Dream team
Il re dell’Oman. Asif Ali Zardari, presidente del Pakistan. Emomali Rahmonov, presidente del Tagikistan. Hugo Chávez, presidente del Venezuela. Serzh Sargsyan, presidente dell’Armenia. Hamid Karzai, presidente dell’Afghanistan. Dmitry Medvedev, presidente della Russia. Recep Tayyip Erdoğan, primo ministro della Turchia. Ilham Aliyev, presidente dell’Azerbaigian. L’Emiro del Qatar. Hu Jintao, presidente della Cina.
Sono gli unici capi di stato e di governo del mondo ad aver fatto le congratulazioni a Mahmoud Ahmadinejad per la sua vittoria alle elezioni in Iran.
(hat tip: Lorenzo Cairoli)
Sullo stesso tema:


Che pero` rappresentano poco meno di un terzo degli abitanti del pianeta e poco piu` di un quarto del GDP mondiale … avere il riconoscimento di stati uniti e paggi e` certamente importante (arrivera`), ma l’elenco che fai ha il suo bel peso politico. Anche se non ti (mi) piacciono.
Mi colpisce Erdoğan, visto che si parla di entrata della Turchia in Eurolandia.
Beh, per Azerbaijan, Armenia e Turchia credo si tratti di mantenere un rapporto di buon vicinato…
@bugaz
puoi aggiungere al buon vicinato anche il Quatar e l’Afghanistan.
In pratica restano fuori Pakistan, Russia e Cina.
Erdogan non lo paragonerei agli altri. La Turchia sta facendo degli sforzi in materia di diritti umani. Forse lo ha fatto per questioni interne (i territori kurdi = c’è di mezzo anche la frontiera con l’Iran = tensioni, molte tensioni)
L’aveva già detto Bugaz… In zona curda accadono dei bei casini (poco mediatizzati). Sicuramente è per quello. Per tenere buoni gli iraniani, ed evitare dispetti su quel fronte.
Erdogan, per tenere buoni gli iraniani ed evitare tensioni… embé?
Vuole entrare nell’unione iraniana o nell’unione Europea?
Non che non lo capisca, ma come cittadino europeo non lo accetto.
x riccardo r:
Dubito seriamente che il riconoscere ahmadinejad possa minimamente influenzare il processo di avvicinamento della turchia in europa. Vai tranquillo che appena i giornali si occuperanno di altro (da jacko in poi l’attenzione e` gia` scesa ..) anche gli stati uniti correranno alla sua corte che senza l’Iran e` dura uscire decentemente dal casino in Afghanistan.
D’altro canto per la Turchia sarebbe stato proprio idiota incrinare i rapporti con l’Iran, i problemi nelle regioni curde di entrambi i paesi sono problemi seri (leggi: terrorismo, bombe, etc) e sarebbe stato politicamente un suicidio aggravarli. Come sarebbe stato giudicato un governo inglese che per una disputa elettorale in irlanda avesse aggravato le tensioni con l’IRA?
X dsnk:
un conto è ciò che succede, perché e percome, passato e futuro.
Un altro è ciò che IO desidero succeda; ed io sono cittadino italiano Sovrano di questo stato, cittadino europeo Sovrano di questa unione. Quando sarà il caso, voterò rappresentanti che si faranno portavoce delle mie idee:
non si appoggiano dittature.
Altrimenti bene fa il PresDelCons ad invitare Gheddafi a parlare in aula al Senato e male hanno fatto IdV, PD, UDC a protestare.
x Riccaro r. Dsnk ha detto tutto.
Poi se uno se l’ha con Ergodan si sfoghi pure. Ma inutile puntare il dito sulla sua scelta (motivata da gravi, gravissime ragion interne). Quante volte i nostri bei premier europei hanno chiuso gli occhi davanti la violazione di diritti umani(premesso che pure Erdogan è europeo per me, seppur a modo suo). Gli scali dei voli della CIA? I centri in Romania. Il tubare con Ghedaffi di Berlusconi e SArkozy. Gli aerei francesi e spagnoli venduti a Chavez? GLi amori italo-russi? (e le imabarrazanti dichiarazioni del Premier sulla Georgia… anche se come scusante parziante sappiamo che probabilmente erano state fatte fra una velina ed uno champagne…)
x riccardo r: attenzione a dire che l’Iran e` una dittatura, perche` e` decisamente sbagliato. Anzi, i fatti legati alle elezioni dovrebbero aver aperto gli occhi anche da queste parti sul fatto che l’Iran e` *tutto* fuorche` una dittatura …
Capisco i tuoi sentimenti – al di la dell’errore tecnico sulle dittature -, che poi sono quelli del 99% delle persone di sinistra e di buona fede, ma sono tremendamente troppo semplici per applicarli al mondo reale. Forse per costruire veramente un mondo migliore dovremmo evolverci un po’.
