Born to run
Lo confesso, fino a oggi questa campagna elettorale non mi ha appassionato granché: un po’ perché non so voi, ma io mi sono veramente stufato del plot secondo cui Berlusconi dice una scemenza al mattino e tutti si affrettano a dire cose ancora più stupide per il resto della giornata, cadendo perfettamente nella trappola (chi ha parlato di Ciarrapico, ieri?). Un po’ perché - messi da parte gli ammirevoli sogni di rimonta di Veltroni - comunque vadano a finire queste elezioni il Senato sarà con ogni probabilità un suk ingovernabile, e toccherà trovare soluzioni di altro tipo.
Da qualche giorno però qualcosa è cambiato, e mi rendo conto proprio mentre scrivo che con ogni probabilità questa campagna elettorale finirò per ricordarla per un bel po’. Ivan Scalfarotto mi ha chiesto di dirigere la sua campagna elettorale, e io ho accettato con entusiasmo e un po’ di emozione. Come potete immaginare, le cose da fare sono innumerevoli: organizzare eventi e dibattiti (ma fortunatamente Ivan riceve inviti praticamente dappertutto), gestire il fundraising, mettere in piedi un ufficio stampa, pensare una strategia per la comunicazione, produrre materiali testuali e audiovisivi. Ovviamente non sarò solo: tanta gente in gamba ha già dato la sua disponibilità a dare una mano e, anzi, chiunque volesse aiutare può fare una donazione ai Mille o iscriversi al circolo “Barack Obama”, ché il Ning scoppia di idee e proposte.
Domattina presto un aereo mi porterà a Milano, e rimarrò lì fino alla data delle elezioni. Dopo le elezioni, comunque vada, tornerò a Roma. Sperando che Roma abbia un inquilino in più.
Sullo stesso tema:

In bocca al lupo!
Bravo, Francesco! Scalfarotto ha fatto un’ottima scelta.
Tanti auguri!
in bocca al lupo. e bravo scalfarotto
Bravo Francesco. sei l’uomo giusto. Se serve una mano, fate un fischio sia su Roma (dove vivo) che su Milano (dove lavoro 2 gg alla settimana)
sulla storia di berlusconi sono davvero stufo. anzi stupidto! possibile che dopo 14 anni dopo i media cadono ancora nella trappola! umberto eco l’ha definita e teorizzata chiamandola la strategia della “bomba”. appena c’é silenzio o si parla di temi veri, Lui tira fuori una frescaccia, crea polemica (il tipico titolo di giornale italiano “ed é polamica”), ed accentra l’attenzione su di sé. poi la polemica finisce. ed appena si riprende a paralre di qualcosa di serio ne ritira fuori un altra. é un professionista Lui! i Media italiani invece non
lo sembrano. possibile che ancora ci cadono i media. fra i giornali noto che alcuni sul web gli danno meno peso(”la stampa” eroica come sempre)
in bocca al lupo x la campagna!
In bocca al lupo, Fra. Sarà un mese da raccontare .. anche ai nipoti.