Omofobia percepita

Se Franceschini, come candidamente ha ammesso, non è favorevole ad approvare una legge che dia alle coppie gay il matrimonio o altra forma giuridica equipollente (come le civil partnership britanniche a cui Marino si ispira), questo vuol dire che Franceschini pensa e pratica che una coppia di due uomini o di due donne non abbia la medesima dignità di una coppia eterosessuale. Questo, per il Segretario di un Partito progressista socialista e democratico europeo è inconcepibile: chiedere a Zapatero, Brown, Papandreu. La logica è così stringente che ieri Dario per zittirmi ha dovuto ricorrerre all’autorità (”Ivan, sono il tuo segretario!”) che questo Partito non ha mai avuto utilizzare con nessuno, a partire da quella Paola Binetti che oggi Franceschini vuol cacciare dal Partito.

Segnalo inoltre che ieri a La7 Roberto Castelli ha detto a Scalfarotto «si scelga una signora», e la cosa stranamente ha fatto meno titoli (molti meno: diciamo zero) del «più bella che intelligente» della settimana scorsa.



14.10.09 - Diario

33 commenti »

  1. Meglio abolire il matrimonio che queste pagliacciate.

    Commento di Franco del 14 October 2009 alle ore 18:10
  2. Bisognerebbe fare una riforma seria del concetto stesso di unione tra persone. Non si vede perche` non si possa parlare seriamente della cosa, se ci si riflette bene non solo non c’e` motivo per negare una forma di unione riconosciuta a tutti i tipi di coppie, ma direi nemmeno alle triplette e cosi` via …

    Nella mia esperienza da studente fuori sede, ad esempio, mi sarebbe piaciuta una forma di unione riconosciuta coi miei coninquilini. Devo solo alla ragionevolezza di quelli del pronto soccorso che fecero entrare il mio coinquilino quando mi disfeci in moto, avevo il cellulare scarico e parlavo male, non avrei avuto modo di avvisare nessuno.

    Forse prima pero` dovremmo annetterci il vaticano ed espellere il papa.

    Commento di dasnake del 14 October 2009 alle ore 18:25
  3. SCALFAROTTO dice una cosa pessima.

    dire che “una coppia di due uomini o di due donne non abbia la medesima dignità di una coppia eterosessuale” perchè non si può sposare è come dire che un attore di colore bravissimo “non ha la stessa dignità” di un attore bianco bravissimo perchè il primo non può recitare la parte di Paul Newman in un film su Paul Newman.

    Un conto è dire che le persone conviventi devono avere delle forme di tutela giuridica a prescindere dal loro orientamento sessuale: questo è un fatto di civiltà, E’ SCRITTO NEI DOCUMENTI DEL PD, e mette d’accordo tutti i progressisti del mondo.
    Un altro è dire che le coppie gay devono avere riconosciuto il diritto a contrarre “matrimonio o forme equipollenti”. Questo è un punto di vista rispettabile ma tutt’altro che pacifico, NON E’ SCRITTO NEI DOCMENTI DEL PD, e non mette affatto d’accordo tutti i leader progressisti del mondo.

    Perdonami se tocco Scalfarotto a casa tua, so che ci tieni a lui, ma credo che ci siano ottimi motivi se la sua carriera politica non ha mai preso il volo.

    Commento di holdenC del 14 October 2009 alle ore 18:54
  4. Mettiamo da parte i leader progressisti, che se no finiamo da tutt’altra parte (anche se secondo me è così ma ripeto, non è questo il punto). E so anche che non è la posizione del Pd, infatti Scalfarotto sostiene un candidato che vuole cambiare quella posizione. Il punto è: perché non dovrebbe essere così? Qual è la ragione razionale per cui un uomo e una donna possono sposarsi civilmente e un uomo e un uomo no?

    Commento di francescocosta del 14 October 2009 alle ore 18:58
  5. Dipende dal significato che dai a “sposarsi”.

    Se fai il pedante e lo intendi come il riconoscimento formale di un’unione, con annessi doveri di mutua assistenza e altro e diritti in caso di rottura dell’unione, assolutamente nessuna ragione razionale.