E magari riiniziare dai fondamentali.
I rappresentanti che vorrei votare io dovrebbero potreggere uno stato sociale basato sul diritto, un diritto che protegga il lavoro, l’educazione e il pluralismo culturale attraverso un minimo comun denominatore e non qualche ispirazione religiosa. E che ovviamente sia pragmaticamente contro chi questi principi non li supporta e implementa, che sarebbe a dire l’Iran come Israele come il Vaticano.
Scusate, la discussione in libertà è interessante, ma le bestemmie dovremmo cercare di evitarle.
L’Iran è esattamente una dittatura, e i fatti di questi giorni lo confermano, piuttosto che smentirlo. Il potere assoluto è nelle mani di un sovrano il cui mandato non conosce fine che non sia quello della sua vita biologica. Non esiste libertà di stampa, di espressione e di associazione. Le elezioni sono delle grandi sceneggiate a cui possono accedere solo i candidati approvati dal dittatore (vi ricordo che si votava anche nel fascismo, per dire). I mezzi di comunicazione sono tutti di proprietà dello stato. Le condanne a morte sono tantissime, tante come in nessun altro paese al mondo, e rivolte anche ai minorenni e ai prigioneri politici, che vengono arrestati, uccisi, torturati, in ragione delle loro opinioni. Eccetera eccetera. Chi pensa che l’Iran sia tutto fuorché una dittatura dovrebbe motivare questa affermazione bizzarra e offensiva delle decine di persone che sono morte per questa ragione.
E` piuttosto semplice da motivare:
“A dictatorship is defined as an autocratic form of government in which the government is ruled by an individual, the dictator, without hereditary ascension.”
E chi sarebbe l’individuo in questione nel caso iraniano? Ahmadinejad? E Khamenei? E Ali Jafari? E Rafsanjani? Non contano niente?
Tieni conto che Ahmadinejad o tenta un colpo alla sudamericana oppure al prossimo giro va a casa e tanti saluti a tutti. Non direi che si possa considerare un dittatore. Forse Khamenei e` un miglior candidato, ma non ha certo tutto il potere in mano …
L’Iran ha un sistema politico complesso con molti elementi di democrazia (al di la delle elezioni presidenziali, truccate o meno, eleggono il parlamento, l’assemblea degli esperti, le amministrazioni locali), *queste* elezioni dovrebbero averlo messo abbastanza bene in luce.
E` uno stato autoritario, illiberale, con una costituzione di ispirazione religiosa e con una violenta repressione interna, ma non e` una dittatura.
Non e` assolutamente pedanteria utilizzare le parole giuste nel contesto giusto, e` invece fondamentale per capire che succede, per capire un mondo molto piu` variegato di un semplice bianco e nero, con democrazia=buoni e cattivi=dittatura. Piu` che altro e` fondamentale per trovare un’alternativa, per sviluppare una strategia di contrasto.
Sono le ultrasemplificazioni come quella che esponi ad essere offensive per le decine di persone che sono morte.
Ma stai scherzando? Dovresti elencarmi quali sono le differenze sostanziali tra l’Iran e Cuba, per dire, o tra l’Iran e la Libia.
Ammesso che fosse una questione di organizzazione della dittatura, in Iran il dittatore è Khamenei, in maniera patente. Gli altri organi valgono quanto valevano gli organi parlamentari e collegiali dell’Italia fascista: quanto vuole il dittatore.
