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Filippo Facci sul vergognoso comportamento di tanti eminenti personaggi politici davanti alla visita in Italia del Dalai Lama
La prima campagna elettorale che ho seguito con attenzione - partecipando a eventi e dibattiti, leggendo articoli, parlando con diverse persone - è stata certamente quella per l’elezione del presidente della provincia di Catania del 2003. Si sfidavano lo stra-favorito Raffaele Lombardo (che meriterebbe un capitolo a parte) e Claudio Fava.
Non ho intenzione di acquistare un nuovo cellulare: mi trovo benissimo col mio Nokia E61, e se proprio fossi costretto a cambiarlo prenderei certamente un N95 - che costa pure molto meno - e non un iPhone. Ma se dovessero regalarmelo, l’iPhone, o dovessi vincerlo, di certo non lo butterei via. In ogni caso, specie se siete dei mela-addicted, vi farà piacere leggere qui e tentare la fortuna.
Con notevole e colpevole ritardo vi segnalo questo bell’articolo di Francesco Salinas e Andrea Benedino uscito sul Riformista dell’8 Novembre. E’ un articolo completo e ben scritto a proposito degli astri nascenti della politica britannica, quei “piccoli statisti che crescono all’ombra di Gordon Brown”. Da leggere
Ripetete con me, come un mantra (specialmente voi due o tre, chè lo so che state leggendo): l’omeopatia non serve a niente, l’omeopatia non serve a niente, l’omeopatia non serve a niente, l’omeopatia non serve a niente, l’omeopatia non serve a niente, l’omeopatia non serve a niente, l’omeopatia non serve a niente, l’omeopatia non serve a niente, l’omeopatia non serve a niente, l’omeo..
C’è una interessante discussione in corso - che parte qui e prosegue qui - sull’abisso che separa le serie televisive americane da quelle italiane. Io concordo con la tesi di Gianluca Neri secondo cui noi non siamo proprio in grado (di contro “ci viene bene la pizza”, dice lui), ma non so se si tratti più di immaturità del pubblico o delle reti televisive. Ok, qui in Italia amiamo le fiction ospedaliere ma non riusciremmo mai a produrre una cosa sporca e cinica come lo splendido Nip/Tuck. Amiamo le serie tv poliziesche ma non riusciremmo mai a fare una cosa anche lontanamente paragonabile a 24. Però le serie tv americane sono arrivate sugli schermi italiani e tranne poche eccezioni non hanno fatto sfracelli: Lost ha fatto un piccolo fiasco, specie nella seconda stagione (ok, lo avevamo già tutti scaricato o visto su Fox, ma il fatto rimane), 24 è passato su Rete 4 a orari indecenti ma con ascolti penosi. E la migliore e più premiata serie televisiva di sempre - The West Wing - forse non sarà mai mandata in onda per intero. Perchè?
La settimana scorsa ho letto un articolo sull’edizione romana di Repubblica riguardo una mostra fotografica a Trastevere: si tratta delle foto scattate da Dacia Maraini durante i suoi viaggi in giro per il mondo in compagnia di Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini. Decido insieme a Silvio di andare a dare un’occhiata e andiamo così all’ex Gil di Trastevere, dove si trova l’esposizione. Arrivati lì ci rendiamo conto di non aver letto nell’articolo la parte più importante, cioè che la mostra avrebbe aperto al pubblico solo da venerdì. Entriamo lo stesso, e capiamo di aver fatto bingo: le foto sono tutte lì, a terra, in attesa di essere appese ai muri. A dirigere i lavori c’è il direttore della mostra fotografica Serafino Amato, che si dimostra persona gradevolissima e alla mano: in pratica, ci ha fatto visitare la mostra in anteprima raccontandoci le foto una per una. Le tecniche utilizzate, i luoghi fotografati, i periodi in cui avevano luogo i viaggi, gli aneddoti su come le foto sono state reperite e su dove erano conservate. Cose che probabilmente non avremmo saputo se ci fossimo recati alla mostra durante l’apertura al pubblico. La mostra è aperta fino al 22 Dicembre all’ex Gil di Trastevere (un palazzone inquietante pieno di scritte e simbologia fascista) e vale davvero la pena andarla a vedere.
Altro film di Mario Bava, visto immediatamente dopo Reazione a catena. Il film è Operazione paura (1966), pellicola con molto meno sangue e molto più thrilling rispetto ai soliti canoni dell’horror. La costruzione della storia non è male, ed è supportata da una ottima tecnica filmica e da alcune scene molto belle (quella del protagonista che entra ed esce dalla stessa stanza come in un loop è memorabile). Poi c’è una bambina inquietante, che assomiglia tremendamente a una delle gemelle di Shining. E due indizi fanno una prova. Voto: 6,5
Non amo il cinema horror (diciamo pure che mi fa schifo) ma avevo sentito parlare diverse volte di Mario Bava e allora - mi son detto - devo vedere un paio di film. Il primo che ho visto è Reazione a catena, del 1971. Sebbene continui a non apprezzare il genere, e quindi il film in sè non rimarrà tra i miei titoli preferiti, si tratta di una pellicola molto interessante, ben girata e piena di felici intuizioni. Inoltre, c’è una scena che la guardi e pensi a una palese citazione di Shining, poi ti rendi conto che il film è del 1971 mentre Shining è del 1980 quindi sì, ci sono buone possibilità che Kubrick abbia citato Bava. Voto: 6,5