Ballottanti
Ho scritto dei ballottaggi, su Pennarossa

Ma se fosse stata Sabina Guzzanti - dico il primo nome che mi viene in mente - a stare alle spalle di Putin e mimare un mitra puntato verso la giornalista che ha fatto una domanda scomoda (e stupida), ora non sarebbe tutto un elogio sperticato di questa eroina della libertà d’espressione che si fa beffe del tiranno Putin prendendolo in giro ironizzando sulla prassi con cui in Russia si sistemano i giornalisti impiccioni?
P.S.: La cosa più bella di questa foto è la faccia di Putin, altro che mitra
Ho letto decine e decine di analisi del voto delle politiche e in tante di queste ho riscontrato un tasso di saccenza e di supponenza che mi ha abbastanza infastidito. Ho letto diversi blogger e commentatori più o meno autorevoli sottoporre ai loro lettori una sfilza di “era chiaro che”, “era evidente che”, “come era prevedibile è successo che”, mentre invece fino al giorno prima del voto stavano attenti a non sbilanciarsi su nulla. Signori: non bisogna aspettare di vedere che la Sinistra arcobaleno prende il 3,5% prima di dire che è un mostro nato morto, così come non è necessario osservare il raddoppiamento dei voti della Lega al nord per capire al nord gli operai non votano a sinistra da un bel pezzo. Quindi, se ci riesco, vorrei non farvi leggere scemenze del genere in questo post.
(continua a leggere)
Io sono un feticista dei quotidiani. Li compro, li sfoglio, li confronto, li studio, li leggo e li rileggo. Premesso che se avessi tempo e soldi a sufficienza acquisterei e leggerei ogni giorno tutti i quotidiani disponibili sul mercato, la scelta del giornale da acquistare è per me una cosa molto seria. E’ un po’ come scegliere per quale partito votare. Durante il mese che ho trascorso a Milano ho acquistato ogni giorno diversi quotidiani per ragioni professionali più che di gradimento, dato che non potevo fare a meno di seguire la cronaca cittadina. Questo mi ha aiutato a capire qual è il miglior quotidiano italiano attualmente sul mercato.
Leggere Giornalettismo è cosa buona e giusta non solo perché ci scrive il sottoscritto, ma anche perché si possono trovare delle perle come questa
Secondo un sondaggio Zogby, in Pennsylvania Obama è soltanto a un punto dalla Clinton
Ogni volta che si tratta di attendere il risultato di un’elezione, penso a una particolare scena di un particolare episodio di West Wing. Cercavo il video su Youtube ma non l’ho trovato, per cui ecco lo script. Ci risentiamo.
(continua a leggere)
per Pennarossa
A campagna elettorale conclusa, un dato è ormai acquisito: nulla di quel che abbiamo visto in questi due mesi sarebbe successo se il Partito Democratico non avesse deciso di correre da solo, liberandosi della zavorra dell’estrema sinistra. In presenza di una legge elettorale che premia chi prende un voto più degli altri, questa appariva ai più come una scelta suicida.
In realtà, oggi possiamo dire che senza quell’intuizione il Partito Democratico non sarebbe mai arrivato alla vigilia delle elezioni con la concreta possibilità di vincerle: la riproposizione di un’alleanza da Bertinotti a Mastella avrebbe generato una campagna elettorale depressa e deprimente, regalando al centrodestra una vittoria di proporzioni inimmaginabili. Di più: la scelta del Partito Democratico di andare da solo ha ridisegnato lo schema politico italiano, permettendo al centrodestra di liberarsi di Casini e dare il via al progetto - oggi lista elettorale, domani chi lo sa - del Popolo della Libertà.
C’è da dire che se Berlusconi e Fini avessero avuto un po’ di coraggio in più - andando anche loro da soli - avremmo finalmente assistito a una campagna elettorale di respiro europeo, con due grandi partiti, uno conservatore e uno progressista, a contendersi il governo del paese. Invece il Popolo delle Libertà, in continuità con la decisione di non cambiare la legge elettorale ché “gli scappava di votare subito” (cit.), ha preferito non liberarsi delle ali estreme e ha rilanciato un modello coalizionale del centrodestra che speravamo di non rivedere più, permettendo così a Walter Veltroni di rafforzare ancora di più l’impostazione della sua campagna elettorale in ‘passato vs. futuro’.
L’alleanza di cui è protagonista il Popolo delle Libertà è in effetti particolarmente strana. Da una parte la Lega Nord, dall’altra il Movimento per l’Autonomia: due movimenti autonomisti che delimitano i confini dell’alleanza di centrodestra e renderanno particolarmente complicata l’azione di un eventuale governo Berlusconi-ter.
La scelta del Popolo delle Libertà di correre con la Lega Nord e il Movimento per l’autonomia non è deprecabile solo perché ci ha privati di una campagna elettorale più moderna, ma anche perché è destinata a condizionare pesantemente il percorso verso le riforme che bisognerà necessariamente intraprendere dopo il voto. Un eventuale governo di centrodestra retto su una risicata maggioranza al Senato, come potrebbe sfuggire al ricatto della Lega nel cammino verso una legge elettorale che premi i partiti più forti penalizzando i partitini?
Da tempo si sussurra di un Berlusconi voglioso di chiudere la sua carriera politica con un profilo bipartisan che possa portarlo al Quirinale: eventualità parecchio remota, finché il Cav. continuerà ad andare a braccetto con Raffaele Lombardo e Umberto Bossi.

Direttamente dalla nostra festa di fine campagna (qui le altre foto). E’ stato un mese splendido, e ora ci siamo: questa è la rotta, questa è la decisione, questa è la direzione.
Stasera festa di fine campagna a casa di Ivan con tutti quelli che in qualche modo ci hanno dato una mano in questa bellissima cavalcata.
I sondaggi non si possono diffondere, ma io li ho visti. Altro che ippica: fidatevi.
Pensavo che saremmo arrivati molto più stanchi all’ultimo giorno di campagna, invece siamo carichi come delle molle e facciamo ben tre chiusure di campagna elettorale: alle 19 al Lelephant con Marilena Adamo, alle 21 a Solaro a una festa organizzata dai Giovani Democratici e alle 22 a Corsico, comizio finale. Ce la facciamo.
Potete immaginare quanto costi a un romanista fare un discorso del genere però, ecco, dovremmo fare come il Liverpool.
(continua a leggere)
Il prossimo che mi dice “dai, elezione bagnata, elezione fortunata” (o varianti sul tema: comizio bagnato, aperitivo bagnato, iniziativa bagnata) giuro che lo strozzo con le mie mani