La chiesa di Chiesa
Non si può certo dire che Giulietto Chiesa abbia preso bene il mio pezzo sull’Unità riguardo la sua candidatura alle elezioni europee. Ho deciso di far finta di essere io il sessantanovenne e lui il ventiquattrenne, per cui soprassiedo alla triste sbrodolata di insulti e vengo direttamente al punto: le “nostalgie sovietiche” sue e del partito lettone con cui ha deciso di candidarsi. Non credo sia un particolare azzardo linguistico parlare di “nostalgie sovietiche” a proposito di una persona che per anni ha vissuto in Unione Sovietica in una casa pagata dal Pcus, con una segretaria pagata dal Pcus, con uno stipendio pagato dal Pcus, con le vacanze pagate dal Pcus, con i viaggi pagati dal Pcus, eccetera. Il tutto senza che sia mai seguito un pentimento, un rimorso, un come-ho-potuto-prendere-i-soldi-dei-carnefici, bensì solo delle piccate richieste di contestualizzazione (facciamolo: il contesto era l’Unione Sovietica di Brèžnev) e il dispiacere – quello sì – per il fatto che «l’anticomunismo è ancora dominante, mentre l’antiamericanismo verrà tra non molto, quando saranno milioni a pagare le conseguenze del modello americano che ci ha travolti». Basterebbe questo per parlare con cognizione di causa di “nostalgie sovietiche”: nessuno ha mai avuto dubbi su quale fosse la parte preferita da Giulietto Chiesa durante la guerra fredda. Invece c’è dell’altro: ci sono - giusto per citare le cose più recenti – le posizioni contrarie alla rivoluzione arancione in Ucraina, quelle a sostegno dell’aggressione russa in Georgia, la propaganda fatta alle più strampalate teorie cospirazioniste e, in ultimo, la decisione di candidarsi nelle liste del partito lettone PCTVL. Un partito sdraiato sulle posizioni del regime putiniano, composto in buona parte da ex-membri del partito comunista lettone: il suo diretto erede, il LSP, vi è confluito pochi anni fa. Un partito che si batte per l’uscita della Lettonia dalla Nato, che ha «rispetto per le persone che hanno avuto fede nelle idee comuniste, nonostante le persecuzioni (!) cui sono stati sottoposti», la cui linea sugli anni dell’Urss è «c’è stato tanto di buono e tanto di brutto: non pensiamoci più» ma rimpiange «gli altissimi standard di qualità dell’istruzione, della medicina, della scienza e della protezione sociale (!) dell’Unione Sovietica, oggi andati perduti». Un partito che vede militare tra le sue file Tatjana Ždanoka – già membro del soviet di Riga e leader dell’organizzazione filosovietica Interfront che, per l’appunto, rimpiangeva l’Urss e si opponeva all’indipendenza lettone – e Alfrēds Rubiks, ultimo segretario del partito comunista lettone, arrestato nel 1991 per aver guidato un tentativo di colpo di stato allo scopo di sovvertire il neonato governo indipendente lettone, col sostegno dell’OMON.
Difficilmente il quadro potrebbe essere più impietoso e sgradevole, e credo che sarebbe stato meglio evitare – a me e a lui – questo triste riepilogo. Bastava che Chiesa dedicasse un po’ meno foga alla risposta al mio articolo dai toni divertiti e irriverenti, e continuasse invece a dedicarsi al suo pane quotidiano: il signoraggio, le cariche esplosive nascoste nelle Torri Gemelle, i complotti petroliferi, le scie chimiche – insomma, avete capito il genere. Una sola preghiera, però: la smetta di parlare della Cia. I miei superiori sono suscettibili.
Sullo stesso tema:


Che dire? Il documento sul dolce periodo moscovita di Chiesa mette i brividi. Carezze rispetto all’excusatio: “Nello stesso tempo non ci fu dubbio alcuno che io avrei dovuto scrivere da Mosca in completa indipendenza (sic) rispetto al PCUS. Così avvenne e questo mi procurò non poche difficoltà con i miei ospiti, che si aspettavano maggiore “fedeltà” da parte mia.” La lezioncina di giornalismo, poi, percarità. Il problema non è invecchiare. E’ farlo male.
