Guida alla lettura dei risultati

Ho scritto questo promemoria perché serviva a me, ma magari è utile anche a voi e quindi eccolo qua. Perdonate la scrittura un po’ sciatta. Come bisogna leggere i risultati di stanotte, quali le cose interessanti da notare?

Pdl
Il Pdl ha probabilmente scelto l’elezione sbagliata per porsi l’obiettivo ambizioso del 40%. Le elezioni europee da sempre avvantaggiano un po’ le forze minoritarie e di opinione, a scapito dei partiti più grandi e ancor di più di quelli di governo, colti spesso nel bel mezzo delle legislature. Gli elettori, liberi dalla responsabilità di dover decidere del governo del proprio paese, ancora ritenute fondamentali, tendono a considerarsi più liberi, a premiare forze più piccole, a votare non per convinzione ma per “protesta”. Per questo motivo, se il Pdl dovesse centrare e superare il 40%, si tratterebbe di una vittoria di grandi proporzioni politiche, ben superiori a quelle che potrebbero sembrare.

Lega
Il risultato della Lega sarà particolarmente interessante. Tutte le analisi che si sono fatte in questi anni sui successi elettorali della Lega divergono in un punto: l’essenza della Lega è il qualunquismo antipolitico da “uomo della strada” (condito quindi anche dalle pulsioni violente e securitarie), o la spinta federalista e autonomista delle regioni popolose del nord, desiderose di tasse più basse e sicurezza? Per sintetizzare: Lega di lotta o Lega di governo? Probabilmente si tratta di entrambe le cose, ma stanotte sapremo da quale parte pende la bilancia. Idealmente, si sarebbe portati a pensare che la Lega a questo giro dovrebbe fare il pienone e sfondare il tetto del 10%. Vuoi per la natura delle elezioni europee (vedi sopra), vuoi per l’attività di governo di quest’anno, che ha subìto fortemente l’impronta della Lega, vuoi per la totale assenza di reazione da parte del centrosinistra del nord. Se la Lega sfonda il 10%, allora è “Lega di governo”. Se a fronte di tutto questo, invece, la Lega non sfonda il 10%, allora si dovrebbe pensare che la spinta più forte in quell’elettorato non è tanto il federalismo quanto l’antipolitica, che dà il suo meglio durante i periodi di opposizione. La “Lega di lotta”, ottima a tirar su consensi con le contestazioni populistiche, meno brava a guadagnare consensi governando. Un altro dato interessante sulla Lega saranno le percentuali nelle circoscrizioni non-settentrionali.

Pd
Si sa per certo che il Pd non ripeterà il risultato delle politiche dell’anno scorso, e questo di per sé è già un enorme fallimento, specie per come le elezioni di mid-term tendono sempre a favorire gli schieramenti di opposizione. Un altro fallimento è dato dalla campagna elettorale, giocata tutta sui tentativi di recuperare voti a sinistra e non sul cercare di toglierne a Berlusconi, condizione irrinunciabile per diventare maggioranza. Difficilmente l’anno appena trascorso sarebbe potuto essere più disastroso per il Pd, tra le continue polemiche interne, gli sgambetti, i pizzini, le dimissioni del segretario (e l’elenco potrebbe continuare all’infinito). Le liste, poi, difficilmente potevano essere più deboli. Per questo, benché le alternative non siano esaltanti – Vendola, Di Pietro e soprattutto l’astensione, scelta sofferta per quell’elettorato – il risultato del Pd dovrebbe rappresentare in qualche modo la soglia minima: lo zoccolo duro, insomma. Se questo zoccolo duro fosse inferiore al 25%, sarebbe un disastro di proporzioni bibliche. Se fosse intorno al 27-28%, sarebbe una base di partenza su cui poter lavorare.

