Che stronzi

Ho scritto più volte che le curve, gli ultrà e i gruppi organizzati rappresentano il cancro del calcio – più dei soldi, più delle tv, più dei presidenti caciaroni, più del moviolismo alla Biscardi. Quello è che è successo ieri a un monumento come Maldini ne è l’ennesima dimostrazione, e la sua faccia è una delle più tristi, deluse e rabbiose che mi sia capitato di vedere su un campo di calcio. Meglio di me lo dice lui:
Gioca l’ultima partita uno che ha vestito 901 volte la tua maglia, e tu lo mandi affanculo (mezzo striscione benevolo e poi la mazzata nella riga sotto: che stronzi)? Maldini ha pagato oggi pomeriggio la sua colpa, quella di non essersi mai mischiato con gli ultrà, quella di essersi dissociato dal gioco dei ricattucci. Quella, un annetto fa, di avere detto cose che ipocritamente non dice mai nessuno: e cioè che dietro le contestazioni di una curva c’è spesso roba che con il calcio giocato non c’entra una fava, e cioè – cito Maldini – questioni economiche e di potere. [...] Peraltro, dove sta la sorpresa? Il delitto di Lesa Curva, purtroppo, è sempre vigente. Le 901 partite in rossonero di Maldini non sono valse come attenuante. Chi tocca la curva muore, e non si fanno sconti. Lo sappiamo anche noi: lo striscione “Juve-Lecce a porte aperte” esposto in curva Nord quattro giorni dopo l’epocale caso-Balotelli aveva già spiegato tutto – ce ne fosse stato bisogno – qualche settimana fa. C’è un concetto, un codice, uno status di curva che è assolutamente trasversale e che regge tutto l’ambaradan. C’è un’autoreferenzialità delle curve che costituisce, più che la loro ragion d’essere, l’unica vera garanzia di esistenza in vita. E così ce le dobbiamo tenere. E così dobbiamo star lì a guardare il processo pubblico di una curva al proprio capitano, nel giorno dell’addio a uno stadio in cui avrà giocato più o meno 450 volte.
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Per dirla ancora meglio, il cancro è non sono le curve, gli ultrà e i gruppi organizzatee, ma la tolleranza con cui vengono accettate le indecenze di quelle conventicole.
Non ho mai pensato che gli ultrà fossero persone dotate di particolare buon senso.
Mi sono sempre chiesta come si faccia a sprecare anni della propria vita ad intonare cori e preparare coreografie (senza praticamente riuscire a vedersela mai una partita) e sentirsi per questo membri di non si sa bene quale sgangherata casta.
Pensare di avere potere sulle scelte di una società e così ricattarla sbandierando le proprie tessere di abbonamento.
E le società li hanno assecondati e temuti..perchè poi chi lo paga il Beckam di turno, chi le gestisce le spese senza quei perditempo che saranno pure imbecilli ma tanto la vita è sopportazione, no?
Eppure nulla da temere direi a Galliani, Moratti, Cobolli-Gigli…tanto non vi abbandoneranno mai..
Non saprebbero dove andare a sfogare i loro istinti la domenica, o il mercoledi, o il sabato…qualcuno riesce ad immaginarli mentre lanciano fumogeni o bottigliette in un museo?
Sarebbe decisamente troppo poco scenografico.
Eppure, nonostante il cinismo e la mia maniera disincantata di guardare alle cose, quello che è successo ieri proprio non me l’aspettavo.
Paolo Maldini mi ha fatto guardare dallo spioncino il mondo del calcio..
È per lui che ho visto la mia prima partita, nel lontano ’94, e se in casa non si fosse respirata passione interista da sempre, sarei sicuramente diventata tifosa del Milan.
Mentre tifosa di Maldini lo sono sempre stata.
Intendiamoci..Maldini ha dato tutto al calcio ma ne è stato generosamente ricompensato, economicamente ed emotivamente.
Il suo palmarès, poi, è un mare di successi solcato qua e là da qualche zattera di grande delusione.
Mi chiedo solo quanto avrebbe guadagnato se avesse accettato le stratosferiche offerte dei club più prestigiosi del mondo che di anno in anno Galliani ha cestinato..perchè Maldini era incedibile..
Cannavaro ha lasciato la Juve, nell’annus horribilis della retrocessione a tavolino.
Scelta legittima e comprensibile..
Quello che ferisce è che mentre Fabio veniva osannato dai tifosi del Santiago Bernabeu che lo hanno visto giocare per tre stagioni, Paolo veniva umiliato da chi avrebbe invece dovuto fregiarsi di averlo avuto in squadra per 24 anni.
Gli è stato negato un pallone d’oro, non è riuscito a vincere il FiFa World Player, non è mai andato oltre il secondo posto ad Europei e Mondiali.
Forse ha pianto per tutte queste zattere..forse ha pianto ieri..
Il punto è che quegli ultrà non hanno mai visto il mare.
Ricordo nel 2000 la partita l’addio al calcio di Giuseppe Giannini. A 2-3 giorni della “Nakba” giallorossa (“catastrofe” = lo scudetto laziale). C’era molto nervosimo. Giannini era un simbolo e pure la partita duro’ pochi minuti per avvenuta invasione di campo. Ora tutto ’sto casino per Maldini, ma mica é la prima volta che i tifosi si comportano come degli infami con una delle loro bandiere.
I tifosi hanno segni di ingratitudine. Ma pure i giocatori , dirigenti sanno essere ingrati. I Tifosi non sono il verme che fa marcire la mela pura dl calcio. Lo sono alcui di loro, e se fanno quello che fanno, é perché altri gli hanno permesso di farlo. Gl imbecilli ci sono. Ma non generalizziamo.
Qaunto ad altre considerazioni elitariste ed un po’ snobbiste circa il tifo (i tifosi sono dei frustrati). Beh, rispondo:
1) c’é tifo e tifo; 2) non generalizzerei; 3) chi dice cose cosi’ si vede che forse tifoso non é mai stato;
Tifoso e ultrà non sono sinonimi. I tifosi del Milan hanno applaudito Maldini.
[...] del completo silenzio del Milan, la squadra in cui ha giocato per ventiquattro anni, davanti allo scempio che gli ultrà hanno fatto della sua ultima partita. La risposta della società non si è fatta [...]
[...] completo silenzio del Milan, la squadra in cui ha giocato per ventiquattro anni, davanti allo scempio che gli ultrà hanno fatto della sua ultima partita. La risposta della società non si è fatta [...]
[...] di qualche cosa che è sfuggito nei toni al controllo di un po’ tutti quanti. ma il cancro e la vergogna del calcio, per una volta, stanno da tutt’altra parte. var addthis_pub = ”; [...]