O il voto o la vita

A proposito della debolezza delle sue liste, segnalo che il Partito Democratico sta mandando in giro per i circoli lettere come questa che segue, giratami da un amico:

Firenze, lunedì 18 maggio 2009

Al Segretario territoriale di XXXXXX
Al Responsabile Organizzazione
Ai soggetti in indirizzo

Oggetto: Indicazioni regionali nominativi di lista per elezioni europee

A seguito della riunione svoltasi il giorno martedì 12 maggio a Firenze, in merito alla ripartizione delle indicazioni di preferenza in Toscana, ti comunichiamo che per il tuo Coordinamento territoriale è stato definito il seguente ordine di preferenze di lista:

1ª preferenza: Leonardo Domenici
2ª preferenza: David Sassoli
3ª preferenza: Palmiro Ucchielli

L’ordine di scelta risponde ai criteri definiti a livello regionale, per i quali in tutta la Regione Toscana Leonardo Domenici è il candidato indicato come primo nome, insieme al capolista di circoscrizione David Sassoli.

In seguito agli accordi regionali, con altre realtà territoriali della nostra circoscrizione elettorale e in base alla presenza di altri candidati toscani in alcune realtà della nostra regione, è stato necessario indicare anche il nominativo di un terzo candidato, che in alcune realtà risponde appunto a candidati rappresentanti di altre regioni, e in altre, invece, là dove sono espressi, i nominativi dei candidati toscani locali.

In merito al sostegno a Leonardo Domenici, vi comunichiamo che l’obiettivo di preferenze da raggiungere nella vostra realtà territoriale è di 10.000.

Nei prossimi giorni vi verrà consegnato in sede il materiale dei candidati e il materiale di propaganda predisposto da Unione Regionale e Direzione Nazionale, in particolare i facsimili di scheda con i nomi indicati.

Per qualsiasi chiarimento in merito restiamo a vostra completa disposizione.

Cordiali saluti
Responsabile Organizzazione

La cosa si collega direttamente a quanto segnalava Giuseppe Civati, in relazione a un’analoga lettera a firma Dario Franceschini che gira in Lombardia, dai contenuti ancora più perentori:

Il suo [di Cofferati] risultato elettorale è, quindi, una responsabilità comune, che deve coinvolgere ogni struttura, ogni circolo del PD. E’ perciò necessario che in tutto il materiale elettorale compaia l’indicazione di voto per il capolista e che egli sia fortemente supportato in iniziative, incontri e in ogni momento della comunicazione politica di questa campagna elettorale. Ti chiedo di informare ogni livello comunale che poi analizzeremo insieme il risultato dei capilista nei loro territori.

Possiamo discutere per giorni sull’opportunità che un partito dia indicazioni di voto così minacciose e militari ai suoi iscritti, privilegiando alcuni candidati rispetto ad altri. Io per esempio non sono granché d’accordo, ma possiamo parlarne. Il punto fondamentale però qui è un altro, ed è che c’è in giro il terrore che alcuni candidati particolarmente visibili – e anche particolarmente discussi – facciano un buco nell’acqua, prendano poche preferenze (vedi alle voci Cofferati e Berlinguer) o addirittura non siano eletti (vedi alla voce Domenici). Appurato che queste candidature non attirano nemmeno il consenso della base del Pd – figuriamoci del paese – verrebbe da chiedere a Franceschini se era davvero così complicato proporre candidature migliori, che portassero voti e consensi senza che fosse necessaria la minaccia dei propri iscritti. Sappiamo già la risposta, e la sappiamo dal giorno che l’unanimismo più insensato e suicida mise Franceschini sulla poltrona di segretario:

un leader con la data di scadenza appiccicata addosso che potere decisionale avrebbe al momento della composizione delle liste?

Nessuno. Questi sono i risultati. Bravi, come sempre.

11 commenti

  1. marco surace:

    Le indicazioni possono essere legittime, quando basate su un giudizio di merito e non sulla cieca obbedienza a voleri superiori.

    Anche se, fossi candidato alle Europee, mi girerebbe parecchio che il mio Partito dica a tutti di scrivere il nome di un altro.
    Il Partito è di tutti, e quindi dovrebbe essere imparziale sulle preferenze. Ci sono i capilista in ogni circoscrizione, il resto se la gioca. Se i candidati sono tutti bravi, vinca il più capace di prendere voti.
    Se qualcuno è un disastro, non dovevamo candidarlo, non dire di votare un altro.

