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Adesso non avete più scuse.


19 December 2007, 12.04 pm

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, 7.19 am

Non ci restano che i simboli

Si dice che è una grande conquista - e probabilmente lo è, almeno per la politica italiana - ma se dovessimo giudicare il voto sulla moratoria universale della pena di morte dallo spazio che gli viene dato dai giornali stranieri (praticamente nessuno), dovremmo pensare che si tratta di una cosa sostanzialmente inutile che ha un valore esclusivamente simbolico e non cambierà di un briciolo le condizioni dei cittadini. Un po’ come il registro delle unioni civili a Roma, insomma.


, 12.13 am

Riemergendo

Lo so, latito, ma questi ultimi giorni a Roma prima di tornare a Catania per le feste sono stati pieni di cose da fare. Ho fatto valigie e bagagli, sono andato in giro per regali e ad accogliere il Dalai Lama, ho fatto una riunione de iMille romani e sono andato all’incontro nazionale delle ex-liste Sinistra per Veltroni a sentire Cristiana e farmi un’idea di quel che si muove da quelle parti, ho parlato de iMille a Politicaduepuntozero, programma di N3tv e ho fatto tante altre cose più o meno futili. Riesco quasi a sentirmi sollevato pensando alla sessione di esami che si aprirà a fine Gennaio, quindi fate un po’ voi


16 December 2007, 8.37 pm

L’autogol di Luttazzi

Dalla rubrica delle lettere del Foglio:

Al direttore - Ho letto la sua lettera a Repubblica sulla sospensione del programma di Daniele Luttazzi, sulla rete 7 e anche le giustificazioni del comico sul suo tipo di satira. Lei afferma che “quella di Luttazzi su di me era satira, su questo non ci piove” e poi spiega perché, ciononostante, ha approvato la sospensione del programma perché contravveniva alle regole di mercato di una televisione commerciale e cioè al limite che un editore televisivo fissa alla libertà di satira. In base al buon senso non si può non essere d’accordo con lei. Però a me pare che si è persa un’ottima occasione di chiarire che cosa è diventata oggi la satira, e se sia giusto qualificare come tale l’offesa ai limiti dell’ingiuria. Chiunque abbia seguito il “Decameron” di Luttazzi si era reso conto che il suo modo di fare satira non si distingueva dall’espressione di quello che comunemente viene considerato un rosario di sconcezze. Quando Luttazzi è stato riproposto dalla 7 ai telespettatori, mi sono compiaciuto di questa iniziativa, perché rimediava a un torto che gli era stato fatto quando, per ragioni politiche, era stato esiliato dalla Rai tv ma lui non ha saputo apprezzare questa opportunità ed è diventato la punta dell’iceberg della satira uguale insulto, un genere che a prescindere da ogni valutazione politica suscita disgusto. Io non so se era giusto “licenziarlo”, ma sono convinto che il caso Luttazzi era l’opportunità per denunciare la degenerazione della satira soprattutto in televisione. Purtroppo è un’occasione che è stata perduta e dobbiamo quindi rassegnarci a considerare satira gl’insulti conditi con: “Vaffanculo e Cazzo”, nei programmi televisivi.
Giovanni Russo

(continua a leggere)


12 December 2007, 1.43 pm

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, 7.25 am

Message in a bottle

Ora esco, e vedo se riesco a fare benzina. Se non mi faccio vivo entro stasera, iniziate ad avvertire i miei cari

Dopo aver passato dodici distributori chiusi e aver rischiato di finire a secco io stesso, la missione è tristemente fallita. Sulle modalità della protesta di questi signori, meglio essere chiari: arrestateli (non tutti, ovviamente: solo i leader sindacali), i capi d’imputazione non mancano


11 December 2007, 8.35 am

Fatevi sotto

Sarà perchè oggi L’Unità non la compra nessuno che abbia meno di sessanta anni e quindi non può che migliorare. Sarà che è diventata una specie di Libero di sinistra. Sarà che ci scrive gente di destra e ci si leggono cose di destra. Sarà perchè ha da tempo immemore i peggiori titolisti del globo terrestre. Sarà che al Partito Democratico serve un qualcosa che sia un giornale e che sia, per l’appunto, democratico, e L’Unità non è nessuna delle due cose. Sarà che oggi non riesco a far risalire le responsabilità nella formazione di questa fallimentare e variopinta coalizione anche ad anni di Furio Colombo e tutti-i-contro-Berlusconi-da-questa-parte.

