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Quattro cose sul lodo Alfano

Capisco la baldoria ma mi sembra che qualcuno si stia facendo prendere la mano.

Primo. Chiedere le dimissioni di Berlusconi non ha senso. Non solo per ragioni di opportunità (non le dà, e a urlare «dimissioni!» ogni due per tre si diventa poco credibili, o si diventa Di Pietro. Se le dà, vince di nuovo) quanto soprattutto per ragioni di legittimità politica. Non è giusto, plain and simple. Un governo non si dimette perché una sua legge viene definita incostituzionale. Non esiste nessun appiglio politico, storico né tantomeno giuridico per sostenerlo. Un governo si dimette se la sua maggioranza non lo sostiene più, o se il suo capo decide che non esistono più le condizioni politiche per andare avanti. Berlusconi ha una maggioranza parlamentare, la maggioranza parlamentare ha il consenso della maggioranza del paese, esistono tutte le condizioni per andare avanti. La Corte Costituzionale serve a questo: a dirimere le questioni sulla costituzionalità delle leggi. Se un governo che vara una legge incostituzionale fosse costretto alle dimissioni, i costituenti ce l’avrebbero fatto trovare scritto da qualche parte. Se non c’è scritto un motivo c’è, ed è che è una cazzata.

Secondo. Dire che allora Napolitano non doveva firmare la legge non ha senso. Il controllo sulla costituzionalità delle leggi, dice la Carta, spetta alla Corte Costituzionale. Fine della storia. Il presidente ha tra i suoi poteri quello di rinviare la legge alle camere, e la Costituzione – volutamente – non è chiara sugli estremi della questione: in generale, il rinvio serve a invitare le camere a rivedere il testo e a prendere tempo per riflettere sui contenuti della legge in questione. Nel messaggio che motiva il rinvio possono essere segnalati i rilievi più svariati, ma il controllo sulla costituzionalità delle leggi lo fa la Corte Costituzionale, che è stata inventata apposta. Poi, anche qui, potremmo discutere dell’opportunità politica di un rinvio, e chiederci se sarebbe stato bene o male per il nostro paese e per la democrazia avere già da un anno a questa parte un presidente della repubblica delegittimato dal parlamento e non riconosciuto dal governo.

Terzo. Se, per assurdo, lo scellerato referendum sul lodo Alfano si fosse celebrato prima della sentenza della Corte, oggi avremmo ancora il lodo Alfano. Così come ci teniamo la legge 40 grazie alla più folle delle consultazioni referendarie. Questo per dimostrare, per l’ennesima volta, quando sia dannoso e pericoloso un certo populismo parassitario e strumentale, e quanto possa essere catastrofico decidere cosa fare in politica ascoltando la pancia e non la testa. Chi preferisce la pancia vada allo stadio. La politica è una cosa troppo importante per farsi dare la linea da un comico.

Quarto. La bella notizia di ieri non cambia molto, per le sorti del paese. Non ci saranno ribaltoni, non ci saranno dimissioni, non ci saranno crolli nel consenso del premier e della sua maggioranza. Non per questo motivo, almeno: non sarà così facile. Questa cosa qui è già successa, identica, nel 2004, e sappiamo com’è andata a finire. I processi sono andati avanti, Ghedini s’è dato da fare, e non è cambiato nulla. Per liberarci di Berlusconi la strada è sempre e solo una: prendere un voto più di lui. La festa è finita ieri sera, è il caso di rimetterci al lavoro.

51 commenti

  1. Sergio:

    Applausi.

  2. marco:

    è quello che penso anch’io. ma ieri sera Franceschini ha parlato di dimissioni. Per tornare a sperare di vincere bisogna cambiare il personale politico, troppo invischiato nel corpo a corpo con Berlusconi, per pensare di fare politica a prescindere di Berlusconi.

  3. Gaetano:

    Terzo.
    Se il Lodo Alfano è stato bocciato è anche grazie alla follia della Repubblica e delle sue dieci domande sempre reiterate. Tu dici di ascoltare sempre la testa e fare sempre strategie complicate alla D’Alema e non fare mai colpi di testa avventati. Ecco che ora noi vediamo le conseguenze dell’eccesso di strategie e razionalità. A volte il vero leader riesce a gettare il cuore oltre l’ostacolo e riesce a vedere il bluff dell’avversario. Chiudere gli occhi e andare avanti con ottimismo. Noi non abbiamo nulla da perdere, non rischiamo la galera o la bancarotta.

  4. francescocosta:

    No, noi vediamo l’effetto di anni di improvvisazione e superficialità. Non abbiamo mai avuto strategie complicate, e io non ne chiedo: chiedo di fare le cose giuste. Repubblica è un giornale e fa giornalismo, qui parlavo di politica: sovrapporre i due piani, per esempio, è una cosa sbagliata.

  5. GIOVANNI:

    Io a Franceschini, incalzato da Massimo Franco e da Lilli Gruber a 8.30, non ho sentito chiedere dimissioni, anzi a domanda precisa ha sostenuto la tesi che la Corte ha ristabilito il principio costituzionale di eguaglianza e che la lotta politica è altra cosa, fatta in altre sedi.
    Per altro ho rilevato che in trasmissione avente come tema la bocciatura del lodo Alfano sia il giornalista del Corriere che la Gruber, come sempre hanno fatto le solite domande sulla assenza di alternativa, sulla alleanza con Di Pietro, come sempre i fiancheggiatori di Berlusconi non mancano, specialmente tra i giornalisti e in particolare tra quelli del Corriere, vedi Panebianco e Galli della Loggia.

  6. Gianni:

    Oh, meno male. Quando non fa propaganda per Marino il Costa dimostra di capirne di politica. Allora c’e’ vita, dopo il congresso. Sperem.

