Di tutto, di più
Parlando di Pd e Rai, la cosa più banale da notare sarebbe che mentre sia Bersani che Franceschini sostengono a gran voce di voler mettere fine alla pratica della lottizzazione, le nomine di Raitre e del Tg3 sono bloccate (da loro) in attesa del congresso, così che chi vinca possa scegliere i suoi uomini e trattare da una posizione di forza. Ancora più banale è osservare come il comportamento di Bersani e Franceschini, che ultimamente sembrano avere molto a cuore la libertà di stampa e i condizionamenti dell’informazione, stia condizionando il lavoro dei giornalisti del Tg3 e quello dei quadri della rete: appesi al risultato di una competizione partitica che dovrebbero limitarsi a raccontare con obiettività e serenità.
C’è un’altra cosa, però. Sembra che il direttore generale della Rai, Mauro Masi, stia pensando di fare queste benedette nomine di Raitre senza aspettare ancora, dato che la legge non lo obbliga affatto a recepire i suggerimenti dell’opposizione. Sembra inoltre che Masi possa fare delle nomine difficili da rigettare tout court o bollare come inadeguate o vendute al padrone: Enrico Mentana al Tg3 e Giovanni Minoli a Raitre. Con tutti i loro difetti, due nomi di esperienza, autonomia e caratura due o tre volte superiori a quelli delle mezze figure attorno alle quali si sta accapigliando il Pd. Se Masi dovesse forzare la mano e fare le nomine, potete scommettere che il volume delle accuse aumenterebbe a dismisura – «Non abbiamo nulla contro i nomi, bensì contro il metodo!», non li vedete già? – col paradosso di rivendicare a gran voce il mancato utilizzo di un privilegio odioso del quale si dice di voler fare a meno, per promuovere giornalisti e dirigenti meno bravi ma magari più disciplinati. Un autogol nell’autogol. Insomma, rischiamo di assistere a un altro mirabolante caso Villari: non dite che non eravate stati avvisati.
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Sono d’accordo solo in parte.
Il metodo è senza dubbio importante e non c’è caso Villari che tenga. Nella attuale condizione della stampa italiana, un Mentana al Tg3 sarebbe diverso da quello che è stato negli ultimi mesi post-Matrix. Il caso DeBortoli è illuminante.
Rai3 è l’unica rete Rai che possa essere definita davvero informativa. Il programma di ieri di Riccardo Iacona è stato sensazionale. Da Minoli, se il nome sarà questo, il PD dovrà pretendere il mantenimento dello standard di qualità di Rai3. Va bene qualche inserimento di Educational ma occhio a limitare Floris, Fazio(!!! solo il fatto che sia in questa lista fa capire quanto siamo caduti in basso), la Gabanelli o Iacona.
Io riconfermerei quelli che ci sono, darei molto più spazio a Minoli, su Mentana avrei qualche riserva.
Report e Presadiretta sono veramente sensazionale e non capisco come mai all’indomani di qualche puntata nessun giornale riprende l’argomento trattato il giorno prima, io spesso dopo la puntata rimango sbigottito.
[...] Francesco Costa [...]
[...] Francesco Costa [...]
[...] fin dopo il 25 ottobre, dopo il Congresso. Lo stavo facendo, appunto, ma ho letto un pezzo di Francesco che ne sintetizza i limiti di questa procedura e ne spiega le conseguenze: Parlando di Pd e Rai, la [...]
Minoli? Ma non è quello che ha fatto un servizio completamente senza contraddittorio circa le accuse di finzione dello sbarco sulla luna? Un complottista, magari non alla Giacobbo, ma comunque pagato con soldi pubblici!!!
Contenti voi… a me i bugiardi non piacciono http://bit.ly/16FHfb
Ritengo un fatto grave che venga bloccata l’opportunità, per altri imprenditori, di creare nuove televisioni private nazionali. La legge va cambiata.