    Se invece lo intendi come rito religioso e la versione civile una scappatoia per mascherare il rito religioso senza farsi troppe domande, beh, dipende dalla religione. Ci sono anglicani che non si fanno problemi, pare che i cattolici si.

    Commento di dasnake del 14 October 2009 alle ore 19:22
  6. azz, qui entriamo in un ginepraio cheliquidare in un commentino a un post mi riesce molto molto complicato.
    cerco di essere sintetico. Il matrimonio è un istituto pregiuridico, è un istituto sociale che ha, già nella sua etmologia (“matrimonium”=dono della maternità) una connotazione: istituisce un nuovo nucleo familiare in cui due persone assumono reciproci obblighi e diritti e che diventa il nucleo all’inerno del quale nascono e vengono educati e aiutati a crescere dei figli. Questa è l’essenza del matrrimonio.
    se si parla di “matrimonio” gay si parla quindi, ipso facto di adozioni gay. E su questo punto una fetta consistente di opinione pubblica non è daccordo perchè per ragioni di “common sense” (la sto facendo breve e brutale) ritiene che un figlio debba avere il diritto di avere una figura paterna e una figura materna.

    Ben diverso è dire che due (o più) ersone che convivono stabilmente debbano avere riconosciute una serie di tutele giuridiche.
    Quella è una questione di civiltà, secondo me condivisibilissima. E, guarda caso, proprio in questo solco, anche se in modo un po’ pasticcione, si muoveva il famoso disegno di legge sui Dico nato proprio nell’alveo del Pd embrionale dell’epoca. Una proposta di legge perfettibile, un po’ pasticciata, ma a mio modesto avviso onesta e apprezzabile. Un minimo comune denominatore su cui si può e si deve trovare una convergenza tra persone di diverse sensibilità, che poi è la sfida del Pd. Perchè se non vogliamo che il Pd diventi il “partito radicale di massa” bisogna proprio sforzarsi tutti di trovare punti di incontro. Non trovi?

    Commento di holdenC del 14 October 2009 alle ore 19:22
  7. @holdenC: una coppia omosessuale femminile non ha problema alcuno a fare figli in maniera naturale, inoltre come dici l’adozione risolve il problema anche per quelle maschili, maforse si potrebbe risolvere anche a forza di tecnologia …
    Non ci sono fenomeni rilevanti dal punto di vista scientifico per i figli allevati da coppie omosessuali (esiste la pubblicazione, con un po’ di sforzo trovo il link se interessa). Inoltre vai in un ginepraio con questa storia del padre e della madre .. e se il babbo ti muore e vieni allevato dalla mamma e dalla zia? Costringi la mamma a risposarsi?

    Inoltre, e non dimentichiamolo, l’omosessualita` e` diffusa nel mondo animale. Cosi` come l’allevamento della prole da parte di coppie omosessuali.

    E` un problema d’esser bigotti e noi, italiani, siamo bigotti.

    Commento di dasnake del 14 October 2009 alle ore 19:29
  8. personalmente sono favorevole al matrimonio civile allargato agli omosessuali. non vedo quale sia il problema e che cosa questo possa cambiare nella vita di chi non è omosessuale.

    ho qualche interrogativo sulla possibilità per una coppia gay di adottare un bambino, ma anche lì piano piano credo che se ne potrà parlare.

    concordo che ci sono ottimi motivi se la carriera politica di scalfarotto non ha mai preso il volo (per nulla legati alla sua sessualità).

    Commento di Carlo M del 14 October 2009 alle ore 19:32
  9. sì, dasnake, anche l’incesto e il mangiare i propri simili sono diffusi nel mondo animale. l’argomento è fragilino.
    quanto alle pubblicazioni e alla verità rivelata dalla scienza, esistono, penso lo saprai, opinioni discordanti anche su questo. di più, visto che fino a non motli anni fa la “scienza” runricava l’omesessualità tra le malattie, vorresti dire che uno che vent’anni fa si batteva per contestare questa valutazione “scientifica” era un bigotto perchè metteva in discussione il verbo dello scienziato.
    Liquidare la faccendo con “bigotto chi non la pensa come me” è un atteggiamento diffuso ma ben poco “democratico”.