  7. holdenC:

    ma quand’è che franceschini ha chiesto le dimissioni? a me non risulta

  8. f.b.:

    condivido in tutto e per tutto Francesco Costa.
    Aggiungo una sola cosa. La linea “difensiva” di Berlusconi è la trovata propagandistica in base alla quale sinistra e toghe rosse in combutta tra loro tramano per rovesciare chi è eletto dal popolo eccetera eccetera. Ecco, quel gran genio di Di Pietro, insieme a quegli altri geni di Sinistra & Libertà, cosa fa? Chiede le dimissioni a seguito della sentenza Consulta. Ossia, dà modo a Berlusconi di giustificare il suo vittimismo.
    Non è la prima volta, purtroppo non sarà l’ultima. A questi politicanti da strapazzo (Di Pietro, Mussi, Ferrero…) non interessa mandare a casa Berlusconi, altrimenti manifesterebbero e chiederebbero le dimissioni per l’incapacità del governo attuale a portare avanti politiche giuste contro la disoccupazione, contro la crisi economica, a favore della scuola. A loro interessa strappare dieci o quindici seggi al PD (che se lo meriterebbe pure, ma questo è un altro problema).

  9. f.b.:

    @holdenC
    infatti, Franceschini non le ha chieste. Ma un commento senza parlar male del PD non è possibile postarlo pena la violazione della netiquette e allora se non ci sono argomenti li inventiamo.

  10. francescocosta:

    Hai ragione. Tra l’altro, l’unica linea difensiva efficace per Berlusconi sarebbe stata, invece che attaccare Napolitano senza uno straccio di ragione, dire: “Incostituzionale? Ma se l’ha firmata Napolitano!”. Avrebbe avuto torto – vedi quanto nel post – ma avrebbe funzionato molto meglio.

  11. Matteo:

    Scusate, ma leggendo questo post ho capito perche’ il PD e’ allo sfascio e fa una opposizione inesistente, perche’ non l’ho mai votato e perche’ non lo votero mai.

    Semplicemente qua stiamo a parlare della foglia e non vediamo l’albero

  12. gabriele:

    ciao francesco,

    mi permetto di dissentire; hai ragione quando scrivi, “Un governo non si dimette perché una sua legge viene definita incostituzionale” e tuttavia pochi giorni fa’ un tribunale della repubblica ha trovato berlusconi corresponsabile di corruzione. Si, era un tribunale civile, ma le conseguenze politiche di quella sentenza sarebbero scontate in un paese civile.

    Io credo il PD debba chiedere le dimissioni del capo del governo; e non sto parlando di manifestazioni di piazza ma di seguire le vie istituzionali, con una mozione di sfiducia presentata dal PD, possibilmente insieme alle altre opposizioni presenti in parlamento.

    I calcoli sulle possibilita’ che quella mozione non ottenga la maggioranza secondo me sono ora secondari. Il parlamento si assuma la responsabilita’ di far nascere la repubblica delle banane, con un caudillo a capo del governo. Quel caudillo e’ capace di tutto e per difendersi nei procedimenti penali che lo riguardano affossera’ quel che resta della repubblica.

    Non credo l’italia sia nella condizione di potersi permettere uno scontro istituzionale come credo ci aspetti; la situazione economica internazionale e’ gravissima, il prestigio internazionale dell’italia e’ zero; oggi il Times di londra nel suo editoriale principale scrive: “Berlusconi ha portato vergogna su se stesso e il suo paese con le sue azioni sessuali e con i tentativi di evadere i processi. Egli deve ora dimettersi”

    Come ho scritto sul mio blog, invece di lasciare la scena politica e la difesa delle istituzioni repubblicane a partiti minori, il Partito Democratico faccia sapere al paese se intende proporsi come forza di opposizione credibile alla Repubblica delle Banane.

    ciao,
    gabriele

  13. Matteo Faggiani:

    1) Ora abbiamo un presidente del consiglio sotto processo con la parte corrotta già condannata. Quali altri paesi tollerano questa situazione?
    2) Credo che tra le varie motivazioni ci possa, a maggior titolo, inserire una palese violazione della Costituzione, come Ciampi stesso ha fatto.

  14. dasnake:

    Forse sono ingenuo, ma non sarebbe opportuno, per Berlusconi e per il bene del suo partito e del paese, effettivamente farsi indietro?

    Nessuno vuole elezioni anticipate, ma l’uomo deve affrontare due processi e come e` stato brillantemente notato dai suoi avvocati c’e` difficolta` a difendersi e governare contemporaneamente.

    E poi, per liberarmi di Berlusconi, e` proprio cosi` impossibile che sia colpevole e venga giudicato tale? E` troppo potente per sperarlo?

  15. Alessandro Waldergan:

    Perdonatemi se mi intrometto, ma credo che sia a Francesco Costa che a chi ha commentato il suo post sia sfuggita la reale motivazione della richiesta di dimissioni da parte di Di Pietro, la quale non è indirizzata a tutto il Governo, ma esclusivamente a Silvio Berlusconi.Di Pietro infatti (l’ho sentito in un dibattito alla radio stamattina) sostiene che Berlusconi dovrebbe dimettersi perché solo così ci potrebbe essere qualche speranza che il processo a suo carico vada a sentenza (a prescindere da quale essa sia, aggiungo io) perché, mancando solo un anno e mezzo prima della prescrizione, Berlusconi avrebbe buon agio a rimandare le sue comparizioni in tribunale (evidentemente necessarie a che il processo vada avanti) a causa dei suoi impegni come capo del Governo. Quella di Di Pietro mi sembra una richiesta legittima, sul piano tecnico, poi sul piano politico ognuno può pensarla come gli pare. “Un governo non si dimette perché una sua legge viene definita incostituzionale”, come dice Costa, è un principio talmente giusto che non ha bisogno di essere dibattuto. E infatti, mi pare, nessuno ne dibatte.
    Cordialmente