Le segnalo che Mikhail Gorbaciov su quella che lei chiama “l’aggressione russa in Georgia” la pensa esattamente come Chiesa. Come pure il direttore d’orchestra Valery Gergiev, intervistato il 22 settemmbre sul COrriere della Sera, e come chiunque altro si sia informato sui fatti anziché ricopiare dispacci.
Ah beh, se lo dice persino il direttore d’orchestra c’è poco da dire. Se poi quel direttore d’orchestra è amico fraterno di Putin nonché padrino dei suoi figli (e viceversa) allora deve trattarsi proprio una testimonianza più che attendibile. Se poi il resto del mondo libero e democratico ha sostenuto tutt’altro, pazienza.
E Gorbaciov? Ha fatto finta che non l’abbia neppure nominato… Il mondo democratico? Quale? quello che ricopia dispacci?
Fatico a prendere come punto di riferimento una persona che ha passato una vita – lui sì – a ricopiare dispacci, ma il punto è un altro: di che stiamo parlando? Non mi risulta che Gorbaciov sia una bibbia vivente: sulla Georgia aveva torto, così come su diverse altre cose (su molte di queste ha cambiato idea in corso d’opera, fortunatamente). Il mondo libero e democratico è quello in cui si tengono elezioni libere, quello che ripudia la dittatura, la repressione, le limitazioni della libertà, gli assassini mirati, i ricatti, eccetera.
Dunque Gorbaciov sulla Georgia aveva torto mentre il resto del mondo libero e democratico ha sostenuto tutt’altro?
“Il mondo libero e democratico è quello in cui si tengono elezioni libere, quello che ripudia la dittatura, la repressione, le limitazioni della libertà, gli assassini mirati, i ricatti, eccetera.” Allora Saakashvili non ne fa parte dato che “l’emittente georgiana Imedi fu chiusa con la forza dalle teste di cuoio su ordine di Saakashvili” (Corriere della Sera).
Quanto a quella che lei chiama l’aggressione russa in Georgia, Johnatan Steele, inviato del Guardian a Tblisi,
per spiegare come la condanna da parte della popolazione passò in una notte dalla Russia a Saakashvili, scrive: “la notte del 7 agosto le forze georgiane sferrarono il bombardamento di Tskhinvali, capitale dell’Ossezia del sud, ed entrarono in città”.
Spero che entrambi conveniamo almento su un punto: che sia il Corriere che the Guardian provengano dal mondo libero e democratico, che dunque non sostiene affatto “tutt’altro”, non comunque in modo monolitico.
I link (rispettivamente):
http://www.corriere.it/esteri/08_gennaio_05/elezioni_georgia_imedi_tv_9442e126-bba0-11dc-b478-0003ba99c667.shtml
e
http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/jan/26/georgia-war-mikheil-saakashvili
Paolo, stai sbagliando mira. Corriere e Guardian hanno dato spazio e voce – come accade nei paesi liberi, come non accade in Russia: altro che tv chiuse durante una guerra – a persone che hanno sostenuto le opinioni più disparate. Giusto per farti un esempio, lo stesso Corriere pubblicava anche i reportage di Bernard-Henri Lévy, che esprimevano tutt’altre posizioni. Funziona così, nel mondo libero: e vai a vedere cos’hanno detto i paesi del mondo libero – l’Ue, la Francia, il Regno Unito, gli Usa, la Germania, eccetera – di quell’aggressione. Allusioni a parte, tu cosa stai sostenendo? Che fu la Georgia ad aggredire la Russia, e quella della Russia fu (sic) una risposta difensiva? E andiamo.
P.S.: Il post che stiamo commentando parla d’altro e stiamo affrontando una discussione completamente fuori tema. Forse sarebbe il caso di cominciare a parlare dell’oggetto dell’articolo, o finirla qui.
——piccate richieste di contestualizzazione (facciamolo: il contesto era l’Unione Sovietica di Brèžnev) —–
No, non ci siamo. Il contesto corretto era il complesso rapporto con il PCI di Enrico Berlinguer. Do you remember this name?
Non distinguere questo fatto è pura manipolazione. D’altronde non mi stupisco. Il sig. Costa dice lui per primo che “ha un vero e proprio culto per i manifesti di propaganda dell’Unione Sovietica”. Quando si dice proiezione freudiana… Ognuno ha le “nostalgie sovietiche” conformi alla sua indole. Gli “spin doctor” in qualunque epoca e a qualunque latitudine faranno disinformacija.
