Una cosa sul burkini
L’Italia è un paese libero e come accade in ogni paese libero, ognuno può vestirsi come gli pare. Che vada in piscina o al mercato o a pattinare, l’unico limite alla propria libertà è quello del danno arrecato ad altri: nel caso del burkini, questo problema non si pone. Se qualcuno in Italia vuole impedire a qualcun altro di vestirsi come gli pare, bisognerebbe spiegargli – anche a muso duro, visto che si tratta di una cosa piuttosto importante – che in un paese libero degno di questo nome queste cose non si fanno. Sono incompatibili con i principi fondanti dello stato. Ben venga quindi ogni richiamo e rimbotto sull’argomento, a condizione però che non provenga da questo o quell’imam, da quegli uomini interessati a difendere soltanto un’unica e indiscriminata libertà: la loro. Nell’attesa che anche in Arabia Saudita o in Somalia una donna possa andare in piscina o al mercato vestita come le pare, noi faremmo bene a mostrar loro come vanno le cose in un paese libero.
Sullo stesso tema:


A parte tutto andare in piscina con qualche metro quadro di tessuto (e quindi con qualche chilo di tessuto zuppo d’acqua che ti blocca i movimenti delle braccia e delle gambe) è incosciente per i rischi che corri tu e criminale per i rischi che fai correre ad un eventuale soccorritore.
Concordo in pieno.
Tu dimmi solo dove andremo a finire…
Ciao Costa, a presto!
Luca
Ehilà, ciao Luca :)
Macché metri quadri di tessuto zuppo, è semplicemente un costume intero in Lycra.
[...] dimostrazione che la propria libertà finisce dove cominciano le chiappe del prossimo. Con o senza [...]
@massimo manca
Che copre le braccia e le gambe. Per capire cosa significhi indossa una camicia di cotone leggera a maniche lunghe dopo averla bagnata.
Intanto il tessuto bagnato limita la libertà di movimento attaccandosi alla pelle, poi aggiunge peso sugli arti che devono restare liberi. Se io ero il bagnino di quella piscina la cacciavo a urlacci e la religione non c’entra nulla perché la sua libertà di credo finisce dove comincia la mia responsabilità penale.
se l’acqua è fredda posso mettere la muta da sub?
sì, noi intanto faremmo bene esserlo, un paese libero.
E magari anche a capire che il burkini (nome da abolire) è un costume, non si inzuppa, non è un vestito.
Se si googla un po’ si scopre abbastanza facilmente che è una roba progettata in Australia, appositamente pensata per consentire anche alle donne osservanti di fare il bagno. Benché non tutte le dirette interessate lo apprezzino pienamente (ma sono fatti loro, dopo tutto)e benché a “noi” possa sembrare folle fare il bagno praticamente coperte (ma lo facevano anche le nostre nonne).
Del resto, nessun bambino (e pure nessun adulto) si è mai “spaventato” a vedere un sub con la muta.
l’unica cosa da fare è andare in queste piscine e presentarsi tutti nudi. Se non ci si può vestire come si vuole, almeno sarà permesso svestirsi come si vuole
A me sembra di aver letto che le obiezioni principali (o almeno quelle ufficialmente mosse) riguardavano il tessuto. Se era adatto per la realizzazione di costumi da bagno nulla poteva essere addebitato a chi lo indossava. Se invece (come diceva chi si lamentava) era un abito comune allora giustamente si può protestare.
@Franco
se hai un patentino da sommozzatore in linea di principio si, puoi venire in piscina con la muta. (anche se immagino di scasserebbero i coglioni). Se non ce l’hai devi essere accompagnato da un istruttore che ti possa nel caso soccorrere.
@s Il lycra s’inzuppa meno di altri tessuti ma l’acqua l’assorbe comunque. Inoltre il tessuto si appiccica alle braccia e alle gambe e limita la tua mobilità e tu stai a galla perché sbatti gambe e braccia. Diciamo che quella roba aumenta del 5% la probabilità che chi la porta si trovi in pericolo di annegamento. Se tu sei un bagnino, sei legalmente responsabile di aver fatto tutto il possibile per prevenire un incidente ergo se la tipa affoga la pula va dal bagnino e lo incrimina per omicidio colposo.
