Cumenda

Ho finalmente scoperto a chi assomiglia Joe Biden
Alla fine il caro vecchio John ha spiazzato tutti: altro che Mitt Romney, la scelta per la vicepresidenza è caduta sulla governatrice dell’Alaska Sarah Palin. I perché di questa scelta sono due: l’appealing sull’elettorato religioso (noto punto debole del candidato repubblicano) e - soprattutto - l’appealing sulle elettrici di Hillary Clinton. Quello di McCain è praticamente un all in: di certo non gli è mancato il coraggio.
Poi, ne scrivo ampiamente appena ho un po’ di tempo, si pone una bella domanda a un certo femminismo di maniera: votare il candidato maggiormente women-friendly, anche se ha battuto una donna alle primarie, oppure votare il candidato meno women-friendly, con una donna tutta casa e chiesa come vicepresidente? (c’entra, ma in maniera abbastanza laterale, il bel pezzo di Matt Bai sul Nyt Magazine - sta anche sull’Internazionale della settimana scorsa - su Obama e la politica post-razziale)
Qui si guarda il discorso di Obama allo stadio di Denver (la scenografia è uno scandalo, ma chissenefrega: chi non salta McCain è, è)
Poi lo faccio, promesso, un elenco riepilogativo delle tonnellate di roba che ho letto quest’estate, intanto - per quel che riguarda la guerra in Georgia - è caldamente consigliata la lettura di quest’articolo di Thomas Friedman pubblicato qualche giorno fa sull’Iht
Qualcuno dovrebbe dire alla redazione della Stampa che ventuno grammi di hashish non sono esattamente “uno spinello”
Il running mate di Obama, Joe Biden, era il candidato favorito di Toby Ziegler (sulla nomina di Biden, leggerete ampiamente quel che penso tra qualche ora su Giornalettismo. Sono però moderatamente dispiaciuto, dato che la pensavo così)

Sarà che me lo ricordo sempre piuttosto cagionevole, ma a me ha sempre fatto una gran tenerezza. E poi è stato bravo, anche per la decisione quanto mai assennata di lasciare spazio alla brava Rosella alla guida di una squadra di calcio - alla guida sul serio: senza comitati di reggenza, direttivi e commissari - in un paese in cui a una donna non faremmo nemmeno gonfiare i palloni.
Tornato in possesso di pc e internet, ma con una connessione preistorica, mi dedico ai film e alle serie tv - oggi pomeriggio in programma Le follie dell’imperatore, con Mayra, poi la quinta stagione di West Wing -, alle letture - ho letto Un uomo di Oriana Fallaci e allora ho deciso di leggere tutto il resto, lasciando alla fine la discussa trilogia, della quale lessi solo La rabbia e l’orgoglio -, all’avventura - stanotte escursione notturna a vedere l’eruzione dell’Etna a tremila metri -, e al turismo enogastronomico - stamani granita, martedì pizze siciliane, e via dicendo. Come vedete il blog non è contemplato nella vachescion list ma ogni tanto potrei passare di qui a scrivere qualcosina, oggi poi cominciano pure le Olimpiadi (e quel Giovinco lì è un fenomeno).