Idv
Il ragionamento opposto vale per l’Italia dei Valori: come sanno bene anche dentro quel partito, il risultato di quest’elezione darà probabilmente la misura della sua massima capacità espansiva. Un’elezione che favorisce il voto di opinione e di protesta, l’enorme visibilità mediatica di questi mesi e l’egemonia completa nell’opposizione di centrosinistra, le imbarazzanti mancanze del Pd, gli endorsement di personaggi storici della cultura di sinistra, la notorietà di alcuni candidati (De Magistris su tutti): difficilmente in futuro l’Idv potrà giocare ancora con condizioni così favorevoli. A questo giro molti voteranno Idv senza averla mai votata prima, magari anche tanti elettori Pd pronti a votare Pd anche in futuro, ma desiderosi stavolta di dare un segnale al proprio partito. Chi non vota Idv stavolta, probabilmente non la voterà mai. Per questo, secondo me, qualsiasi risultato inferiore all’8-9% è da considerarsi un fallimento. Magari vi sembra troppo, ma non lo è. Quando un partito di dimensioni intorno all’1-2% giocò con condizioni così favorevoli, prese l’8,4%. Il massimo della sua capacità espansiva, tanto che poi tornò ai livelli che furono. Parlo dei Radicali alle europee del 1999. L’Idv prese il 4,3% alle politiche: se non riesce nemmeno a raddoppiare i suoi voti è un fallimento. Se lo fa, invece, può iniziare a rifondarsi completamente (specie dal punto di vista dell’immagine) e puntare all’egemonia del centrosinistra.

Liste di sinistra
Solo un miracolo potrà salvare S&L e comunisti dalla sparizione anche dal parlamento europeo. Per quanto lavoro possano fare la polarizzazione e il “voto utile”, uno spazio a sinistra del Pd c’è. Solo che non basta dire “siamo di sinistra” per occuparlo. Quello spazio può essere occupato solo con progetti concreti e di lungo respiro, con ambizioni a lungo termine e qualche invenzione che non faccia considerare “sprecato” il voto dato a queste formazioni. Ancora oggi qualcuno se la prende col Pd per la sparizione dal parlamento di queste forze. Come se lo scopo delle campagne elettorali non fosse proprio convincere gli elettori degli altri partiti a votare per te. Questo ragionamento fa trasparire la logica su cui si sono basati questi partiti negli ultimi dieci anni, e su cui si basano tutt’ora queste estemporanee aggregazioni. Il posizionamento. “Votateci, noi siamo quelli di sinistra”. Questi partiti per anni hanno fatto soltanto questo ed è bastato, dato che i contenuti, il progetto e la possibilità di governare per cambiare le cose (condizione irrinunciabile per la stragrande maggioranza dell’elettorato di centrosinistra) erano forniti dalle altre forze delle coalizioni di cui facevano parte. Svanite le coalizioni, queste forze non sono ancora riuscite a reinventarsi in un modo serio. L’unica cosa che riescono a fare è mettersi insieme prima delle elezioni e dire: noi siamo quelli di sinistra. Fine. Ma l’elettorato di sinistra è molto meno stupidamente identitario e molto più pragmatico di quanto pensino. Per questo la logica del “voto utile” penalizza loro e non l’Italia dei Valori. Non basta dire “noi siamo quelli di sinistra” per occupare lo spazio alla sinistra del Pd: serve un partito vero (ho detto “uno” e “vero”), un progetto che indichi una strada per cambiare il paese, un’immagine presentabile e libera del fardello delle ultime sconfitte.

Udc
In occasioni elezioni fortemente polarizzate, succede che una terza forza possa farsi catalizzatore di chi non è entusiasta né di una parte né di quell’altra e raccogliere qualche consenso. E’ successo tantissime volte, nella storia delle elezioni democratiche in Italia e all’estero. Alle elezioni europee, però, i voti dei delusi tendono a sparpagliarsi e quindi l’Udc dovrebbe arretrare un po’. Alle politiche prese il 5,6: dovesse confermarsi su quel livello, sarebbe un buon risultato. Difficile fare di meglio, probabilmente si attesterà di poco sopra la linea del 4%.