Non saprei nemmeno da dove iniziare per le differenze sostanziali tra Iran e Cuba … mi sembra folle anche solo provare a paragonarli … uno e` uno stato comunista, monopartito (anzi per quanto riguarda le elezioni apartitico), con una singola assemblea che elegge il capo del governo – che incidentalmente e` stata la stessa persona dal ‘59 al 2008 e ora e` suo fratello, l’altra e` una repubblica parlamentare con un originale (in senso letterale) componente clericale, con un sistema multipartitico e svariati organi collegiali.
Delle due una ha molte chance di essere dichiarata dittatura, anche se non sono tutti d’accordo con la definizione, l’altra per niente.
La Libia invece e` proprio una dittatura, Gheddafi non e` sottoponibile a nessun controllo da parte della popolazione, nemmeno formalmente, in quanto non ricopre ufficialmente nessun incarico di governo, anche se ha tutti i poteri. Insomma, direi che sono tutte e tre piuttosto differenti.
Se vuoi la mia ricetta empirica per riconoscere una dittatura eccola: supponi che il “dittatore” muoia, crolla tutto oppure no? Nel caso non crolli tutto allora non era dittatura.
Oppure non capisco cosa intendi per sostanza, perche` se per sostanza intendiamo che molti poteri sono in mano ad una singola persona anche gli Stati Uniti e il loro presidente vanno pericolosamente vicino a una dittatura (ci ricordiamo di quando Bush ha introdotto le intercettazioni illegali fottendosene di ogni norma costituzionale?).
A parte tu che lo affermi non mi sembra che la situazione iraniana sia paragonabile al ventennio italiano.
Quello che invece mi sembra dimostrato dalle recenti elezioni e` che Khamenei non e` affatto con in mano tutti i poteri, lo dimostrano giorni di indecisione sul risultato, i pronunciamenti di svariati personaggi delle istituzioni iraniane, l’atteggiamento prudente delle guardie rivoluzionarie, il fatto che Moussavi non sia un estraneo al potere e non sia stato fatto fuori istantaneamente.
Lo dico guardando con speranza al futuro: l’Iran non e` una dittatura, questo rende piu` difficile una rivoluzione (in sostanza non si scrolleranno facilmente di dosso la componente religiosa), ma rende possibile uno spazio politico per il cambiamento. Se sapranno sfruttarlo i morti non saranno stati invano.
A me sembra che Iran, Cuba e Libia abbiano in comune una cosa enorme, e cioè che i loro abitanti non possono decidere da chi farsi governare. E chi li governa li priva sistematicamente delle loro libertà, chi più brutalmente, chi meno. Questo, a parer mio, rende un paese una dittatura. Poi ci sono tutte le differenze del caso.
Insisto e sono noioso, me ne rendo conto, ma da quanto capisco sei una persona che scrive sui quotidiani e certi errori da parte di un giornalista sono imperdonabili.
Un paese e` una dittatura quando rientra nella definizione, non quando fa comodo al tuo ragionamento. Per altro esistono definizioni adatte al tuo ragionamento, usa quelle.
E` una cosa importante usare le parole correttamente, perche` altrimenti viene ridotta l’informazione che si riesce a trasmettere. Tanti slogan, tante cose belle e poca sostanza tanto le parole le usiamo un po’ cosi` a caso, perche` fanno effetto.
Invece e` della sostanza che abbiamo bisogno per uscire da questo momento particolarmente buio della politica mondiale!
Iran, Cuba e Libia non hanno in comune un bel niente o cose cosi` generiche che le abbiamo in comune pure noi (io ho votato comunista, dov’e` la mia rappresentanza?) ed e` *estremamente* importante fare le differenze, vedere le realta` particolari, perche` e` con la realta` che si combatte, e` alla realta` che si deve proporre un’alternativa. E vediamo un po’ di crescere, di innalzare il livello culturale del dibattito, almeno chi puo`!
Il mondo non sa proprio che farsene delle etichette generiche, ancora meno di quelle sbagliate.
Chissà come mai, questo lo avevo capito. Anche dal fatto che tu sostenga che questo ci faccia avere delle cose in comune con Iran, Libia o Cuba.
Potrei dire la stessa cosa se fossi un verde della bay area, o un qualsiasi cittadino americano che non si riconosca in uno dei due partiti possibili, non e` importante l’ideologia e` importante il fatto che sia una sciocchezza dare etichette cosi` ampie, ci cadono dentro anche cose che non vuoi e il tuo ragionamente perde improvvisamente valore.
