La vecchia stagione

La svolta a destra di Veltroni che vi era stata anticipata qui è già iniziata, e di recente W. ha iniziato a parlare di “deriva putiniana” in riferimento al governo Berlusconi. La questione non è solo di opportunità politica, nell’utilizzo di un’espressione come questa: è una questione di decenza, di onestà, di buon senso. Deriva putiniana vuol dire eliminazione fisica degli avversari politici, vuol dire genocidio in Cecenia, vuol dire l’invasione di stati sovrani, vuol dire ridurre i rifornimenti energetici all’Ucraina per il suo diventare più democratica e libera, vuol dire decine di giornalisti morti ammazzati ogni anno. E’ questa, la deriva putiniana: le parole contano.


29 September 2008, 1.39 pm

Perché McCain ha vinto il dibattito

McCain ha vinto il primo dibattito perché ha mostrato convinzione e carattere. Che ci piaccia o no, i dibattiti non sono mai serviti agli elettori per scoprire le proposte dei candidati, di cui tutti parlano da gennaio; i dibattiti servono per misurare la personalità, l’atteggiamento con cui si risponde alle provocazioni, la sicurezza, la spontaneità, la tranquillità, la fiducia, la prontezza di spirito, lo sguardo, la gestione delle emozioni. Su tutti questi fronti, McCain ha dato una pista a Obama, risultando enormemente più disinvolto e spontaneo. Obama era ingessato, impacchettato, più volte si è impappinato e ha balbettato prima di rispondere alle provocazioni del suo avversario.

McCain ha vinto il primo dibattito perché Obama ha dato l’impressione di essere uno scolaretto a confronto col suo maestro. Rispondere per una volta al proprio avversario dicendo che “is absolutely right” è dimostranzione di obiettività e buon senso. Se succede una seconda volta è insolito ma tollerabile. Se succede una terza volta è dannoso. E’ successo dieci volte ed è stato imbarazzante: Obama è apparso subalterno. Non puoi pensare di accreditarti come candidato affidabile sostenendo l’affidabilità del tuo avversario.

McCain ha vinto il primo dibattito perché è risultato meno noioso del suo avversario. Obama - forse timoroso di essere identificato come “troppo nero” o “troppo arrabbiato” - sembrava essere stato sedato: era spento, e i suoi interventi erano un monotono elenco di proposte: non c’era passione, non c’era carattere, non c’era ritmo, confermando la tendenza che lo vede ottimo nei monologhi e mediocre senza gobbo elettronico. Obama ha avuto un ottimo passaggio su Ahmadinejad - a cui McCain però ha risposto molto bene - ed è risultato più convincente del suo avversario sulla vicenda Pakistan. E nient’altro.

McCain ha vinto il primo dibattito perché Obama ha abdicato al suo sogno, alla sua visione. Anche Hillary Clinton lo attaccava pesantemente sul piano dell’inesperienza; anche Hillary Clinton era tutta un “io ho visto”, “io ho fatto”, “io sono pronta”. La risposta di Obama era the change we can believe in, era our moment is now, era la nuova era della politica, era put republicans and democrats together, eccetera. Ora Obama si è messo a recitare la parte del candidato - bianco - rassicurante, e qui non sarà mai bravo quanto il suo avversario. Obama si è comportato come se doveva amministrare un vantaggio di dieci punti, giocando in difesa e limitandosi al tentativo - spesso vano - di parare i colpi di McCain. Obama non faccia come Prodi, non si limiti ad aspettare che gli effetti del malgoverno dei repubblicani lavorino al suo posto e gli facciano rotolare la Casa Bianca ai suoi piedi. Queste tattiche riservano brutti scherzi, e McCain non è un repubblicano come gli altri. Serve un’inversione di tendenza, serve l’Obama di febbraio e marzo, altrimenti sarà dura.


27 September 2008, 4.12 pm

Obama/McCain - Primo dibattito

Se non vedete la Cnn in streaming qui sotto, provate ad aprire la pagina con Internet Explorer. Se proprio non volete cedere al diavolo, trovate lo streaming esterno qui. Se volete vedere il dibattito con la traduzione simultanea in italiano, provate su SkyTg24. Il dibattito inizia alle tre di notte: poco prima qui sotto apparirà anche una chatbox per scambiarci commenti e impressioni. A stanotte!

Ore 4,40: dibattito concluso, vado finalmente a dormire. Domani ne parliamo con calma, ma una cosa ve la dico subito: ha vinto, di poco, McCain.