Mpa, Destra, Pensionati, Alleanza Democratica
Non ho mai visto un cartello elettorale più sballato e ubriaco di questo. Democristiani ed ex-fascisti, autonomisti e nazionalisti, di tutto e di più. Forse un grande exploit di Lombardo in Sicilia potrebbe avvicinarli un po’ al quorum, ma anche per loro raggiungere il 4% sarebbe un mezzo miracolo.

Radicali
Prenderanno il loro 2%, dimostrando per l’ennesima volta che Boselli non esiste, e sarà finita lì. E’ un peccato e un errore che il Pd li abbia costretti a questa umiliazione, specie perché con le preferenze potevano tornare utilissimi. Proprio per questo, perché avrebbero tolto voti a chi non li meritava, hanno preferito farne a meno. I soliti geniacci.



21 commenti »

  1. Non sarei così pessimista sui partiti di sinistra: peggio delle scorse elezioni non possono fare.

    Commento di Andrea del 7 June 2009 alle ore 16:36
  2. l’udc?

    Commento di Michele del 7 June 2009 alle ore 16:44
  3. concordo praticamente su tutto…io non potendo votare ivan da roma sono tornato ai radicali dopo millenni di pds ds pd…..

    Commento di gerri del 7 June 2009 alle ore 16:44
  4. @andrea: Invece si può fare molto peggio. Per dire: non passare il quorum alle europee è ben più grave (e indice di consensi ben più rarefatti) del non passarli alle politiche. Questa guida serve proprio a leggere i risultati andando oltre il semplice raffronto dei numeri, visto che cambiano leggi elettorali, alleanze e contesti politici.

    @Michele: ops! S’era persa nella trascrizione, ora l’ho rimessa.

    Commento di francescocosta del 7 June 2009 alle ore 17:22
  5. Non conosco quelti partiti… Io ormai mi baso solo su Fan Idole, Varenne e Grace Ducal!

    Commento di Sergio del 7 June 2009 alle ore 17:44
  6. :)

    Commento di francescocosta del 7 June 2009 alle ore 17:45
  7. Se il pd non avesse fatto l’inciucio col PdL, le liste di sinistra avrebbero avuto la loro rappresentanza in Europa. Questo fa di voi degli alleati di Berlusconi.

    Commento di ElfoBruno del 7 June 2009 alle ore 18:28
  8. Io non ero favorevole allo sbarramento, quindi hai usato di nuovo impropriamente questo stupido “voi”. Ma anche se fosse, è permesso fare una riflessione sulla “rappresentanza” di cinque formazioni dallo zero virgola qualcosa per cento, e sulle cose che dicono e che fanno, oppure no?

    Commento di Francesco del 7 June 2009 alle ore 18:41
  9. Premesso che non appartengo a SeL e che se avessi votato l’avrei pure scelta, ma contrariamente a me tu sei organico di un partito e se il partito fa puttanate la responsabilità ricade su tutti i suoi militanti. Il “voi”, ergo, te lo tieni, come te lo terresti quando ne saresti fiero (capisco che di questi tempi per voi piddini è quasi impossibile ipotizzarlo, ma ti concedo il beneficio del dubbio).

    Tu non hai fatto riflessioni, hai solo insultato un progetto – se in SeL dicono che c’è non si ha motivo di credere il contrario, altrimenti è lecito dire che il pd il progetto non ce l’ha – con accuse che sono direttamente riconducibili alla tua area politica. E questo lo trovo ignobile. Considerando che in Sicilia in SeL ci sono persone come Vendola e Fava, mentre voi per ammantarvi d’antimafia vi siete dovuti prendere la Borsellino che fino a ieri manco volevate per le regionali.

    Questo per ricordarvi chi siete.

    Ultima cosa: in un oceano di merda un fiore rimane sempre un fiore, anche se vale lo 0,5%. Ricorda anche questo.

    Commento di ElfoBruno del 7 June 2009 alle ore 18:50
  10. Continui a usare toni e argomenti da ubriaco: non sai di cosa parli. La tua concezione della responsabilità individuale è singolare, ma comunque non c’entra con me, dato che non sono organico a nessun partito. Non sono manco iscritto al Pd, se ti può interessare. Quindi il “voi” te lo puoi rimettere in tasca.
    E le mie – giuste o sbagliate – erano argomentazioni, come sa chiunque si è preso la briga di leggerle. Probabilmente ho sbagliato io a cercare di discutere con te e pensare che potessi produrre qualcosa di diverso dall’insulto scemo e livoroso. Saluti.