Il caso georgiano è lampante. Solo una ottusa subalternità atlantista agli editoriali isterici di William Kristol può dare credito alla propaganda neocon in appoggio alla guerra intrapresa, con suo sommo scorno, dal sig. Saakashvili. Per fortuna il mondo libero e democratico produce anche inchieste adeguate, laddove il sig. Costa rimane ancora appeso al pero della propaganda. Basta leggere lo “Spiegel” (http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,578273,00.html), o ascoltarsi – con supremo orrore di Costa . “Russia Today” (http://www.russiatoday.com/Top_News/2008-11-28/Saakashvili_we_started_the_war.html). E anche «New York Times», e «International Herald Tribune» sono stati capaci di fare autocritica (http://www.monde-diplomatique.fr/2008/12/VIDAL/16590). Come pure la BBC ha fatto meglio della nostra povera Unità: (http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=8254).
Fa bene Costa a dire che “Il mondo libero e democratico è quello in cui si tengono elezioni libere, quello che ripudia la dittatura, la repressione, le limitazioni della libertà, gli assassini mirati, i ricatti, eccetera. Infatti Reporter Senza Frontiere ha messo la Georgia abbastanza in coda al suo indice per la libertà di stampa: ben dopo paesi tristemente noti per il loro dispotismo come il Tagikistan, il Gabon e perfino il cattivissimo Venezuela di Chávez (http://www.rsf.org/article.php3?id_article=29031).
La Georgia ha alle sue spalle almeno quattro atroci precedenti tentativi di sterminio della minoranza sudossetina.
Delle privatizzazioni selvagge, del pari di quelle realizzate presso il grande vicino ai tempi di Boris Bottiglia Eltsin, beneficiavano pochi clan, mentre l’economia tracollava. Ne godeva su tutti il clan tribale della madre di Shaakasvili, un sistema di potere al centro della corruzione dilagante. Gli oppositori erano vessati, alcuni spariscono nel nulla. Il regime vietava persino l’uso della lingua russa, offrendo un’inequivocabile conferma alle repubbliche di Abkhazia e Ossezia del sud circa il loro destino una volta che fossero ricomprese nei confini della Repubblica, qualora non bastasse loro l’atroce memoria dei bombardamenti subiti negli anni novanta.
Questo boss di Gomorra – Saakashvili – è dunque il campione dei diritti umani, della “giovane democrazia” e dei valori occidentali difeso a spada tratta dai neocon de noantri.
Limes ha riconosciuto lo sfondo reale della guerra fin dal significativo titolo del suo speciale di settembre: Russia contro America peggio di prima. La verità sulla guerra in Georgia (suppl. al n. 4/2008). Perfino l’editoriale di una rivista certamente non sospettabile di simpatie pacifiste o di russofilia, Military Technology, ha esposto aperte critiche ai falchi NATO come Jaap de Hoop Scheffer, e alla «massiccia campagna di propaganda per “portare la democratica Georgia nella NATO”» (Ezio Bonsignore, “The Kosovo Payback”, 9/2008, p. 6).
Ah, già, ma per Costa è meglio bazzicare squallidi siti che rimestano discredito “ad hominem”.
Francesco, solo due parole: nervi saldi.
capito per caso in questo sito ed in cosa mi imbatto?
(in una sequela di fesserie scritte dall’autore dell’articolo, al quale evidentemente non è bastata la risposta di Chiesa, ma che, piccato tra i piccati, parla di un periodo storico sorpassato per continuare ad appiccicare etichette, come se queste non fossero ormai slavate e prive di significato).
Bravo solo tu e Berlusconi ragionate ancora in questi termini.
(c’è anche qualche altro, è vero….Bonaiutti?)
Berlusconi racconta barzellette ed ha dei seguaci nelle lande più disparate, leggo.
Chiesa si difende benissimo da solo (provocando stizzite reazioni stupide, fuori dalla realtà ed anche dal tempo) ha dedicato all’argomento quattro righette buttate lì; Il primo articolo era una composto da una serie di lettere buttate a casaccio su una pagina web, ma questo secondo è una meraviglia!