Forse in gergo universitario (o altro, non saprei) siamo lontani ed è meglio usare regime autoritario (o altro, non saprei), ma in italiano:
http://old.demauroparavia.it/35843
direi che ci siamo, l’Iran è una dittatura.
Per quanto riguarda Erdogan, mi sono espresso al punto 9: non si appoggiano dittature.
A meno che tu non sia un fan dello shah l’ordine costituzionale e` lo stesso del ‘79 e “metodi polizieschi” e` un po’ vago almeno in questo caso, quindi no, la definizione non si applica.
Non vorrei essere frainteso. Non voglio difendere l’Iran, non c’e` praticamente niente della societa` iraniana che non mi faccia un profondo orrore, in testa a tutto l’uso della religione come fondamento.
Quello che voglio dire e` che dichiarando l’Iran una dittatura alla stregua di altri paesi – dittature o meno – ed evitando ogni analisi piu` approfondita si fanno fondamentalmente due danni:
1) non si capisce cosa sta succedendo
2) non s’impara una lezione utile per noi
Il secondo punto apre abissi di discussioni, lasciamolo perdere.
Il primo e` facile da esemplificare: cosa pensi che vogliano le persone che sono scese in strada? Un cambio di regime? Abbattere la repubblica islamica? Riformarsi con una costituzione di stampo occidentale?
Pensi che siano dissidenti tipo Yoani Sanchez che si augurano Notti dei Lunghi Coltelli dove rifarsi di rancori passati? (prima di scatenare l’inferno: http://www.huffingtonpost.com/yoani-sanchez/the-short-night-of-the-lo_b_191383.html)
Ma assolutamente no! Contestano la vittoria degli ultraconservatori e vorrebbero dei moderati (riformisti … da noi sarebbero comunque di ultra-destra …) al governo, per una politica economica che magari promuova l’iniziativa privata, per allentare certe restrizioni culturali, ma mica tanto di piu`. Moussavi e` un uomo perfettamente inquadrato in quella che tu chiami dittatura, e` gia` stato primo ministro e in un periodo non certo di ampie riforme!
Per non parlare di rafsanjani …
La critica piu` aspra che viene rivolta a Khamenei e compari e` di aver *tradito* lo spirito della rivoluzione!
Magari in questo contesto apparirebbe piu` chiaro come sia possibile che la vittoria elettorale di ahmadinejad possa essere reale, anche se magari non in quelle proporzioni, e di come quindi una rivoluzione a tutto tondo, per abbattere il regime, come noi ingenuamente ci immaginiamo sia impossibile, si possa risolvere solo in un bagno di sangue (o in un intervento esterno).
Quello che sta avvendo in Iran e` la prova che la societa` civile esiste, e` acculturata, moderna, ha idee, vuole avere peso politico e indubbiamente deve prenderselo. Magari non e` la maggioranza, e` normale, la maggioranza e` tipicamente ignorante e ottusa, ma questo non deve certo fermarli. E` un fatto incredibilmente positivo, che dovrebbe indurre piu` riflessoni su noi stessi che infantili proiezioni.
Hai quando gli tiri fuori l’Hugo, l’Iran, il Ghedaffi o Hamas ci si scalda su questo blog.
L’Iran non è mai stata una democrazia. Mai. Era una regime assolutista(lo schah). Ed’ rimasto un regime assolutista con Kohmeini.
Prima dei fatti e fino al 2005 lo avrei definito un regima oligarchico-teocratico dalle vaghe venature democratiche. Le vechge venature sono andante scemando. Ora è un regime autoritario in un vicolo cieco.
Pero’ paraddosalmente (e già ne avevo paralto su questo blog), istruendo i giovani ed in particolare le donne, il regime è andato preparando la sua fine. Mica le madrasse e l’ignoranza: scuola e sanità. L’ideale sarebbe una transizione alla spagnola (lo stesso auguro per Cuba). Ma le elite al potere non sembrano pronte al salto gappotardesco (a Cuba secondo me sono prontissimi, li il problema è la vicinanza USA con conseguenze psicologiche varie).
Detto questo parlavamo di Erdogan. No?