Only the brave
Ultima cosa, poi vado a dormire sul serio. I più accaniti sostenitori di una segreteria Bersani sostengono che la sua mancata candidatura non abbia niente a che vedere col prevedibile tracollo delle europee bensì col desiderio di Bersani di rappresentare con la sua elezione un cambio sostanziale di linea politica: Bersani desidererebbe per questo che la decisione passi per una fase di tipo congressuale e ora non si potrebbe fare una discussione seria e concreta sul partito. Ora, a parte che il tempo non è infinito ma c’è, a parte che lo statuto del Pd non prevede alcun congresso, se non quella convenzione nazionale che è poco più di una kermesse da cui lanciare i candidati delle primarie, il problema è la riduzione del danno, a cui tutte le persone responsabili e di buon senso dovrebbero tendere. Chiunque voglia fare il leader di questo partito e si senta abile a farlo non dovrebbe in alcun modo essere scriteriato al punto da lasciare che la macchina si schianti contro il muro, per poter poi però fare una discussione congressuale approfondita a proposito di una macchina distrutta. Dei due mali – la distruzione del partito e la discussione congressuale frettolosa – mi sembra evidente quale sia il peggiore. A Pierluigi Bersani non deve apparire così evidente, dato ha preferito rischiare di fare tanto male al partito pur di non rischiare di farsi un po’ male lui.
Tweet

forse dovresti scrivere un po' meno e riflettere un po' di più. siete così obnubilati dal vostro tifo e da questioni ombelicali che avete del tutto perso di visto cosa sostengono le persone, quale linea intendono portare avanti, se è utile o no. avete del tutto perso di vista la politica per occuparvi di beghe e vi dipingete arcinemici a vostro comodo.. ancora oggi tu credi che veltroni sia caduto per colpa delle lotte interne e non perché non si può gestire un partito in difficoltà per un anno in modo così demenziale, senza mai fare una sintesi, senza decidere su nulla e nello stesso tempo svuotando qualsiasi organismo democratico interno. eppure tutti quelli che hanno provato a dire "guardate che si va al disasro" sono colpevoli di aver remato conro. è patetico, spero che tu te ne renda conto.
Ma mi spieghi cosa, in questo post o negli altri, ti ha fatto pensare che Costa addebiti la caduta di Veltroni a 'lotte interne' e non a colpe sue, e del partito nel complesso? No, perché io nel leggerlo in questi mesi l'ho trovato molto più simile alle cassandre di cui parli, i tiresia che avvertivano 'guardate si va al disastro', che ad un qualsiasi omphaloskeptico.
caro Francescp. Non sono né veltroniano né dalemiano.
Ho aderito ai Mille e sono uscito non appena ho letto dell'appoggio esclusivo e incondizionato a Veltroni per le primare (ti ricordi quella giornata pasticciata quando quelli che fanno le cose si sono fatti fregare dal Marione Adinolfi?).
ti assicuro che in tanti post (non solo i tuoi) si percepisce la rivalità tra correnti.
Su Bersani posso solo dirti che anche lui ormai rappresenta quello delle tante belle parole (tipo a Ballarò) e dei pochi fatti (tipo al governo).
Capisco che voglia candidarsi in un congresso e capisco anche che Veltroni gli abbia voluto scompaginare i piani.
Altroché fusione fredda tra Margherita e DS. Qui dobbiamo ancora rosolvere i conti tra Veltroni e D'Alema.