Dell’ascoltare Abbey

President Bartlet: You, know, my wife, Abbey, she never wants me to do anything while I’m upset. 28 years ago, I come home from a very bad day at the State House. I tell Abbey I’m going out for a drive. I get in the station wagon, and put it in reverse, and pull out of the garage full speed. Except I forgot to open the garage door.
Abbey told me to not drive while I was upset and she was right.


28 May 2008, 1.51 pm

Barack Santos (o Matthew Obama)

Here’s Santos on the campaign trail: “In a time of global chaos and instability, where our faiths collide as often as our weapons, hope is real . . . I am sure I will have my share of false starts. But there is no such thing as false hope. There is only hope.”
How is this happening? Is politics so predictable, even in what some call the most unpredictable campaign ever? Or were the writers of “The West Wing” just that insightful? Turns out, it’s a little of both.

Ma secondo voi, lo stratega dell’uomo politico oggi più in vista del pianeta, potrebbe mai aver preso ampiamente spunto per il suo lavoro da una serie televisiva? Se la serie televisiva è West Wing, .

David Axelrod exchanged e-mails for a year with Attie as the Santos character was developed and written. Santos was Attie’s project, but Obama was Axelrod’s project. So, to what degree did “The West Wing” create a test market for a minority candidate? By campaigning to have his guy portrayed in a network hit, did Axelrod soften up millions of Americans for the task of electing the first minority president?

via Paferrobyday


26 May 2008, 8.05 pm

Passi Storace, ma questo no

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 Mi sa che è la volta buona che tolgo le pubblicità di Google dal blog


25 May 2008, 1.39 am

Miracoli del doppiaggio

Sto guardando distrattamente 24 su Italia1 - e quindi in italiano - e mi sono accorto che Jack Bauer è Sam Seaborn e Bill Buchanan è Toby Ziegler


23 May 2008, 11.12 pm

La vittoria al rallentatore

Immaginate che si giochi la semifinale di una importante competizione calcistica. La partita è stata vivace e interessante, a tratti persino dura, con ribaltamenti di fronte, colpi di scena e giocate da fuoriclasse da una parte e dall’altra. Al novantesimo una delle due squadre conduce meritatamente e la sua superiorità è tale che guarda già alla finale, ma l’arbitro decide di prolungare oltre ogni consuetudine il recupero di fine partita. Cinque, otto, dieci, quindici minuti: tutti sanno che la partita è chiusa, i vincitori hanno già la testa alla finale e temono di stancarsi inutilmente, gli sconfitti cercano di mettere a segno il gol della bandiera, tutti aspettano solo il triplice fischio e sanno che il risultato non cambierà. Una vittoria al rallentatore. E’ quello che sta succedendo a Barack Obama.

Continua su Giornalettismo


21 May 2008, 11.49 am

Extra time

Quella di Obama è sempre di più una vittoria al rallentatore: la partita è finita, tutti fanno melina e l’arbitro continua ad allungare il recupero. Rimangono tre date: il 31 maggio il verdetto del Democratic National Committee su Michigan e Florida, l’1 giugno le primarie a Porto Rico, il 3 in Montana e South Dakota. A quando il triplice fischio? (riflessioni argomentate a tal proposito sull’analisi che troverete tra qualche ora su Giornalettismo)


, 6.21 am

Right night

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Sarà una notte lunghissima, considerato che si vota in due stati - Kentucky e Oregon - che stanno uno sulla East Coast e l’altro sulla West Coast: i primi risultati dal Kentucky arriveranno all’una di notte ora italiana, mentre per i primi dati sull’Oregon toccherà aspettare fino alle cinque del mattino. Non so se avrò la forza di stare a livebloggare per quattro ore; di certo sarò da queste parti, di tanto in tanto scriverò qualcosa (specie se dovessero esserci sorprese in Kentucky), non ci faremo mancare i commenti all’annunciato e particolarmente atteso discorso di Barack in Iowa, a operazioni più o meno concluse scriverò l’ormai consueta analisi a caldo per Giornalettismo. A stanotte per le valutazioni, le opinioni, le scaramanzie e tutto il resto


20 May 2008, 7.09 pm

La libertà di espressione è salva

Alla fine l’Unità l’ha comprata Soru: auspichiamo che torni a farne un giornale decente mettendo alla porta Travaglio, la Oppo e quelli che ne fanno l’equivalente di sinistra (sic) di Libero, con parecchio sense of humour in meno


, 5.34 pm

Inoppugnabile

Ma se arriva l’estate a Napoli, e con l’estate arriva il caldo, e la spazzatura non si riesce a togliere, e alle trecentomila tonnellate di sacchetti accumulati se ne aggiungono altre, e quelli di Villaricca non vogliono riaprire la vecchia discarica, e quelli di Difesa Grande lo stesso, e i cittadini di Parapoti fanno i blocchi, e i cittadini di Tre Ponti di Montesarchio fanno i blocchi, e quelli di Pianura fanno i blocchi, e i cittadini di Terzino si ribellano, e quelli di Savignano Irpino si rivoltano, e quelli di Sant’Arcangelo Trimonte pure, e gli abitanti di Serre anche, e a quelli di Macchia Soprana gli gira di fare come gli altri, così come a Caivano, a Giugliano, a Casalduni e a Pianodardine, e l’esercito per togliere la spazzatura non si può usare, e l’area di Pomigliano non si deve usare, e il sito di Ercolano è nel Parco del Vesuvio, e l’Amor nostro non la risolve, e intanto marcisce tutto per via del caldo, e i ratti aumentano, e diventa allarme sanitario, voi dite che gli abitanti di Napoli e dintorni muoiono tutti tutti tutti?