    Commento di holdenC del 14 October 2009 alle ore 19:33
  10. Eh, è lunga. Per quanto io sia favorevole alle adozioni gay, non sono d’accordo con la visione del matrimonio civile come “obbligatoriamente” rivolta alla formazione di un nucleo familiare con dei figli. Mi sembra anche una cosa che non è scritta da nessuna parte. Poi parliamo anche delle adozioni.

    Qui stiamo discutendo di giusto o sbagliato. Poi so benissimo che la politica è l’arte del possibile (sull’orizzone dei propri ideali), e quindi sono disponibilissimo a trovare un punto d’incontro e so bene che oggi quel punto d’incontro esiste attorno alla proposta Bindi-Pollastrini, più o meno. E quindi certo che ci sto a trovare un compromesso. Perà si tratta di un compromesso, non di un ideale.

    Commento di francescocosta del 14 October 2009 alle ore 19:35
  11. ps
    @ Carlo M
    tuhai qualche interrogatrivo sulla possibilità per una coppia gay di adottare un bambino, ma capisci bene che se si estende il “matrrimonio” (o forme equipollenti) agli omosessuali, proibire loro di adottare i bambini diventa automaticamente incostituzionale.

    mi fermerei qui perchè già altre volte in blog altrui sono stato risucchiato in questo genere di discussioni e so per esperienza che quasi mai si arriva da nessuna parte perchè subito arriva la scomunica del clericale di turno o l’etichetta di bigotto dal campione del laicismo de noantri.

    le migliori conversazioni sul tema le ho fatte face to face seduti a un tavolo e con una buona birra in mano.

    Commento di holdenC del 14 October 2009 alle ore 19:37
  12. le migliori conversazioni sul tema le ho fatte face to face seduti a un tavolo e con una buona birra in mano.

    Sottoscrivo in pieno.

    Commento di francescocosta del 14 October 2009 alle ore 19:40
  13. infatti il problema NON e’ la Binetti (ne scrivo anche sul mio blog) ma il PD

    a Ivan tutta la mia solidarieta’; piu’ che le frasi di Castelli, lo sdegno e’ per il silenzio che giustamente fa notare Francesco; Ivan, don’t give up!

    Commento di gabriele del 14 October 2009 alle ore 19:51
  14. Perché un uomo e una donna possono sposarsi civilmente e un uomo con un altro uomo no?. Non c’è risposta razionale come per il fatto che un uomo non può sposare più di una donna alla volta (almeno finora) e nemmeno il contrario (e questo è più sicuro). Ma in entrambi i casi che danno faccio agli altri?

    Commento di Franco del 14 October 2009 alle ore 20:43
  15. @holdenC: l’argomento di quanto succede in natura non e` debole, tutt’altro. Serve a supportare il fatto che non ci sono grandi motivazioni dietro ai dubbi sulle capacita` di allevare figli da parte di coppie omosessuali, dato che negli animali dove osservi il fenomeno non hai il bias dovuto alla cultura che hai quando lo osservi nell’uomo.
    Che c’entrano incesto e cannibalismo? Nessuno vuole sostenere “lo fa l’animale” == “lo dobbiamo fare anche noi”, era un discorso un po’ meno infantile.

    Sulla scienza, senza virgolette, non ci sono enormi dubbi sui risultati dei pochi studi fatti con rigore. Il problema dell’omosessualita` considerata come malattia era un bias culturale, nessuno ha mai fatto esperimenti scientifici per dimostrarlo. Il metodo scientifico e` entrato solo di recente in questo tipo di studi, dominati da considerazioni piu` filosofiche ed etiche che da altro.
    Se vogliamo metterci a prendere a picconate l’OMS per essersene accorta solo nel 1991 mi trovi perfettamente d’accordo. Il problema non sta nella scienza, ma nella volonta` di usarla.

    Una cosa che ho cercato di dire in un altra serie di commenti di un altro post di questo blog, ma che mi accorgo non e` perfettamente compresa: la scienza non ammette “bigotti” anche se certamente gli scienziati, in quanto persone come le altre, possono esserlo. Non c’e` bisogno di battersi per alcun che in ambito scientifico: si fanno gli esperimenti, si prendono i dati, si analizzano e si tirano le conclusioni. Quando ci sono esperimenti migliori, piu` dati o strumenti d’analisi piu` raffinati si riguardano le conclusioni precedenti.

