Eterogenesi degli spot
Vi ricordate lo spot orribile del Pd postato qualche giorno fa, quello troppo brutto per essere vero con Franceschini che parla su uno sfondo verde? Avevo scritto:
Quel verde è lo stesso colore che utilizzano nei film, quando devono creare lo sfondo al computer. Secondo me se lo sono dimenticato: volevano farlo apparire in qualche luogo immaginario.
La tecnica in questione si chiama chroma key, ed è quella con cui si realizzano buona parte degli effetti speciali che vediamo a cinema o in tv. Stefano mi fa notare che qualcuno sta iniziando a usare quel verdino, trasportando il buon Franceschini negli scenari più surreali: dai film di Nanni Moretti ai collegamenti con Paolini. Non so se questo era il vero obiettivo di quelli del Pd. Se sì, potevano pensarci prima e inventarsi un lancio meno sputtanante, ma complimenti comunque per l’inventiva e l’autoironia.
update: Ecco qua.
Tweet

In effetti se il PD avesse un po’ più di autoironia potrebbe organizzare l’equivalente della Green Screen Challenge di Stephen Colbert: http://www.comedycentral.com/shows/the_colbert_report/videos/greenscreen_challenge/index.jhtml
Ma dubito fortemente che nel caso di questo spot sia voluto.
[...] LPR, Francesco Costa, RetroPensieroLiberale…e ne verranno [...]
Bellissimo. A proposito, non so se l’hai già segnalato, ma c’è questo a fare da contraltare alla miseria d’originalità del PD. Mi chiedo: se questi sono stati capaci di fabbricare un filmato semi-capolavoro, perché non usano gli stessi tecnici per fare la campagna elettorale di Franceschini, invece di infilarlo in disastri del genere?
Eh, ma quelli sono i dalemiani di Velardi e co: buoni per rompere le scatole al segretario, mica per dargli una mano )