Che dire sulla questione 11.9?
Che l’autore dell’articolo si informi… accipicchia!!
Ma scusa quando qualcuno ti scrive che scrivi inesattezze tu pensi che ti stia offendendo?
Se le cose stanno così, impara a dialogare con chi conosce le cose di cui parla: non mi pare che tu possa fare parte della categoria.
>Basterebbe questo per parlare con cognizione di causa di “nostalgie sovietiche”<
Questa frase sig. Costa cosa che cosa significa?
Nervi Saldiiii!!!!
Wow, arriva l’artiglieria. Solo il solito mattacchione cospirazionista può prendersela con la «subalternità atlantista agli editoriali isterici di William Kristol» in riferimento alla posizione politica che è stata – tra gli altri – di Barack Obama e di Nicolas Sarkozy, che non mi sembrano esattamente due neocon (ah: “atlantista” è un complimento, per me e per tutti coloro che non vanno d’accordo con le dittature).
Nessuno ha definito Saakashvili «campione di diritti umani»: la situazione della Georgia non è diversa da quella di tante delle repubbliche ex-sovietiche, uscite da un’oppressione infinita e tuttora sotto lo scacco delle continue angherie russe allo scopo di ostacolare il loro approdo nel mondo libero: è singolare che si dia la colpa delle anomalie causate dalla dittatura sovietica alle vittime di quella dittatura, e non ai loro carnefici. E’ singolare che in questa occasione stranamente i filosovietici evitino di parlare di petrolio, solitamente al centro di ogni loro teoria del complotto. E’ singolare che una tale attenzione per la tutela delle minoranze non li porti verso una condanna ancora più forte – e una comprensione del tipo di politica messa in atto dagli eredi dell’Urss – verso chi ha devastato la Cecenia.
Riguardo la questione della contestualizzazione, il contesto era la guerra fredda e un partito che stava dalla parte sbagliata della storia in complicità con un regime efferato e sanguinario: fine.
Qui siamo davvero ai saldi di una fine stagione non ancora cominciata… altro che nervi saldi
——il contesto era la guerra fredda e un partito che stava dalla parte sbagliata della storia in complicità con un regime efferato e sanguinario: fine.——
In complicità…. E così la figura di Enrico Berlinguer è sistemata per sempre. La mamma degli Intini è sempre incinta.
Sarà che il Signor Costa non conosce la parola “nostalgia” e basa le sue conoscenze della Russia dal film Oci Ciorne. Ma tutto questo rasenta il ridicolo.
Fra i vari anti-democratici che hanno osato mettere in dubbio le rivoluzioni arancioni vorrei annoverare anche quei “nostalgici” di Report che hanno scoperchiato, alla loro maniera, la cloaca che sta dietro quei “movimenti democratici” di Ucraina e Georgia. Ma questo il Sig. Costa non lo ricorda.
Ma anche loro sono tutti nostalgici, tutti stalinisti….ma quando toglierete ‘sto benedetto elmetto?
PS A proposito, cari giornalisti della pseudosinistra, vorrei dire che il “nostalgico barcone” della globalizzazione e della crescita infinita, nonostante il vostro complice silenzio, sta affondando miseramente. Invece di badare alla storia dell’altro secolo, perchè non parlare di quello che il “nostalgico” Chiesa propone per risolvere la crisi? Non ricorderete forse, ma già qualche anno fa, il “nostalgico” di cui sopra, parlava dello tsunami a cui saremo andati incontro nonostante le risatine sarcastiche di voi giornalisti di regime. Ma sì, ma chissenefrega se Chiesa parla del futuro, continuiamo ad attaccarlo sul suo (inventato) passato che si vende qualche copia in più e, soprattutto, si fanno gli interessi del padrone! Dopotutto…teniamo famiglia.