    Dove invece c’e` bisogno di battersi e` nella societa`, nella cultura, nel mondo delle opinioni. Li si che ci sono bigotti, li si che c’e` qualcosa da sconfiggere e questa cosa da sconfiggere – in italia – e` una certa cultura cattolica.

    Commento di dasnake del 14 October 2009 alle ore 21:17
  16. Io non ci vedo nulla di male nelle dichiarazioni di pensiero di Franceschini. E’ il pensiero di una persona e non del Partito. Questa è la differenza tra Franceschini e Binetti.
    Scalfarotto fa inutili polemiche.

    Commento di Gianluca Aiello del 15 October 2009 alle ore 00:13
  17. Scalfarotto ieri ha avuto il coraggio di dire tutto quello che andava detto e che solitamente in tv si tace. Castelli si meritava l’appellativo indiretto di neonazista e se l’è dovuto sorbire. Franceschini meritava che si mettesse in luce la sua ambiguità e così è stato. Scalfarotto rivendica il matrimonio civile per gli omosessuali e fa benissimo: bisogna dire dove si vuole andare. Poi altri possono decidere se supportarlo solo fino ad un certo punto del tragitto. Ma occultare i propri obiettivi solo per tattica/convenienza politica, in sede di dibattito di idee, secondo me è amorale.
    I Dico erano una sciocchezzuola. Comprensibile compromesso al ribasso in quel contesto. Ma per favore, adesso voliamo più alto se possibile.

    Commento di pier del 15 October 2009 alle ore 01:23
  18. La discussione è complicata. Dico solo che la priorità attuale, assolutamente urgente, è difendere i gay brutalmente picchiati, minacciati, presi in giro o discriminati nei luoghi di lavoro e di svago.
    Attaccare a questo discorso di BANALE civiltà ma di – purtroppo! – STRINGENTE necessità tutta la questione delle unioni civili / matrimonio / adozione ecc. è il modo migliore per consentire al centrodestra di buttarla sull’ideologico e di mandar tutto in vacca. Del resto, è esattamente quello che il centrodestra (almeno la sua parte più retriva, reazionaria e fondamentalista) cerca di fare.

    Aggiungo anche che sostenere, implicitamente o meno, che tutti quelli contrari al matrimonio gay (ecc.) in qualche modo sono complici delle violenze, discriminazioni ecc. è un’argomentazione molto faziosa e discutibile (e che personalmente mi fa incazzare).

    Commento di Luca Gras del 15 October 2009 alle ore 10:00
  19. Scusa, puoi riportare il passaggio dove Franceschini ammetterebbe candidamente la sua avversione a candidamente “ad approvare una legge che dia alle coppie gay il matrimonio o altra forma giuridica equipollente”? A me non risulta affatto.
    Ne sarei inorridito e ti ringrazierei per la segnalazione.

    Commento di Rossano del 15 October 2009 alle ore 10:50
  20. Io sono per matrimoni gay e adozioni gay.
    Sui primi non ci sono discussioni razionali che tengono (come dice il buon Costa), perché non c’è altra definizione extra-religiosa del matrimonio se non quella di un riconoscimento giuridico di un’unione.

    Sulle adozioni il mio pensiero è che quasi tutto è preferibile al far crescere i bambini senza famiglia in asettici orfanotrofi. Senza contare che non ci sono neppure qui veri motivi razionali, che non siano pregiudiziali, che spingono a preferire una coppia etero piuttosto che una coppia gay (o un single). Però è un punto, questo, che è impossibile da discutere appieno senza una riforma vera della disciplina sulle adozioni che, mi dicono, assurda.

    Cmq noi che vogliamo fortemente i matrimoni gay, per ottenerli, dovremmo smettere di rivelare al mondo che siamo anche per le adozioni gay. E’ lo spauracchio che gli omofobi usano sempre per chiudere le porte a tutto e in qualche modo facciamo il loro gioco.

    Commento di Manuele del 15 October 2009 alle ore 11:48
  21. Una domanda semplice, semplice: ma allora perché sono vietati i matrimoni tra parenti?

