La vecchia stagione
La svolta a destra di Veltroni che vi era stata anticipata qui è già iniziata, e di recente W. ha iniziato a parlare di “deriva putiniana” in riferimento al governo Berlusconi. La questione non è solo di opportunità politica, nell’utilizzo di un’espressione come questa: è una questione di decenza, di onestà, di buon senso. Deriva putiniana vuol dire eliminazione fisica degli avversari politici, vuol dire genocidio in Cecenia, vuol dire l’invasione di stati sovrani, vuol dire ridurre i rifornimenti energetici all’Ucraina per il suo diventare più democratica e libera, vuol dire decine di giornalisti morti ammazzati ogni anno. E’ questa, la deriva putiniana: le parole contano.
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Io dico che stato sovrano, però, non bisogna mai dirlo.
È un po’ come dire “la patria”, “onore”, in pochissimi casi ha senso, ma poi capita che uno si adagi sull’uso che ne capiscono e ne fanno gli altri.
Veramente la parola “deriva” non viene usata nell’intervista. Parla casomai di rischio ed alcune delle argomentazioni che porta sono forse un po’ deboli. Ma la verve non manca. Avevi ragione è un cambio di strategia, ma non necessariamente negativo.