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La fabbrica degli idoli

Qualche tempo fa era stato Giuliano Ferrara, a mettere chiaramente per iscritto tutti i motivi per cui il culto di Enrico Berlinguer e della questione morale aveva passato il segno. Ma era Giuliano Ferrara – lavora per papi! spia della Cia! eccetera – e quindi in pochi gli diedero ascolto. Oggi Vittorio Zambardino – giornalista di Repubblica, iscritto e militante del Pci di Berlinguer – scrive un articolo che condivido dalla prima all’ultima sillaba, su come si stia esagerando col revival berlingueriano e su come la sua leadership non sarebbe da prendere modello o a simbolo di una sinistra laica, forte e autonoma. Ma si sa, a sinistra siamo maestri nella creazione di feticci: basta che la loro faccia venga bene sulle magliette e che abbiano fatto qualcosa di poetico e simbolico (nel caso di Berlinguer, morire in quel modo). Di tutto il resto, chi se ne frega.

9 commenti

  1. p.:

    Sono d’accordo. E, da profana, mi chiedo: ma è necessario scavare nel passato alla ricerca di un modello? Perchè non pensiamo a crearne di nuovi?

  2. Giovanni Fontana:

    Dalla prima all’ultima sillaba? Quindi – Non lo so, io voto radicale… – anche tu!

  3. francescocosta:

    Parlavo del ragionamento su Berlinguer, ma in effetti dovrei rivalutare l’utilizzo di questa espressione.

  4. Anellidifumo:

    Dissento. I modelli e i simboli occorrono per trattenere un tratto di magia all’interno di un progetto politico al quale già manca un’ideologia. Che almeno ci sia un ideale e delle idee, e ben venga un simbolo, soprattutto se quel simbolo è un personaggio storico che ha significato una politica precisa.

    Fosse stato il volto di Che Guevara, potevo dirti che non condividevo il significato della sua politica. Ma con Enrico Berlinguer, non è così.

    Naturalmente, il problema del PD è che gli manca l’ideologia, l’ideale, le idee e il programma, prima che il simbolo.

  5. Filippo:

    Ribadisco quello che ho già scritto come commento al post originale…

    Non sono d’accordo col post, non per i fatti raccontati o perché voglia negare la pratica spartitoria del pci e in fondo dello stesso Berlinguer(di cui sono invece convinto).
    Non sono d’accordo sul fatto non ci sia nulla da rimpiangere in quella sinistra, perché se è vero che gli operai e la gente “comune”, proprio quella con cui la sinistra attuale viene accusata di aver perso il contatto, in grande maggioranza amavano Berlinguer e altri leder, la vicinanza alle persone e al loro sentire(e non al popolo come entità) mi sembra da rimpiangere e recuperare, eccome. Io negli anni ’70 ero nato a malapena, ma sono cose che ho letto da tanti non-comunisti non certo teneri col pci, a cominciare, ad esempio, da Giampaolo Pansa.
    Io, che quando Berlinguer è morto avevo 10 anni, rimpiango questo, della parte politica cui in qualche modo appartengo, che la si voglia chiamare “sinistra”, “radicali” o vattelapesca: il fatto che ci stava allora aderiva, e stimava se non addirittura amava le persone che votava e a cui faceva propaganda. Oggi, qui, il problema è che da tanti anni chi si sente di questa parte politica è scazzato, ci sta per appartenenza di fondo o per disgusto degli altri, ma non sente nemmeno un briciolo dell’appartenenza che davano personaggi come Berlinguer (o Pertini, o Nenni, o altri).
    Certo che nessuno rimpiange il togliattismo pudico del pci o la “doppia morale” comunista, ma quella forza di mobilitazione e di appartenenza… Beh, un po’ quella sì. E comunque, se Berlinguer è superato storicamente su tanti aspetti (e indubbiamente lo è), cosa dovremmo dire del turbo-liberismo reaganiano di Pannella, devastato storicamente dalla peggior crisi dagli anni ’30 ad oggi? Quello sarebbe attuale?

  6. f:

    a me sta cosa che erano “tutti uguali” non piace neanche un po’
    e già me li vedo i gasparri da domani a citare quel post a loro vantaggio

    credo che uno che viene dal pci possa tranquillamente rivendicare un passato più nobile di chi stava nell’msi, nella dc o nel psi

    e che se qualunque altro partito avesse nel proprio passato una figura come quella di berlinguer metterebbe il disegno della sua faccia nel simbolo tipo il fronte popolare con garibaldi,
    altro che revisionismo e craxi nel pantheon del pd ma berlinguer no

  7. Anellidifumo:

    Commento numero 6, Nel PSI c’erano i craxiani e gli anticraxiani, almeno dal 1979 in poi. Dal 1892 al 1979 è stato un partito nobilissimo: laico, di Sinistra, con la Falce e Martello, in difesa di operai, insegnanti, studenti, classe povera e classe media.

    Mai confondere la centenaria storia di un partito con il periodo craxiano (1979-1992).

  8. f:

    come hai capito mi riferivo ovviamente agli ultimi anni del psi,
    comunque hai fatto bene a precisare

  9. Topesio:

    Concordo al 100% sul fatto della stupidità del “tanto sono tutti uguali”. Non è assolutamente vero e chi lo dice o è palesemente in malafede o è palesemente un beota!