«Telecamere nell’inferno di Guantanamo. In un video il racconto di sevizie e torture. Il filmato, prodotto da “National Geographic” e tradotto in 34 lingue, andrà in onda anche in Italia domenica sera su “National Geographic Channel”» (da la Repubblica online)… Tempi duri per gli atlantisti, eh Costa? ;)
Non ragioniam di loro….
e del cul facea trombetta
Ninetta bella
fammi un favore
dormi tranquilla
altre due ore
e al tuo risveglio
non mi chiamare
e anche l’anello
non lo cercare
e la collana
di pietre viola
non te l’ho detto
ma oggi ho scoperto
che era ‘na sola
Se tu m’amassi
senza interessi
mi capiresti
mica lo so
(Grazie a D. Silvestri)
si Filippo, va bene così… capito il messaggio, è tutto ok…. tranquillo.
Qualcosa da dire sull’articolo, no eh?
Ma ché articolo e articolo, io sto solo a pensá a Ninetta mia!
ambescille!
a nervo saldo….. e rinfrescate li bollori.
discuti con ninetta tua che te fa un culo tanto!
a niné ma che stai a dí. me parí ‘n pó rozza fijetta bella
io te dico che te penso e tu me dici che me fai er culo grosso.
a niné sarei mica ‘un po manesca (me pari n’omo)
e vabbè vado a magnà,
Filipponio m’ha mollata e me devo consolà
spero intanto pel ritorno,
nell’amico d’oggigiorno.
Tutto qui Costa?
io comunuqe con ninetta nun stavo mica a discute
sera lei (che peró me sá tanto che é un lui)
che é n’poco suscettibile e pure con l’insurto facile
je dico “te penso” e quella me dice “imbecille”
se sei cosí n’a vita reale: chi te se pija fijetta bella?
‘ste donne d’oggi parono omini!
e lei me dirá e st’omini d’oggi parono dei ….
ma se continuamo cosí quann’affittiamo?
e poi mo c’ho ‘a pena d’amore
co’ ninetta che me molla…
eh già già Filippo
caro amico bello, svegliati che il mondo di oggi non è più quello di ieri.
comunica la notizia all’esimio.
(che pare non essersene accorto)
fijetta bella si che lo so
ecco parlanno de maleducati che tu je dici “te penso” e loro t’arispononno insurtandote (“‘mbec…”) e se mettono a usá parole ‘mproprie
ecco quelli lí, quelli disturbano sempre oggi come ieri
mica vivo con le farfalle e li passerotti
(dell’anima delli mort…)
PS.: Amore mio, che dirti di ìú
e se nun sei d’accordo sei popo d’AAA LAAAZZZIO!
ninetta bella sicccccome me tocca timbrá er cartellino de Troll (e tu quanno timbri pecché pure tu mica scherzi in quanto a rompi…)
beh cara bella puledra, pé conclude ‘n grandezza sta grande giornata, d’amori frustati. T’a ri-dedico n’artra cosa, se trtta de ‘na poesia de Stefano Benni
poro amore non ricambiato!
http://www.stefanobenni.it/fabula/corsivi/smemoranda/smemo1995.html
gran finale :-)
Bè che Chiesa si difenda benissimo da solo non mi pare – anche perché è indifendibile – visto che la sua risposta è ridicola da far pietà, e persino non sapendo nulla della questione basterebbe quella per compatirlo e fargli perdere credibilità. Vorrei poi un elenco delle “stizzite reazioni stupide, fuori dalla realtà ed anche dal tempo”, visto che io vedo un elenco di motivi documentati e intelligenti – in modo divertito e non stizzito, oltretutto – che dimostrano una tesi che chiunque, assennato e non ideologico, condividerebbe. Ragazzi siete patetici: sveglia!
Al commento n. 8, Costa mi dà del “cospirazionista”. Oibò, mi dico, dev’essere uno di quelli che prima di ipotizzare strane connection vanno con i piedi di piombo. Quindi i suoi scoop valgono doppio. Al commento n. 3 liquida il maestro Valery Gergiev – l’ossetino che è anche il principale direttore d’orchestra della London Symphony Orchestra – come un volgare compare di Vladimir dagli occhi di ghiaccio: «è amico fraterno di Putin nonché padrino dei suoi figli (e viceversa) allora deve trattarsi proprio una testimonianza più che attendibile. Se poi il resto del mondo libero e democratico ha sostenuto tutt’altro, pazienza.»
