Stasera

Stasera La7 dà W., il film di Oliver Stone su George W. Bush, che sembra non sia il solito pastrocchio alla Michael Moore. Lo sapete tutti lì fuori, no?, che Josh Brolin, cioè l’attore che interpreta Bush nonché il veterano di Non è un paese per vecchi, è il ragazzino imberbe che faceva Brand Walsh nei Goonies?

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19.01.09 - Grandeschermo
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10 commenti »

  1. [...] niente di tutto questo è paragonabile a quanto il per una volta utilissimo Francesco Costa mi ha rivelato stamattina. Josh Brolin, l’attore che interpreta Bush in W. di Oliver Stone, [...]

    Pingback di A lungo, mi sono coricato di buonora… « malingut del 19 January 2009 alle ore 12:51
  2. Hei Francesco: Oliver Stone hai detto! Oliver Stone! Per forza non é un pastrocchio!

    Commento di Filippo l'altro del 19 January 2009 alle ore 13:16
  3. Eh, appunto!

    Commento di francescocosta del 19 January 2009 alle ore 13:17
  4. Con tutta la migliore predisposizione del mondo mi ero messo a guardare W, ma dopo l’ennesima inquadratura di Bush che tracanna bourbon ne ho abbastanza. Mi pare una gran caimanata, girata in modo sciatto e infantile. Ho di meglio da leggere a letto.

    Commento di Piero del 19 January 2009 alle ore 22:42
  5. Comunque, la cosa più bella della serata è stato vedere la faccia imbarazzata di Oliver Stone quando Lilli Gruber gli ha chiesto se pensava prossimamente di fare un film su Berlusconi. Ha dato la misura di come spesso a sinistra i mestieri di comico e di commentatore politico siano perfettamente intercambiabili.

    Commento di Piero del 19 January 2009 alle ore 22:50
  6. Mentre guardavo il film mi è venuta una riflessione.
    Pensavo che effettivamente gli Usa sono un grande paese, ma contrariamente a quello che si può pensare non lo sono perchè hanno eletto uno come Obama. Obama è una eccellenza, un paese che lo elegge, è un paese normale. Lo sono perchè hanno eletto persino uno come Bush. Con Bush hanno eletto veramente l’uomo della strada, dalla profondità di pensiero da chiacchera da bar. Bush presidente è il vero simbolo della democrazia. Per cui per chiudere mi viene spontaneo un parallelo: anche l’Italia è un grande paese, forse persino più grande.
    Spero che la Sardegna sia un posto normale.

    Commento di Roberto del 20 January 2009 alle ore 00:25
  7. dopo la berlusconata di stasera al Processo di Biscardi, replicata (mi dicono) persino a X-Factor, con l’annuncio spot che Kakà ha fatto una scelta di cuore, direi che la Sardegna la possiamo dare per persa :-)
    Tiziano Crudeli che scoppia in lacrime, gente impazzita, una cosa mai vista neanche a Carramba. Ma il top è stato l’avvocato Taormina che ad un certo punto ha esclamato una roba del tipo: “bisogna dire grazie a Berlusconi perché ha moralizzato il calcio così come ha moralizzato l’Italia”.
    Da vomitare.
    Domani Blob ci farà un puntatone sul questo spettacolo, ma anche Youtube al più presto non tradirà :-)

    Commento di Stefano del 20 January 2009 alle ore 01:38
  8. Youtube è troppo avanti :D
    http://it.youtube.com/watch?v=j-NBg-HKodY

    Purtroppo mancano i commenti successivi (una sfilata di leccaculismo indescrivibile),tra i quali quello di Taormina. Non si può avere tutto dalla vita

    Commento di Stefano del 20 January 2009 alle ore 01:49
  9. Certo, e il fratello minore (come diavolo si chiamava?) ha interpretato un personaggio secondario nella bellissima quinta stagione di 24…

    Commento di Geffe del 20 January 2009 alle ore 13:26
  10. Film molto interessante: purtroppo Oliver Stone non ne azzecca una in fatto di regia, da “Ogni maledetta domenica” a “JFK” a “Platoon” è un disastro di patinatura inguardabile.
    Avulso dalle tecniche complottiste Michael Moore-esche, la realizzazione fotografica è la solita solfa stoniana della patiniamolo-ma-non-troppo, e il ritorno sui campi da baseball in un diamante vuoto e circondato da sedili azzurri mi ha fatto cadere le braccia. Però fino al momento del sogno / confronto con il padre non aveva avuto cadute di stile significative.

    Cosa interessante da notare: ormai i film sulle figure controverse americane, addirittura sui Presidenti, escono appena l’amministrazione è uscente. E’ un rincorrere i passi appena percorsi, un fissare la Storia immediato.
    Avete notato come questa sovrapposizione dello spazio temporale per la cronaca e quello per la storia si sia quasi invertita nel processo di selezione e di investitura di Obama?
    Barack è già nella storia, e non serve un film per spiegarcelo: bastano l’iconografia e le tecniche oratorie e d’immagine che ci sono state proposte da settembre 2008 in poi.

    Commento di Billy Pilgrim del 21 January 2009 alle ore 18:15

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