Antiamericani? Naaa
Come ogni anno, puntuale come la morte, in corrispondenza di Halloween, sul fu Kilombo si smette di discutere di cose di sinistra come meticciato, contaminazione tra culture, eccetera, e qualcuno se ne vien fuori con la festa “non appartenente alla nostra millenaria cultura” o che “cancella le antiche tradizioni italiane”, come un Marcello Pera qualsiasi (ci manca solo il riferimento ai Sacri Valori della Patria - rigorosamente in maiuscolo - e poi abbiamo mutuato in toto un vocabolario di vago sapore forzanuovista).

Sarà, forse avrò esagerato con il riferimento alle tradizioni, ma quello che resta è che questa festa non mi piace perché è stata imposta dalla società dei consumi.
è una festa celtica, in realtà è più nostra che loro :)
Secondo me la situazione è tragica.
Ci sarebbe tanto da dire, è un discorso lungo e difficile.
Il fatto è che ormai siamo diventati americani anche noi. O meglio, non siamo più nulla.
E quando dico “noi”, intendo noi italiani e noi europei.
Italiani e europei siamo ancora, certo, nel fondo delle nostre anime. Ma in realtà ce ne vergogniamo. Con tutte le fibre, anche quando crediamo di contestarli, li adoriamo: gli americani, dico. È tragico!
Sì, perché ci han fatto credere che noi abbiamo sbagliato tutto. Loro, invece, sono la verità e il futuro. Che tristezza!
La situazione può esser descritta, secondo me, in questi termini: abbiamo subìto una lobotomia, o una castrazione.
Come fare a smascherare il grande inganno?
Io vedo una sola possibilità d’uscirne: una crisi dell’America ci sarà di sicuro, c’è già, in conseguenza della loro follia (”Quos Juppiter vult perdere, dementat prius”), delle loro scelte insipienti; ma l’incantesimo del modello americano cesserà, l’Italia e l’Europa rinasceranno, solo se quella dell’America non sarà, come vorrebbero tutti i bempensanti e le cancellerie europee, una semplice crisi, ma un vero e proprio crollo: la fine della superpotenza come tale.
Io credo che ci s’arriverà. Comunque, lo spero.
Sono antiamericano? Sì. Nel senso che ce l’ho non certo cogli americani come persone, ma coll’America come idea. Perché questo è, essenzialmente, l’America: un’idea. E un’idea cattiva, sbagliata. Un errore. Non migliore degli altri errori che la storia ha sconfitto: il fascismo e il comunismo. La storia sconfiggerà anche quest’errore.
Prepariamoci a innalzare il tricolore nei nostri cuori. E a sentir risonare l’ “Inno alla gioia”.
Ripeto: con tutto il rispetto, e l’amicizia, per gli americani considerati come persone.