La vittoria al rallentatore

Immaginate che si giochi la semifinale di una importante competizione calcistica. La partita è stata vivace e interessante, a tratti persino dura, con ribaltamenti di fronte, colpi di scena e giocate da fuoriclasse da una parte e dall’altra. Al novantesimo una delle due squadre conduce meritatamente e la sua superiorità è tale che guarda già alla finale, ma l’arbitro decide di prolungare oltre ogni consuetudine il recupero di fine partita. Cinque, otto, dieci, quindici minuti: tutti sanno che la partita è chiusa, i vincitori hanno già la testa alla finale e temono di stancarsi inutilmente, gli sconfitti cercano di mettere a segno il gol della bandiera, tutti aspettano solo il triplice fischio e sanno che il risultato non cambierà. Una vittoria al rallentatore. E’ quello che sta succedendo a Barack Obama.

Continua su Giornalettismo


21 May 2008, 11.49 am

2 commenti »

  1. sbaglio o ho letto la stessa metafora sull’economist di questa settimana? :-)

    Comment by Matteo — 21 May 2008 @ 2.28 pm
  2. a me sembra che questa gara feroce che non finisce mai porterà dritti dritti alla vittoria di McCain, dimostrando ancora una volta che tutte le sinistre mondiali hanno una vocazione autolesionista davvero geniale. Tra l’altro, un WASP contro un nero (o una donna) partiva comunque avvantaggiato….

    e visto che non mi sembra area di rispolverare ticket…

    tu che ne pensi?

    Comment by Corrado — 22 May 2008 @ 1.22 pm

RSS feed for comments on this post. TrackBack URI

Leave a comment

I contenuti di questo blog sono protetti da una Licenza Creative Commons, ergo possono essere diffusi liberamente per la rete purchè siano correttamente citati l'autore e la fonte, e non a fini commerciali. L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post.
(c) 2008 Francesco Costa | powered by WordPress with Barecity