    Commento di Francesco del 7 June 2009 alle ore 19:10
  11. Quante scuse pur di evitare di prendere atto delle contraddizioni ENORMI e PROFONDE che ci sono dentro al partito per cui voti e per cui fai campagna elettorale ma al quale non appartieni…

    Commento di ElfoBruno del 7 June 2009 alle ore 19:38
  12. MA di quale fiore vai parlando ! Quelli son solo burocrati che non importa un fico secco, pensan solo al loro potere di rappresentanza del nulla! Si guardan allo specchio chiedendosi sempre chi è il più bel comunista del Paese ? Si frantumano sempre di più nella ricerca del ” più bel comunista del Paese” ! Lasciando il loro potenziale elettorato nella ” merda”… che vadano a casa questi ” sinistrini da salotto ” se non ci fossero tutte quelle prime donne
    ci sarebbe una vera sinistra, ma non vi rendete conto che son loro i primi traditori !

    Commento di MAU del 8 June 2009 alle ore 11:22
  13. Non penso che chi non ha votat IDV anche questa volta non lo voterà in futuro: ad esempio i miei genitori e penso tutta la cricca di conoscenti, vota PD per partito preso ma apprezza sempre di più l’IDV per la tenacia con cui affronta ogni questione, ma non si fidano ancora di dare il loro voto a questo partito perchè per loro nuovo e non facilmente “incasellabile”.
    Molti, leggendo i vari blog, si sono astenuti pur avendo l’IDV fra le loro simpatie.
    Penso che in futuro si arrivi al 10-12%!

    Commento di Danx del 8 June 2009 alle ore 12:54
  14. Buone analisi PD e PDL, partiti nazionali.
    Purtroppo l’analisi dell’IDV e della Lega è viziata da pregiudizi ideologici. L’idv ha spazio di crescita proprio perché cresce: in politica il nuovo genera il nuovo almeno per un bel pezzo (poi conta la sostanza). Sulla Lega l’errore di visione è legato all’antinomia lotta/governo. Che non conta nulla nel caso in questione, o meglio è al massimo uno strumento comunicativo, e rimane un mistero per chi non è radicato sul territorio. La Lega è infatti espressione di un’identità. Non la scalzi se non scalzi l’identità.

    Commento di Aless del 8 June 2009 alle ore 15:58
  15. [...] nazionale del Pd e degli altri partiti. Nell’attesa, chi vuole può dare un’occhiata al promemoria che avevo scritto ieri mattina, riguardo la lettura dei risultati delle elezioni: secondo me [...]

    Pingback di Francesco Costa » Precipitevolissimevolmente del 9 June 2009 alle ore 01:44
  16. Uhmm…alcune cose condivisibili, altre meno. In generale analisi e prognosi appaiono un pò troppo legate alle dinamiche “tecniche”, diciamo così, del tipo di elezione, senza dare spazio, come osserva giustamente aless, alla “sostanza”.

    Un es. chiaro per capire cosa voglio dire: il caso IDV. Molte delle cose che dici sono giustissime (endorsement, visibilità mediatica, occupazione di spazi politici lasciati liberi dal PD ecc.) però il paragone con il caso dei radicali di 10 anni fa non regge a mio avviso.
    Ti limiti appunto a vedere l’analogia di situazione, trascurando le profonde differenze “sostanziali” fra queste due forze, differenze che potrebbero cambiare la prognosi sui destini futuri.
    Basti pensare che l’IDV è un partito che fa politica anche a livello locale con tutto quel che ne consegue in termini di gestione di potere, rapporti con l’elettorato ecc.
    E ci sono altre differenze molto rilevanti ed evidenti che certo tu ben sai.
    Sicchè per quanto certamente queste elezioni siano una ghiotta occasione per Di Pietro non è da escludere che il suo consenso possa consolidarsi e forse crescere ancora.

