Iniziano a finire i nomi, peraltro
Si sapeva da giorni, ma ora è ufficiale: i Verdi, il Partito Socialista, Sinistra Democratica, Movimento per la Sinistra (gli scissionisti di Vendola), Unire la sinistra (gli scissionisti dei Comunisti Italiani) correranno insieme alle europee, nel tentativo di oltrepassare il quorum fissato al 4%. Pur con tutti i distinguo del caso – vedere ancora Achille Occhetto a discettare di questo e quello nell’anno 2009 è terrificante – secondo me si tratta di una buona notizia, per diverse ragioni. In primo luogo perché supereranno lo sbarramento – anche se non così agilmente così come suggerirebbe qualche sondaggio – e relegheranno forze politiche nostalgiche e antistoriche quali Rifondazione Comunista e Comunisti Italiani all’emarginazione e alla progressiva e meritata sparizione cui di fatto si sono condannate; in secondo luogo perché – per ora, almeno – non ne fanno parte i radicali, così che a me rimanga un’alternativa qualora decidessi di non votare Pd (cosa attualmente piuttosto probabile, ma spero di cambiare idea).
Inutile coltivare altre speranze pe il futuro: se Sinistra e libertà fosse il primo passo verso l’unità della sinistra, come dicono, allora questo primo passo non gli sarebbe mai venuto in mente a un mese dall’inizio della campagna elettorale. Trattasi di cartello elettorale, esattamente come la Sinistra arcobaleno – ed esattamente come con la Sinistra arcobaleno, dal giorno dopo ricominceranno ognuno per la sua strada. Già la scelta del nome è costata ore e ore di trattative – niente in confronto a quanto servì per partorire un anno fa l’orribile «la Sinistra l’Arcobaleno» e il relativo simbolo – e sia in parte dei Verdi che nei Socialisti non c’è alcuna intenzione di proseguire in un progetto di cui non sarebbero i leader. Il solito teatrino, insomma: anche per loro è solo questione di tempo.
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Sono straordinariamente concorde con tutti i sentimenti espressi in questo post, a cominciare dal fatto che sono e resto un nostalgico rosapugnettaro (ogni ironia nella scelta dell’epiteto è assolutamente volontaria); proseguendo con la sorniona accondiscendenza verso il progetto di un cartello che si rivolge alle ferreriane velleità di mettersi a capo della Sinistra e cerca di soffocarle in culla – oddio, ‘culla’ sarebbe se stessimo parlando di un Partito giovanotto come il protagonista di “Un’altra giovinezza”, o come Benjamin Button; o come senescenti ecolalici – ; per finire con la realistica (un poco amara?) considerazione che sì, quello è un cartello, e che accadrà che le sue componenti riprendano presto da dove avevano terminato, cioè da quelle improduttive ‘male parole’ tanto care al polemismo pacifista.
io invece mica l’ho capito tanto, ’sto post; mi pare che prima dici una cosa e poi ne dici un’altra, ma forse sono corto io, anzi certamente.
una cosa però per me è abbastanza sicura: lo sbarramento _non lo superano_! ma neanche! Poi sbaglierò io di certo, ma al momento mi chiedo come si possa anche solo pensare che possano superare il 4 – più facile che lo facciano i comunisti, direi.
è roba elettorale per accasare o confermare qualche leaderino. L’occasione per una sinistra della libertà fu la rosa nel pugno, ma fallì per le manie di protagonismo di Pannella e gli interessi di bottega socialisti. La rosa ora la si potrebbe rifare, ma nel Pd. Una nuova Unione da Casini a Vendola ? La prossima volta vincerebbe Piersilvio.