    Commento di Luca Gras del 15 October 2009 alle ore 12:02
  22. @lucagras: perche` e` evidente che il matrimonio non sia inteso come riconoscimento di un’unione e basta, ma ci sia agganciata tutta una serie di altri concetti legati a riproduzione e religione. Ignorando che per fare figli non serve essere sposati, serve avere rapporti sessuali.

    E` per questo che si dovrebbe riformare l’istituzione e, a quel punto, non c’e` piu` nessun motivo per non estenderla a tutti, omosessuali compresi.

    Commento di dasnake del 15 October 2009 alle ore 12:30
  23. Certo, un’unione di quel tipo sarebbe probabilmente generalizzabile, come dici tu. Ma sarebbe ancora compatibile con la definizione di “matrimonio”, non dico della Chiesa cattolica, ma del senso comune, o della Costituzione repubblicana? E – cosa di minore importanza “filosofica” ma di maggiore importanza pratica con il vasto sistema di diritti/doveri – derivante dalla concezione di cui sopra -, con cui attualmente il matrimonio è normato?
    Guarda che io sarei favorevole, per principio, a considerare forme di tutela pubblica per svariate forme di unioni, che realizzano indubbiamente un valore “sociale”.
    E penso francamente che esse potrebbero risolvere il 90% dei problemi pratici delle persone coinvolte in tali unioni. E che su questo ci dovremmo tutti concentrare, accantonando le questioni ideologiche.

    Tu evidentemente sei su una posizione di forte radicalità, che porterebbe a uno sconvolgimento – che tu chiami legittimamente riforma – di una buona parte del sistema giuridico italiano (non solo del diritto di famiglia). Una posizione che non solo non condivido affatto, ma che ritengo fortemente minoritaria anche nel centrosinistra, e anche tra le stesse persone che potrebbero beneficiare dei vantaggi di forme di unione, ma non sono particolarmente interessate a investire la comunità civile di questioni ideologiche.
    Non credo che sia la strada giusta…buona cosa parlarne, comunque.

    Commento di Luca Gras del 15 October 2009 alle ore 12:54
  24. Mi intrometto solo per dire che “si è fatto sempre così”, “sarebbe uno sconvolgimento”, “posizione fortemente minoritaria”, non sono argomenti. Quando nel 1930 in Usa parlavano di abolizione della schiavitù, dicevano esattamente la stessa cosa. Sì, sarebbe uno sconvolgimento; sì, oggi è una posizione minoritaria. Si comincia sempre così. Stiamo parlando di un’altra cosa, però: sarebbe giusto?

    Commento di francescocosta del 15 October 2009 alle ore 19:20
  25. Il senso comune ti dice che i numeri ritardatari al lotto sono piu` probabili, ma questo non lo rende vero.

    Si, sono su una posizione radicale che vorrebbe il ripensamento dello stato di famiglia e non penso che sia una questione di giustizia, ma di necessita`.

    Credo che l’attuale concezione dello stato di famiglia e del senso dato alle unioni sia alla base di tutti i paradossi che vengono fuori. Non mi pare che l’atteggiamento di chi cerca di salvare capra e cavoli (l’attuale concezione e le nuove esigenze) sia stato di un qualche successo fin ora ne che sia logico perseverare su quella strada.

    Bisognerebbe, secondo me, sviscerare il problema di ogni monnezza ideologica e ridurre all’osso i principi che si vogliono rispettare.

    Da questo punto di vista e` ovvio che si voglia un sistema che protegga i minori, e` ovvio che si voglia un sistema che sia il primo fronte del mutuo soccorso ed e` altrettanto ovvio che si voglia un sistema che favorisca la volonta` delle persone di stare assieme. Partendo da questo costruire il resto.

    Ho grande rispetto delle tradizioni, ma ogni tanto vorrei essere chi le fa, non chi le segue. Credo che questo sia un pensiero condivisibile da chiunque si professi di sinistra (e non solo) una volta superata la paura di usare la propria testa per ragionare logicamente e costruire idee nuove.