  16. emilio:

    Ho già fatto notare altrove che il tema delle dimissioni in caso di bocciatura del lodo alfano è stato tirato fuori in primo luogo dalla avvocatura di stato che difendeve la costituzonalità del lodo nella persona dell’avvocato glauco nori, immagino per cercare di fare pressione sulla consulta (http://bit.ly/11wYcZ). Mi sembra normale che, nonostante concordi con Costa sul fatto che la bocciatura del lodo non debba portare in modo automatico alla caduta del governo, una volta che le dimissioni sono messe tra le opzioni dalla stessa avvocatura del presidente del consiglio in caso di una sentenza di illegitimmità del lodo, non ci si possa lamentare se qualcuno (ad es. di pietro) le richiede quando poi quel tipo di sentenza effettivamente arriva.

  17. n.c.:

    Qui ci stanno prendendo tutti in giro: ci costringono a guardare quello che vogliono loro, magnetizzano la nostra attenzione in modo da farci psicologicamente perdere la rotta. Qui non stiamo parlando della bocciatura di una legge. Stiamo parlando che il Governo voleva fare una legge per mettere 4 persone al riparo da ogni accusa, qualsiasi cosa avessero fatto. Stiamo parlando che in Parlamento ci sono persone sulle quali gravano accuse di corruzione, stragi, mafia. Non andiamo a piangere poi se accadono cose come a Messina, a L’Aquila e altre. E’ tutto collegato, non facciamoci prendere in giro e non prendiamoci in giro da soli. Perchè non fanno una legge per ridurre i loro stipendi? Perchè non fanno una legge per mettere in galera chi se lo merita, indipendentemente dal suo grado sociale? Perchè in tv e sui giornali li vediamo sempre attaccarsi tra loro in un circolo vizioso infinito invece di preoccuparsi di risolvere i problemi reali del Paese?

  18. riccardo r:

    Prima di tutto la costituzione italiana è una gran bella cosa, visto che nonostante la estrema popolarità di Berlusconi negli ultimi 15 anni, all’attuale PresDelCons non gli è riuscito stravolgere completamente la ns Repubblica (..un po’ si, ma non del tutto);

    poi c’è da dire che quella popolarità è stata .. come dire.. complicemente supportata dalle vicende (politiche, e non processuali) dell’opposizione, e se fossi Berlusconi me ne sbatterei altamente dei DiPietro e altri che invocano le dimissioni. Dopotutto, obbiettivamente, perché? Il Popolo, i Cittadini titolari della Sovranità, l’hanno eletto appena 1 anno e 1/2 fa. Se rispettiamo la Costituzione dobbiamo riconoscergli il diritto (DIRITTO!) di continuare a governare.

    Infine, semplicemente, hai ragione Francesco specialmente nel quarto punto: anche se il giramento di palle del PDL ci può dare un po’ di sollievo, B si sconfigge solo nelle urne.
    ciao!

  19. Emidio:

    D’accordo su tutto. Se proprio ci vogliamo fare dietrologia spinta (ma spinta parecchio, eh…) il fatto che sia stato chiamato in ballo l’articolo 3 e che il respingimento sia quindi così netto (non una roba blanda come nel 2004) e i recenti atteggiamenti di Fini (che sono solo il seguito di affermazioni come “la casa delle libertà era un ectoplasma – Fini 2006) fanno pensare ad un Paese che cerca una soluzione a quello che ormai è il “problema Berlusconi”. E per Paese intendo anche la parte destra del Paese, non solo quella sinistra.

  20. Giovanni D:

    Primo. Chi chiede le dimissioni (giusto o sbagliato che sia) non le chiede perché una legge è incostituzionale, ma perché un Presidente del Consiglio è sotto processo per corruzione. Chiaro che le dimissioni sono una questione di opportunità: uno se vuole le chiede, l’altro se vuole non le da. Ma non si può dire, di fronte ad accuse così gravi e alla ripresa del processo che ne segue, che chiedere le dimissioni, da parte dell’opposizione, non abbia senso.

    Secondo. Napolitano poteva benissimo fare quello che voleva: anche qui, dal punto di vista della Costituzione non ci sono problemi. Ma non è vero che sostenere che non doveva firmare la legge “non ha senso”. Il Presidente della Repubblica non ha poteri di veto, se non di “veto sospensivo” in qualche misura, ma ha un potere, si potrebbe dire, di garanzia e di persuasione. Sulla base dell’articolo 74 della Costituzione, il Presidente della Repubblica può non promulgare la legge, e inviare un messaggio motivato alle Camere, in pratica invitandole a ripensarci. Dal momento che il Presidente ha un ruolo di garanzia rispetto alla Costituzione, può farlo, ad esempio, quando ritiene che una legge abbia un profilo di incostituzionalità. E infatti, il Quirinale, dopo la sentenza sul Lodo Alfano, si è affrettato a precisare che nel 2004 (sentenza sul Lodo Schifani) la Corte non aveva ravvisato un profilo di incostituzionalità in base all’articolo 138, il che, sembra essere il sottinteso, non dava al presidente motivo per non firmare. Vero. Ma la sentenza del 2004 precisava che il Lodo Schifani era incostituzionale in riferimento agli articoli 3 e 24 della Costituzione, e che “restava assorbito ogni altro profilo di illegittimità costituzionale”. Il che potrebbe voler dire: siccome è già incostituzionale per due articoli fondamentali (l’articolo 3 è uno dei primi 12, quindi uno dei principi fondamentali), non stiamo neanche a precisare sotto quali altri aspetti è incostituzionale, perché sono di second’ordine rispetto a questi. Quindi, di nuovo, Napolitano poteva firmare come no, ma non si può dire che “non ha senso” sostenere che non doveva firmare la legge. Ha senso perché la Costituzione, se voleva, gliene dava il potere. Quel che non ha senso è dire, come ha fatto il Quirinale qualche giorno fa, che il Presidente non firma perché tanto se poi le Camere confermano la legge è costretto a promulgarla così com’è. Ma che significa questo? L’intero articolo 74 sarebbe inutile: invece stabilisce una prerogativa, limitata quanto si vuole, del Presidente della Repubblica. E quel che veramente non ha senso (ed è anche un po’ pericoloso) è parlare di un “presidente della repubblica delegittimato dal parlamento e non riconosciuto dal governo”. Prima di tutto: nessuno chiede al governo di riconoscere il presidente della Repubblica. Siamo una repubblica parlamentare, e comunque il Presidente della Repubblica è per definizione il Capo dello Stato, quindi, semmai, (in un regime più o meno presidenziale) può eventualmente avvenire il contrario. In secondo luogo il Presidente della Repubblica non è il Presidente del Consiglio, che deve essere costantemente legittimato dalla maggioranza parlamentare. Non esistono voti di fiducia per il Presidente della Repubblica. Una volta eletto dal Parlamento in seduta comune e dai rappresentanti delle Regioni resta in carica sette anni, ed è tutto. Non importa se cambiano le maggioranze, o cadono i governi.

