Eterogenesi degli spot

Vi ricordate lo spot orribile del Pd postato qualche giorno fa, quello troppo brutto per essere vero con Franceschini che parla su uno sfondo verde? Avevo scritto:

Quel verde è lo stesso colore che utilizzano nei film, quando devono creare lo sfondo al computer. Secondo me se lo sono dimenticato: volevano farlo apparire in qualche luogo immaginario.

La tecnica in questione si chiama chroma key, ed è quella con cui si realizzano buona parte degli effetti speciali che vediamo a cinema o in tv. Stefano mi fa notare che qualcuno sta iniziando a usare quel verdino, trasportando il buon Franceschini negli scenari più surreali: dai film di Nanni Moretti ai collegamenti con Paolini. Non so se questo era il vero obiettivo di quelli del Pd. Se sì, potevano pensarci prima e inventarsi un lancio meno sputtanante, ma complimenti comunque per l’inventiva e l’autoironia.

update: Ecco qua.

Sullo stesso tema:

  1. Uno di parola
  2. Via!
  3. Al circo
  4. Deja vu
  5. Bang bang


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4 commenti »

  1. In effetti se il PD avesse un po’ più di autoironia potrebbe organizzare l’equivalente della Green Screen Challenge di Stephen Colbert: http://www.comedycentral.com/shows/the_colbert_report/videos/greenscreen_challenge/index.jhtml

    Ma dubito fortemente che nel caso di questo spot sia voluto.

    Commento di Emilio del 5 June 2009 alle ore 11:54
  2. [...] LPR, Francesco Costa, RetroPensieroLiberale…e ne verranno [...]

  3. Bellissimo. A proposito, non so se l’hai già segnalato, ma c’è questo a fare da contraltare alla miseria d’originalità del PD. Mi chiedo: se questi sono stati capaci di fabbricare un filmato semi-capolavoro, perché non usano gli stessi tecnici per fare la campagna elettorale di Franceschini, invece di infilarlo in disastri del genere?

    Commento di Billy Pilgrim del 5 June 2009 alle ore 18:03
  4. Eh, ma quelli sono i dalemiani di Velardi e co: buoni per rompere le scatole al segretario, mica per dargli una mano )

    Commento di Francesco del 7 June 2009 alle ore 12:38

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