Pochi ma buoni

Oggi Lanfranco Pace mette bene per iscritto una cosa che penso da tempo e che ho avuto anche modo di dire, suscitando qualche faccia strana (non ricordo se qui o altrove).

Le cose buone possono farle indifferentemente sia la destra che la sinistra purché moderne e ambiziose. Credo poi che in una democrazia matura, in un paese complesso, ognuno dovrebbe votare non secondo la propria personale visione del mondo ma più prosaicamente in funzione di un problema, di una rivendicazione che ritiene importante per se stesso e delle soluzioni proposte dai vari politici. L’alta affluenza alle urne non è un segno della grandezza di una democrazia. Se per le alte percentuali di affluenza e consenso si è coniata l’espressione “voto bulgaro”, converrà preferire la modesta partecipazione di paesi come gli Stati Uniti o la Gran Bretagna. Se otto, nove elettori su dieci corrono alle urne, il più delle volte vuol dire che è in corso uno scontro ideologico, muro contro muro, senza rilevanza materiale. C’è quindi poco da rallegrarsi. Credo che il voto di lobbie, di gruppo, sociale o culturale, mobile, agile ma determinato nel raggiungere i suoi obiettivi, sia più dinamico, più ricco di opportunità e conquiste di quanto possa esserlo il voto incatenato a un partito per la vita, in una fissità che ricorda semmai la morte.
Lanfranco Pace, Allora ecco come fu..


13 February 2008, 1.51 pm

Ahi

uselections.jpgDopo la manager della campagna elettorale, adesso Hillary licenzia pure il vice. Se continua così fa fuori pure Penn


, 4.01 am

Yes it’s mo

uselections.jpgPossiamo dirlo: il big mo di Barack Obama è arrivato. Ricapitolando: il numero più alto di delegati al Supertuesday e poi sette vittorie consecutive in Louisiana, Nebraska, Washington, Maine, District of Columbia, Maryland e Virginia. Sette vittorie che rischiano di diventare nove nei prossimi giorni con Hawaii (dove Obama è di casa) e Wisconsin. Il tutto in attesa del 4 Marzo, dove Ohio e Texas decideranno la partita. Hillary è già lì a fare campagna: un po’ perché altrove si assegnano pochi delegati, un po’ perché non le sarebbe bastato un miracolo per ribaltare la partita, un po’ perché i soldi scarseggiano e allora meglio puntare sull’essenziale. Barack inizierà a lavorare in quegli stati da domani, forte della tendenza osservata finora secondo cui lui va bene negli stati in cui ha più tempo per fare campagna o - per dirla come The Politico di qualche giorno fa - the more voters get to know Obama, the more they seem to like him”. Se il vento continua a tirare in questa direzione, preparate i fazzoletti per Hillary


, 3.55 am

Preso d’assalto da me

Nonostante studi giornalismo, nonostante una delle (tante) cose che ho fatto nella campagna elettorale per Veltroni segretario del Pd e che faccio come coordinatore dei Mille sia cercare di fare passare comunicati stampa a destra e a manca, non mi sono ancora abituato alle logiche assurde e ridicole di selezione dei comunicati stampa, dei criteri per cui una cosa è notiziabile e un’altra no, dell’odiosa pratica del recall. Io vorrei sapere, ecco, porca miseria: ma questo è un comunicato stampa da pubblicare su Repubblica.it? Eh? EH?!?


12 February 2008, 4.32 pm

Barack Veltroni

Ieri ero a Spello, a seguire il discorso per l’Italia di W. Non penso di avere mai ascoltato un discorso con un numero così enorme di citazioni più o meno esplicite di dichiarazioni di un altro uomo politico. Giusto per farvi un’idea, quelli che seguono sono i passi del discorso che sono esplicite citazioni dei discorsi di Barack Obama: un po’ più di originalità non mi sarebbe dispiaciuta, ma c’è da dire che in effetti il messaggio di Obama - la speranza, l’unità nazionale, il cambiamento - è particolarmente adatto alla nostra attuale realtà. E W. è un obamiano di lungo corso.

(continua a leggere)


, 2.25 am

Palloni gonfiati

C’è una cosa che non è stata detta - se non da pochi, almeno stando a quel che ho letto - su quello che è successo ieri sera al termine di Catania-Inter (in breve: l’arbitro Farina infastidito dal pubblico non ha partecipato al terzo tempo - avete letto bene: l’arbitro non ha partecipato al terzo tempo - e fischiata la fine del match si è diretto negli spogliatoi tutto incavolato). La cosa che si è detta poco è che la “contestazione” dei tifosi del Catania è consistita in un continuo e costante profluvio di applausi al direttore di gara. Mai un insulto: solo applausi scroscianti a ogni fischio, “Farina uno di noi”, “Farina facci un gol” e così via. Quindi, una volta tanto, bravi ai tifosi del Catania; su quello stupidino di Farina, beh, sorvoliamo.


, 1.47 am

Yes, we can?

