Only the brave

Ultima cosa, poi vado a dormire sul serio. I più accaniti sostenitori di una segreteria Bersani sostengono che la sua mancata candidatura non abbia niente a che vedere col prevedibile tracollo delle europee bensì col desiderio di Bersani di rappresentare con la sua elezione un cambio sostanziale di linea politica: Bersani desidererebbe per questo che la decisione passi per una fase di tipo congressuale e ora non si potrebbe fare una discussione seria e concreta sul partito. Ora, a parte che il tempo non è infinito ma c’è, a parte che lo statuto del Pd non prevede alcun congresso, se non quella convenzione nazionale che è poco più di una kermesse da cui lanciare i candidati delle primarie, il problema è la riduzione del danno, a cui tutte le persone responsabili e di buon senso dovrebbero tendere. Chiunque voglia fare il leader di questo partito e si senta abile a farlo non dovrebbe in alcun modo essere scriteriato al punto da lasciare che la macchina si schianti contro il muro, per poter poi però fare una discussione congressuale approfondita a proposito di una macchina distrutta. Dei due mali – la distruzione del partito e la discussione congressuale frettolosa – mi sembra evidente quale sia il peggiore. A Pierluigi Bersani non deve apparire così evidente, dato ha preferito rischiare di fare tanto male al partito pur di non rischiare di farsi un po’ male lui.



21.02.09 - Diario

3 commenti »

  1. forse dovresti scrivere un po' meno e riflettere un po' di più. siete così obnubilati dal vostro tifo e da questioni ombelicali che avete del tutto perso di visto cosa sostengono le persone, quale linea intendono portare avanti, se è utile o no. avete del tutto perso di vista la politica per occuparvi di beghe e vi dipingete arcinemici a vostro comodo.. ancora oggi tu credi che veltroni sia caduto per colpa delle lotte interne e non perché non si può gestire un partito in difficoltà per un anno in modo così demenziale, senza mai fare una sintesi, senza decidere su nulla e nello stesso tempo svuotando qualsiasi organismo democratico interno. eppure tutti quelli che hanno provato a dire "guardate che si va al disasro" sono colpevoli di aver remato conro. è patetico, spero che tu te ne renda conto.

    Commento di giorgio del 21 February 2009 alle ore 08:43
  2. Ma mi spieghi cosa, in questo post o negli altri, ti ha fatto pensare che Costa addebiti la caduta di Veltroni a 'lotte interne' e non a colpe sue, e del partito nel complesso? No, perché io nel leggerlo in questi mesi l'ho trovato molto più simile alle cassandre di cui parli, i tiresia che avvertivano 'guardate si va al disastro', che ad un qualsiasi omphaloskeptico.

    Commento di BillyPilgrim del 21 February 2009 alle ore 10:15
  3. caro Francescp. Non sono né veltroniano né dalemiano.

    Ho aderito ai Mille e sono uscito non appena ho letto dell'appoggio esclusivo e incondizionato a Veltroni per le primare (ti ricordi quella giornata pasticciata quando quelli che fanno le cose si sono fatti fregare dal Marione Adinolfi?).

    ti assicuro che in tanti post (non solo i tuoi) si percepisce la rivalità tra correnti.

    Su Bersani posso solo dirti che anche lui ormai rappresenta quello delle tante belle parole (tipo a Ballarò) e dei pochi fatti (tipo al governo).

    Capisco che voglia candidarsi in un congresso e capisco anche che Veltroni gli abbia voluto scompaginare i piani.

    Altroché fusione fredda tra Margherita e DS. Qui dobbiamo ancora rosolvere i conti tra Veltroni e D'Alema.

    Commento di Kerub del 21 February 2009 alle ore 10:15

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