Le corporazioni ce le abbiamo dentro
Ieri Matteo Bordone ha scritto una cosa molto vera a proposito di un luogo comune pigro e bigotto
Così, per capire se è quello il tema: se nella vita, nell’Occidente ricco del 2009, sia lecito battersi solo per cause che ci riguardano personalmente, pena l’accusa di ipocrisia. In questo caso, fanculo a tutti i condannati a morte, i morti di fame, i malati di diarrea e morbillo, le balene, le foreste, la CO2, i bambini col mitra, i desaparecidos, perché io personalmente non credo che riuscirò mai nella vita a fidanzarmi con un’esponente di alcuna di queste categorie. Mi sa di no. Sarà una questione di lignaggio.
che mi ha ricordato una cosa molto simile scritta da me qualche mese fa, a proposito dell’associazionismo “di categoria”:
E così ogni giorno che passa mi convinco di una cosa. Che faremo un passo avanti significativo per i diritti dei gay, quando i gay – i gay come categoria, come gruppo organizzato, ma a volte anche come cittadini – smetteranno di occuparsene. Che dovremmo proibire alle donne di fare cose per i diritti delle donne. E che dovremmo obbligarci a rimescolarci un po’: da domani, gli etero si occupino di matrimoni omosessuali, i gay si occupino di pensioni e salari, gli uomini si occupino di diritti delle donne e le donne si occupino dei padri divorziati che non vedono i figli. Dite che funzionerebbe peggio di così?
Sullo stesso tema:


Io penso che i diritti di qualcuno li difende solo chi è interessato a quei diritti.
Il modo per difenderli o rivendicarli con più efficacia è quello del fare numero e di essere organizzati nelle proprie azioni.
Pensi che i neri d’America avrebbero ottenuto risultati senza organizzarsi in corporazioni con dei leader?
Io penso che i diritti di qualcuno li difende solo chi è interessato a quei diritti.
Certo. E per essere interessato non devi necessariamente essere direttamente coinvolto nell’erogazione di un diritto. A me stanno a cuore e mi batto e difendo i diritti dei neri, delle donne, degli omosessuali e dei bambini, e non appartengo a nessuno di questi gruppi.
Il modo per difenderli o rivendicarli con più efficacia è quello del fare numero e di essere organizzati nelle proprie azioni.
Certo. “Fare numero” per i diritti dei gay non vuol dire “fare numero” tra i gay. Vuol dire fare numero, tra tutti quelli che ci stanno e sono interessati a difendere e rivendicare dei diritti.
Pensi che i neri d’America avrebbero ottenuto risultati senza organizzarsi in corporazioni con dei leader?
Penso che li hanno avuti quando la loro battaglia è passata dall’essere la battaglia dei neri per i neri, alla battaglia dei buoni e liberi e democratici per i neri. Penso che li avrebbero avuti prima, se questo fosse accaduto prima.