26 September 2008, 1.08 pm

Tonight

Alle due tre di questa notte - ora italiana - dovrebbe tenersi il primo dei tre dibattiti tra Obama e McCain. Dico dovrebbe perché in questo momento non è ancora chiaro se la sospensione della campagna elettorale del candidato repubblicano implica anche la mancata partecipazione al dibattito, e probabilmente non ce l’ha chiaro nemmeno McCain in persona, dato che molto dipende dall’esito dei negoziati iniziati ieri. Qui comunque ci stiamo attrezzando per seguire il dibattito live: su queste pagine troverete un player che trasmetterà il dibattito live e una chatbox per poterlo commentare in diretta. Se ci riesco, ovviamente


, 12.21 pm

Le cose cambiano

Uscito di scena Musharraf, il nuovo presidente pakistano Zardari ha già fatto in tempo a sfuggire a un attentato di Al Qaeda e riprendere i negoziati di pace con l’India. Nel breve periodo il panico (leggasi tritolo) aumenterà, probabilmente; nel lungo periodo, forse, se ne libereranno


, 2.22 am

Mala tempora/6

Il tour di Chávez per le nazioni socialiste o ex-socialiste continua, e ora il presidente venezuelano è in Russia: normalmente ci va una volta l’anno e quest’anno c’era già stato a luglio, quando aveva fatto incetta di missili terra-aria e sottomarini. Stavolta Russia e Venezuela hanno deciso di condividere l’uso civile dell’energia nucleare e firmeranno domani due accordi energetici. Inoltre, sembra che la Russia possa concedere un credito di mille milioni di dollari al Venezuela per dare impulso alla cooperazione tecnico-militare tra i due paesi. Tra il 2005 e il 2007 il Venezuela ha firmato dodici contratti per l’acquisto di armi dalla Russia, per un valore complessivo di oltre 4.400 milioni di dollari.


, 1.58 am

Mettersi d’accordo

Il concerto di stasera di Paul McCartney a Tel Aviv è intitolato Friendship first, e in effetti è servito a mettere d’accordo su una cosa ebrei ortodossi e fanatici dell’Islam, spronandoli uniti verso un comune obiettivo: farlo fuori

Aggiornamento: è andato tutto bene, per fortuna


25 September 2008, 11.44 pm

Mala tempora/5

Chávez è stato in visita a Pechino, dove ha annunciato l’acquisto di diversi aerei da guerra. Alcune fonti sostengono che in Russia - dove si recherà a breve - acquisterà un sistema di difesa antimissile e alcuni sottomarini. Nel frattempo, lo scorso lunedì una flotta russa è partita verso il Venezuela per realizzare degli esercizî militari congiunti in novembre e dicembre. Chávez ha anche firmato un accordo che lo impegna a inviare alla Cina il 4% della sua produzione di petrolio annuale. La Cina, da parte sua, ha dichiarato che il Venezuela è uno dei principali destinatarî dei suoi investimenti in America Latina.


, 11.39 pm

Santo cielo

Inizio a capire perché ci sia tutta questa protezione attorno a Sarah Palin, tutta questa difficoltà a farle sostenere una conferenza stampa o un’intervista e tutta questa paura nei repubblicani in vista del dibattito con Joe Biden. Perché è imbarazzante. Semplicemente imbarazzante.


Watch CBS Videos Online


, 9.07 pm

Bill De Mita

Lawrence O’Donnell lo aveva previsto, immaginando un finale di convention democratica in cui Hillary scende sorridente dal palco e si avvicina a Bill, che le sussurra:

“Non preoccuparti. McCain lo prenderà a calci in culo”.

In effetti, non è più un mistero che Bill Clinton tifi apertamente per John McCain. Lo si vede non solo dal numero di dichiarazioni rilasciate in favore di Obama (zero) o dagli eventi a cui ha partecipato a sostegno del candidato democratico (zero). Lo si vede dalle sviolinate quotidiane per Sarah Palin (uno e due) e dall’elogio di ogni passo della campagna di John McCain. Una retromarcia totale, indiscriminata e rancorosa che lo sta portando a rinnegare ogni sillaba detta sui repubblicani e su McCain durante le primarie. E’ molto triste ma, in fondo, non mi stupisce più di tanto: ha fatto cose ben più meschine


, 6.49 pm

Ma proprio mai

Mai dire una bugia a David Letterman


, 4.18 pm

Evidentemente l’idea era buona

Tempo fa pensavo a una start up che mi sarebbe piaciuto avere il tempo di realizzare sulla rete e i personaggi che fanno politica. Ho scoperto che l’hanno fatta degli altri, e sembra non essere affatto male


, 4.14 pm

In-cre-di-bi-le

La Cgil ha firmato l’accordo proposto dalla Cai insieme a Cisl, Uil e Ugl, senza aspettare le firme dei piloti e degli assistenti di volo. Cosa? Ripetiamo: la Cgil ha firmato l’accordo proposto dalla Cai insieme a Cisl, Uil e Ugl, senza aspettare le firme dei piloti e degli assistenti di volo.
Ma come, non si era detto che - al di là dei problemi di opportunità, del merito dell’accordo - la Cgil non potesse - non potesse - firmare per “problemi di democrazia sindacale”? Dov’è finita “la rappresentatività”, “il 51% dei lavoratori”, la “verifica della rappresentanza sindacale”, “la Cgil che non ha veste per firmare” (cito testualmente da qui)? Si firma senza aspettare piloti e assistenti di volo? Quindi era possibile?