    E poi che senso ha l’obiettivo da raggiungere”? Se, uno comincia a frullare in una città che non è la sua, il PD locale non la aiuta a organizzare eventi perchè tanto le preferenze in zona sono altre e già decise? E’ chiaro che un senese girerà di più per Siena e quindi, se bravo, lì prenderà più preferenze perchè più noto, così come uno di Frosinone ne prenderà di più a Fiuggi, ecc.
    Non vedo una grande utilità nel sostituire il libero arbitrio all’obbedienza in questi casi. Qui a Firenze tempo fa uno diceva che “l’obbedienza non è più una virtù”.

  2. Valter:

    Mi tocca ripetermi rispetto al tuo articolo pubblicato oggi da iMille: bravo Francesco!!!

  3. Filippo Zuliani:

    For president.

  4. Filippo:

    Ottimo articolo. Com’è che diceva Moretti nel lontano 2002? con questi dirigenti non vinceremo mai? eh, sono ancora quelli…

  5. Emidio:

    non avevo visto questa lettera ma ne avevo visti i risultati (anche se pensavo che fossero frutto di passaparola più che di un ordine scritto). Ovviamente la maggior parte delle persone che stanno sul territorio ha risposto che due nomi sui volantini si possono anche indicare, tre sono davvero eccessivi e provocano una reazione contraria. Con buona pace di Ucchielli, insomma, che si chiama pure Palmiro.

  6. e.:

    in lombardia è arrivata una lettera molto simile, a firma del segretario metropolitano milanese ezio casati, con “invito” a votare cofferati, toia e panzeri.
    per il non lombardi significa votare il capolista e i due uscenti, la toia nota teodem milanese e panzeri ex segretario cittadino della cgil.
    a parte l’arroganza, io davvero non capisco come un partito possa prima predisporre una lista di 10 nomi e poi dire di votarne alcuni e non altri.

  7. Jack:

    Ma è mai possibile che ad ogni elezione commettano sempre le stesse, inutili, minchiate? :-(

  8. Indicazioni di voto | OpenWorld:

    [...] Francesco Costa [...]

  9. Nicola:

    Per quanto condivisibili siano il post ed i commenti successivi, voglio solo evidenziare che indicazioni di questo tipo sono sempre state fatte, non è una peculiarità del PD e del suo attuale gruppo dirigente: posso parlare per il Pds prima, ed i DS dopo, dai quali è sempre stata data l’indicazione di voto (per la verità tutt’altro che militare negli effetti, a differenza di quanto accadeva con il PCI). Che io ricordi, si trattava di una decisione delle segreterie regionali d’intesa con i dirigenti nazionali, ed era utile anche a valutare il grado di seguito effettivo (e della capacità organizzativa) del gruppo dirigente locale, che vedeva la valutazione dell’esito (in rapporto agli obiettivi) come un tremendo esame da superare, a prescindere dalla condivisione dell’indicazione.

  10. Jack:

    @Nicola
    difatti secondo me non è sbagliato di per se’ – o non completamente, se proprio vogliamo – che le segreterie diano indicazioni in tal senso, ma almeno dare indicazioni per le persone giuste.
    Un Berlinguer, un Cofferati, un Domenici e una Sensini o lo stesso Sassoli e la Borsellino in Sicilia dopo due trombate consecutive, non penso siano i candidati migliori. Penso siano i candidati da presentare perché conosciuti, e questo non mi piace francamente.
    Tutto il resto è solo retorica e demagogia da due soldi.

  11. francescocosta:

    Rispondo a Nicola. È vero che queste cose si sono sempre fatte e hanno qualche ragione. Le cose insolite in questo caso mi sono sembrate due: il fatto che venissero indicate tutte e tre le preferenze e la nemmeno troppo velata minaccia del “valuteremo dopo le elezioni”. Dal punto di vista politico e giornalistico, poi, il fatto che questi episodi riguardino due tra le candidature più controverse del Pd – quelle di Cofferati e Domenici – è certamente interessante e rilevante.