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Crumiro

Questo blog oggi non sciopera. La norma sul diritto di rettifica del ddl Alfano non “tappa la bocca dei bloggers”. Stabilisce, semmai, che se uno scrive una fregnaccia, se scrive che Tizio è uno ladro di biciclette, il destinatario della fregnaccia ha il diritto legale di chiedere una rettifica. A me sembra una buona cosa. Altri possono avere idee diverse, ma comunque di quello stiamo parlando: non di “chiudere la bocca” ai bloggers. Altra cosa, ben più discutibile, sono le procedure e le sanzioni previste per far rispettare questo diritto, che sono completamente assurde. Ci sono dei parlamentari della maggioranza che hanno già espresso grande perplessità per quel passaggio della norma, promettendo emendamenti e modifiche: io credo che si debba e si possa premere perché queste modifiche vengano fatte, e credo che a questo scopo sia molto più efficace parlare e discutere e farsi sentire, piuttosto che promuovere iniziative estemporanee come questo sciopero, che servono solo e soltanto a gratificare l’ego di chi le fa. La discussione e l’approvazione della legge sono state spostate a settembre: il fatto che persino le riottose e bizzose associazioni dei giornalisti abbiano sospeso il loro sciopero dovrebbe quanto meno fare riflettere i promotori dello sciopero dei bloggers. L’informazione, l’indipendenza, l’obiettività e la libertà si difendono tramite il loro continuo e indefesso esercizio. Mi sembra che questo sciopero non faccia niente di tutto questo, mascherando la propria inutilità dietro un logoro manto di eroismo, retorica e resistenza al censore berlusconiano. Non guasta mai, ma non basta più.

33 commenti

  1. luigi:

    mi hai tolto le parole di bocca.Complimenti soprattutto per l’indefesso esercizio, che poi a me la parola indefesso è sempre piaciuta ma non l’ho mai utilizzata.

  2. Tc:

    ci avrei scommesso.

  3. jack:

    Ed io che pensavo di aver avuto un’ideona per titolare il mio post :D Comunque mi pare davvero che mettere in ballo bavagli e libertà di informazione in questo caso sia come tenersi il diritto di poter sputtanare chiunque senza accettare repliche. E poi ci lamentiamo che Moncalvo querela tutti, suvvia!

  4. allihies:

    totalmente d’accordo

  5. [c]* - di cristiano valli:

    […] e qui, che poi non si capivano perché sono ellittico e blàblàblà, le scrive con meno ellissi francesco costa. var addthis_pub = ''; var addthis_language = 'en';var addthis_header_background = '#ff4040';var […]

  6. Filippo l'altro:

    mi sembra irrealistico (la storia delle rettifice dei bloggers). Penso a Migliaia di blog.E poi Migliaia di rettifiche. E poi a rettifiche di rettifiche. E poi magari a rettifiche di rettifiche di rettifiche. E poi a rettifiche di rettifiche di rettifiche di rettifiche. E poi ancora a rettifiche di rettifiche di rettifiche di rettifiche di rettifiche.

    (A questo punto mi viene in mente la conclusione di quella vecchia barzelletta quando dopo aver discusso di gufi ,gufetti, guffetini e guffetinini il papà dice a pierino “A Pieri’ t’hanno detto v….”)

  7. Liberamente:

    il problema del bavaglio è dato dal fatto che il ddl (per le informazioni che ho io) prevede la rettifica entro 48 ore dei contenuti del blog stesso su segnalazione dell’autorità giudiziaria o chi per essa.

    questo può non essere un problema per i blog professionali aggiornati quotidianamente, ma viceversa per chi non si connette quotidianamente.
    pensate ad esempio ad un blogger che va in vacanza e che non aggiorna il blog per una settimana.

  8. marco esposito:

    Se per te una legge del 1940 ben si adatta ai blog….

  9. francescocosta:

    Non mi risulta di averlo mai detto.

  10. Ataru:

    Io invece sciopero proprio perché il problema delle leggi in Italia spesso non è tanto nelle finalità, ma nel modo in cui si applicano.
    E sciopero anche perché se io scrivo che Tizio è un ladro nessuno vieta a Tizio di citarmi per danni.