Perbacco, il campione dell’anticomplottismo ci ha appena rivelato un complotto. Che coinvolgerebbe un artista che si ostina a prendere applausi a Londra come a Mosca, le capitali dei massacri in Iraq e in Cecenia (sai, gli Imperi son così). Peccato che l’artista in questione smentisca categoricamente tutta la faccenda dei padrini in una lettera al «Telegraph», senza controsmentite: «I should also like to point out that I am not the godfather of any of Mr Putin’s children, nor is he godfather to any of mine.» (http://www.telegraph.co.uk/comment/letters/3561781/Letters-to-The-Telegraph.html).
Ah, queste perle complottiste.
Mi sembra che qui di giornalista di regime ce ne sia uno solo, e sappiamo anche di quale regime.
Trovami un solo articolo in cui abbia scritto bene di Guantanamo, sciocchino. Atlantismo vuol dire democrazia e libertà di pensiero, ma capisco che questi possano essere concetti complessi da capire.
Bene, allora recepisco l’enorme valore dell’opinione politica del direttore d’orchestra. Il saltatore con l’asta e il salumiere che dicono?
Al posto suo recepirei l’enorme valore della sua gaffe: ha parlato di personaggi senza sapere bene chi fossero, attribuendo parentele e vicinanze riportate da voci infondate. Magari il saltatore con l’asta e il salumiere non sono tenuti a documentarsi e a sapere di che parlano, il giornalista sì, magari opponendo argomenti… Non le pare?
Vedo che ammetti che è meglio parlare di giornalisti e politici, piuttosto che di direttori d’orchestra e salumieri. Abbiamo faticato, ma alla fine ce l’abbiamo fatta.
Filii, Filippooo
burp!
(scusate, il dopopranzo a volte…)
no che nun te mollo!
è Filippo (quello nun l’artro)) che me molla!
lui sta sempre a dormì… c’ha li nervi saldati.
me sto a lagna?
e che ce voi fa?
così so fatta: bella, diretta e sbocacciata.
(ma c’ho er core d’oro, nun temè).
Tremate, tremate, le streghe sono tornate!
(scusate mi è scappato! cercavo l’ambientazione temporale con l’articolo.
è che qui c’è zio Peppe coi baffoni, che mi tira la gonnella)
COMPLIMENTI AL TITOLARE DEL BLOG. Si analizza l’attualità e si attaccano i colleghi con la forza degli slogan, delle etichette e degli insulti della guerra fredda.
Così si semplicifa la realtà, si censura il pensiero e si ridicolizza il dissenso.
E’ l’esatto il contrario di quel che dovrebbe fare il giornalismo ma, come insegna Berlusconi, è il modo vincente.
APPLAUSI
Allora perché non rimetti in discussione io tuo atlantismo “scioccone”?
Perché l’atlantismo permette a me e a te e a i democratici americani e al mondo libero di avversare liberamente Guantanamo, mentre l’antiatlantismo lottava e lotta per l’esatto opposto. Ma quanti anni hai, nove?
Io non accomunerei direttori d’orchestra ai salumieri, come fa lei. Il direttore d’orchestra in questione è stimato ed ascoltato come lo sono spesso gli artisti, specie se di gran livello e fama internazionale, come Valery Gergiev. Quanto ai salumieri, con tutto il massimo rispetto, non sono io ad averli introdotti nella discussione… Vedo che continua a fare battute e a non oppore argomenti.
Il mio salumiere mi segnala che il pregiatissimo maggiordomo Bernard Henry Levy – di cui lei ci ha temerariamente segnalato un suo reportage in Ossezia del Sud – in realtà è stato brillantemente sputtanato per essersi inventato tutto: http://www.rue89.com/2008/08/22/bhl-na-pas-vu-toutes-ses-choses-vues-en-georgie. Più che saltatori con l’asta, vedo abbondare arrampicatori di specchi.
Per non starcene troppo “off topic” e “on flame”, il suo errore di fondo è stato di trattare una materia complessa (la Russia) con gli occhiali frusti della Guerra Fredda, che lei, non Chiesa, inforca ancora. E l’altro errore – non dico un errore imperdonabile, un errore e basta – è aver letto un giornalista e politico come Chiesa solo attraverso il filtro deformante di certe polemiche sul web.
Sì, Bernard-Henri Lévy s’è inventato tutto, è sempre tutto molto complesso, Chiesa non inforca gli occhiali della guerra fredda, eccetera. Buonanotte.
