Immaginate che si giochi la semifinale di una importante competizione calcistica. La partita è stata vivace e interessante, a tratti persino dura, con ribaltamenti di fronte, colpi di scena e giocate da fuoriclasse da una parte e dall’altra. Al novantesimo una delle due squadre conduce meritatamente e la sua superiorità è tale che guarda già alla finale, ma l’arbitro decide di prolungare oltre ogni consuetudine il recupero di fine partita. Cinque, otto, dieci, quindici minuti: tutti sanno che la partita è chiusa, i vincitori hanno già la testa alla finale e temono di stancarsi inutilmente, gli sconfitti cercano di mettere a segno il gol della bandiera, tutti aspettano solo il triplice fischio e sanno che il risultato non cambierà. Una vittoria al rallentatore. E’ quello che sta succedendo a Barack Obama.
Continua su Giornalettismo
sbaglio o ho letto la stessa metafora sull’economist di questa settimana? :-)
a me sembra che questa gara feroce che non finisce mai porterà dritti dritti alla vittoria di McCain, dimostrando ancora una volta che tutte le sinistre mondiali hanno una vocazione autolesionista davvero geniale. Tra l’altro, un WASP contro un nero (o una donna) partiva comunque avvantaggiato….
e visto che non mi sembra area di rispolverare ticket…
tu che ne pensi?