Basta
Datece un’altra sinistra
Nel senso di quella estrema, detta radicale; che in queste ore ha raggiunto il massimo del ridicolo, è accerchiata dal futuro Pd, dai futuri partiti moderati, ha perso contatto con lavoratori e sindacati e ora è arrivata a una situazione ridicola: i sindacati hanno votato il referendum sul lavoro, hanno votato sì al pacchetto sul welfare e i vari Giordano (Rifondazione) e Ferrero (Rifondazione), dopo essersi presi a sportellate con i Comunisti italiani (”Brogli, brogli, brogli!!”) ora pretendono di modificare in Parlamento quello che i suoi elettori, cioè i sindacati, hanno detto che in fondo va bene anche così. Ma di che stiamo parlando? Ma con chi stanno parlando? Ma cosa diavolo vogliono?
di Claudio Cerasa
La sinistra radicale è nel panico assoluto: presa in controtempo dal Pd, strattonata dalla Costituente Socialista che gli fa perdere pezzi, depressa per l’incapacità di decollare della Cosa rossa (chi l’avrebbe mai detto), in calo verticale nei sondaggi, senza uno straccio di strategia politica se non urlare, emarginati anche dai sindacati e dalla maggior parte dei lavoratori.. l’unica cosa che si sono saputi inventare è una manifestazione di piazza (è l’unica cosa che sanno fare, da sempre), e ora stanno facendo di tutto per non prendere quei fischi che prenderanno in ogni caso.
Bene, diciamolo una volta per tutte: lasciamoli perdere. L’area della sinistra radicale/massimalista è un’area politica che - specie continuando di questo passo - è destinata alla graduale emarginazione, così come è già avvenuto o sta avvenendo fortunatamente in tutte le moderne democrazie occidentali (e vi assicuro che continuano a vivere benissimo, c’è la massima libertà di espressione e le istituzioni funzionano meglio che da noi).
Per quel che mi riguarda, non darò mai più il mio sostegno a un governo o una coalizione elettorale che comprenda i partiti comunisti e i Verdi (finchè avranno come segretario quel buono a nulla); mai più sostegno a programmi costruiti su misura per tenere insieme due o più partiti. La prossima volta è il caso di partire dal programma: uno serio, snello, preciso e non contraddittorio. Chi ci sta ci sta, chi non ci sta continui pure a passeggiare col megafono in piazza. Perderemo? Non ne sono certo (molto dipende dal sistema elettorale) ma mi interessa poco: a parte il fascino di una buona sconfitta, vincere e andare avanti in questo modo è una tortura che non ci meritiamo, noi e il paese.

io spero nella diaspora dalla sinistra radicale alle costituente socialista. Cosi’ se non altro potremo avere un rinnovamento di mentalita’ delle aree dei “lavoratori” che potranno finalmente accorgersi che siamo entrati nel 21o secolo e il welfare deve adeguarsi ai tempi. Sarebbe meglio se il welfare anticipasse i tempi, per arrivare preparati all’appuntamento con il futuro ma vabbe’, non pretendiamo troppo.
Sarebbe un’ottima cosa: al momento la costituente socialista sembra più un revival dei tempi che furono, ma chissà.
la costituente socialista avra’ futuro se i socialisti sapranno accantonare la loro tentazione piu’ forte di questi ultimi 10 anni: scindersi sempre a comunque, nell’incapacita’ di ricostituire un nucleo critico.
Sono 10 anni che provano a ricostituire il partito socialista. Ogni volta pensi che ce la facciano (all’inizio), ma ogni volta dopo in cui speri che questa sia la volta buona (e non l’ultima) devi concludere che non ce l’hanno fatta. Speriamo questa sia la volta buona.
a te, il pacchetto piace?Perchè se non dovesse renderti felice, convieni che criticarlo sia non giusto, doveroso.
(sei andato a votare dai sindacati te? mi sa di no perchè altrimenti non parleresti così…non hanno chiesto nè nome nè niente vada e voti…e non ero nel mio paese di residenza quindi non mi cnosceva nessuno…)
Tu, onestamente, diresti che le cose sono andate perfettamente?
Non sono andato a votare: un po’ perchè al momento studio e basta, un po’ perchè purtroppo queste giornate sono state impossibili e non ne ho avuto il tempo; un po’ perchè in questo momento le mie prestazioni lavorative come editor di contenuti web sono occasionali e pagate volta per volta.