John, he is.uselections.jpg


, 1.26 am

Building momentum

uselections.jpgPiù di un mese fa avevo messo in fila quattro motivi per pensare che Barack Obama potesse vincere la nomination democratica. Ieri The Politico ha messo in fila cinque motivi perché Hillary Clinton dovrebbe iniziare a preoccuparsi. Breve e rapida traduzione del succo del discorso, ché ne vale la pena.
(continua a leggere)


9 February 2008, 1.03 am

Coraggio politico

La cosa più singolare del comportamento recente di alcuni settori d’opinione di stretta osservanza dalemiana ortodossa non è tanto la difesa del carrozzone dell’Unione e del suo colossale fallimento che forse loro ripeterebbero volentieri. Non è nemmeno l’attacco livoroso e un po’ tragicomico alla linea politica di W., non è l’elogio della lucidità strategica di mister “se-perdiamo-le-regionali-mi-dimetto” e neanche l’assoluta malafede con cui dicono “così non vinceremo manco tra cinquant’anni” dando per scontato - per dire - che tra cinquant’anni ci sarà ancora un 7% dei cittadini con abbastanza coraggio da votare un partito comunista. La cosa ridicola è che tutti questi qui, capeggiati dal loro leader spirituale prima che politico, alle primarie del 14 Ottobre hanno chiuso il loro bel giornalino e si sono schierati tutti sotto l’ombrello rassicurante di W., ché se fossero andati con le loro gambe sai che sberle.


8 February 2008, 11.05 pm

Senza alcuna vergogna

uselections.jpgNel giorno successivo alla sospensione della sua campagna elettorale, possiamo descrivere Mitt Romney in due modi.
Possiamo ricordare la tagliente definizione data dall’Economist e ripresa nei giorni scorsi da Christian Rocca: in sintesi, una banderuola che non ha uno straccio di un’idea e perde tempo compiacendo i propri interlocutori o scimmiottando i propri rivali.
Oppure possiamo dare un’occhiata a questa foto.

romneycopione.jpg


, 1.42 pm

“Solutions, evolution, revolution”

uselections.jpgInsomma, c’è che i candidati democratici ancora in corsa sono tre e non due, e accanto ai volti noti Hillary e Barack c’è questo ex senatore dell’Alaska che sembra uscito da Woodstock, ha totalizzato finora zero delegati e non ha alcuna intenzione di ritirarsi. Il suo nome è Mike Gravel e questo è un suo video promozionale, a metà tra un video clip dei Beatles e il risultato di un trip di Lsd su Michael Moore. Questo blog endorsa Mike Gravel per la presidenza degli Stati Uniti d’America, altro che Barack

(via Chettimar)


7 February 2008, 5.27 pm

The long run

uselections.jpgDel supertuesday tutti hanno detto quel che c’era da dire, e forse se la Cnn si fosse messa a contare come doveva i delegati (dando quindi a Obama quel che è di Obama) la nostra nottata si sarebbe conclusa un po’ meno in tono minore. Va bene così, però: Obama still fired up e Hillary intrappolata e - cosa non indifferente - senza il becco di un quattrino (o quasi). Non che non fosse prevedibile, eh

[...] Secondo: i fondi. Si è detto fino alla nausea che una delle forze di Hillary è essere il candidato più rassicurante per l’establishment e quindi poter contare su una squadra di top donors da brividi nel mondo dell’industria, della finanza, dei media. Però. La legislazione americana sul finanziamento ai candidati prevede un tetto massimo di donazioni per ogni cittadino. Il tetto fa sì che ogni cittadino non possa donare più di una data cifra, e i ricchi donatori di Hillary hanno già quasi tutti raggiunto il loro tetto massimo. Obama è in grado di raccogliere un numero maggiore di donazioni dai ceti medi e medio-bassi, e quindi il suo salvadanaio è potenzialmente senza fondo: già oggi tra Hillary e Barack è testa a testa sulla raccolta fondi, e se Obama dovesse vincere in New Hampshire e - magari - costruirsi un great momentum riceverebbe una pioggia di quattrini da centinaia di migliaia di donatori. Com’è che si dice in rete: small is the new big. (da Perché Obama può vincere la nomination, il sottoscritto, 5 Gennaio 2008)


, 5.19 pm

Supertuesday LIVE


5 February 2008, 10.17 pm

Previously

Mettiamo che vi siate persi tutte le primarie americane finora e vorreste leggere un riassunto delle puntate precedenti per prepararvi come si deve al supertuesday, ecco, su Pennarossa trovate quello che fa per voi.


, 2.12 pm

Yes, we can

Giusto per capire la distanza siderale che separa Barack Obama dal resto dei personaggi politici del globo terrestre: di quale altro parlamentare al mondo oggi potremmo prendere le parole di un discorso, mettere in musica e dare vita a una canzone bellissima?

P.S.: Aiutatemi a riconoscere tutti quelli che cantano nel video (senza Google, ché poi è troppo facile). Io ho riconosciuto il tipo dei Black Eyed Peas, John Legend, la divina Scarlett Johansson e un bel gruppetto di attori di serie tv: c’era Eric Balfour (il buon Milo Pressman di 24), c’era una di Grey’s Anatomy che non ricordo come si chiama, c’era Harold Perrinau (quello degli ultimi due Matrix, di Lost e di Oz - where’s ma boy??), c’era Amaury Lonasco (il mitico Fernando Sucre di Prison Break) e giuro di avere visto Marlee Matlin, la Joey Lucas di The West Wing (senza Kenny, però). Poi?


4 February 2008, 11.22 am
« IndietroAvanti »
I contenuti di questo blog sono protetti da una Licenza Creative Commons, ergo possono essere diffusi liberamente per la rete purchè siano correttamente citati l'autore e la fonte, e non a fini commerciali. L'autore non è responsabile per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post.
(c) 2008 Francesco Costa | powered by WordPress with Barecity