    Terzo. Giusto notare quanto sia “dannoso e pericoloso un certo populismo parassitario e strumentale, e quanto possa essere catastrofico decidere cosa fare in politica ascoltando la pancia e non la testa”. Va però notato che esattamente l’attuale linea politica della maggioranza di governo.

    Quarto. Tutto giusto: ma questo dimostra solo che queste leggi sono fatte soltanto per procrastinare fino alla prescrizione i procedimenti che riguardano il Presidente del Consiglio. Quindi si veda quanto detto sopra, a proposito del “populismo strumentale”

    Infine una nota: la legittimazione popolare della maggioranza non è tutto in una democrazia liberale. Che alcune istituzioni di garanzia (la Corte Costituzionale, il Presidente della Repubblica) non ricevano un mandato diretto dal popolo non è un ghiribizzo dei costituenti. E’ proprio dovuto al fatto che sono istituzioni di garanzia. Quindi, devono tutelare le maggioranze e le minoranze. E’ questo che Berlusconi e i suoi elettori non capiscono: anche se fossero il 99,9% degli italiani a votare Berlusconi, il sistema costituzionale di una democrazia liberale deve proteggere anche quello 0,1% di imbecilli che non è d’accordo con loro. Ma è proprio perché non segue questo principio che il berlusconismo rappresenta una deriva post-democratica (nel senso della democrazia liberale, almeno), plebiscitaria e populistica.

  21. Luca Venturini:

    Concordo con Gabriele. Certo, forse non è ancora il momento di chiedere le dimissioni del Premier, e di sicuro gli strepiti da “sinistra” del PD ricompatteranno le truppe del premier.

    Però, gli scandali e le notizie che si sono accumulate sul Presidente del Consiglio, le sue uscite men che vergognose degli ultimi tempi, in un Paese con ancora delle regole etiche in politica (nel senso di regole implicite di comportamento, non necessariamente codificate da un punto di vista legale) basterebbero in larga misura a segnarne il destino politico, altrove. Se Di Pietro chiedesse le dimissioni per queste cose, invece che per il Lodo Alfano, sarebbe meglio.

    Il suo articolo però, signor Costa, non tiene conto del fatto che questa è una legge ad personam. Ovvero, è corretto e necessario ribadire che un governo non cade perché una sua legge viene dichiarata incostituzionale.
    È però altrettanto corretto far presente alla popolazione che il Presidente del Consiglio ha fatto approvare una legge, palesemente incostituzionale, al solo scopo di proteggere i propri interessi; anche se formalmente non ci sono gli estremi per le dimissioni nel fatto in sé.

    Discordo completamente, invece, con le valutazioni sul Presidente della Repubblica. Nel nostro ordinamento il suo ruolo è quello di promulgare le leggi solo qualora non vi ritrovi tratti tali da indurlo a consigliare una discussione più approfondita in Parlamento, e deve motivare una simile scelta. Argomentare che tra i possibili motivi che spingono a rimandare una legge in Parlamento non ci possa essere la sua incostituzionalità mi sembra assurdo; il rispetto della Costituzione in ogni legge repubblicana è uno dei fondamenti del nostro diritto. Il presidente Napolitano ha promulgato una legge palesemente incostituzionale, e non vedo nulla di sbagliato nel dire che fece un errore ad apporre la firma senza neanche fare un rilievo nel merito.

    Sul quarto punto: magari fosse così semplice! Anche se il PD fosse in gran forma, prendere più voti di una persona che riesce a manipolare a tal punto l’elettorato da non fargli sapere del Lodo o nascondere per mesi ai più la faccenda delle escort in tutti i suoi particolari peggiori ..

    Una nota, però: se viene condannato per il caso Mills, per dire, che facciamo?

  22. daniele:

    Sono arrivato fin qui per il post di Francesco Costa e per fortuna ho trovato il commento di Giovanni D.
    dan

  23. f.b.:

    premesso che non credo ci sia nessuno, nell’opposizione, che non riterrebbe opportune e anzi doverose le dimissioni del Presidente del Consiglio, un conto è pensare questo e un conto è manifestare pubblicamente e fare una battaglia affinché Berlusconi si dimetta. Spero che si capisca qual è la differenza, che è una differenza politica.

