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	<title>Comments on: Leggere tardi, crescere meglio?</title>
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	<description>"Noi lavoriamo nelle tenebre – facciamo quel che possiamo – diamo ciò che abbiamo. Il nostro dubbio è la nostra passione, e la nostra passione è il nostro compito. Il resto è la follia dell’arte."</description>
	<pubDate>Thu, 08 Jan 2009 23:16:04 +0000</pubDate>
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		<title>By: Giovanni Fontana</title>
		<link>http://www.francescocosta.net/2007/11/20/leggere-tardi-crescere-meglio/#comment-806</link>
		<dc:creator>Giovanni Fontana</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 18:06:04 +0000</pubDate>
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		<description>Beh, strano: gli dell'opus dei di solito sono scritti in un italiano poco comprensibile a un bambino di tre anni...</description>
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		<title>By: Sergio</title>
		<link>http://www.francescocosta.net/2007/11/20/leggere-tardi-crescere-meglio/#comment-805</link>
		<dc:creator>Sergio</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Nov 2007 10:42:33 +0000</pubDate>
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		<description>Cosa cambia se i bambini imparino a 6 o a 8 anni?
Io non vedo nessun dramma, l'importante è dare a tutti le stesse possibilità alla conclusione del corso. Mi pare un problema assolutamente malposto e fuorviante.
I bambini hanno  dinamiche di apprendimento molto legate ai loro interessi e alle dinamiche di gioco.
Va sostenuto nei suoi interessi (bene hanno fatto i tuoi genitori a non frustare le tue esigenze e io cerco di fare lo stesso con mio figlio di 5 anni che vuole scrivere i nomi dei suoi amici) ma non va imposto nulla. La dinamica deve essere quella dell'appassionarsi alle cose, dell'emozionarsi, del gratificarsi. Se questo l'insegnante lo riesce a fare solo all'età di 7 o 8 anni, va sicuramente meglio che non forzare un obiettivo (leggere a 6 anni)che interessa solo ai "grandi". 
E' evidente inoltre che con i tempi  stretti imposti da Cameron l'obiettivo verrà raggiunto sicuramente da chi a casa è seguito e sostenuto. E quindi addio alle politiche scolastiche dell'inclusione sociale e culturale.
E poi cosa mi dici del "eccetto quelli con problemi di apprendimento".
Quelli sono i falliti, gli ultimi, gli scoppiati che il credo liberale condanna al fallimento. 
Non mi piace.
Ovvio che non mi piace la scuola italiana ingessata dai sindacati, con gli insegnanti e le scuole non valutate e non modificabili. 
Ma una scuola che ha come obiettivo il "leggere a 6 anni" mi sembra un pò fuori da ogni idea moderna di pedagogia.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa cambia se i bambini imparino a 6 o a 8 anni?<br />
Io non vedo nessun dramma, l&#8217;importante è dare a tutti le stesse possibilità alla conclusione del corso. Mi pare un problema assolutamente malposto e fuorviante.<br />
I bambini hanno  dinamiche di apprendimento molto legate ai loro interessi e alle dinamiche di gioco.<br />
Va sostenuto nei suoi interessi (bene hanno fatto i tuoi genitori a non frustare le tue esigenze e io cerco di fare lo stesso con mio figlio di 5 anni che vuole scrivere i nomi dei suoi amici) ma non va imposto nulla. La dinamica deve essere quella dell&#8217;appassionarsi alle cose, dell&#8217;emozionarsi, del gratificarsi. Se questo l&#8217;insegnante lo riesce a fare solo all&#8217;età di 7 o 8 anni, va sicuramente meglio che non forzare un obiettivo (leggere a 6 anni)che interessa solo ai &#8220;grandi&#8221;.<br />
E&#8217; evidente inoltre che con i tempi  stretti imposti da Cameron l&#8217;obiettivo verrà raggiunto sicuramente da chi a casa è seguito e sostenuto. E quindi addio alle politiche scolastiche dell&#8217;inclusione sociale e culturale.<br />
E poi cosa mi dici del &#8220;eccetto quelli con problemi di apprendimento&#8221;.<br />
Quelli sono i falliti, gli ultimi, gli scoppiati che il credo liberale condanna al fallimento.<br />
Non mi piace.<br />
Ovvio che non mi piace la scuola italiana ingessata dai sindacati, con gli insegnanti e le scuole non valutate e non modificabili.<br />
Ma una scuola che ha come obiettivo il &#8220;leggere a 6 anni&#8221; mi sembra un pò fuori da ogni idea moderna di pedagogia.</p>
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