Devi aver studiato sul Reader’s Digest, vedo (ora smetto di darti del lei). Quando avevo nove anni gli “atlantici” avevano già orchestrato golpe in Guatemala Cile Salvador Haiti Iran… ecc ecc oltre che armato potenze nucleari come il Pakistan ecc. E meno male che “Il mondo libero e democratico è quello in cui si tengono elezioni libere, quello che ripudia la dittatura, la repressione, le limitazioni della libertà, gli assassini mirati, i ricatti, eccetera.” Ecco perché proprio condividendo questa frase non mi sento passivamente e acriticamente “atlantista”. “gli assassini mirati”? Guarda qua: l’ex vice-presidente Dick Cheney disponeva di una sua unità di assassinio politico in stile SS che faceva capo direttamente a lui.
http://thinkprogress.org/2008/07/31/cheney-proposal-for-iran-war/
Lo sostiene Seymour Hersh, un giornalista che ammiro moltissimo, è statunitense, ma sarei davvero “sciocchino” a confondere la stima per un Pulitzer con un insensato “atlantismo” per il fatto che Hersh è statunitense…
Arrampicarsi agli specchi va bene, ma sputare veleno su tutti per rivalutare solo Saakashvili…..
Elevato a Grande Statista, il giovane Mikhaill, considerato universalmente (sia dalle voci libere che da quelle meno libere) un bamboccione nelle mani dei neocon, è salvo nelle fantasiose ricostruzioni storiche “costiane”.
Sì, in effetti tutto ciò è molto atlantista.
Sì, Bernard-Henri Lévy s’è inventato tutto, come sempre, anche a Gaza.
Sì, è sempre tutto molto complesso, se ne faccia una ragione, altrimenti è bene che i giornali chiudano perchè non sanno più spiegare nulla.
Sì, Chiesa non inforca gli occhiali della guerra fredda,
e lei pensa il contrario perché è evidente che non lo conosce.
Sì, eccetera.
E soprattutto, sì, buonanotte
mi sa che non son tempi per i “bugiardisti” articolisti che vogliono fare i giornalisti.
["Un colpetto di qua ed uno di là e la polemica eccola qua.
Ma la invento di su e me la invento anche di giù".
(E vado giù giù giù ...sperando che mi chiami Fede)
ops! in questa velina ci sono delle confessioni, ora mi tocca mi tocca pubblicare, devo devo devo!]
a niné ma fossi un po’ burina?
vedi Filippetto,
questo tuo è il tipico atteggiamento di chi non avendo nulla da dire sul merito dell’articolo, la butta lì ed attacca sul personale.
Degno allievo di cotanto maestro.
non è che sei un demente?
Ahò, finiamola con ‘sta cagnara.
appunto mi dice demente, ‘mbecille, maschilista e non so ché (mi rutta in faccia) e poi parla di attacchi personali
sei ‘na sagoma niné
LOL
Ps.: A me di giulietto non frega nulla,
io mica parlo di politica corteggio pulzelle
ma queste c’hanno la coda de pajjjja!
neanche a me frega qualcosa di Giuletto, sto qui per acchiappare i Filippi.
Preso!
scacco matto!
;)
quando ci vediamo, Fili?
Giusto per rispondere alle sciocchezze di Paolo su Seymour Hersh (vedi punto 14.): http://www.camilloblog.it/archivio/2009/04/03/il-cantastore-hersh/
beh se lo scrive il cristianista rocca allora non ho più dubbi
santo cielo…sono capitato su questo sito per sbaglio, e me ne pento.
sig. Costa, senza offesa, ma lei non mi sembra molto informato
L’arguzia che traspare da questa colta e dettagliata risposta lascia davvero senza fiato…..
detto da chi sa solo incollare un link è un complimento!
(dillo con parole tue… dai)
Quelle di Paolo su Hersh non sono sciocchezze. E l’articolo che invece viene citato contro Hersh si presta a qualche acuta puntualizzazione: http://www.megachip.info/modules.php?name=Sections&op=viewarticle&artid=8964.
Leggiti le testimonianze degli ufficiali inglesi Rayn Grist e Stephen Young dell’OCSE presenti sul posto al momento… dell’aggressione georgiana contro il popolo osseto.
http://www.timesonline.co.uk/tol/news/world/europe/article5114401.ece
Basta leggere quello che scrivono i giornali(sti) veri, non quelli italiani.