    @gabriele: lo scontro istituzionale c’è già ora e un’eventuale campagna elettorale lo aggraverebbe e basta; se poi – come molto probabile – dovesse vincere Berlusconi, allora sì…

    @alessandro waldergan: onestamente, pensi veramente che se Berlusconi si dimettesse, il resto del Governo rimarrebbe in carica? Pensi veramente che se Berlusconi si dimettesse, la maggioranza di centrodestra sarebbe disponibile a votare la fiducia a un altro?

    @luca venturini: se il lodo Alfano fosse stato palesemente incostituzionale la Corte non avrebbe impiegato un giorno e mezzo per decidere non all’unanimità, ma a maggioranza (pare 9 a 6: anche al netto dei commensali e dell’avvocato frigo, saremmo comunque 9 a 3). e se una legge non è palesemente incostituzionale il Presidente della Repubblica la promulga, perché non spetta a lui emettere sentenze di costituzionalità. Tutte le sentenze di incostituzionalità della Corte riguardano leggi promulgate, prima o poi, da un Capo dello Stato…

  24. mitch:

    premesso che l’hanno gia’ detto, io chiedo le dimissioni, come cittadino, perche’ ora il premier e’ sotto processo, mica perche’ hanno bocciato la legge. ma comunque il suo dovere lo ha gia’ fatto, il lodo ALfano. Infatti, grazie ai ritardi, arrivera’ la prescrizione, cosa che (verosimilmente) non sarebbe avvenuta se non avessero stralciato la sua posizione nel processo Mills.
    Si potrebbe chiedere di rifare tutto il processo, in quanto Berlusconi ha goduto di privilegi dovuti ad una legge incostituzionale?

  25. francescocosta:

    Balla: il lodo Alfano sospende la decorrenza dei termini per usufruire della prescrizione.

  26. Giovanni D:

    Vero che il lodo Alfano sospende la decorrenza dei termini di prescrizione, ma è anche vero che il processo Mills deve riconminciare con un altro collegio giudicante, perché nel frattempo è andato avanti e Mills è stato giudicato. E secondo voi, la difesa di Berlusconi acconsentirà a utilizzare le prove già prodotte, o vorra produrle tutte da capo allungando i tempi?

  27. The day after « La Casa Dei Giochi:

    […] ciò con le parole di Francesco Costa,  vi dirò che la cosa che più mi ha fatto inorridire in una lunga serata […]

  28. Il voto in più (bold) |:

    […] avere buone ragioni per iniziare a traballare. Cioè, che è in ottima salute. Francesco Costa ha scritto molto chiaramente che l’unica possibilità per liberarsi di Berlusconi è prendere un voto in […]

  29. Galileo:

    Insomma, se per leggere qualcosa di sensato devo prescindere dal post e andare direttamente ai commenti, sarà forse meglio che mi colleghi col blog di Giovanni D, piuttosto che con questo.
    Ero stato stimolato, finora, da una visione vicina -ma diversa- dalla mia, oggi… il crollo.
    Almeno, quando si accendevano le dispute su Travaglio potevo pensare a qualche avversione di carattere personale che facesse velo alla lucidità. Ma qui…
    Qui si capisce tutta la crisi del PD. Altro che voto in più… Auguri!
    Ma che argomentazioni sono?!
    Abbattuto dal post, rinfrancato dal commento numero 20, sono stramazzato sullo scambio 25-26 (grazie a Giovanni per l’ asciuttezza e la chiarezza della replica).
    Qui non si tratta più di differenze di punti di vista, ma di non parlare proprio la stessa lingua.
    Buon lavoro a Francesco; io vado a cercare lumi altrove.

  30. francescocosta:

    Vado per punti anche qui, che è più comodo.

    Primo. Chiedere le dimissioni «per principio», sapendo già di andare a sbattere contro un muro, è sbagliato e controproducente. Sbagliato perché la maggioranza è perfettamente in grado di governare – anzi, ne ha il diritto – e perché – a meno che Berlusconi non venga condannato in terzo grado all’interdizione dai pubblici uffici – nessun magistrato potrà obbligarlo a dimettersi. Fortunatamente. Poi si può discutere dell’opportunità di farlo: io penso farebbe bene, e fossi nei suoi panni lo farei. Però non si fanno le battaglie campali sicuri di perdere sull’opportunità di fare una cosa che nessuno lo obbliga a fare. A meno che il tuo obiettivo, come dice F.B., sia semplicemente rosicchiare un paio di seggi al Pd, piuttosto che far cadere Berlusconi.

    Secondo. Capisco che a frequentare Di Pietro e Travaglio si perda un po’ la capacità di distinguere le balle dalla realtà, ma occorre un reality check. Se Di Pietro chiedesse le dimissioni a seguito della condanna Mondadori, non si capisce perché abbia aspettato il verdetto della consulta per dirlo. Quando sono state rese note le motivazioni della sentenza, Di Pietro non ha fatto la minima allusione alle dimissioni del premier. E ieri, dopo la sentenza della consulta, ha esplicitamente chiesto le dimissioni in virtù della bocciatura del lodo Alfano:

    Spero che da oggi, alla luce della decisione della Consulta il presidente del Consiglio la smetta di fare leggi a proprio uso e consumo, si dimetta dall’incarico e vada a fare quello che da 15 anni si ostina a non voler fare: l’imputato.

    Ora dice altro: evidentemente nel frattempo qualcuno gli ha spiegato che chiedere le dimissioni in virtù della sentenza della consulta è demenziale.

    Terzo, riguardo la decorrenza dei termini del caso Mills. Se la difesa vorrà riprodurre le prove, essendo cambiato il collegio giudicante, lo potrà fare perché la legge glielo consente (e glielo consente per una ragione precisa, fondativa dello stato diritto). La legge, quella cosa che è uguale per tutti. Anche per Berlusconi.

