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Suicidio manifesto

Quello dei manifesti politici e della comunicazione da parte dei partiti in generale e del Pd e in particolare è un mio interesse, per vari motivi: per motivi professionali, perché di comunicazione politica mi sono occupato e mi occuperò ancora, plausibilmente; per passione, perché mi piacciono i manifesti, le locandine, i poster, e quindi mi piacciono quelli politici, quando sono ben fatti; perché penso che uno dei problemi in assoluto più gravi del Pd sia la sua completa incapacità comunicativa; perché vivo a Roma, e quindi praticamente non c’è manifesto che io rischi di perdermi. Così ho visto gli ultimi manifesti del Pd, quelli che partono all’attacco del governo preparando il terreno della campagna elettorale in vista delle europee.


C’è quello sulla sicurezza, che recita: “Berlusconi ancora una volta ha ingannato gli italiani: aumentano reati e criminalità”. Ora, bisogna mettersi d’accordo: uno può sostenere che non esiste alcun allarme sicurezza, che i dati sui crimini sono in costante discesa ed è tutta una smania collettiva frutto delle manipolazioni dei media, oppure può sostenere che “aumentano reati e criminalità”. Le due cose insieme no, non si possono sostenere. In ogni caso, mi chiedo perché secondo noi la criminalità aumenta e diminuisce secondo chi sta al governo, visto che quando stavamo al governo noi dicevamo che si trattava chiaramente di un problema di percezione mediatica. Mi chiedo poi che effetto faranno questi manifesti affissi in una città governata da un sindaco del Pd, magari un sindaco in cerca di rielezione: un sindaco il cui partito ci tiene a far sapere che girare in città è sempre più pericoloso, ma la colpa è di Berlusconi. In ogni caso, la domanda che ogni bravo comunicatore dovrebbe porsi è: qual è il messaggio che voglio trasmettere agli elettori? In questo caso il messaggio è chiaro – dovete avere paura – e si tratta del caso abbastanza inedito di un partito di centrosinistra che cerca di guadagnare voti terrorizzando gli elettori. Perché è chiaro, no?, gli elettori terrorizzati dalla criminalità lasceranno in massa la Lega Nord per votare Pd. Altro che inseguire la destra: qui si vuole proprio sostituirla, la destra.

C’è poi un altro manifesto, di simile tenore: “Berlusconi ancora una volta ha ingannato gli italiani: raddoppiati gli sbarchi clandestini”. A parte la stravaganza del dato – raddoppiati? – qualcuno dentro il Pd evidentemente è convinto che, complice il colore verde dei manifesti, potrebbe essere una buona idea travestirsi da leghisti e sperare che nell’urna gli elettori facciano confusione. Davvero pensiamo di guadagnare un solo voto terrorizzando i cittadini sull’invasione dei clandestini? Non pensate che la risposta dell’elettore medio di centrodestra (che – vi ricordo – è quello che dobbiamo convincere a votare noi) sia: appunto, quindi col cavolo che vi voto! Che poi, se proprio questo è lo scellerato messaggio che si vuole comunicare, lo si faccia bene: il manifesto della Lega con gli indiani e le riserve era un’intuizione, questo del Pd è una schifezza.

Il terzo manifesto della serie recita: “Berlusconi ancora una volta ha ingannato gli italiani: nel 2009 si pagheranno più tasse che nel 2008″. E uno pensa, ma non eravamo stati noi a dire che le tasse sono bellissime? Ok, quella frase fu un autogol, ci riprovo:

We can’t embrace the losing formula that says that only tax cuts will work, for every problem we face.

Parola di Barack Obama, giovedì scorso, mentre spiegava ai membri della Camera perché per uscire dalla crisi è necessario un piano massiccio di investimenti e spesa. Piano che contiene anche delle mirate riduzioni fiscali, ovviamente, ma la frase sopra non potrebbe essere più chiara. Come al solito, si prende di Obama quel che più fa comodo. Siamo sicuri di voler mandare agli elettori il messaggio per cui è un male sempre e comunque il fatto che le tasse aumentino? Non è la stessa cosa che dice Forza Italia? Pensiamo di convincere qualcuno dei loro a votare per noi, in questo modo? Non faremmo meglio a parlare di come sono spesi quei soldi? Delle voci di bilancio tagliate e di quelle premiate? Degli sprechi, dei soldi spesi male e di quelli non spesi dove c’è bisogno? Dovremmo cercare di convincere gli elettori che i soldi delle tasse vanno spesi bene, per vivere meglio e poterne chiedere di meno; non dovremmo – anche qui – unirci al coro di chi sostiene che le tasse siano il male assoluto. Chi pensa che le tasse siano il male assoluto vota già dall’altra parte, e difficilmente mollerà Forza Italia per votare un partito che – prima ancora di essere un partito liberale e moderno, che pensa che le tasse possano essere molto utili – è pieno di ex-democristiani ed ex-comunisti, non credete?