Qui lo si era detto, che la storia di Epifani del 51% era una “ridicola linea di difesa che qualche spin doctor ha consigliato a Epifani per tentare nell’impresa di sfuggire al linciaggio” così come si era scritto che “Cisl, Uil e tutti gli altri hanno firmato, ciascuno per i lavoratori che rappresenta, senza essere il 51% dei lavoratori. E lui [Epifani] poteva tranquillamente firmare, e isolare piloti e assistenti di volo”. Oggi scopriamo che era così, e che a volte a restare fedeli alla linea senza ragionare troppo si rischia di fare una brutta figura.


, 2.33 pm

E’ disperato

John McCain è di nuovo stabilmente dietro nei sondaggi nazionali, specie in diversi stati viola; l’effetto Palin si è sgonfiato è la maggior parte degli americani pensa non sia abbastanza qualificata per fare il vicepresidente (in realtà è la meno qualificata di tutti i tempi, e dovrebbe fare il vicepresidente al presidente più vecchio di sempre). Ora McCain ha sospeso la sua campagna per andare a Washington a lavorare a un decreto sull’economia, e ha chiesto per questo di rinviare il dibattito di venerdì, magari sostituendolo a quello tra i candidati alla vicepresidenza che fa tanto tremare i repubblicani. Solo che gli americani sono abbastanza preoccupati per la crisi e l’ultima cosa che desiderano è un rinvio del dibattito


, 11.00 am

Non ha tutti i torti

Secondo Newsweek il centrosinistra europeo ha già vinto la battaglia delle idee, ed è attrezzato per farlo ancora; ora deve solo capire come vincere la battaglia elettorale


, 1.36 am

Unfit

Sarah Palin in quanto a dialettica, freddezza e ars oratoria dev’essere proprio messa male: ce lo dicono non solo le regole rigidissime per il dibattito con Biden, ma anche il numero di conferenze stampa tenute da quando è candidata alla vicepresidenza (meno di quelle tenute nello stesso periodo da Ahmadinejad, dice Andrew Sullivan). E quindi ho pensato a cosa sarebbe successo se Obama avesse scelto Hillary come sua vice: che gran duello che avremmo visto (lo so, se Obama avesse scelto Hillary McCain avrebbe scelto un altro, eccetera)


24 September 2008, 8.11 pm

Il colore viola

Un link fondamentale da qui al 4 novembre: la mappa degli swing states, con i sondaggi aggiornati e le tendenze delle ultime presidenziali


, 6.41 pm

Ancora da Manchester

Qui il discorso intero di Brown (dura un’ora, io non ce l’ho fatta), qui invece quello parecchio atteso di David Miliband (dura venti minuti, ci provo dopo pranzo)


, 1.49 pm

No time for a novice

Avevamo detto che Gordon Brown a Manchester avrebbe dovuto fare il discorso della vita; sembra lo abbia fatto, puntando sull’esperienza che serve in questi tempi difficili e sulla sua serietà. Sembra aver ricompattato il Labour, ma se le prossime suppletive saranno - come appare probabile - un disastro, non sarà servito a nulla. Non ho ancora avuto il tempo di guardare il discorso, ma lo trovate qui, spezzettato: uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette


, 10.18 am

Prossimamente

Questo il calendario dei dibattiti in vista delle presidenziali americane. Obama e McCain si sfideranno il 26 settembre per un incontro sulla politica estera, il 7 ottobre per ricevere le domande dagli elettori in studio e il 15 ottobre per parlare di economia. I confronti dovrebbero essere più elastici rispetto a quelli del 2004, le maglie delle regole sono un po’ più larghe e i candidati potranno rivolgersi l’uno all’altro.
Joe Biden e Sarah Palin dibatteranno invece il 2 ottobre, e le regole per il loro dibattito sono invece molto più rigide, per volere dei repubblicani: Biden è uno squalo che sta a Washington da trent’anni e la Palin si innervosisce facilmente


, 1.00 am
Roba vecchia »
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