Insomma, è stato un raptus

Sono tutti liberi da colpa i funzionari di polizia che ordinarono la mattanza nella scuola Diaz la notte fra il 20 e il 21 luglio 2001 a Genova. La sentenza arriva con sette anni e quattro mesi di ritardo: avremmo preferito aspettare ancora ma averne una più giusta. Assolti i vertici della polizia. Condannati tutti gli esecutori materiali dell’irruzione: Canterini che ha guidato l’assalto, Troiani e Burgio che hanno portato dentro la scuola le molotov perché sembrasse che le avevano trovate lì, una menzogna costruita come alibi.

Incolpevoli i superiori gerarchici, colpevoli i sottoposti: come se avessero agito di loro iniziativa. Come se tra le forze dell’ordine esistesse la possibilità di agire per capriccio, per un impulso del momento e non perché qualcuno ha ordinato di farlo. Impensabile, giusto? La novità è che d’ora innanzi sarà lecito. Giacché si è stabilito che la colpa è solo di chi tiene il manganello, non di chi glielo ha dato, d’ora in poi la cura di chi in divisa aggredisce sarà quella di coprirsi meglio il volto e non farsi riconoscere, di muoversi veloce e venire sfocato nelle foto. Gli altri, quelli negli uffici possono stare tranquilli. «Non posso far nulla, non è mica un’ambasciata», ha detto d’altra parte quella notte il capo della polizia De Gennaro a Bertinotti che gli chiedeva: intervieni. Gli agenti, lì, fanno quello che vogliono.

(Concita De Gregorio, sull’Unità di oggi)

update: qui i collegamenti ad altre chiacchiere a proposito

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14.11.08 - Diario
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10 commenti »

  1. “Come se tra le forze dell’ordine esistesse la possibilità di agire per capriccio, per un impulso del momento e non perché qualcuno ha ordinato di farlo”

    Non è che scrivendo una sciocchezza con questa retorica la stessa diventa vera. Certo che può esistere, ne sono piene le cronache degli ultimi decenni di agenti di polizia che hanno commesso crimini. Crimini. Roba per cui hai responsabilità penale.
    Evidentemente a qualcuno lo stato di diritto non va bene. O va bene a giorni alterni.

    Commento di Fabio del 14 November 2008 alle ore 14:47
  2. Appunto, Fabio, succede e sono raptus. Un agente di polizia fa una cazzata di sua spontanea volontà, un crimine, e viene perseguito: un raptus.
    Non si può parlare di ratpus in presenza di una operazione dettagliatamente organizzata che ha visto impiegati un notevole numero di uomini.

    Commento di francescocosta del 14 November 2008 alle ore 14:49
  3. Sai cosa succede se percaso dovesse avvenire un attacco del genere a delle persone indifese da parte di gente con il viso coperto? Li si atterra, gli si fa una foto a volto scoperto e poi li si rovina di calci. Una sentenza del genere è una conquista incredibile, ora nel caso ci si sentisse minacciati non si rinuncerebbe a nulla per difendersi. Se lo stato di diritto è una frase leggera e se tutte le cose che avvengono in questo paese vengono trattate a questo modo la retorica ormai è roba da ascoltare col proprio volto coperto da una bara mentre un prete dice quanto siamo stati buoni in vita. Questo vuol dire solo contrapporre e produrre frizioni. Dividi e regna.

    Commento di Eamnuele del 14 November 2008 alle ore 15:57
  4. C’è stato un raptus “guidato” e fomentato dall’incredibile guerriglia urbana scatenata scientificamente da una certa sinistra per inchiappettare Berlusconi e co. Tutto poi si è risolto con la solita cazzata vergognosa Italian style. Ma non mi venite a dire che i manifestanti poveretti…per favore. Se vai a cortei del genere in un contesto di quel tipo significa che vuoi partecipare ad una guerriglia casa per casa: ognuno ha i suoi gusti. Il carabiniere che sparò a quell’anima bella di Giuliani che doveva fare? Chi ha visto il filmato ci pensi. Genova non è stata voluta o cercata dallo Stato ma da chi voleva e ha avuto i suoi martiri: io ad un corteo non ci vado con una mazza nascosta sotto la felpa e se vedo una certa situazione vado via. Non per vigliccheria ma per civiltà.

