Il teatrino
È un buon segno. Prima era un borbottio di pochi, ora sento o leggo sempre più spesso cose come queste:
ogni tanto sarebbe bello stimarne almeno uno di ’sti chiunque qua. ché un pezzo di pasolini è una roba per cui mi farei anche sparare. dovessi morire per santoro, luttazzi o la oppo, francamente, ci avrei della malinconia.
(Cristiano Valli, La crociata dei mediocri)Ci risiamo. Ancora una volta per ragioni politiche alcuni difendono con sincera preoccupazione una trasmissione che non fa ridere in nessuna sua parte, non presenta un’idea nuova né una vecchia ma buona (salvo Zoro, sempre ottimo), non fa pensare per un millisecondo niente di diverso da “Che due palle, ma se li chiude siamo in dittatura!”
(Matteo Bordone, su Friendfeed)
Si tratta solo di due esempi recenti, come questi ce ne sono a decine. Lo stesso ragionamento, identico, si può applicare a gran parte della classe dirigente della sinistra italiana e ai miliardi di rospi ingoiati dai suoi elettori perché “bisogna battere Berlusconi”. Dopo quindici anni possiamo dirci, in tutta franchezza, che non ha funzionato: ci siamo tenuti sia i mediocri che Berlusconi. Io penso che siano uno l’assicurazione sulla vita e la stampella dell’altro: penso che la presenza di Berlusconi ha consentito a un esercito di mezze figure di restare in sella ben oltre quanto avrebbe meritato, penso che la presenza di quest’esercito di mezze figure abbia consentito a Berlusconi di fare il bello e il cattivo tempo, di saltare di scandalo in scandalo, di processo in processo, senza perdere un briciolo di popolarità, e anzi guadagnandone. Provate a criticare Berlusconi, e lui vi dirà che è sempre meglio lui di quelli che stanno dall’altra parte, “i comunisti”. Provate a criticare chi ha guidato la sinistra, e loro vi diranno che sempre meglio loro di quelli che stanno dall’altra parte, cioè Berlusconi. E così via, per l’eternità.
Ora, abbiamo due strade: continuare così, a tenerci quello che passa il convento, a non fare il passo più lungo della gamba, a non dire o fare cose troppo avanzate, ché il paese non capirebbe e “ora non è il momento” (non è mai il momento, d’altra parte), e continuare a tenere in piedi questo gioco delle parti. Oppure possiamo mettere un punto e andare a capo, limitarci a fare le battaglie giuste per le ragioni giuste con le persone giuste, mollando definitivamente battaglie sbagliate, ragioni sbagliate, persone sbagliate. Non è detto che si vinca, in questo modo. Ma almeno si gioca.
Tweet

mi sfugge proprio il passaggio da santoro, luttazzi e dandini a “chi ha guidato la sinistra” (cioe’ gente che almeno gli ultimi due di cui sopra hanno preso per il culo da sempre). qual e’ il ragionamento?
Che l’unico motivo per cui Santoro o Dandini vanno in onda è che si sono ritagliati questo ruolo di ultimo baluardo della democrazia, che guai a criticarli o a dire che fanno programmi di merda perché se no fai il gioco di Berlusconi. Ed è lo stesso passaggio logico del candidare e votare Prodi perché bisogna battere Berlusconi oppure, per dirla con le parole D’Alema, “se non ci fosse stato questo momento di crisi e queste divisioni avremmo potuto permetterci il lusso di una scelta cosi’ innovativa, ma ora abbiamo bisogno di altre professionalita’ per ricostruire il partito”.
Oppure per dirla come Baricco:
a parte il fatto che boh, non mi pare ci sia questa cospirazione nei riguardi delle critiche a Santoro e Dandini, mi sembra veramente un passaggio tenue: mettiamo tutto sulla stessa barca, il fatto che Santoro e Dandini siano (cosi’ tu dici) non criticabili a sinistra pena passare per disfattisti e il fatto che non si possa pretendere candidati innovativi?
che poi, Prodi e’ l’unico che ha battuto Berlusconi negli ultimi 20 anni, questo e’ un dato di fatto. e venendo alle questioni specifiche, figure tipo Santoro sono emerse negli ultimi anni: Telese, Floris, per citarne solo 2. Cosi’ come per la Dandini: Glob di Bertolino, quella cosa su RaiDue di quello che faceva il DJ di cui non ricordo il nome, e molti altri. A me la Dandini e la sua squadra fanno ridere, a te e a Bordone no: occorre ogni volta che non vi garba qualcosa metter su discussioni sui massimi sistemi?
poi sulle conclusioni siamo d’accordo, lo sai, ma non capisco perché occorra arrivarci dicendo che la Dandini non fa ridere e Santoro non e’ bravo.