    Se io sul mio bloggettino scrivo che ho un assessore del cavolo perché non pulisce le strade devo essere libero di farlo ed eventualmente affrontare le vie legali, ma con il gentile invito alla rettifica pena 10.000 € di multa chi me la fa fare di parlare dell’assessore.
    Meglio concentrarmi sulle mie valutazioni personali sulla crisi economica mondiale che tanto non leggerà nessuno, indistinguibili come sono dalle altre nell’oceano della rete.

  11. Antonio:

    Finalmente. Tacere come protesta ad un supposto bavaglio all’informazione e’ un ossimoro. E’ come se per protestare contro la dittatura, i cittadini smettessero di chiedere libere elezioni.

  12. marco esposito:

    io ho letto questo:

    “Stabilisce, semmai, che se uno scrive una fregnaccia, se scrive che Tizio è uno ladro di biciclette, il destinatario della fregnaccia ha il diritto legale di chiedere una rettifica. A me sembra una buona cosa”

  13. Crumiro anch’io « Champ's Version:

    […] francescocosta.net […]

  14. francescocosta:

    @marco:
    Appunto. Difendere la sensatezza di un principio non vuol dire difendere le forme obsolete della sua applicazione. E infatti bastava leggere oltre:

    “Altra cosa, ben più discutibile, sono le procedure e le sanzioni previste per far rispettare questo diritto, che sono completamente assurde. Ci sono dei parlamentari della maggioranza che hanno già espresso grande perplessità per quel passaggio della norma, promettendo emendamenti e modifiche: io credo che si debba e si possa premere perché queste modifiche vengano fatte, e credo che a questo scopo sia molto più efficace parlare e discutere e farsi sentire, piuttosto che promuovere iniziative estemporanee come questo sciopero”

    @ataru:
    L’assessore, se vuole, può prendersela con te anche ora, minacciando una querela. Non è che gli serve il decreto Alfano. Ma il decreto non parla del fatto che tu possa cancellare o non scrivere quello che scrivi. Il decreto parla del fatto che l’assessore ti scrive un’email per precisare o rettificare quanto tu dici, e tu fai un bel “riceviamo e pubblichiamo”, e la discussione continua. Mi sembra una cosa legittima, tra l’altro ritenuta unanimamente in tutto il mondo uno dei principi fondativi della libera e corretta informazione.

  15. francescocosta:

    Tra l’altro, a ulteriore conferma dell’inutilità di questo sciopero, cito testualmente dalla relazione in commissione giustizia del Senato:

    La IX Commissione della Camera dei deputati, considerato che la disposizione in esame estende ai siti informatici le procedure di rettifica delle informazioni ritenute non veritiere o lesive della reputazione dei soggetti coinvolti, “osservato 128 A.S. n. 1611 Articolo 1, comma 28 che tale previsione, in quanto riferita ad un termine generico come “siti informatici”, […] ha espresso parere favorevole a condizione che il riferimento ai “siti informatici” sia sostituito da “giornali e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5″.

    http://news.iusseek.eu/visual.php?num=69061

  16. Liberamente:

    @ francescocosta
    “l’assessore ti scrive un’email per precisare o rettificare quanto tu dici, e tu fai un bel “riceviamo e pubblichiamo”, e la discussione continua.”

    e se per problemi tecnici non ricevo l’email? o viene forse introdotto l’obbligo di avere una “email certificata” (PEC) ?

  17. francescocosta:

    @liberamente:
    Però leggetelo il post, prima di commentarlo. Ho scritto che si tratta di una procedura completamente assurda, che va cambiata. Questo non mette in discussione la sensatezza del principio. Esempio: se fanno una legge che stabilisce che a chi ruba vengono tagliate le mani, posso dirmi contrario a questa legge senza per questo cambiare idea sul fatto che il furto sia una cosa sbagliata e da punire?

  18. Ataru:

    Certo che può querelarmi, ci mancherebbe altro.
    Ma può anche commentare il mio post e la discussione continuerebbe ugualmente senza bisogno di scrivermi in privato e obbligarmi (obbligarmi, anche se il mio post fosse al 100% rispondente alla realtà? ma sono diventato il suo megafono personale?) alla rettifica entro 2 giorni pena multa di 10 testoni, ma scherziamo?

