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Mister Tafazzi is back
Sono giorni un po’ movimentati: l’altra sera ho aperto Gmail e c’erano 400 messaggi, oggi trattengo il fiato, apro Google Reader e vedo che ci sono 1000+ cose da leggere. Per cui, facciamo così: io clicco su “Mark all as read” e voi mi dite se c’è qualcosa di particolare che mi sono perso.
(e non vi dico che non ho ancora visto l’ultima puntata della terza stagione di Prison Break, che non mi preoccupo dell’inizio della quarta stagione di Lost e che non guardo da settimane una puntata di West Wing, se no vi faccio preoccupare)
Eccerto che Sanremo è stato un flop, ieri sera eravamo tutti qui
Insomma, qualora non ve ne siate accorti, siamo in piena campagna elettorale. Le elezioni sembrano lontane ma invece sono a un tiro di schioppo, e quella che sembrava un’impresa proibitiva oggi sembra un risultato raggiungibile. Per far sì che l’impossibile diventi possibile servono gli sforzi e il contributo di tutti, nessuno escluso: non possiamo più perdere tempo a cincischiare sui blog. Dobbiamo farci avanti, sporcarci le mani, produrre idee, costruire progetti per contribuire al raggiungimento del risultato. Per questo, grazie al loro gentile invito, domenica pomeriggio vado a dare una mano alla campagna elettorale di Barack Obama.
Update: sabato, invece, sono qui
L’idea che sta alla base di Wikidemocracy è ottima e meritevole, e non solo perché iMille ci erano arrivati sei mesi fa
Magari a qualcuno interessa sapere che con il ricavato dei Google Adsense di questo blog comprerò il cofanetto di The West Wing
Qualcuno ha messo insieme le foto delle strade di Catania ridotte a un colabrodo, con una colonna sonora amara e divertentissima (via Magma).
Per quel che conta, valga la mia personale statistica: cinque anni di guida a Catania, almeno quindici ruote sgonfiate causa buche; un anno di guida a Roma - Roma eh, mica Lugano -, zero ruote sgonfiate causa buche (lo so, ora esco e foro)
“They need to send him out of the country for a long, long time. I am angry at Bill Clinton and I think there are other Hillary people who are angry at Bill, who felt that she was running a very good, solid campaign — she wasn’t the exciting one, but she was the solid one — and then he came in and made it nasty, and single-handedly pushed away black voters.”
che vuol dire, per i non anglofoni:
“Hanno bisogno di spedirlo fuori dal paese per un po’, per un bel po’. Io sono arrabbiato con Bill Clinton e penso che ci siano altre persone che sono arrabbiate con Bill, persone che pensano che lei [Hillary] stesse facendo veramente bene, una campagna davvero solida - non era il candidato più emozionante, ma era certamente il candidato più solido - e poi è arrivato lui e ha fatto diventare questa campagna
una cosa orribile schiacciata esclusivamente sugli elettori nerisgradevole, e agendo in solitaria ha allontanato gli elettori neri.” (grazie a Suro per la traduzione corretta)
Chi lo ha detto? Nientepopòdimeno che un anonimo superdelegato clintoniano, legato tra l’altro all’amministrazione di Bill. Il tutto mentre ogni giorno c’è qualche superdelegato che fa il salto della quaglia, abbandona Hillary e passa a sostenere Obama. Prepariamo i fazzoletti?
Qui si è per natura pacati, disciplinati, misurati, scettici e scaramantici quindi eviteremo di urlare la parola “sorpasso”
È già nato il primo circolo online del Partito Democratico
Ed è dedicato all’avventura di Barack Obama
16 febbraio 2008
Per la prima volta nella storia della politica italiana un partito si organizza non solo attraverso le tradizionali sedi e associazioni territoriali, ma anche su internet. Nello statuto del Partito Democratico che sarà approvato oggi sono previsti infatti i “circoli online”, la versione in rete delle vecchie sezioni locali dei partiti. Dice lo statuto:
“I Circoli costituiscono le unità organizzative di base attraverso cui gli iscritti partecipano alla vita del partito. Essi si distinguono in Circoli territoriali, legati al luogo di residenza, in Circoli di ambiente legati alla sede di lavoro e/o di studio, e in Circoli on-line, che vengono costituiti sulla rete internet e ai quali è possibile aderire indipendentemente dalla sede di residenza, di lavoro e di studio”.
E già da oggi, si precostituisce il primo circolo online del Partito Democratico. È il Circolo “Barack Obama”, che dedica il suo nome all’iniziativa politica di maggior rinnovamento della politica occidentale contemporanea, e alla speranza che questa possa essere da esempio – per la forza e il successo già maturati, comunque vada – anche per la politica italiana e la modernizzazione del centrosinistra.
All’indirizzo www.pdobama.net è online il sito del circolo, a cui è possibile preiscriversi già da oggi.
Il Circolo del Pd “Barack Obama” è un’iniziativa dei Mille, il movimento che ha portato diversi suoi aderenti alla Costituente del Partito Democratico dopo aver sostenuto la leadership di Walter Veltroni. Ne sono primi soci Marco Simoni, Emanuela Marchiafava, Ivan Scalfarotto, Francesca Pollastrini, Francesco Costa e Luca Sofri.
Per mesi ci siamo ripetuti che la quota di delegati oltre la quale essere sicuri della nomination fosse 2025, per i democratici . Non è così, e Nancy Pelosi centra il punto:
”It would be a problem for the party if the verdict would be something different than the public has decided.”
La quota in realtà è probabilmente più bassa, e corrisponde più o meno a 1600 ovvero la maggioranza della quota di delegati che si assegna mediante il voto popolare. I superdelegati non vorranno mica ribaltare il verdetto del popolo?
P.S.: Negli ultimi giorni ho scritto poco: tra poche ore scoprirete perché (vi vedo già tutti col fiato sospeso)
Marco mi risponde a proposito di quel che avevo scritto ieri riguardo dell’affluenza alle elezioni. Il suo punto è:
Ma a parte le ragioni del voto, su cui si intrecciano passioni e interessi, il fatto che i luoghi meglio governati siano quelli in cui meno gente va a votare mi sembra la tipica correlazione senza causazione (ammesso che la seconda sia una parola in italiano). Per esempio, Obama rischia di vincere proprio perchè a tanti americani, ma a tanti, è tornata la voglia di partecipare, cantare, votare. Mentre quelli che studiano (tanto) sono sempre gli stessi.
Hillary Rodham Clinton is now on a path to the Democratic nomination that is remarkably similar to the one that failed for Republican Rudy Giuliani.
Jeanne Cummings su The Politico