Credo che occorra distinguere. Per Santoro e il tipo di tivvù barricadera che fa non v’è dubbio che ci sia una sorta di complementarità con il populismo di B.
Mi sembra invece ingeneroso dire che “quelli di tunnel” (la Dandini e tanti altri) siano stati lì in onda come “foglia di fico”. Per me è molto simile al discorso sui giornali cui tu stesso accennavi, mi sembra, in qualche occasione precedente.
In un periodo di crisi, con un’opposizione politica latitante e inconcludente, altri (comici, giornalisti) hanno riempito il centro della scena. Alcuni forse ci hanno creduto troppo, alcuni ci hanno “marciato” (ma onestamnente non credo sia il caso di Serena Dandini), di fatto non possiamo affibbiargli tutte le colpe. La responsabilità principale resta ai politici del centro-sinistra e alla loro assoluta ineguatezza, anche comunicativa.
a me la dandini ed il suo programma piacciono. Ed anche se Santoro non mi fa impazzire rivendico il suo sacrosanto diritto di dire che berlusconi è uno che va a puttane. Anche questo dobbiamo mettere in discussione?
La Dandini è un tassello. Anche a me Luttazzi faceva ridere. Santoro è bravo a fare i suoi programmi, che possono pure piacere. Non me la prendo con quelli a cui piacciono Dandini e Vergassola e li vogliono in onda perché li fanno ridere (anche se, insomma), me la prendo con quelli che li vogliono in onda in quanto baluardi della democrazia, in quanto ultima trincea prima del regime. “Non è il momento di fare i fighetti, giù le mani dalla Dandini!”. Ma giù le mani un cavolo. Ma trincea de che.
(il fatto che Prodi abbia vinto una volta – una – non vuol dire che solo lui poteva. La domanda è: abbiamo vinto grazie a Prodi, quella volta? No. Abbiamo vinto perché Lega e Cdl andarono divise, secondo me)
Per Matteo. Nessuno ha il “diritto” di dire delle cose in prima serata in televisione. Se no anche io ho lo stesso diritto di Santoro, e voglio un programma sui fast food. Noi dovremmo chiedere che a Santoro venga assegnato o no un programma sulla base del suo talento e non sulla base del suo essere il sedicente baluardo della democrazia.
ok siamo d’accordo che santoro non ha un diritto costituzionale ad andare in televisione a dire qualcosa. Però ha qualcosa di simile. E cioè, soggetto al fatto che la RAI ha liberamente firmato un contratto con lui per la produzione di un programma di informazione, lui ha il diritto di dire cose che ritiene giornalisticamente rilevanti (fatto salvo ovviamente il diritto di querela di terzi che si sentissero offesi). Ecco, io non difendo quel diritto di santoro per quello che dice, quanto il fatto che quel diritto di parola, di informazione, è anche mio, e se lo toccano a lui hanno in definitiva limitato anche il mio.
non so se mi spiego.
E ripeto… a parte la puntata dell’altro gg che ho visto forse per 20 minuti, io Santoro (ma in generale la TV ed in particolare i talk show) non li guardo da almeno un paio d’anni
Perfetto. Comprendo il tuo punto di vista, ma non capisco: dunque lasciamoli fare, facciamogli chiudere santoro, la dandini e tutti gli altri. Rendiamo rai3 uguale al resto della tv. Cosa resta? Nulla, solo una tv completamente in mano alla destra. Dove è il senso in tutto questo?
Che poi, va bene rimpiangere pasolini e compagnia, ma quello che sfugge è che gli intellettuali scomodi sono stati i primi ad essere oscurati ed ignorati (anche quello che scrivono sui giornali, in quanti casi diventano oggetto di dibattito? quasi mai, perchè basta ignorarli ed è come se non esistessero), ieri è toccato a Luttazzi, Biagi, Guzzanti figlio e tanti altri e oggi a quelli che sono rimasti.
“Fino a quando abuserai della nostra pazienza?”
Tra l’altro Bordone è proprio tra quelli del “non è ora il momento”
Post terrificante. Sinceramente. L’intuizione sull’assicurazione sulla vita e la stampella di Silvio e difensori della liberta’ e’ interessante anche se cosa ben nota ai piu’. Si capisce inoltre dal post che a Bordone e all’autore del post (che marketta platealmente la claque di Sofri ogni due per tre) non piace Anno Zero e che considerano Santoro, Travaglio e Dandini dei mediocri.
Giudizio liberissimo, beninteso. Tenderei pero’ a non giustificare le proprie personali opinioni imbastendo un caso di stato e mettendo in piedi un castello di carta sui massimi sistemi. Basta Serra, per quello – che se gli va di traverso il caffe’ scrive un articolo lamentando i danni del far colazione in fretta (cit. Luca Sofri, giornalista – 2008).
