Commento di Tc del 17 November 2008 alle ore 01:02
Il discorso di Rizzoli mi sembra piuttosto pericoloso.
1) Gli studenti che compongono l’Onda sarebbero in grado di reagire a proposte che mettessero in difficoltà anche loro? La risposta è ovvia: alcuni sì, alcuni no. Le proteste di fronte alla chiusura dei micro-atenei ci sarebbero, ma non sarebbero certo i numeri che abbiamo visto venerdì. Pensare che dato che alcuni studenti sono dei fancazzisti allora non ci sia da tenere conto delle lamentele del movimento che si è sviluppato in questi mesi è da stupidi.
2) Protestare contro le leggi della Gelmini significa difendere lo status-quo? Palesemente falso, dato che OGNI SINGOLA PROTESTA degli atenei, dell’unione dei rettori, dell’unione degli studenti si è sempre mossa sul doppio binario della protesta e della proposta. Che poi non si sia trattato di una proposta dettagliatissima è vero, ma è anche vero che siamo studenti, diamine, non legislatori!
Come dire che protestare contro la richiesta delle impronte digitali ai Rom sarebbe stato sbagliato, dato che si sarebbe rimasti dalla parte di coloro i quali tollerano la presenza di campi nomadi privi di norma igienica.
L’articolo segnalato è la prova del fatto che la tecnica del governo “diamo loro una micro-riforma (decreto 180) in modo che se protestano passino per esaltati” funziona benissimo…
Commento di Marco del 17 November 2008 alle ore 01:15
I was watching a television program before, with a kind of roving moderator who spoke to a seated panel of young women who were having some sort of problem with their boyfriends - apparently, because the boyfriends had all slept with the girlfriends’ mothers. And they brought the boyfriends out, and they fought, right there on television. Toby, tell me: these people don’t vote, do they? *
Noi lavoriamo nelle tenebre – facciamo quel che possiamo – diamo ciò che abbiamo. Il nostro dubbio è la nostra passione, e la nostra passione è il nostro compito. Il resto è la follia dell’arte. (Henry James)
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Il discorso di Rizzoli mi sembra piuttosto pericoloso.
1) Gli studenti che compongono l’Onda sarebbero in grado di reagire a proposte che mettessero in difficoltà anche loro? La risposta è ovvia: alcuni sì, alcuni no. Le proteste di fronte alla chiusura dei micro-atenei ci sarebbero, ma non sarebbero certo i numeri che abbiamo visto venerdì. Pensare che dato che alcuni studenti sono dei fancazzisti allora non ci sia da tenere conto delle lamentele del movimento che si è sviluppato in questi mesi è da stupidi.
2) Protestare contro le leggi della Gelmini significa difendere lo status-quo? Palesemente falso, dato che OGNI SINGOLA PROTESTA degli atenei, dell’unione dei rettori, dell’unione degli studenti si è sempre mossa sul doppio binario della protesta e della proposta. Che poi non si sia trattato di una proposta dettagliatissima è vero, ma è anche vero che siamo studenti, diamine, non legislatori!
Come dire che protestare contro la richiesta delle impronte digitali ai Rom sarebbe stato sbagliato, dato che si sarebbe rimasti dalla parte di coloro i quali tollerano la presenza di campi nomadi privi di norma igienica.
L’articolo segnalato è la prova del fatto che la tecnica del governo “diamo loro una micro-riforma (decreto 180) in modo che se protestano passino per esaltati” funziona benissimo…