Sarà che poi lui è uno dei giornalisti più british e più blairite del panorama italiano. Sarà per i baffi. Sarà perchè è autoironico come pochi. Sarà perchè ha il gusto della provocazione intellettuale e il disgusto dell’ideologia.

Saranno tutte queste cose ma, ecco, per me la voce che gira (ventilata qui e con più particolari qui) su Antonio Polito prossimo direttore dell’Unità in caso di passaggio di proprietà della testata sembra una ottima notizia.

P.S.: Sulla questione L’Unità e gli Angelucci e dove andremo a finire ho scritto a suo tempo qui


, 8.29 am

Satira d’importazione

Da tempo è cosa nota - anche ai suoi ammiratori, come il sottoscritto - che Luttazzi ama fare man bassa (eufemismo) dei programmi satirici d’oltreoceano. Ma è in qualche modo delizioso che questa volta il martirio e la censura siano dovuti proprio a una battuta spudoratamente cop.. ehm, citata. Gli americani su queste cose qui sono parecchio suscettibili e permalosi: se qualcuno segnala a Bill Hicks la citazione di Luttazzi parte una causa che altro che Berlusconi


, 8.12 am

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10 December 2007, 11.25 pm

Antropologia libraria

antropologialibraria.jpg

Io non so se vi ricordate com’era entrare in libreria e dare un’occhiata nel reparto Attualità nell’anno 2001.
Breve ripasso di storia: Silvio Berlusconi aveva appena stravinto le elezioni, tal Marco Travaglio aveva guadagnato qualche notorietà per aver fatto parecchio rumore promuovendo il suo libro da Daniele Luttazzi, Umberto Eco aveva scritto quel famoso editoriale secondo cui, in soldoni, chi votava il Cav. era scemo o era un ladro.

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, 7.03 am

Pirosiano

Toh, il mio giornalista preferito ha un blog


, 4.11 am

La ragazza del lago

ragazzadellago1.jpgLa ragazza del lago (2007) è il più classico film dei film gialli: inizia con un delitto, finisce con la cattura dell’assassino. Ho visto tutto La ragazza del lago credendo che il regista fosse Pietro Sorrentino, regista dello splendido Le conseguenze dell’amore. Complice la presenza del sempre all’altezza Toni Servillo e di una colonna sonora quasi interamente elettronica non mi sono accorto che il regista fosse un altro, e questa è una buona notizia. Andrea Molaioli ha fatto l’aiuto regista per diversi film di Moretti, e ha talento. Il film meriterebbe un bel sette e mezzo, ma sono convinto che ci sia un buco non da poco nella sceneggiatura. Bravo, comunque. Voto: 7


9 December 2007, 6.30 pm

Ai confini del paradiso

rendercmsfieldjsp.jpgAi confini del paradiso (2007) è un film del regista turco Fatih Akin (già regista de La sposa turca). Il film ha un impianto ben congegnato in cui si intrecciano le storie di diversi personaggi. Il modo in cui si intrecciano queste storie, però, non sempre risulta credibile, almeno per i miei gusti: non mi piacciono i film troppo spiegati e il regista qui non resiste alla tentazione di assicurarsi che gli spettatori non facciano il minimo sforzo. Mezzo punto in più per la colonna sonora e i bei titoli di coda. Voto: 6


, 6.20 pm

In sintesi

Sul caso Luttazzi-La7 la cosa più assennata, equilibrata e condivisibile l’ha scritta Luca Sofri.


, 2.27 pm
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