“resto del mondo libero e democratico”… ma fammi il piacere!, caro il mio clone di Bush.
E chi sarebbe ? L’Italia ??? Gli USA ???? Hahahahahaha !!! Benigni non fa ridere quanto i tuoi commenti da bar dello Sport guarda :))))
Elezioni libere : mai sentito (per farti un’esempio nostrano) di come esse venivano manipolate in Italia dai nostri “servizi” e dalla CIA, dal ’45 agli anni ’70 ? Il fatto che sei uno sbarbatello del ’84 non ti giustifica.
Ripudia la dittatura : devo proprio farti un’elenco delle dittature state messe su e/o appoggiate dagli USA durante la Guerra Fredda ? Sono sicuro che con un pò di ricerca e di studio l’elenco sarai capace di stilarlo da solo. :)
Ripudia la repressione : chiedi a Obama come veniva trattato chi lottava per i diritti dei Neri dalle sue parti.
Limitazioni della libertà : cf. leggi liberticide di Bush.
Ripudia gli assassini mirati : chiedi alla CIA e ai regimi di estrema destra che ha appoggiato.
Eccetera.
Hai dimenticato : ripudia di scatenare guerre e di bombardare obbiettivi civili… così potevamo parlare di Yugoslavia, Irak, Gaza. Eccetera.
PS: GLADIO ed il sostegno al terrorismo nero e alla strategia della tensione, in che categoria li mettiamo ?
Povero Gramsci ! Deve rivoltarsi nella tomba all’idea che costafrancesco lavora al giornale da lui fondato…
A parte “mondo libero” sai dire qualcos’altro ? O c’hai er disco rigato ?
“Mondo libero ! mondo libero ! mondo libero !… Sìììììiìììì!!!”
A proposito di padrini : è Viktor Yushchenko (presidente “arancione” ucraino) ad essere il padrino di uno dei figli, Nikoloz, di Saakashvili. Nonché suo fornitore di armi.
Pour ceux qui suivent un petit peu l’actualité dans la presse francophone, l’habitude de BHL de se faire de la pub en enfourchant le cheval de bataille atlantiste et en inventant des reportages n’est pas une nouveauté. BHL n’a plus aucune crédibilité dans le domaine depuis bien longtemps.
Peut-être vaut-il encore la peine de préciser qu’il n’est pas journaliste, mais “philosophe” jet-setteur. Plus proche du “salumiere” que de Monsieur Gergiev. :)
«gli altissimi standard di qualità dell’istruzione, della medicina, della scienza e della protezione sociale (!) dell’Unione Sovietica, oggi andati perduti»
Questo è un dato di fatto, riconosciuto da tutti i Russi, anche i più anticomunisti.
Un livello d’istruzione al quale l’Italia può solamente sognare. Baste vedere che razza di “giornalisti” ci ritroviamo.
Commento di un Georgiano (nickname “Shengelia”… che poi è un cognome della Mingrelia, regione georgiana confinante con l’Abkhazia) sul sito del “Guardian”. Con un amaro accenno al romanzo epico di Shota Rustaveli…
http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2009/jan/26/georgia-war-mikheil-saakashvili?commentid=f5ba138d-68ae-472f-ad12-1642a9e3ac87
As a proud Georgian citizen, I would like to thank the Russians from bottom of my heart for saving my nation throughout the history.
Without them, Georgia would have never survived and thats the historical fact.
For centuries we have shared our values, traditions and cultures. Ask any Russian even today about our Kindzmarauli, Mcvadi, Khachapuri, sulguni.. no additional explanation would require.
Only blind and uneducated idiot would wanted to tear our nations apart.
Unfortunately, for Georgia US administration have chosen our president to be Mikheil Saakashvili who turned out to be psychotic and totally deluded.
A psychopath (not a Knight) in the Panther’s Skin.
Beh, che dire…
Se il proprietario di questo blog rappresenta il futuro del giornalismo italiano stiam messi proprio bene.
Saremo sicuramente in tanti a leggere le sue cronache della prossima “rivoluzione arancione” dalle rosse pagine dell’Unita’! Tanti auguri