Io rimango basito davanti a errori così macroscopici, davanti a una pochezza e una volontà suicida così marcata. Alla base di questa drammatica arretratezza ci sono due cose, entrambe in qualche modo endemiche a una certa sinistra post-comunista, e chissà quando ne usciremo. La prima è la convinzione che gli elettori vadano trattati da deficienti e che basti fare un po’ di facile populismo, anche contraddicendosi apertamente, anche con cose di cattivo gusto, per guadagnare voti. Non importa che questa tesi sia stata smentita innumerevoli volte; non importa che sia provato che la demagogia populista (da non confondere con l’idealismo, ovviamente) porti voti alla destra, da qualsiasi parte provenga; figuratevi se importa il fatto che sia sbagliato, che sia scorretto, che noi non siamo come loro. L’altra cosa è la totale mancanza di professionalità. Come se per fare un manifesto riuscito o una campagna di comunicazione che serva a guadagnare voti (e non semplicemente a dimostrare la propria esistenza in vita deturpando i muri delle città) basti che il primo funzionarietto che passa butti giù tre o quattro slogan, magari scopiazzandoli da quelli che hanno funzionato con la destra. Con la comunicazione non si improvvisa, e chi improvvisa finisce per inanellare disastri su disastri.

Ora, mi chiedo: si può fare peggio di così? No, non si può. Qualcuno nel Pd pensa che questa sia la campagna di comunicazione per vincere le elezioni europee? No, non credo. Perché allora non cercare una buona agenzia di comunicazione – è pieno, lì fuori, di gente giovane con ottime idee – e dargli carta bianca, ché non abbiamo davvero niente da perdere? Lo so io perché, ed è lo stesso motivo per cui oggi il Pd è impossibilitato dalla presenza di una minuscola frangia di clericali preistorici a fare una campagna di comunicazione seria sull’unico tema riguardo il quale la maggioranza degli italiani è in profondo disaccordo col centrodestra, cioè il testamento biologico. Perché gli risponderebbero così:

You know why the New Coke marketing campaign failed? Because nobody liked New Coke.
The movies were bad. If the movies were unknown, I could help you, but they weren’t.
They were just bad!*

7 commenti

  1. mocassino:

    MAGARI FRANCE'!!

    Magari capissero il tuo discorso!

    Manca:

    – l'interlocutore

    – l'identità da comunicare

    – la prospettiva per cui impegnarsi

    – l'intelligenza dell'eventuale interlocutore

    – il contesto politico all'interno del pd per accogliere, sostenere, far seguire qualcosa alla campagna.

    Servirebbe davvero un atto di coraggio, di fiducia.

    Noi, che comunicazione politica proviamo a farla, speriamo che il pd si svegli!!!

  2. pierofilotico:

    Francesco, il problema della comunicazione del PD è di vecchia data, ce l'aveva anche Prodi. Il 'nostro 'problema è quindi duplice, perchè da un lato abbiamo B. che è invece un comunicatore (non eccelso, ma comunque più esperto) e dall'altro i nostri soliti vecchi che guardano al futuro dicendo "abbiamo sempre fatto così". __Uccidere il padre. E' l'unica soluzione, sient'ammè.

  3. BillyPilgrim:

    Solo per dire che questo è davvero uno dei tuoi post migliori.

  4. Sergio:

    Ma aggiungere che il novanta per cento di questi manifesti sono pure abusivi e appiccicati nei posti più assurdi?
    PS Non hai parlato molto di quelli sul precariato, pescati fuori da chissà dove

  5. Francesco Costa » L’analisi del voto:

    […] decisioni che si misurano sul lungo periodo. Il partito di Bersani non ci farà incazzare per dei manifesti da malati di mente o per delle uscite estemporanee al limite dell’improvvisazione, e nemmeno per avere posizioni […]

  6. iMille » Blog Archive » Diventare adulti:

    […] cui conseguenze si misurano sul lungo periodo. Il partito di Bersani non ci farà incazzare per dei manifesti da malati di mente o per delle uscite estemporanee al limite dell’improvvisazione, e nemmeno per avere posizioni […]

  7. iMille » Blog Archive » Ci vorrebbe sì, l’alternativa:

    […] dei manifesti di propaganda: oggi sono semplicemente inutili, quelli di Veltroni erano spesso controproducenti. Tutto il resto è rimasto lì. La prima manifestazione del Pd di Bersani – le Mille piazze – […]