al Pd il posto più importante e prestigioso a cui un italiano può puntare tra le istituzioni comunitarie? Davvero qualcuno è convinto che in questo momento Berlusconi sia in vena di aperture verso l’opposizione? Perché mai dovrebbe? Che è successo? Davvero – l’ultima, giuro – qualcuno pensa che al governo faccia comodo avere D’Alema fuori dalla bagarre della politica italiana e libero di esternare da un pulpito così importante? E dài, su. A una cosa punta il governo Berlusconi in Europa, e lo fa da quando è saltata l’elezione di Mauro a presidente dell’europarlamento: a mettere Tremonti a capo dell’Eurogruppo. Non è nemmeno un segreto, tra l’altro. La cosa garantirebbe al premier di prendere due piccioni con una fava: aumentare la sua influenza in un luogo cruciale dell’Unione e tranquillizzare una volta per tutte sia Tremonti che quelli che vogliono farlo fuori. Per ottenere un posto così importante nella scacchiera della trattativa servono crediti da poter vantare nei confronti dei grandi paesi dell’Unione. Come? Indovinate.
Sullo stesso tema:


[...] [Via Francesco] [...]
condivido. Ed è giusto sottolineare quanto possa far comodo al governo italiano un D’Alema in Italia, magari a inciuciare o a parlar male dei veltroniani/franceschiniani. se andasse a fare il ministro degli esteri europeo verrebbe meno anche l’altra storiella, quella del comunista italiano che si traveste da democratico, ma sempre comunista è, anomalia che in Europa non viene accettata eccetera eccetera eccetera.
si, si è cosi’ che andrà molto probabilente. Cmq dopo il probabile annuncio della nomina di Miliband o di un altra persona, SB andrà davanti i microfoni farà il suo show e dirà che lui ce l’ha messa davvero tutta ma che è stata “l’Europa” che non ha voluto: cosi’ sembrerà un galantuomo, un patriota superpates ["Pensate! Ho persino difeso D'Alema in nome dell'interesse nazionale!"]. A parte Tremonti all’Eurogruppo (la cosa è abordabile), l’obiettivo della sua strategia europea (sempre che ce ne sia una) dovrebbe essere mandare Draghi a Francoforte, alla scadenza del mandato di Trichet.
Francesco e’ talmente spaventato dall’ idea di avere come mister Pesc uno che fa “le passeggiate sottobraccio ai terroristi” che si abbandona al wishful thinking. In realta’ e’ piuttosto incoerente denunciare la (autentica) irrilevanza internazionale di Berlusconi e poi considerarlo come il king maker per una posizione del genere. Io credo che la partita si giochi su altri tavoli, prima di tutto quella del gruppo socialista europeo. E se io fossi Milliband, nonostante i consigli di Costa, punterei alla leadership del partito e quindi alla corsa al governo piuttosto che mettermi in naftalina e lasciare credere il “prossimo” Milliband mentre sono all’ estero.
Cvd, http://www.repubblica.it/2009/10/sezioni/esteri/ue-unione-europea/polonia-d-alema/polonia-d-alema.html?rss
Parola di brokers:
http://www.ladbrokes.com/lbr_portal?action=go_home&LANG=en&STYLE=en&VIEW=uk&LAYOUT=default&retURL_g=http^//www.ladbrokes.com/lbr_sports?action=go_generic_link~level=EVENT~key=213636028~category=SPECIALS~subtypes=~default_sort=~tab=undefined
Problema tecnico: per vedere il link copiatelo tutto tutto (fino a SP). Danno Miliband 5/4 e D’Alema 6/1
A me sembra un’ottima analisi, invece. Berlusconi non è affatto un king maker, ed anche per questo D’Alema non verrà scelto. Berlusconi non è affatto irrilevante in Europa, e non mi sembra che né Francesco, né altri assennati di mente l’abbiano mai sostenuto.
Proprio per questo, ancora, appoggiare la candidatura di D’Alema equivale alla maturazione di un titolo di credito nel momento in cui questa sarà rigettata. Non ci avevo pensato, prima della lettura di questo post; ma adesso mi sembra l’ipotesi più verosimile a spiegare l’ultima settimana.
Se interessa, qui (oppure qui, cliccando su “int. rendi a tramballi”) si trova un’interessantissima intervista a Ugo Tramballi, giornalista del Sole 24Ore, sul defunto processo di pace arabo-israeliano. A 14:45 dall’inizio del podcast, e per quanto ci interessa in particolare da 16:20, Tramballi avanza una nuova ipotesi sull’appoggio del governo italiano alla candidatura di D’Alema:
In realtà mi sembra che la tua spiegazione sia la più plausibile: ma, visto che parliamo di obiettivi diplomatici, non mi sento di scartare del tutto quest’ipotesi. Tuttavia Miliband resta ad oggi la candidatura non ufficiale, mentre il governo inglese continua ad appoggiare quella di Blair. Inoltre, anche se di fatto Miliband è il candidato più in odore di elezione, non ho francamente idea dell’ampiezza dei sentimenti anti-italiani nutriti dal Ministro degli esteri inglese; anzi, fino a ieri non ne avevo neppure cognizione.
E’ tutto molto confuso, sembra di assistere alla telecronaca italia -inghilterra del secondo tragico Fantozzi. Sinceramente non so che dire. Davano per certo Van Rompuy alla presidenza, ma ora si vocifera di un Blair attivo in prima persona che chiama ai leader uno ad uno (“dai su! fammi presidente!”). Miliband para abbia rinunciato, non so se sia vero, ma cosi pare, certo, come ricordava Francesco qualche post fa, in un paese con cicli governtivi lunghi come l’UK, 10 anni di opposizione non sono uno scherzo, ricordo che i Conservatori hanno bruciato 2 leader prima di arrivare a Cameron…
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/politica/200911articoli/49232girata.asp