[...] 30 Settembre 2009 · Lascia un Commento di Francesco Costa [...]
Condivido tutto il post. A mio parere la ‘cautela strategica’ non è solo la strategia sbagliata, ma è diventata lo strumento per non esporre troppo le divisioni. A furia di nasconderle nell’impianto complessivo, rischiano di riemergere (come, infatti, costantemente si verifica) durante la discussione di ogni singolo problema. Il problema non sono le vedute diverse, ma la mancanza di coraggio nell’intraprendere una strada, piuttosto che un’altra.
Scegliere: il genio del veltronismo è in ognuno di loro.
MA chi sono questi che difendono Dandini ecc. perche’ difendono la democrazia? perche’ sarebbero un baluardo della democrazia? io non ne vedo molti in giro. Al massimo, si fa un discorso diverso, ovvero che se li si chiude, ostacola, minaccia, si fa un oltraggio alla democrazia. Non mi pare difficile. Indipendentemente dal ridere alle battute di Vergassola o meno.
sta cosa che Prodi in quanto tale è stato l’unico a battere Berlusconi 2 volte è davvero fuorviante (e ingenua).
Passi la vittoria del ’96, ma regà, a vince con quell’accozzaglia che era l’unione ci sarebbe riuscito anche Veltroni…e ho detto tutto…
Non guardo la Dandini dai tempi di “Pippo Chennedy Show” con il quale, come afferma giustamente Bordone, disse tutto quello che “artisticamente” poteva dire; detesto Luttazzi per il suo intellettualismo celebrale con il quale condisce ogni forma di insipida volgarita’, guardo Santoro … se non ho proprio altro da fare e per “aspettare” le vignette di Vauro.
Detto questo, difendero’ sempre con convinzione il diritto del pubblico di vederli e giudicarli, come il loro diritto a farsi giudicare nonche’ la liberta’ di qualsiasi televisione di poterli inserire nei propri palinsesti e non lo faro’ in quanto “estremi baluardi della sinistra” o “teste d’ariete” lanciate contro la roccaforte berlusconiana, come affermi tu (sempre per dare delle “protesi” alle tue teorie stroppie sui massimi sistemi) ma perche’ penso che nessun governo abbia il diritto di dire cosa sia servizio pubblico e cosa non lo sia e con questo pretesto ( o con altri mille pretesti) mettere la museruola a chi racconta cosa sgradite.
E come difendo loro difenderei te, Costa, se fossi al loro posto.
Altro che “cautela strategica”!
Oh! Le elezioni al circolo sono andate benone. Marino secondo al 31% dietro a Franky, arrivato al 54 (21 votanti su 40 iscritti). La relatrice della mozione Marino, ragazzotta molto sveglia, non aveva mai sentito parlare di te e de iMille: le vie del Signore sono infinite, misteriosi i Suoi piani e grande la Sua Misericordia! Amen.
“penso che nessun governo abbia il diritto di dire cosa sia servizio pubblico e cosa non lo sia e con questo pretesto ( o con altri mille pretesti) mettere la museruola a chi racconta cosa sgradite.”
Chris, se rileggi la frase, spero, ti accorgi di quanto sia uno sia uno sproposito. Al di là della logica che ci sta sotto (Un “chi controlla i controllori” da terza superiore e spinelli in aula magna) gli effetti di una prassi del genere sarebbero devastanti. Selezionare le trasmissioni che arrivano al grande pubblico -e che il grande pubblico stesso ha finanziato- non è solo un diritto ma una responsabilità del governo. Dio ci liberi da politici che se ne infischiano di quel che passa in RAI e che, di fronte a porcherie di qualsiasi tipo (e fazione), se ne stiano a guardare sbandierando un “noi la museruola non la mettiamo, noi non abbiamo il diritto”.
Seghiamo le porcate e promuoviamo le cose di qualità, invece.
Te lo meriti, Berlusconi.
Finalmente vedo che hai capito il nocciolo della questione! E ora capirai perché prima di straziarsi in una logica al ribasso senza senso, uno sfancula tutti e prova a costruire da zero da un’altra parte. Benvenuto nella logica dei militanti di idv.
Bel tentativo. Penso però che “logica al ribasso senza senso” sia la definizione esatta dell’Italia dei Valori, partito perfettamente speculare a quello di Berlusconi. Persone sbagliate, cause sbagliate, parole sbagliate.
[...] e su come Berlusconi e la “classe dirigente peggiore mai avuta” dalla sinistra si reggano in piedi l’un l’altro. C’è un unico possibile pensiero che spieghi tutto questo: potete andare (possiamo andare), [...]