    Per altro verso, anche certe analisi delle proprietà “elettoralistiche” possono apparire controverse…per es. per l’UDC è vero quel che dici, ma è anche vero, come hai scritto tu stesso, che “Gli elettori, liberi dalla responsabilità di dover decidere del governo del proprio paese, ancora ritenute fondamentali, tendono a considerarsi più liberi, a premiare forze più piccole…” In altri termini si può altrettanto bene sostenere che qualche elettore moderato-cattolico che alle politiche ha votato per il “governo” (dunque PDL, pur simpatizzando più per il “centro”) in elezioni europee può tornare a votare per il partito che sente più vicino (UDC). Il che dovrebbe favorire modesti incrementi per l’UDC senza però significare granchè poi per il futuro: questi sono cmq elettori che vogliono un governo di centro-destra sicchè alle politiche se l’UDC non si coalizza lo lasceranno di nuovo per votare PDL.

    Commento di piergiorgio del 9 June 2009 alle ore 03:07
  17. Io personalmente ho votato Vendola, ho avuto molti dubbi prima, ne ho molti meno dopo aver messo la crocetta e so bene che non sarebbe potuto essere eletto, ma l’ho votato lo stesso, di stima se vogliamo.
    S&L era tutta poggiata su di lui, i Verdi avevano il simbolino, ma sono di fatto spariti ed il buon risultato al Sud ne è l’esempio.
    Io credo che quel 3% sia un ottimo risultato, se ci fosse stata maggiore penetrazione al nord lo sbarramento sarebbe stato oltrepassato, o magari sarebbe bastata una maggiore visibilità sui media nazionali, se Pannella fa gli scioperi della fame Nichi che deve fare, darsi fuoco in piazza?
    E non raccoglie voti solo perché dice “io sono di sinistra”, ma perché è l’esempio di una sinistra che governa, che prova a cambiare le cose e che non parla solo di processi e pruderie.

    Un punto di partenza e una base di consensi che il PD non può disperdere e deve riuscire ad integrare in qualche modo.

    Sulle altre formazioni: la Lega è quanto di più distante dalle mie idee, ma è un partito giovane, con sindaci giovani e giovani onorevoli, una base forte e coinvolta e tanto altro.
    Come organizzazione interna va solo presa ad esempio.

    IDV ora deve crescere a livello locale e creare una sua classe dirigente, per niente scontato anche perché almeno da me (Matera) il loro eletto alla provincia è un maneggione della peggiore risma.

    E un plauso alla Serracchiani.
    La conosco solo per il famoso intervento, ma il suo successo dovrebbe essere un monito ad una dirigenza che continua a perdere colpi ed elezioni ed è sempre più arroccata a difesa di un castello che si va lentamente sgretolando.

    Commento di Ataru del 9 June 2009 alle ore 09:36
  18. leggo solo ora la sua guida ai risultati…mi sembra un’analisi molto lucida e lungimirante…ha avuto ragione su tutto, tranne il risultato dell’udc, personalmente il fatto che abbia superato il 6% mi sconcerta non poco, votare casini è come votare il nulla cosmico.

    Commento di sissi del 9 June 2009 alle ore 11:34
  19. [...] punto di partenza era questo promemoria. Seguirà un’analisi più precisa e a freddo sul dato del Pd (giovedì, su Giornalettismo) e [...]

    Pingback di Francesco Costa » L’analisi del voto del 9 June 2009 alle ore 17:35
  20. [...] punto di partenza era questo promemoria. Seguirà un’analisi più precisa e a freddo sul dato del Pd (giovedì, su Giornalettismo) e [...]

    Pingback di iMille » Blog Archive » L’analisi del voto del 9 June 2009 alle ore 18:11
  21. [...] Arlacchi è una delle personalità storicamente di sinistra che nell’anno magico dell’Italia dei Valori, quello tra le le elezioni politiche del 2008 e quelle europee del 2009, [...]

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