    Questa proposta di legge ha la stessa matrice intelletuale della proposta D’Alia-Carlucci e si deve cercare di far sapere il più possibile chi sono i geni che pensano questi abomini legislativi(ora scatta l’invito alla rettifica?) e se questo scioperò può servire a questo ben venga.

  19. Liberamente:

    @francescocosta
    “Ho scritto che si tratta di una procedura completamente assurda, che va cambiata.”

    e quindi non può essere questo il motivo dello “sciopero”? probabilmente è proprio “l’assurdità della procedura” a far urlare al “bavaglio” i bloggers!

  20. francescocosta:

    Niente, non l’hai letto il post. Se lo rileggi, concentrandoti un pochino, troverai la mia opinione sul perché considero questo sciopero un esercizio inutile, perché piuttosto che intenti censori vedo grande ignoranza (la Camera infatti ha già chiesto di cambiare la legge in quella parte) e cosa penso riguardo le pressioni che andrebbero esercitate perché quelle procedure siano cambiate e corrette.

  21. Liberamente:

    @ francescocosta
    “Niente, non l’hai letto il post. Se lo rileggi….”
    non posso rileggerlo se non l’ho letto!

    “…concentrandoti un pochino…”
    non mi chiedere uno sforzo del genere! :D

    “…troverai la mia opinione…”
    nei commenti al tuo post hai trovato la mia di opinione, scusa se lo lasciata, ma è il tuo blog che me ne ha dato la possibilità! ;)

  22. marco esposito:

    Francesco, il web di sua natura permette di rispondere molto facilmente attraverso altre vie piuttosto che attraverso la legge di rettifica, pensata proprio per strumenti molto diversi. Per sua natura non vedo in questo strumento una via adatta a regolare il web, che si regola secondo me abbastanza bene da solo. Che poi si possa parlare o scioperare è un altro discorso. Ma credo che la scelta di “scioperare” sia degna di rispetto.

  23. Senza bavaglio « Androkos:

    […] Luglio 14, 2009 Androkos è d’accordo con lui e con […]

  24. Felice:

    Ti/Vi segnalo la posizione, interessante e, mi sembra, ben argomentata, di Paolo Attivissimo: http://attivissimo.blogspot.com/2009/07/sciopero-dei-blog-il-147.html Ciao

  25. chartitalia:

    Bah, intravedo un pizzico (ma giusto un pizzico) di coda di paglia in questo post. Una cosa è ritenere di non aderire ad una forma di protesta, un’altra è quella di attaccare tutti quelli che hanno ritenuto di aderire. Non necessariamente le due cose devono coincidere.

    Ammesso, e non concesso considerando l’inaffidabilità totale dell’attuale maggioranza, che il testo venga cambiato a settembre, non mi sembra sbagliato dare un segnale che c’è un’ampia sfera di cittadini che il testo, così come licenziato, è una totale assurdità.

    I motivi sono ampiamente noti e sono stati anche ripresi in alcuni interventi qui stesso.

    Come detto dappertutto, già gli strumenti normativi esistenti consentono di pretendere rettifiche, ed anche di più, visto che c’è gente che è stata querelata. Davvero credi che vi sia bisogno di ulteriori sanzioni oltre a quelle esistenti?

    Ed in ballo c’è anche questa equiparazione un po’ idiota (nel migliore dei casi) tra siti e blog amatoriali e stampa professionale.

    Dopodichè nessuno impedisce di praticare sia la via “parlamentare” negoziando direttamente con il legislatore sia la via delle pressioni esercitate da una moltitudine di cittadini interessati a tali tematiche.

    Non mi sembra molto produttivo beccarsi tra di noi criticando appena qualcuno propone qualcosa.

    Cordialità.

