Il grande salto

untitled-truecolor-01.jpgUno dei motivi per cui abbiamo sostenuto Walter Veltroni alle primarie del 14 ottobre era il suo obiettivo di fare dell’Italia un paese normale - quindi un paese in cui la flessibilità sia una cosa positiva e non un dramma, in cui la criminalità organizzata non sia qualcosa con cui convivere, in cui in politica estera si stia dalla parte delle democrazie e non dalla parte delle dittature, eccetera - e di farlo tramite un partito normale, un partito che sceglie gli alleati sulla base del programma e non viceversa, che tenta di farsi potenziale portavoce delle istanze di tutti i cittadini e non solo di una determinata categoria, che ha un leader eletto democraticamente che rende periodicamente conto alla sua base dei risultati raggiunti dal partito.
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30 April 2008, 5.56 pm

C’eravamo tanto amati

Obama rompe definitivamente col reverendo Wright (però per i repubblicani ha già vinto)


, 3.03 pm

Il silenzio degli innocenti

Sean Bell non era esattamente il classico bravo ragazzo. Ventitré anni, una fidanzata quasi moglie, una figlia e tre arresti alle spalle per spaccio di droga e possesso illecito di armi da fuoco. Ma questo non giustifica lo stesso morire così, senza ragione, senza un motivo.

Quella sera Sean Bell festeggia il suo addio al celibato in quel postaccio del Kalua Cabaret, New York City.
Paul Headley, Michael Carey, Marc Cooper, Gescard Isnora e Michael Oliver sono agenti di polizia. Lavorano sotto copertura e stanno indagando su un giro di donne costrette a prostituirsi in alcuni night della zona.
Quella sera decidono di dare un’occhiata in quel postaccio del Kalua Cabaret, New York City.

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, 3.02 pm

Pesi e misure

Che Grillo - come tutti, tutti - gonfi i numeri delle manifestazioni è cosa nota, l’Unità però potrebbe avere la decenza di tacere


28 April 2008, 8.51 pm

Wrong guy

Volevo scrivere qualcosa sulla botta tremenda che si è presa a Roma, ma Corrado ha già detto tutto quel che c’era da dire. Se vinci nei Municipi e alla Provincia e perdi al Comune, altro che “controvento”, altro che “ondata nazionale”: hai sbagliato il candidato.

Ricapitoliamo: nel 2005 gli inamovibili D’Alema, Rutelli e Marini frenano sul Partito Democratico e architettano il caravanserraglio dell’Unione che ci fa perdere le elezioni dopo cinque anni di governo Berlusconi. A causa di una serie di fortunati eventi (i senatori all’estero e ventiquattromila voti su trenta milioni) vinciamo le elezioni, facciamo il governo più impopolare della storia italiana. Serve una svolta, si fa il Pd, si prende l’unico leader di centrosinistra con un briciolo di popolarità e gli si fa fare il segretario (naturalmente gli inamovibili D’Alema, Rutelli e Marini accolgono festanti la sua candidatura e lo appoggiano). Cade il governo, il segretario ha davanti una sconfitta certa di almeno venti punti e allora cerca di inventarsi qualcosa: azzecca tante cose, qualcuna la sbaglia, alla fine perde di nove punti. A Roma lui era stato eletto sindaco con venti punti di vantaggio solo due anni fa, stavolta si decide di candidare l’inamovibile Rutelli, cocco degli inamovibili D’Alema e Marini e i romani votano il centrosinistra dappertutto ma non votano lui. Sapete cosa succederà adesso? Che gli inamovibili Rutelli, D’Alema e Marini daranno la colpa di tutto a Veltroni e riprenderanno in mano la situazione, telefoneranno a Bertinotti riaprendo loro le porte delle alleanze e strizzeranno l’occhio a Casini. Partito moderno? Magari un’altra volta.

Insomma, ecco il paradosso: Veltroni si trova a guidare un partito appena nato in un’elezione resa praticamente impossibile dagli errori e dalle negligenze di quella classe dirigente che oggi, dentro il suo stesso partito, sta ostacolando il suo sforzo di superare le logiche e i meccanismi che hanno prodotto quegli errori e quelle negligenze. Una storia che dice molto di quel pantano che è diventata la politica italiana e delle resistenze a cui va incontro chiunque provi a cambiare qualcosa.
4 aprile 2008


, 8.16 pm

Quattro giorni a Denver

La cosa gira in rete da un po’. Io l’ho letta su Camillo e l’ho girata a un po’ di gente, Sergio l’ha ripresa, oggi ne parla anche Marco. Si tratta della convention di Denver immaginata da uno degli autori di West Wing: Barack e Hillary arrivano alla convention di agosto praticamente pari, e succede veramente di tutto. Lo script si trova qui ed è eccezionale ma se non siete anglofoni e volete comunque godere di questo splendido divertissement, di seguito trovate la traduzione in italiano. Quando finirete di leggere e rimarrete a bocca aperta, pensate che West Wing è per larghi tratti molto meglio di così. Buona lettura.

