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Questo lo posto solo per ritrovarlo quando lo cerco, che può sempre tornare utile quando qualcuno inizia a tessere le lodi di Antonio Di Pietro.
Questo lo posto solo per ritrovarlo quando lo cerco, che può sempre tornare utile quando qualcuno inizia a tessere le lodi di Antonio Di Pietro.
Secondo il Corriere le sorprese nascoste su software e siti web si chiamerebbero eastern eggs
Dalle intercettazioni che le magistrature hanno clandestinamente e illegalmente fatto avere alla stampa (perché di questo si tratta, ogni tanto vale la pena ricordarlo) emergono due cose che proprio nessuno si poteva immaginare: che i rapporti tra Rai e politica sono un crogiolo di torbidità e schifezze a cui han preso parte tutti, destra e sinistra; che non appena un ministro della giustizia si azzarda a fare qualsiasi cosa che non va bene ai magistrati, scatta l’inchiesta completamente inventata (vedi Mastella) o la telefonata agli sciacalli dell’Espresso, alla faccia della separazione dei poteri e della terzietà dei giudici. Sarò un fissato con lo stato di diritto e i principi della democrazia, ma a me continua a fare più schifo la seconda.
Preso atto che le giornate durano ventiquattro ore e non è possibile allungarle, e rassegnatisi all’idea che meno di un tot di ore a notte non si può dormire, pena il rimbambimento lungo le ore del giorno (però che spreco dormire: un giorno ci tornerò), l’abilità di un essere umano si misura sul numero di cose che riesce a fare e su come le fa.
Per dire, io in questi giorni penso di essere vicino a un record: organizzo l’assemblea dei Mille, lavoro a due progetti collaterali a iMille, preparo gli esami, organizzo un paio di discese a Catania. Nel tempo libero sapete che faccio? Il trasloco. Anzi, ne faccio due.
Se fossi un amante della categoria “da che pulpito”, certamente non mi perderei l’archetipo del giornalista fighetto e snob che straparla di fighettismo a destra e a manca, anche con una certa malafede
Non potete capire quanto possa essere frustrante studiare giornalismo e leggere continuamente degli enormi (e sacrosanti) pipponi su quanto il giornalista debba essere certo al 100% delle informazioni che fornisce, su quanto debba verificare ogni informazione da più fonti, su quanto puntare sempre alla massima precisione e alla massima affidabilità. E su quanto sia questa, in fondo, l’affidabilità, la cosa che rende la carta stampata diversa dal citizen journalism e dalla rete.
Dato che in questi giorni è tutto un fiorire di fondazioni, correnti e associazioni, oggi con un gruppetto di millini romani sono andato a sentire della corrente anti-correnti, in un incontro organizzato da Giovanna Melandri. Mi sono iscritto a parlare, segue il testo del mio intervento, per chi c’ha tempo.
Perché il quoziente familiare è una schifezza da Dc degli anni Cinquanta, spiegato come se doveste spiegarlo a un bambino (via Beggi)
Dato che non mi si può accusare di avere pregiudizi nei confronti di Donadoni, mi permetto di andare giù un po’ pesante.
Primo: se non sai dare uno straccio di gioco alla squadra e speri nel colpo del singolo, allora alla fine metti Quagliarella e non Di Natale. Tanto l’esperienza internazionale è sempre zero, ma almeno Quagliarella s’inventa il tiro da trenta metri nel sette.
Secondo: se ti rendi conto che Cassano è l’unico che salta l’uomo e ridicolizza Sergio Ramos ogni volta che può, perché non gli fai cambiare lato e lasciargli distruggere quelle pippe di Capdevila e Marchena? Per tenere Ramos basso, quindi il solito ‘primo non prenderle’?
Terzo: se non ti fidi di Borriello, non lo convochi. Se lo convochi, poi non puoi - non puoi - non farlo giocare quando ti rendi conto che Toni non riesce nemmeno a saltare. Se no ti portavi Inzaghi.
Quarto: non puoi mettere Del Piero a cinque minuti dalla fine dei supplementari - a costo di penalizzare Camoranesi - e poi non fargli battere il rigore, preferendo Di Natale che giustamente se l’è fatta sotto. Una cosa sa fare bene Del Piero: tirare i rigori, e ha l’esperienza e le palle per batterne di così importanti. Se ti tieni il cambio fino all’ultimo per far entrare un rigorista e poi non gli fai tirare il rigore, qualcosa non va.