    Commento di dasnake del 15 October 2009 alle ore 19:20
  26. La domanda di Luca Gras mi sembrava interessante, ma nessuno ha replicato: “ma allora perché sono vietati i matrimoni tra parenti?”

    Un po’ mi stupiscono gli argomenti che ho letto sopra a sostegno delle adozioni gay, del tipo “meglio che in orfanatrofio”, davvero poco convincenti, anzi che tradiscono una malcelata consapevolezza che un uomo e una donna come genitori sia meglio per lo sviluppo psicologico di un bambino. E la logica del meno peggio (tutta scientificamente da dimostrare) mi pare, considerata l’eccezionale delicatezza della questione, fuori luogo.

    Non perdo un occasione per ascoltare i sostenitori dell’adozione gay, ho letto il libro di Chiara Lalli, ma fino ad ora niente di tutto questo mi ha convinto. Sono favorevole e sostenitore ad ogni occasione in piazza del pieno riconoscimento legale delle unioni gay, ma l’adozione, in scienza e coscienza, direi di no.

    Commento di Tommaso del 15 October 2009 alle ore 22:36
  27. La domanda di Luca Gras mi sembrava interessante, ma nessuno ha replicato: “ma allora perché sono vietati i matrimoni tra parenti?”

    È un retaggio culturale. Non esistono motivazioni razionali.

    Un po’ mi stupiscono gli argomenti che ho letto sopra a sostegno delle adozioni gay, del tipo “meglio che in orfanatrofio”, davvero poco convincenti, anzi che tradiscono una malcelata consapevolezza che un uomo e una donna come genitori sia meglio per lo sviluppo psicologico di un bambino. E la logica del meno peggio (tutta scientificamente da dimostrare) mi pare, considerata l’eccezionale delicatezza della questione, fuori luogo.

    L’argomento a sostegno delle adozioni gay non è mai stato – almeno da parte mia – “è meno peggio”, bensì uno molto più semplice: credo che lo stato debba trattare allo stesso modo tutti i cittadini. Trovo quindi che tutti debbano avere la possibilità di essere valutati con severità e scrupolo dall’autorità pubblica per verificare il possesso dei requisiti fondamentali necessari per adottare un minore. Escludere apriori un gruppo di persone sulla base di una loro caratteristica fisica (siano questi i negri, i gay, i biondi, i bassi) vuol dire postulare ufficialmente la loro diversità dal resto del genere umano.

    La riflessione sugli orfanotrofi è la risposta all’obiezione sciocca che si fa in questi casi, di chi dice che “a un bambino servono una mamma e un papà” ignorando una verità grande come una casa: non solo che i bambini che vanno in adozione vengono dagli orfanotrofi ma anche che decine di migliaia di bambini crescono bene col solo papà o con la sola mamma, così come tantissimi altri crescono malissimo con mamma e papà. Non bastasse il buon senso a dimostrarlo, ci sono tonnellate di studi scientifici: non è la conformazione familiare a determinare la qualità della vita di un bambino e della sua educazione, bensì la qualità e l’amore dei suoi genitori. Lo stato investighi con severità sulle qualità e la generosità di chi vuole adottare: la selezione si fa dopo la valutazione, non prima. Se no si è, semplicemente, razzisti.

    Detto questo, “la logica del meno peggio” è dimostrata scientificamente, storicamente, politicamente: la riduzione del danno è il motore che ha fatto muovere le cose nella storia del mondo. Camminare in avanti, un passo alla volta.

    Commento di francescocosta del 16 October 2009 alle ore 09:29
  28. segnalo una breve intervista alla British Association for Adoption and Fostering (BAAF) che lavora da trent’ anni nel campo dell’adozione e dell’affidamento nell’interesse dei bambini (clicca il mio nome qui sotto per andare all’intervista). Loro motivano l’adozione da parte di gay nell’interesse del minore.