  26. strike (?) « la rete non è girata da nessuna parte:

    […] di comunicare i numeri in maniera chiara. inkiostro sciopera (o forse no). Francesco Costa fa il crumiro (e poi linka la Palin che fa l’opinionista sul Washington Post, e poi ritorna sullo sciopero […]

  27. Oggi sciopero « Linnea:

    […] leggo in rete i commenti di parecchi bloggers che si dissociano dallo sciopero per ragioni che mi sembrano abbastanza condivisibili. […]

  28. DestraLab » Crumiro. Oggi non sciopero:

    […] chissà quanti hanno perso i soliti, canonici 10 minuti almeno per dare un sguardo al ddl). Come lui, in questo caso, crumira (ironico eh). Questo blog oggi non sciopera. La norma sul diritto di […]

  29. camu:

    Oh, che bello non sentirsi soli a pensarla così ;)

  30. fede mello:

    condivido

  31. Alessandro Gilioli:

    Caro Francesco,

    trovo un filo singolare che da un lato tu definisca “assurde” le procedure e le sanzioni che fanno a tutti gli effetti parte del disegno di legge, ma allo stesso tempo scriva che questa legge non abbia alcun effetto sui blog.

    Temo che molti non abbiano ben presente che l’obbligo di rettifica con relative sanzioni entro 48 ore non si applica solo a uno che scrive “una fregnaccia”, ma a chiunque scriva qualcosa che qualcun altro giudica (ripeto: GIUDICA, soggettivamente e arbitrariamente) lesiva della sua dignità.

    Io in questi giorni, ad esempio , avrei tranquillamente potuto imporre a un paio di blogger di rettificare entro 48 ore quanto scritto su di me (tipo che sono “un capobastone”, o che sono “manovrato dal mio editore”) e se i due blogger in questione non caricavano entro due giorni un nuovo post con uguale numero di righe rettificando, scattava il multone da 12 mila euro. Anche se magari nei due giorni non avevano rettificato perché se ne stavano in montagna senza pc.

    Se un quindicenne scrive che la compagna di banco è racchia, ha due giorni per scrivere con eguale peso che invece è figa. Se per due giorni è via con gli amici, fuori altri 12 mila euro.

    E così via. All’infinito.

    E’ quello che avviene quando si applica meccanicamente a una realtà nuova come i blog una legge pensata 50 anni fa per i quotidiani cartacei.

    Spero che adesso le dimensioni della cosa siano un filo più chiare. E soprattutto i suoi effetti: si disincentiva l’uso della Rete e la redazione di blog, si insegna ai ragazzi che nella vita è meglio non dire quello che si pensa sennò qualcuno te la farà pagare, si soffocano le conversazioni, si burocratizza quel libero vivaio di idee e di stimoli che sono (anche) i blog.

    Dopodiché io non ho mai strillato alla repressione o alla censura (benché gli effetti della legge siano oggettivamente censori): ho sempre detto che questa legge è frutto di ignoranza, superficialità e pressapochismo più che di una volontà repressiva e autoritaria. Per questo sono contento anch’io che della legge si possa discutere ancora – non e’ più blindata – in modo da farle fare la fine meritatamente subita dall’emendamento D’Alia.

    Infine, perdonami, ma da te non mi aspettavo l’argomentazione più debole e naif, eppure parecchio diffusa tra i blogger più giovani e meno smaliziati in termini di dinamiche della comunicazione. Quella secondo cui parlare fa sempre e comunque più rumore dello stare zitti. Non è vero, a volte un silenzio è molto più rumoroso. E del rumoroso silenzio di parecchi blogger italiani – una cosa nata molto artigianalmente e quasi per caso – hanno parlato non solo centinaia di blog, ma decine di giornali, radio e tivù. Ieri c’era mezza pagina su El Mundo. Ne ha parlato Howard Rheingold in California. Ne hanno scritto Corriere e Repubblica. Sky ne ha parlato più volte. Uscirà un pezzo sul Manifesto. Ne ha parlato il Gr1, Radio due con Condor, e non vado avanti: ti dico solo che a volte un silenzio fa più rumore del consueto parlare.

    Quanto al sindacato dei giornalisti, lascialo perdere, ti prego!

    Ciao
    ag

  32. camu:

    Caro Gilioli, quelle che hai appena detto sono tutte fesserie. Perché la legge semplicemente non si applica ai “blog” comuni, come anche suggerito da una discussione avvenuta al Senato già prima dello sciopero: http://news.iusseek.eu/visual.php?num=69061 :)

  33. Le conseguenze del silenzio | Incauto Acquisto:

    […] diverse. Esempi senza completezza: Gilioli e i promotori; i contrari come Destralab e Francesco Costa; i costruttivi come Metilparaben (che ha proposto informazioni utilissime su come prepararsi a […]