  31. Giovanni D:

    Ecco, vado per punti anche io se posso, poi mi taccio.
    Primo e secondo punto: non so se si riferiva a me, ma non ho mai seguito né Travaglio né Di Pietro. Anzi (pensi un po’) mi sono (re)iscritto al Pd per votare Marino, e quindi ho appena perso il congresso. Tuttavia, mi sembra chiaro che persino Di Pietro non è così stupido da chiedere le dimissioni solo perché una legge è incostituzionale, ma lo ha fatto anche perché dietro a quella dichiarazione di incostituzionalità c’è la ripresa dei processi di corruzione. Del resto lo conferma proprio la frase che lei ha citato: spera che, data la decisione della Consulta, Berlusconi la smetta di fare leggi a proprio comodo, e si dimetta per fare l’imputato in un processo che riprende il suo corso.
    Terzo: non c’è nessuna contraddizione con quel che dicevo, ovviamente. Che la legge sia uguale per tutti è ovvio e casomai è stata proprio la Corte Costituzionale a ricordarlo al Presidente del Consiglio, che su questo punto sembra pensarla un po’ diversamente, almeno quando non gli fa comodo. Il fatto che mi pare incontestabile è che dietro a tutte queste leggi (siano le rogatorie o le immunità varie) c’è una strategia dilatoria: sarà pure legittima, ognuno si difende come vuole e come può, e se poi lo votano e può difendersi facendo fare le leggi ai suoi avvocati, tanto meglio per lui e (ma questo lo aggiungo io) tanto peggio per l’equilibrio dei poteri. Tuttavia, proprio non riesco a capire che cosa ci sia di sbagliato nel farlo notare. Se non ci fosse stata la manfrina del Lodo Alfano, Berlusconi sarebbe stato con ogni probabilità condannato insieme a Mills. Con la manfrina del Lodo Alfano, Berlusconi sarà, con ogni probabilità, assolto per prescrizione.
    Ma poi il discorso è più generale: si dice che bisogna avere un programma e vincere prendendo un voto in più di Berlusconi. Parole sante. E chi non sarebbe d’accordo? Ma se Berlusconi e la sua maggioranza mettono da quindici anni sotto continua tensione le istituzioni dello Stato, soprattutto quelle di garanzia (si ricordi le parole di Gasparri e Alfano ai tempi della sentenza Englaro, e in generale tutta quella vicenda, molto simile a questa dal punto di vista dell’attacco alle garanzie costituzionali), se una maggioranza politica governa facendo appello alle passioni più basse e pericolose, se la commistione di potere economico, mediatico e politico rappresentata dal Presidente del Consiglio costituisce nei fatti (nei fatti!) uno scardinamento degli equilibri di una democrazia liberale, noi che si fa, non si dice niente perché stiamo scrivendo il programma? Essere anti- non è sempre un disvalore, è spesso l’altra faccia della medaglia dell’essere pro-. Pensi, con le dovute proporzioni, all’antifascismo. Ecco, essere antiberlusconiani vuol dire essere a favore delle regole di una norma democrazia liberale. O no?

  32. gabriele:

    ciao francesco,

    nelle democrazie liberali e’ prassi che il politico che ricopre cariche istituzionali (specialmente un primo ministro!) si dimetta quando ha guai con la giustizia; in italia credo si faccia una grande confusione tra piano politico/istituzionale e piano giudiziario ma in quelle democrazie liberali, a cui – seppur faticosamente – l’italia dovra’ pure guardare, i due piani sono distinti e a nessun politico (tantomeno a un primo ministro) passerebbe per la testa rimanere al suo posto mentre ha procedimenti giudiziari gravi in corso;

    a me piacerebbe che il piano politico/istituzionale e il piano giudiziario fossero separati e anche per questo credo B. dovrebbe dimettersi; e’ ovvio che a B. di democrazia liberale non importa un fico secco, pero’ non capisco perche’ sarebbe controproducente e sbagliato per il PD ispirarsi alle democrazie liberali e alla prassi che li’ si segue

    ciao,
    gabriele

  33. Alessandro Waldergan:

    @ f.b. Onestamete penso che il Governo si dimetterebbe se lo facesse Berlusconi, né, dalle dichiarazioni rilasciate in questi giorni, pare che qualcuno dell’attuale maggioranza oserebbe sostituirlo. Ma queste sono valutazioni di carattere politico che non mi sembra che abbiano a che fare con la richiesta di dimissioni avanzata da Di Pietro che, come dice anche Giovanni D, è stata fatta per far sì che la Giustizia possa fare il suo corso. Si può discutere se politicamente sia opportuno che si dimetta o meno, ma non mi pare “demenziale” chiederlo. Il fatto poi che Di Pietro non abbia chiesto le dimissioni quando è arrivata la sentenza di condanna per il processo Mondadori ma soltanto adesso sembrerebbe avvalorare ancor più questa tesi, in quanto richiedere le dimissioni quando Berlusconi era ancora protetto dal Lodo Alfano non sarebbe servito a nulla da un punto di vista dell’iter giudiziario.