Donadùn, mi stavi simpatico, sei stato un po’ sfortunato ma hai veramente sbagliato tutto. Evidentemente a certi livelli l’esperienza conta, e il modo in cui hai buttato al vento il lavoro di due anni in una manciata di partite è incredibile. Buona fortuna.
I miei preferiti per la successione (nell’ordine): Ancelotti, Lippi, molto indietro Zaccheroni (Spalletti ovviamente è fuori concorso, ché sta bene dove sta).
Lo faccio più per tuffarmi qui dentro con tutte le scarpe, però devo ammetterlo: io questa cosa qui la pensavo già della Corea del Sud nel 2002, e non sono riuscito a fare a meno di pensarla anche ieri sera. Non si può correre in quel modo dopo due ore.
A queste condizioni, chissà, forse varrebbe davvero la pena tornare per un po’.
E così alla fine anche gli orange dalla formazione incredibile e dal gioco spumeggiante hanno fatto come sempre, giocando un girone pazzesco e squagliandosi nei turni a eliminazione diretta. C’è un’altra nazionale europea che ha una tradizione del genere, ma proprio non mi ricordo come si chiama
Mike Huckabee ha trovato lavoro come commentatore politico per Fox News, Ron Paul ha deciso di sospendere la sua campagna per la nomination repubblicana (buongiorno), Colin Powell non esclude di votare Barack Obama a novembre.
Penso che la classe dirigente del centrosinistra italiano dovrebbe smettere di valutare l’utilità di una legge per il paese sul metro dell’utilità per Silvio Berlusconi. E’ una cosa stupida, infantile, bieca e degna di forze politiche che meritano di stare all’opposizione, dato che non mettono al primo posto l’interesse generale nel valutare cosa è bene e cosa no.
Detto questo, anche volessimo giudicare il decreto di sospensione dei processi al netto dei pregiudizi e delle diffidenze con le quali - giustamente - leggiamo ogni emendamento sulla giustizia proposto da un parlamentare della maggioranza, non potremmo che essere perplessi: la misura in questione è monca e approssimativa.
Sappiamo bene che la lentezza dei processi è in Italia un problema enorme, e sappiamo che questo problema ha conseguenze devastanti per la sicurezza dei cittadini e la credibilità dello Stato. Non c’è governo negli ultimi trent’anni che non avesse nel suo programma una giustizia più agile e più veloce, non c’è governo che non ci abbia provato e non c’è governo che ci sia riuscito, spesso anche a causa di opposizioni ideologiche e pregiudiziali da parte dei magistrati, anche loro ormai da tempo corporazione a tutti gli effetti.
La soluzione al problema della lentezza dei processi non può che venire da una riforma complessa e complessiva, riforma che comprensibilmente farebbe sentire i suoi effetti positivi nel medio-lungo termine. Se, insieme a una riforma di questo tipo, il governo avesse varato il decreto che sospende i processi per sanare l’emergenza nel breve termine, il mio giudizio sarebbe stato tutto sommato positivo. Avrei discusso ampiamente sui reati da sospendere e quelli da non sospendere, ma quello che avrebbe fatto pendere il mio giudizio da una parte o dall’altra non sarebbe stato il vantaggio di Berlusconi, ma il vantaggio del paese. Insomma, è una cosa abbastanza elementare: se c’è un’emergenza e vari una legge per sanare quell’emergenza nel medio termine, mi sta bene una misura una tantum per sanare i problemi nel breve termine. Se sospendi i processi meno urgenti finché non si sentono gli effetti della maxiriforma che hai appena varato, mi sta bene. Se sospendi i processi mentre parliamo della maxiriforma, no.
Per questo il decreto sulla sospensione dei processi non mi piace; non perché sospende per un anno i processi a Berlusconi.
I governi decidono e si assumono la responsabilità delle decisioni che prendono davanti ai cittadini che li hanno scelti liberamente, la Corte Costituzionale e il Presidente della Repubblica vigilano sulla legittimità delle loro decisioni. Fine della storia.
Penso che la classe dirigente del centrosinistra dovrebbe smetterla di mascherare il suo vuoto assoluto di idee e iniziative starnazzando di regime, giorni bui, morte dello Stato e fine della democrazia: l’unica conseguenza che ha questo atteggiamento è coprirsi di ridicolo, dato che non ci crede nessuno. Provino ad incalzare Berlusconi con le idee, se ne hanno ancora, altrimenti si facciano da parte: l’ultima volta hanno passato cinque anni a starnazzare a braccetto con chiunque, e sappiamo com’è andata a finire.