    Faccio notare che non c’e’ il diritto di un gay ad adottare come non c’e’ il diritto di un etero ad adottare; i candidati devono essere selezionati nell’interesse dell’adottando in base a una serie di criteri, tra questi criteri la sessualita’ del genitore potenziaale non decide ne’ a favore ne’ contro

    come in moltissimi paesi europei e non europei, anche qui in gran bretagna e’ possibile per singoli e per coppie gay adottare minori; gli studi scientifici che si stanno accumulando dicono che non c’e’ alcuna ragione per vietare l’adozione a cittadini gay, e infatti moltissimi paesi la prevedono… quindi coloro che si oppongono all’adozione da parte dei gay adducendo l’interesse del bambino dovrebbero portare argomentazioni capaci di invalidare quegli studi e l’esperienza di quei paesi invece delle loro opinioni personali che sono legittime ma che rischiano di essere pregiudizi culturali camuffati da difesa dell’infanzia

    ciao,
    gabriele

    Commento di gabriele zamparini del 16 October 2009 alle ore 12:15
  29. Quando nel 1930 in Usa parlavano di abolizione della schiavitù, dicevano esattamente la stessa cosa.

    Francesco, dubito che nel 1930 negli Stati Uniti si parlasse di abolizione della schiavitù, ma penso che ognuno avesse capito. :)
    E’ sempre bello, comunque, leggere le discussioni ai tuoi commenti: sono zeppe di persone che commentano in maniera intelligente. A proposito, bravo dasnake: anche se non abbraccio posizioni tanto radicali come le tue, mi fa sempre piacere leggere gente che sa argomentare.
    Perdonatemi perciò se faccio quasi solo un po’ di pulci: il succo delle due questioni (matrimoni e adozioni gay) è già stato spremuto a sufficienza, e mi limiterò ad infilare nel juke-box i miei due cents. Intanto:

    È un retaggio culturale. Non esistono motivazioni razionali.

    Questa la risposta di Francesco a Luca Gras. In realtà alla base della proibizione dei matrimoni tra consanguinei – entro un certo grado, che per la legge italiana è regolato dall’art.87 c.c. – c’è probablimente una conosciuta motivazione genetica, legata a doppio filo all’istituto del matrimonio come base di legittimazione del sesso (come scriveva, in maniera etimologicamente corretta, holdenC): si cerca di evitare l’eccessivo inbreeding, perché è evolutivamente svantaggioso.
    Si noti, anche da parte del credente o del laico ‘scettico’ sulle motivazioni scientifiche, che questo è proprio un fondamento scientifico di quella che a prima vista sembrerebbe soltanto un’istituzione culturale.
    Più sotto, dasnake diceva cose giustissime: nessuna opinione motivata dal metodo scientifico ha mai consentito di affermare che l’omosessualità sia una malattia (fisica o psicologica). Il fatto che molte comunità, e tra di loro anche quelle scientifiche, abbiano sposato la tesi dell’omosessualità come malattia è dovuto essenzialmente alla carenza di ricerca sul campo e ai pregiudizi che quella comunità e la società nella quale operava nutrivano: questo è ciò che ci dice la ricerca scientifica più avanzata, oggi. Inoltre i metodi di classificazione di molte comunità scientifiche, anche di medici o di psicologi clinici, classificavano le malattie utilizzando il metodo scientifico stretto solo sin dove gli era consentito loro di fare dalla tecnologia scientifica dell’epoca, e per il resto si affidavano a pubblicazioni dal carattere pionieristico e illatorio (vedi il DSM).
    Perché il metodo scientifico sarebbe il metodo migliore per valutare il bene comune, caso per caso? Perché è l’unico che consente alla società di regolare l’ampliamento i diritti di tutti in maniera incrementale, mano a mano che emergano i bisogni. Non ho mai capito quale fosse il problema di riconoscere alle coppie omosessuali che celebrino un rito civile (leggi: firmino un foglio in cui s’impegnano ad amarsi) gli stessi diritti civili di cui godono le coppie eterosessuali sposate, anziché con i Pacs: ci sono motivazioni simboliche? O forse c’è qualche timore di un ‘doppio binario’ giuridico che invece l’eguaglianza del rito civile eliminerebbe di fronte allo Stato o ad un giudice? Comunque, ci sono degli omosessuali integralisti, una strettissima minoranza, che lottano da sempre per ottenere ciò che molto difficilmente potranno mai avere, cioè il matrimonio religioso; e ci sono anche molte persone che si oppongono, invece, ad una parificazione dei diritti, convinte che gli omosessuali siano veramente ‘diversi’.
    Il problema dello scontro attuale, secondo me, è più complesso di come tendiamo a metterla giù normalmente (e Francesco ha operato una sintesi appropriata di quella posizione), e si declina in due differenti problemi dalla difficilissima soluzione:
    1) chi, come me, difende l’estensione di diritti uguali a certe
    persone che possono essere considerate differenti opera già una scelta: sostiene che quella categoria di diversità non sussista, o se sussiste non impedisca l’estensione dei diritti. Per quanto l’argomentazione sia dettata dal buon senso, è pur sempre un buon senso individuale, che può non essere riconosciuto da tutti. Chi pensa che gli omosessuali siano diversi dagli eterosessuali può possedere sia un pregiudizio, sia un giudizio; esattamente come chi sostiene che l’omosessualità non debba costituire discriminante.
    2) se ci atteniamo al perseguimento del ‘bene comune’, siamo sicuri che questo sia individuabile, che i bisogni della società siano misurabili, e che l’estensione dei diritti alle coppie omosessuali sia – in tutte le società guidate da un governo che può disporre di quei diritti: diciamo in tutti gli Stati del mondo – un passo verso il bene di tutti? Mi sembra una concezione positivista troppo tranchant: se una maggioranza di persone in Italia non vuole estendere alcuni diritti agli omosessuali, è perché ritiene (anche implicitamente) che così facendo si lederebbe un suo diritto, peraltro insindacabile perché esistenziale, che è quello di vivere in una società che riconosca in massima parte i suoi stessi ideali. Questo, capite bene, è anche scientificamente problematico.