  34. alexx:

    Hai ragione sul fatto che gridare dimissioni è proprio di una demagogia sguaiata e, io direi, sostanzialmente reazionaria o fascistoide, alla Di Pietro, appunto. Aggiungo, però, che le dimissioni richieste da tali esagitati sono quelle del solo Berlusconi, non del governo. E’ un punto essenziale. Le dimissioni di Berlusconi, perché accusato di gravi reati, non comporterebbero la caduta del governo, ma solo la sostituzione del primo ministro con un altro, scelto nel perimetro della stessa maggioranza e nominato dal Presidente della Repubblica. Ragionando come fai tu, si dà ragione alla mistificazione da sempre operata da Berlsconi e ancor più in queste ore: quella cioè che lui è eletto dal popolo. Non è vero. Nel nostro sistema costituzionle si eleggono i parlamentari. Le maggioranze ed i governi si formano in parlamento. Cosicchè questo designa il primo ministro, la cui nomina spetta al Presidente della Repubblica. Ergo, se va via Berlusconi, perchè la condizione di imputato in delicati processi per corruzione e simili non è compatibile con le responsabilità connesse alla carica rivestita, il governo e la maggiornanza scelta dagli elettori non sarebbero in discussione. E’ il parlamentarismo voluto dai nostri costituenti, bellezza.

  35. Hytok:

    Signore e signori, Francesco Costa: molto meglio di Ghedini.

  36. francescocosta:

    Delle due l’una: o non ti sei letto il post, e allora sei semplicemente scemo, o te lo sei letto, e allora lo sei molto di più. Dato il livello medio dei tuoi commenti su questo blog, direi la seconda. C’è una buona notizia, però: questo è l’ultima inutile e puerile cazzata che scrivi da queste parti.

  37. riccardo r:

    Se i deputati del PDL scegliessero un altro primo ministro al posto di Berlusconi vedrebbero la propria carriera politica defunta: il c-dx senza Berlusconi sarebbe un normale cdx, capace di perdere anche da questo csx. E’ per questo che Berlusconi e la PDL sono una cosa sola, infatti nella PDL il B fa votare le leggi che gli pare. E’ quindi per questo che mai B si dimetterà, mai il PDL lo sfiducerà, ne si vedrà questo parlamento eleggere altro PresDelCons.
    Il PD può anche chiedere le dimissioni, la sfiducia o quel che gli/vi/ci pare, si può anche andare in piazza a milioni per protesta, si possono fare le petizioni con i nobel, indignarsi su faccialibro, vergognarsi di essere rappresentati da questa maggioranza, MA questa maggioranza RAPPRESENTA ESATTAMENTE il popolo italiano.
    Quindi ultimo e unico sistema è VINCERE le prossime elezioni, e perciò organizzare un partito serio, sincero, SEMPLICE, comunicativo, chiaro, onesto, efficace… ecosivvia.

  38. f.b.:

    @alessandro waldergan. abbi pazienza, ma chiedere le dimissioni del presidente del consiglio non è “questione di carattere politico”?
    torno al concetto espresso ieri: né costa, né io diciamo “berlusconi fa bene a non dimettersi”. diciamo un’altra cosa: ossia, posto che berlusconi farebbe bene a dimettersi – anzi: sarebbe doveroso che lo facesse – di fronte alla prospettiva che NON si dimette, ha una logica politica invocarne le dimissioni e chiedere le elezioni anticipate e su questo impostare una battaglia politica? secondo me (e, a quanto ho capito anche secondo costa, ma mi correggerà lui se scrivo una cazzata) non ha una logica politica, se non quella di rosicchiare consensi al PD agendo sulla pancia (anziché sulla testa) dell’elettorato antiberlusconiano. e questo perché, così agendo, non si fa altro che dare nuovi argomenti a berlusconi che, guarda caso, ha impostato la sua propaganda di questi giorni proprio sul complotto sinistra-toghe rosse per farlo cadere anzitempo. un argomento che io e te sappiamo benissimo essere falso; io e te sappiamo benissimo che se cadesse il governo non ci sarebbe nessuno strappo alla costituzione; ma, ahinoi quel che sappiamo benissimo io e te ha poca importanza. la maggioranza degli italiani sembra parecchio sensibile alle argomentazioni berlusconiane e se domani si tornasse alle urne una campagna elettorale impostata su questa falsariga darebbe spazio a una larga vittoria di berlusconi. così, invece di tenercelo per cinque anni o forse meno, ce lo teniamo per sette anni (i due già passati e i cinque futuri). con una differenza rispetto a ora: che dei quaranta deputati pidiellini vicini a fini ne verrebbero ricandidati forse quindici, giusto per avere un gruppo parlamentare pdl più compatto in vista di nuovi stravolgimenti alla costituzione.
    allora, la domanda è: il leader di partito che chiede dimissioni subito ed elezioni anticipate qui e ora, questo ragionamento lo ha fatto oppure no? se sì, è politicamente incompetente o stupido. se no, uguale.

  39. Il tempo delle mele « malingut:

    […] Berlusconi doveva dimmettersi? Secondo me sì, ed è ovvio. Dire che non doveva dimmettersi perchè non ci sono ragioni di leggittimità politica, è una cazzata (passatemi il termine, se lo […]