    Commento di alfredo la Barbera del 14 November 2008 alle ore 17:21
  5. Il commento del prefetto La Barbera ;-) e’ interessante e non del tutto sbagliato… ma le sue scuse tengono, al limite, per quanto successo durante i cortei e nei momenti caldi. Cio’ che fa infuriare della scuola Diaz e’ proprio il fatto che e’ accaduta DOPO, quando non c’erano piu’ presidenti, vertici e zone rosse da difendere. E’ stata una vendetta infame contro persone innocenti (non e’ stato convalidato neanche un arresto effettuato quella sera). E purtroppo per Fabio e’ stata un’azione pianificata e premeditata. Sinceramente non penso che gente del livello di Gratteri stesse portando a spasso il cane quella sera davanti alla Diaz…

    Commento di guerrigliero caso per caso del 14 November 2008 alle ore 18:11
  6. @GUERRIGLIERO- …non del tutto sbagliato… Grazie per la clemenza ma la parola scuse è fuori luogo; so perfettamente che una parte della popolazione giovanile italiana ritiene suo diritto manifestare come quando e dove gli garba, una porzione minore è disposta anche a ritenere che la colpa di ciò che accadde a Genova sia solo e assolutamente delle forze del’ordine. Da posizioni tanto inconciliabili non ne uscirà mai nulla però evitiamo gli sfottò, gli atteggiamenti di chi si ritiene una spanna più sopra a livello di etica e civiltà. La sufficienza non è gradita per dirla fuori dai denti. Di ciò che accade dentro la scuola quella notte ho dato la mia piccola interpretazione ma io non posso mettere manifestanti, no global e black block sull’identico piano sopratutto quando la richiesta viene da certe sedi. Alla Diaz ci fu uno scempio, voluto e perseguito giorni prima anche da chi organizzò le manifestazioni per le strade della città e cercava lo scontro in tutti i modi e la stampa di sinistra gridava già allo scandalo. Come se sapesse.

    Commento di alfredo la barbera del 14 November 2008 alle ore 18:53
  7. Quante chiacchere, quanto inutili blog, in un mondo normale – si andrebbe in piazza con i forconi.

    Commento di leo del 14 November 2008 alle ore 18:54
  8. [...] http://www.francescocosta.net/2008/11/14/insomma-e-stato-un-raptus/ [...]

  9. La stampa di sinistra sapeva che la Polizia avrebbe fatto irruzione in una scuola e massacrato di botte decine di persone?
    Che forza la stampa di sinistra! Meglio dei Servizi Segreti… Forse dovremmo fare a cambio…

    Nessuno dei nostri “super-agenti” si accorse che stavano arrivando decine di anarchici da tutta Europa; prestarono un “occhio di riguardo” alle pacifiche manifestazioni autorizzate, piazzarono cecchini e batterie antimisille ma non presidiarono il carcere Marassi (il carcere! Avrebbero potuto anche lasciare incustodita la Questura).
    La direzione generale della sicurezza dell’evento fu un disastro anche senza la Diaz. C’erano le televisioni di tutto il mondo, impietose.
    Per trovare un capro espiatorio fu assaltata una scuola.
    Ma, dice la sentenza, fu un’idea di Canterini che a notte fonda evidentemente si annoiava.

    P.S. per i trollabarbera
    E’ la Costituzione a garantire il diritto a manifestare in qualsiasi luogo pubblico purchè autorizzati.
    Tanta gente ha preso manganellate durante un corteo autorizzato dagli stessi che li stavano menando…

    Commento di Marco del 18 November 2008 alle ore 16:08
  10. [...] Sono state rese pubbliche le motivazioni della sentenza su quel che accadde alla scuola Diaz duranta il G8, e confermano la tesi iniziale di questo blog [...]

    Pingback di Francesco Costa » Sì, un raptus del 10 February 2009 alle ore 15:32

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