    Qualcuno crede di possedere la chiave, o di poter almeno dare un piccolo contributo, per risolvere questi due problemi fondamentali per i riformisti laici?

    Commento di Billy Pilgrim del 16 October 2009 alle ore 17:12
  30. Altra cosa: a chi avesse tempo, consiglio questo post. In particolare, seguite l’evoluzione dei commenti.
    C’è chi dice alcune cose che faccio del tutto mie, visto che stiamo parlando di uguaglianza sostanziale:

    Vuol dire che non siamo tutti uguali? Si’, perche’ non siamo tutti uguali: siamo quantomeno storicizzati, se non (scusate il termine bruttissimo) geografizzati. Questo non vuol dire che quello che accadde li’ (in quella Germania) non poteva accadere altrove, a parita’ di condizioni. Ma purtroppo quali siano tali condizioni, il substrato necessario perche’ l’uomo finisca per agire cosi’, non ci e’ chiaro in tutto e per tutto. Non possiamo allora che appellarci ad una forma di giustizia impari (e ingiusta?) per controbilanciare o arginare quello che non conosciamo, cioe’ cio’ di cui non conosciamo tutte le cause.

    Commento di Billy Pilgrim del 16 October 2009 alle ore 19:37
  31. macché colpa della Binetti: quella legge era scritta malissimo. da come era formulata sembrava poter che si potesse introdurre anche un reato di opinione per chi dice di non condividere l’atto omosessuale. neanche ai negazionisti dell’olocausto si riserva un trattamento simile. il solito pasticcio in salsa PD: e il paradosso è che per affossare la legge contro l’omofobia ci si richiama alla costituzione

    La bocciatura della legge sull’omofobia ripropone nel PD i tormenti sulle strategie politiche

    Commento di fab del 16 October 2009 alle ore 22:19
  32. fab, perdonami, ma quella che hai detta è una cavolata bella e buona: un emendamento che introduca un’ulteriore circostanza aggravante non può configurare nessun tipo di nuovo reato di opinione ma, appunto, solo e semplicemente una circostanza aggravante.
    Le critiche che si possono muovere all’emendamento sono su piani diversi: almeno una nel merito, e l’ho mossa anch’io; almeno un paio d’altre sul piano procedurale e politico.

    Commento di Billy Pilgrim del 16 October 2009 alle ore 23:17
  33. [...] il peccato, la perversione, il disordine morale e rifiuta la solidarieta’ ai compagni di partito che vengono insultati dagli avversari politici perche’ gay. A Franceschini e Bersani, delle tematiche gay non interessa un fico secco. Lo si e’ visto [...]

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