  40. Bruna:

    Io penso che,anche se formalmente l’Italia è ancora una repubblica democratica,nei fatti in ogni dove si respira un clima sfacciatamente demagogico.
    E’ora di finirla con questa strumentalizzazione dei media e con questi attacchi inammissibili alle più alte cariche dello stato.
    La verità è che oramai il dialogo,che è uno dei presupposti imprescindibili di ogni regime liberale degno di questo nome,non esiste più in questo paese.
    La situazione politica attuale si può sintetizzare così:
    Da un lato abbiamo un burattinaio circondato da marionette molto servizievoli,che fa un utilizzo distorto dei media tenendo il paese nell’oscutrantismo culturale più totale,che poi ha anche il coraggio di definire”La maggioranza degli Italiani”, oppure in alternativa, quando qualcuno non abbassa la testa,ricorre all’attacco verbale oltre ogni limite dell’insulto.
    Che come al solito si tirasse fuori la solita storiella della sinistra che congiura contro il presidente del consiglio e contro il bene della nazione,era prevedibilissimo,ma quello che trovo davvero inaccettabile, sono i giudizi emessi sul presidente della repubblica.
    Ancora un volta il premier ha dimostrato di non conoscere la nostra costituzione.
    E comunque aldilà di tutto,penso che questo accanimentio mediatico non abbia ragion d’essere. Se Berlusconi è innocente,lo deve dimostrare in tribunale, non in televisione.
    Ancora una volta non capisco cosa centrino i media con la vita personale del presidente del consiglio.
    Io ritengo che uno dei più grandi problemi attuali del nostro paese è che purtroppo la televisione ha sconfinato nella vita politica e viceversa,e anche se ciò purtroppo era inveitabile,considerando che uno dei suoi rappresentanti più illustri è Silvio Berlusconi, la conseguenza più grave di questo stato di cose, è che ormai non siamo più in grado di distinguere dove finisce lo spettacolo e dove invece inizia la politica.
    Io credo che la bocciatura del lodo alfano sia solo la punta di un iceberg.
    Il punto è: In questo paese è ancora possibile fare/dire/pensare qualcosa che non gode dell’approvazione del presidente del consiglio?
    La risposta la possiamo vedere ogni giorno,basta accendere la televisione.

  41. ale:

    Son d’accordo con quello che dici, anche se le dimissioni in effetti non vengono chieste perché una legge si è dimostrata incostituzionale ma perché come premier abbiamo un pluri-imputato per reati gravi, però mi dispiace doverti far notare che il controllo del Presidente della Repubblica E’ anche un controllo di costituzionalità, e quindi Il rinvio alle camere sarebbe stato più che legittimo, oltre che doveroso.

  42. Gianluca Aiello:

    Condivido tutti i punti!
    Berlusconi è ancora legittimato a governare e se la legge DEVE essere uguale per tutti, è ancora innocente fino a sentenza definitiva. L’attenzione dovrebbe essere tenuta alta per le probabili riforme giudiziarie in ballo.
    Napolitano non ha colpe, ma non è neppure totalmente esente da critiche. Avrebbe potuto essere lui a sollvare un dubbio di costituzionalità che agli occhi di tutti era palese.
    Sul terzo punto sono daccordo totalmente: farsi guidare da un comico e agire senza ragione è pericoloso.
    Sul quarto punto direi che per fortuna nulla è cambiato e quindi solo per questo c’è da festeggiare. Mentre sono daccordo che c’è scarsezza politica se non si hanno altri mezzi per battere Berlusconi sui programmi.

  43. Alessandro Waldergan:

    @f.b. Io ho voluto solo introdurre un elemento di legittimità alla richiesta di dimissioni avanzata da Di Pietro, e cioè non la dichirazione d’illegittimità del Lodo Alfano,( come sosteneva Costa nel suo post) ma la ripresa del processo dove Berlusconi è imputato che da essa ne deriva. Che poi questa richiesta abbia anche una grande rilevanza politica non c’è dubbio, che possa essere un rischio o peggio un errore è possibile, che non cambi nei fatti le cose perché tanto Berlusconi non si dimetterà mai è elementare supporlo perché la storia ci dimostra questo. Ma non sono d’accordo con Costa quando dice che chiedere le dimissioni di Berlusconi non ha senso “… soprattutto per ragioni di legittimità politica. Non è giusto, plain and simple. Un governo non si dimette perché una sua legge viene definita incostituzionale. Non esiste nessun appiglio politico, storico né tantomeno giuridico per sostenerlo.” E’ vero, ma il punto non è questo.

  44. Berlusconi contro la Consulta, Benevento esulta: Feltri megafono contro Napolitano e l’idea della Brambilla | Video Folli:

    […] Napolitano, mentre sulle pagine de Il Giornale il megadirettore Vittorio Feltri fa da megafono: il Presidente della Repubblica avrebbe tradito un accordo, un patto tra gentiluomini che prevedeva la buona riuscita del Lodo […]

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  46. Gli articoli suggeriti dal Fazioso (12-10-09) | IL FAZIOSO LIBERALE:

    […] Quattro cose sul lodo Alfano | Francesco Costa – […]

  47. Sciuscia:

    Perfetto.
    Darò l’indirizzo del tuo blog a Di Pietro e Grillo, chissà mai che imparino qualcosa.

  48. Danx:

    Dimissioni non per la legge incostituzionale, ma perchè deve far fronte a 4 processi.
    O governa o si fa processare.
    Semplice, no?
    PS: per una legge del 1957, tra l’altro, sarebbe incandidabile…

  49. lotarino:

    il maldestra tentativo, da parte dell’opposizione di far cadere il governo Berlusconi avrebbe davvero giovato all’Italia???non è meglio una certa continuità governativa visto il delicato periodo che attraversa il nostro paese????
    http://www.loccidentale.it/articolo/il+sogno+di+rovesciare+berlusconi+in+3+fasi+%C3%A8+caduto+come+le+foglie+in+ottobre.0079590
    http://www.facebook.com/pages/LOccidentale-Orientamento-quotidiano/153413827518

  50. riccardo r:

    @lotarino:
    ma di che parli?
    far cadere il governo Berlusconi? e con che forze parlamentari? mi sa che stai facendo fantapolitica.
    Per quanto riguarda il delicato periodo, Berlusconi in passato non si è mai dimostrato granché capace di far decollare il PIL, anzi ha sempre ottenuto risultati inferiori alle sue stesse previsioni.

  51. Berlusconi e il Lodo Alfano. Le 4 cose di Francesco Costa e le elezioni anticipate (che non vuole nessuno) | succoso:

    […] Lodo Alfano sottoscrivo totalmente quanto scrive Francesco Costa.Primo. Chiedere le dimissioni di Berlusconi non ha senso. E in questo momento forse solo […]