56 milioni di politologi

Durante la campagna elettorale, più di una volta è capitato che un militante – spesso di età compresa tra i 25 e i 40 anni – prendesse la parola per dire, in sostanza, che lui aveva sempre votato centrosinistra, che il Partito Democratico era quello con le idee più simili alle sue, ma che questa volta non potevamo convincerlo a votare Pd perché lui si augurava una sonora sconfitta. Perché? Testuale: “perché solo con una batosta umiliante questa classe dirigente se ne andrà a casa”.

Ogni volta era una fatica spiegare che quando c’è qualcuno che vuol cambiare le cose, e riesce a cambiare poco perché ostacolato dal problema, se quel qualcuno prende una scoppola alla fine il cambiamento rallenta, il problema si ingrossa e si rimane lì; era complesso far capire che i piccoli passi in avanti fatti dal Pd sotto la leadership di Veltroni andavano incoraggiati, e una dura sconfitta li avrebbe stroncati; era complicato far capire che tra la classe dirigente e la base c’è ormai un distacco talmente grande che la sconfitta avrebbe significato rimessa in discussione di tutti i passi avanti fatti fino a quel momento e resurrezione politica di qualsiasi impresentabile che era stato accantonato.

Faccio pacatamente notare che infine la sconfitta sonora e umiliante c’è stata: la classe dirigente è ancora lì ed è più in salute che mai, produciamo ogni giorno correnti, associazioni e fondazioni a ritmo frenetico, siamo passati dal partito leggero alle tessere, dalle primarie ai caminetti, dalla vocazione maggioritaria al pericoloso riavvicinamento al calderone unionista. Dirigenti che sono “andati a casa”: non pervenuti.

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02.07.08 - Mollichine, iMille

2 commenti »

  1. Sono considerazioni oggettive e verosimili, che condivido, ma non chiariscono dove tu voglia ‘andare a parare’ come non ci fossero conclusioni da trarre…

    Commento di sapu del 3 July 2008 alle ore 12:39
  2. considerazioni sensate ma aperte a strumentalizzazioni. Lo stesso ragionamento poteva essere applicato anche a SA e PSI. C’e’ un limite agli investimenti e alla fiducia che si puo’ concedere, e quel limite e’ superato quando le promesse dell’investimento sono smisurate rispetto alle loro reali possibilita’. Si chiama velleita’, e se non attira la fiducia degli investitori non puoi dar a loro tutte le colpe. Gli investitori vanno convinti, anche evitando di sparare troppo alto quando necessario. Temo che semplicemente molte persone non abbiano giudicato acconcio l’investimento su Veltroni, meglio aspettar un giro e vedere se alle prossime puntate va meglio. La democrazia e’ sempre li’ e non e’ morto nessuno.

    Commento di Filippo Zuliani del 3 July 2008 alle ore 13:49

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