Ora perché un bagnino appena in possesso di due neuroni dovrebbe permettere ad una tipa di aumentare del 5% le sue probabilità di finire nella merda ?
aggiungerei che magari sarà un pregiudizio mio ma una tipa che scende in acqua con quella roba non è l’erede spirituale di Max Spitz (sempre sia lodato) e quindi le probabilità che affoghi aumentano
trovo alquanto impressionante questa “discussione”, ma si vede che avevo dei pregiudizi sbagliati sui democraticissimi lettori di questo blog …
No, dai, via…. Ma i mondiali di nuoto, voi che ce li avevate in casa, li avete visti? Cosa avevano addosso quei siluri, il perizoma o dei costumoni che nemmeno nel 1903? E poi voi in piscina coi mussulmani ci siete mai stati? Io quasi ogni settimana, d’inverno, dove vivo, che e’ Rotterdam, ovvero la citta’ piu’ mista d’Olanda. E se un bimbo mussulmano vuole andare in piscina, o ce lo porta il suo babbo o senno’ nisba, perche’ mamma in costume non ci puo’ stare. E se il burqini (accidenti a chi inventa questi nomi del cazzo) serve alla mamma mussulmana a poter portare i bimbi in piscina, non e’ meglio?
carlo, scusa eh, ma se sono un bagnino allora non faccio entrare uno col costume da skater perché “si appiccica alle gambe e limita la mobilità”…?!?
sissi
Ragionamento perfetto se non fosse per un particolare:
l’Italia *non* è un paese libero – e cadere nell’errore di crederlo tale è la cosa peggiore che si possa fare.
No al Burkini, e aggiungo no anche a Kebab, cinesi, giapponesi, indiani e a pizzerie (massì roba da teerùn)… E poi non capisco perchè la lega non presenti un bel disegno di legge dove obbliga tutti i maschi a indossare una chicchissima pochette verde…
http://wrakotonicz.blogspot.com/
Siete fuori, le mute da sub galleggiano e aiutno il galleggimento, non c’è nessun pericolo nell’indossare tute in tessuti tecnici in mare o in piscina, è come dire che le pinne ti tirano a fondo.
Mi sembra che si arrampichi sugli specchi, secondo l’ordinanaza del pirla una suora che mette i piedi a bano è vietata
che vogliamo fare?
continuiamo ancora per molto a discutere di queste cazzatre con gli idioti che fanno i Ghedini?
Quest’estate mi trovavo in spiaggia, in italia, ed un commento che ho fatto con mia moglie è stato:- ” però… siamo proprio arrivati al top della mancanza di buongusto e decenza”… non voglio fare il puritano, ma a me infastidiscono di più fili interdentali al posto del costume che fanno vedere tutto, comprese le formazioni pilifere… forse ai nostri bambini dovremmo insegnare qualcosa di meglio che mostrare solo il proprio corpo in questa subcultura dell’effimero e della sola immagine priva di senso. L’ordinanza di quel sindaco mi fa rabbrividire e vergognare di essere italiano… e le mute da sub? e le suore? …vedo tanta ipocrisia e… haimè… i primi passi verso uno stato nazionalsocialista….
Fabio
la libera scelta và sempre difesa
la signora può andare in piscina con il costume che le piace di più
ma la domanda resta
le donne mussulmane possono scegliere?
il burkini ai miei occhi è l’ennesimo modo di far passare la donna come un oggeto sessuale
un oggetto che và coperto
perchè potrebbe atturare gli sguardi altrui
chissà perchè queste cose non vengono chieste ai maschi
Si, oppure in versione democratica e occidentale un oggetto che va scoperto quanto piu’ possibile per vendere qualsiasi patacca (oggi anche politica).
Ora noi siamo qui a disquisire delle implicazioni filosofiche dell’ordinanza anti burquini , che invece e’ solo la solita manifestazione Borgheziana del “palandrane del cazzo, vi cacciamo noi a calci in culo”, e il risultato concreto e’ che la donna mussulmana, libera di scegliere o no, consapevole o no, in piscina non ci va. E il bimbo mussulmano , se babbo non puo’, nemmeno. Alla faccia del diritto di tutti a poter imparare a non affogare…
Ma cavolo se una e’ straconvinta e straconsapevole e straintegralista (insomma, quasi straintegralista va’…), ma saranno cavoli suoi andare in piscina abbigliata come cippa gli pare, nei limiti di sicurezza e decoro? E quelle che invece sono costrette lotteranno per il due pezzi comunque, o no?
Ma cavolo se una e’ straconvinta e straconsapevole e straintegralista (insomma, quasi straintegralista va’…), ma saranno cavoli suoi andare in piscina abbigliata come cippa gli pare, nei limiti di sicurezza e decoro? E quelle che invece sono costrette lotteranno per il due pezzi comunque, o no?
certo che sono cavoli suoi
e infatti l’ho detto
la questione è che la maggior parte delle donne (e qui non stiamo più parlando solo delle donne mussulmane) pensa di non aver scelta
borghezio o non borghezio
il burkini è l’ennesima manifestazione di maschilismo
la donna posseduta dall’uomo
la donna come che và coperta perchè l’uomo non la possa desiderare
perchè l’uomo non è responsabile delle sue azioni
siamo noi donne ad istigare…
No no Laura, io alla Lega costola della sinistra non ci credo nemmeno se lo dice D’Alema. Mi spiace ma non dobbiamo accettare la xenofobia solo perche’ la travestono da femminismo. “A tutti liberta’ di decidere, a tutti le condizioni per decidere”.