Yawn
Giornata di ordinaria amministrazione oggi su Kilombo. Si è dimesso un altro redattore (facendo così spazio al ritorno in redazione di uno squilibrato: proprio quello di cui avevamo bisogno), mentre un neo-redattore (uno di quelli che era stato bocciato dal voto del collettivo) ha praticato censura nei confronti di un metapost sulla base di un criterio completamente inventato che non trova alcun riscontro nella Carta di Kilombo. Il tutto con reciproci post di accuse, altri blogger che scrivono della questione pur non sapendone nulla nel tentativo di tirar su qualche commento o una ventina di page views, pubblicazioni di corrispondenza privata, insulti a destra e a manca : in un angolo, la madre fondatrice, la pasionaria, personcina dai toni sempre calmi e misurati, urla all’“inquisizione” e ai “dittatori di Kilombo”, mentre si riserva di “prendere le mie decisioni in merito”. Che paura.
Insomma, anche oggi non è successo nulla di nuovo. E’ sotto gli occhi di tutti: Kilombo è imploso. Fine della corsa.
Faccio una preghiera ai redattori che occupano abusivamente un luogo al quale il collettivo non voleva che arrivassero: salvate almeno la faccia. Dimettetevi in blocco e senza indire nuove elezioni, riconsegnate le password a Jaco e invitatelo a chiudere tutto. Staccate la spina a Kilombo.
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Va bene il diritto di non rianimare, ma spargere le ceneri mi sembra eccessivo. L’ho già scritto, a volte bisogna avere il coraggio di costruire.
R.
Su una cosa sono d’accordo: sarebbe meglio che l’intera redazione si dimettesse e si andasse a nuove elezioni redazionali, visto che, a prescindere dalla veridicità delle accuse, ormai lo scontro è tale che l’attuale redazione è del tutto delegittimata.
Comunque, se ti riferisci a me in quanto dimissionario, devo correggerti, perché anche io sono entrato in redazione dopo le dimissioni di un altro, ma non con il voto del collettivo
sono d accordo trane che sul finale. kilombo va rifatto, ricreando al voglia di confronto e non di scontro, candoci regole precise, dandoci rispeytto reciproco, evitando l incursione di esseri come pieroni che sono distruttivi e non costruttivi. chiudere tutto significa rinucniare a tutto, tanbto vale che chiudi anche questo tuo blog. invece no. e allora ci si rimbocca le maniche e si cerca di migliorare. ed è quello che ad esempio chi crede nel partito democratico deve fare, perchè ti assicuro che altrimenti quel progettoi(come kilombo) andrà a puttane.
mi fa sorridere pieroni che chiede alla redazione di giornalettismo se ancora si riconosce nei valori della carta di kilombo, che sono attualmente né più né meno quelli della costituzione, come discriminante per giudicare la “sinistrosità” della redazione stessa.
quando qualcuno con pacatezza ha voluto sollevare il problema dell’identità di kilombo come soggetto progressista, quel qualcuno è stato schiacciato dal finto totem della libertà d’espressione e infangato con stalinista! e epurazionista! e fascista” assortiti.
non ci sono parole per quanto è successo fino ad oggi, da lucio passando per i post reazionari di pieroni fino all’episodio odierno. hai ragione, stacchiamo la spina, è meglio.
Eh, la miseria…come siamo drastici!
fantastico, Francesco! sei un maestro nella sottile arte del sarcasmo! mi sono fatto una lunga e balla risata di gusto. :-D
Staccate la spina a Kilombo. Dopo tutti quanti torneranno a sorridere.
Sarebbe un peccato, per tanti versi. Certo è che Kilombo è proprio un aggregatore di sinistra. Nemmeno su internet riusciamo ad andare d’accordo, e poi scriviamo post infuocati contro i nostri parlamentari (però almeno noi litighiamo gratis).
Fortunatamente non ho bisogno di fare post su kilombo per avere i miei 400 lettori quotidiani; fortunatamente la fase decadente di kilombo è iniziata nel dicembre 2006; fortunatamente il comportamento di Pieroni non è nuovo perché Francesco, tu stesso minacciasti di espulsione un kilombista senza nemmeno essere redattore (ancora); fortunatamente se Kilombo dovesse morire a te, Francesco andrebbe una buona fetta del merito. Complimenti per l’impegno
Prima di te Mario Adinolfi ha chiesto la chiusura di Kilombo, e stupidi saranno i kilombisti se vi faranno questo regalo