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, 1.32 pm

Unpacking West Wing

Sette stagioni, centocinquantaquattro episodi, quarantacinque dvd, lo script del pilot, ventuno ore di contenuti speciali, scene inedite e quant’altro, il tutto in un cofanetto in pelle col sigillo del Presidente degli Stati Uniti d’America. E’ arrivato.

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, 11.52 am

links for 2008-04-28


, 8.35 am

Red alarm

Il sindaco di Londra Ken ‘Red Ken’ Livingstone non se la passa benissimo. La sua riconferma era data per certa fino a pochi mesi fa, poi è stato travolto dal disastro Brown e dal candidato dei conservatori - Boris Johnson, una specie di Sgarbi d’oltremanica - che si è dimostrato meno peggio di quel che si pensava. Fatto sta che dall’inizio di Marzo Livingstone è dato addirittura in svantaggio dai sondaggi e solo adesso sembra stia colmando il gap. Si vota il primo Maggio: se Livingstone vince, Brown respira. Se perde, avete capito.


, 12.02 am

Bartlet for Obama

bartlet.jpg“Both Obama and Clinton came to me for support … I haven’t said this publicly before but I’m an Obama supporter. Bill Clinton loved The West Wing and still calls me the President, so I have to be careful.”
Martin Sheen, alias Josiah Bartlet

via Paferrobyday


25 April 2008, 7.30 pm

Che spreco di carta

31. - Non può essere depositata richiesta di referendum nell’anno anteriore alla scadenza di una delle due Camere e nei sei mesi successivi alla data di convocazione dei comizi elettorali per l’elezione di una delle Camere medesime.
Legge 25 maggio 1970, n. 352

Cari amici di Beppe Grillo, le firme che state raccogliendo non servono a niente.


, 2.26 pm

Povero Walter

Noi ve l’avevamo detto


23 April 2008, 2.58 pm

24

Questo post non ha a che fare con Jack Bauer.


21 April 2008, 12.07 am

Coming soon

comingsoon.jpg


19 April 2008, 10.57 pm

Nuddu ammiscatu cu nenti

Anche Anna ha perso, e ha perso malissimo. Sullo stato del centrosinistra al sud, e in Sicilia in particolare, i post di Magma e Marco Simoni possono dare un buon contributo. Aggiungo solo una cosa alla discussione, per altro già notata da altri.

Il punto è che il centrosinistra, il Partito Democratico, in Sicilia non esistono. Semplicemente non esistono. Quindi quando arriva il momento delle elezioni, bisogna tirare fuori un coniglio dal cilindro per mascherare il vuoto assoluto prodotto dalla classe politica dell’isola.
Due anni fa questo coniglio fu l’autorevole candidatura di Rita Borsellino: un ottimo candidato ma, appunto, un coniglio tirato fuori dal cilindro. Nulla di più. Stavolta la dirigenza nazionale del centrosinistra ha dato quantomeno un segnale di discontinuità: dopo anni passati a snobbare completamente un territorio dato per perso e sul quale era quindi inutile investire qualsiasi risorsa, ha messo in campo il personaggio politico siciliano più popolare e prestigioso in Italia: Anna Finocchiaro. Non è bastato neanche questa volta, un po’ perché per quanto sia buona e rispettabile la candidatura, nulla riesce a coprire e colmare il vuoto pneumatico che gli sta dietro, l’assenza totale di classe dirigente, il seguito quasi nullo dei partiti del centrosinistra, l’incapacità di dare qualsivoglia risposta ai problemi dei siciliani; un po’ perché Anna Finocchiaro non gode di grandissimo credito all’interno del centrosinistra isolano. Com’è possibile? Possibile, possibile.

La sinistra in Sicilia è in stato comatoso, schiacciata tra una drammatica arretratezza ideologica e l’incapacità pressochè totale di cambiare atteggiamento nei confronti dell’isola ed elaborare dei seri progetti di riforma.
Non è un caso se una persona capace come Anna Finocchiaro ha trovato il riconoscimento del suo valore in Senato e non a Catania, dove spesso è risultata ospite poco gradita anche per i dirigenti locali nel suo stesso partito. Non è un caso se un altra persona di assoluto valore come Claudio Fava fa un ottimo lavoro al Parlamento Europeo da due legislature mentre in Sicilia più volte è stata vittima del cosiddetto “fuoco amico”. Non è un caso se alle ultime elezioni regionali ci si sia trovati costretti a tirar fuori il jolly della candidatura di Rita Borsellino che coprisse il vuoto assoluto prodotto dalla classe politica di centrosinistra.
4 settembre 2007


, 1.20 pm
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