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Leonardo, che a Genova c’era, elenca “cinque motivi per cui la Commissione Parlamentare d’Inchiesta sui fatti di Genova è una scemenza, e discuterne una sconsiderata perdita di tempo ed energie”
6 November 2007, 11.23 pm

E’ già il secondo post-coccodrillo in due giorni, ma quando gira così c’è poco da fare.
Pochi mesi fa ebbi l’opportunità di conoscere Enzo Biagi. Era aprile, Rotocalco Televisivo era alle sue prime puntate e fui contattato da Loris Mazzetti, ex-capostruttura di Raiuno e braccio destro di Biagi. Cercavano la trascrizione di una intervista che Biagi fece a Giuseppe Fava, trovarono me che avevo scritto la tesi di laurea proprio su Giuseppe Fava raccogliendo una mole enorme di materiale sul giornalista catanese. Inviai a Mazzetti la trascrizione dell’intervista, mi ringraziò anche a nome di Biagi, mi invitarono a seguire le registrazioni di una puntata di Rotocalco Televisivo. Poi, un po’ perchè erano le mie prime settimane a Roma e avevo un miliardo di cose da fare tra cercar casa e iscrivermi all’università, un po’ perchè il programma si registrava direttamente a casa di Biagi, non se ne fece nulla. Mi dispiace.
Enzo Biagi è stato un grande giornalista che ha fatto una gran carriera e ha subito un grande torto. Penso che la conseguenza più grave dell’editto bulgaro non sia stata tanto l’estromissione dalla tv, quanto l’aver dato a Biagi (ma anche a Luttazzi, Santoro ce l’aveva da prima) una giustificata e legittima rabbia che ha finito per appannare la qualità dei commenti sull’attualità politica degli ultimi anni. E’ stato un peccato: Enzo Biagi è stato uno dei narratori di storie più bravi che abbiano mai scritto su un quotidiano italiano. Un cronista, come amava definirsi.
, 5.32 am
5 November 2007, 11.23 pm
2 November 2007, 11.21 pm
Non ho mai pensato che fosse disdicevole o “quanto meno poco consono” avere sul mio blog personale una foto mia con una persona corta a cui voglio molto bene e che fa parte della mia famiglia. Non l’ho mai pensato perchè questo è il mio blog personale, ci sono le cose che scrivo e che leggo, il racconto delle cose che faccio e che dico. Non sono un politico, diventarlo non è la mia massima aspirazione e - anche se fosse - non vedo perchè dovrei privarmi di parlare su questo blog della mia vita o mettere foto che mi ritraggono in compagnia delle persone a cui voglio bene. Non ho mai pensato che fosse disdicevole anche e soprattutto perchè uso queste pagine anche per fissare alcuni ricordi (e si tratta di una pratica comunissima in rete), e perchè penso che una persona malata non ha bisogno della normalissima foto di un normalissimo viso di un minore per avvertire imbarazzo o essere messo in difficoltà, diciamo così.
Detto questo, considerato che ci sono in giro squilibrati che per ignoranza, conformismo, rozzezza o chissà che reputano “quanto meno poco consono” il fatto che io abbia sul mio blog personale una mia foto in compagnia di una persona corta cui voglio molto bene, forse è meglio che tolga la foto in questione. Così stiamo tutti più tranquilli.
, 6.46 am
1 November 2007, 11.21 pm
Giornata di ordinaria amministrazione oggi su Kilombo. Si è dimesso un altro redattore (facendo così spazio al ritorno in redazione di uno squilibrato: proprio quello di cui avevamo bisogno), mentre un neo-redattore (uno di quelli che era stato bocciato dal voto del collettivo) ha praticato censura nei confronti di un metapost sulla base di un criterio completamente inventato che non trova alcun riscontro nella Carta di Kilombo. Il tutto con reciproci post di accuse, altri blogger che scrivono della questione pur non sapendone nulla nel tentativo di tirar su qualche commento o una ventina di page views, pubblicazioni di corrispondenza privata, insulti a destra e a manca : in un angolo, la madre fondatrice, la pasionaria, personcina dai toni sempre calmi e misurati, urla all’“inquisizione” e ai “dittatori di Kilombo”, mentre si riserva di “prendere le mie decisioni in merito”. Che paura.
Insomma, anche oggi non è successo nulla di nuovo. E’ sotto gli occhi di tutti: Kilombo è imploso. Fine della corsa.
Faccio una preghiera ai redattori che occupano abusivamente un luogo al quale il collettivo non voleva che arrivassero: salvate almeno la faccia. Dimettetevi in blocco e senza indire nuove elezioni, riconsegnate le password a Jaco e invitatelo a chiudere tutto. Staccate la spina a Kilombo.
, 10.04 am