Andrea Marcenaro, Il Foglio, 20 maggio 2008


, 2.27 pm

Roma cambia

Davanti casa mia non ritirano la spazzatura da giorni, e piove ininterrottamente da ieri


, 2.10 pm

Laggiù qualcuno mi odia

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Quando sei un ragazzino che tiene per la Roma e vive in uno dei tanti posti d’Italia - che non sono Milano e Torino - in cui sono tutti juventini, milanisti o interisti, nel mio caso Catania, capita spesso che a quella fatidica domanda - “di che squadra sei” - e alla relativa risposta - “della Roma” - seguano facce strane, occhi più o meno sbarrati e sorrisini di compatimento (tenete conto che quando ero ragazzino io la Roma era quella di Mazzone). Solitamente, poi, specie da quando il Catania non milita più nei bassifondi del calcio professionistico, la domanda successiva serve all’interlocutore per capire quanto il tuo tifo esotico sia una stramba boutade o una cosa seria - ovviamente il suo tifare per il Milan da Catania è tutt’altro che esotico, e radicalmente diverso dal mio essere romanista a Catania. La domanda mette insieme uno scenario iperbolico e paradossale, e provoca: “E se un giorno all’ultima giornata di campionato si giocasse una partita tra Roma e Catania, che se vince la Roma è scudetto e se il Catania perde è in serie B, tu per chi terresti?”. Me lo avranno chiesto un centinaio di volte.

Domenica è l’ultima giornata del campionato, e si gioca Catania-Roma. Per non andare in serie B il Catania deve non perdere contro la Roma e sperare che l’Inter vinca (o pareggi) contro il Parma, portando così a casa lo scudetto. Per vincere lo scudetto, la Roma deve sperare che il Parma fermi l’Inter e battere il Catania, condannandolo così a una retrocessione sicura. Insomma, l’imponderabile è successo.

Catania è la squadra della mia città, mi è simpatica, sono contento quando vince ma qui finisce la storia; se fossi nato a Piacenza o a Bari sarebbe stato lo stesso per il Piacenza o per il Bari. La Roma è la mia squadra: quella per cui dico quelle cose sconnesse e compio quei riti che accomunano i tifosi veri. La Roma sarebbe stata la mia squadra a Piacenza, a Bari e Catania, quindi non esistono dubbi: domenica metterò la maglia di Montella del 2001, ripenserò - ma di nascosto - a quel 17 giugno, dribblerò i maxischermi, incrocerò le dita e mi sa che finirò senza voce.


15 May 2008, 10.54 pm

Fate i bravi

Questo blog sarà aggiornato più che saltuariamente fino a giovedì, e poi vi proporrà dei commenti anacronistici sui fatti di questi giorni


11 May 2008, 12.24 am

Mica bruscolini

Ciao ragazzi, io esco, vado da Al Gore


8 May 2008, 1.07 pm

Ma anche no

Io non ho la faccenda molto chiara, ma magari qualche dalemiano di stretta osservanza passa da qui e mi dà una lezione di politica: insomma, il Pd dovrebbe recuperare l’alleanza con la sinistra (o quel che ne resta) ma anche con l’Udc (vedi l’intesa sul modello tedesco, eccetera) ma anche con la Lega, “costola della sinistra”. Mi chiedo perché sia stato ingiustamente escluso il Movimento per l’Autonomia di Lombardo, ma ci sarà una spiegazione anche per questo


, 10.12 am

Cosa vuole Hillary?

normal_20_hillary_clinton.jpgLa blogosfera e il giornalismo a stelle e strisce si chiedono che cosa vuole Hillary - per quali ragioni sarebbe rimasta in gara fino a oggi benché spacciata ormai da almeno un mese, per quali ragioni potrebbe decidere di ritirarsi - e Taegan Goodard mette in fila tre punti abbastanza sostanziosi.

- vuole essere aiutata a pagare i suoi debiti. Hillary ha prestato alla sua campagna qualcosa come 12 milioni di dollari da febbraio a oggi e vorrebbe che Obama [le cui tasche invece abbondano di quattrini: che posto meraviglioso che è l'America, ndr] la aiuti nell’eliminazione di questo e di tutti gli altri conti non pagati.

- vuole che una delle sue proposte politiche arrivi al tavolo della vittoria. Così come John Edwards ha portato Hillary e Obama a far entrare la lotta alla povertà nelle loro campagne, così Hillary ha bisogno di mostrare ai suoi sostenitori che ha avuto un impatto non indifferente su questa corsa. Il sostegno di Obama al suo piano sanitario come parte della piattaforma democratica avrebbe molto appeal sui supporters di Hillary - così come su quelli di John Edwards.

- vuole essere interpellata sulla scelta del candidato vicepresidente. Se Hillary non vuole fare la vicepresidente, ha però abbastanza influenza per far sì che Obama scelga qualcuno a lei vicino e leale. Questo vuol dire qualcuno come il senatore Evan Bayh o il generale Wesley Clark. E vuol dire che non potrebbe essere Bill Richardson.

Nulla da aggiungere, se non che l’ultima ipotesi rischia seriamente di consegnare agli autori di The West Wing l’ennesimo meritatissimo premio al loro genio e alla loro formidabile bravura.

P.S.: Intanto, è già iniziata la fila dei superdelegati di Hillary che cambia idea per dare il suo sostegno al candidato vincente


7 May 2008, 6.30 pm
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