Detto questo, altre testimonianze dicono di controlli più severi, di persone a controllo dei seggi, di controllo della busta paga. E’ possibile che ci siano state delle irregolarità a macchia di leopardo, ma non vedo secondo quale teorema sia automatico che queste irregolarità (chi vota due volte, eccetera) abbiano favorito il sì e non il no. E poi, possibile che al momento nessuno abbia uno straccio di prova che sia uno di irregolarità? Insomma, è troppo facile parlare di brogli quando si è perso (anche prima che si votasse) senza avere nulla in mano. E’ roba da Berlusconi, per capirci.
A me il protocollo non fa impazzire per motivi opposti a quelli per cui non fa impazzire la sinistra radicale. Non mi fa impazzire perchè è timidissimo nell’innalzare l’età pensionabile, perchè è timidissimo nel sostegno ai giovani e di mano molto larga per i lavoratori garantiti e i pensionati. Detto questo, quando si sigla un compromesso tra più parti bisogna prendersi la responsabilità di arrivare a una conclusione e a un risultato, sapendo che non sarà lo specchio esatto del pensiero di una sola parte ma sarà, per l’appunto, un compromesso. Il protocollo può essere imperfetto ma questo è, e il suo naufragio vorrebbe dire solo una cosa: crisi di governo, permanenza dello scalone Maroni, niente aumenti alle pensioni minime, eccetera. Criticarlo dopo che lo si è siglato non ha completamente senso, e in questo caso la critica è irresponsabile e strumentale ad altri obiettivi.
Quali obiettivi? Il punto è un’altro, e lo sappiamo sia io che tu: il punto è stata indetta frettolosamente una manifestazione per giorno 20 e col clima che c’è in giro i vari Rizzo, Giordano e Diliberto sono terrorizzati dal prendere bordate di fischi. Per questo fino al 20 faranno il diavolo a quattro, anche a costo di ridicolizzarsi ancora (vedi Russo Spena: “Se i sì vanno sopra il 70% votiamo il protocollo” e poi marcia indietro quando scopre che i sì stanno all’80%). Poi, a manifestazione passata, forse si renderanno conto che se l’area riformista della coalizione è lontana migliaia di chilometri dal paese reale (e questo è sicuramente vero), l’area radicale sta in un’altra galassia.
C’è un problema. Il voto dei coglioni di estrema sinistra è servito per mettere assieme questo governo. O trovate il corrispettivo dei voti di RC, Verdi e PdCI oppure sono solo pugnette.
Poi perchè voler cambiare la sinistra? C’è Berlusconi già bell’e pronto. Lì comunisti non ce ne sono. A parte Bondi.
Ecco, Lameduck, infatti: i voti del Prc, dei Verdi e del Pdci sono voti di cui faccio volentieri a meno, specie dopo aver visto quanto sono rappresentativi delle istanze che dicono di tutelare (non è un caso se da anni precari, operai e pensionati votano in massa Cdl). E poi, ormai mi sembra chiaro: con quei voti forse si vince, di certo non si governa.
E non mi sembra di dire una cosa così assurda quando dico che la prossima volta invece di costruire programmi vaghi per tenere in piedi alleanze improponibili, meglio partire da un programma e vedere chi ci sta sulla base delle cose da fare per il paese.
Arrivederci allora.
Io per adesso non sto con loro e il loro patetismo, e non sto con questo partito democratico che mi fa venire le fitte allo stomaco solo a sentirne parlare.
La sinistra ha voluto superare il pd: se i progressisti moderati si suicidano (ed è quello che fanno col pd che imbarca Ciarrapico e soci), quelli radicali hanno voluto fare di meglio. Si sono cosparsi di kerosene e si stanno dando fuoco.
Io, per il momento sono solo Vincenzo/Bucharin, fuori da queste due tragedie/farse scritte male.
Tu ne faresti a meno ma bisogna sentire cosa ne penserebbe Prodi.
La matematica non è un opinione, la percentuale che togli la devi sostituire.
Con Piercasinando? Con siscopronletombeDini?
Sarebbe molto più onesto buttarsi direttamente con Berlusconi. Altrimenti viene fuori una cosina moscia moscia che non sta su neanche con il Viagra.
@Vincenzo:
Credo che la storia del Partito Democratico sia una storia che deve ancora essere scritta, al contrario di quella della sinistra radicale che mi sembra già molto ben definita. Non so se sarà o no una tragedia o un suicidio; credo però che non possiamo stabilirlo adesso che il partito deve ancora nascere. In questa fase credo si debba tentare di incidere sul profilo di questo partito, cercando di farne un partito progressista, laico e di sinistra (ove per sinistra intendo la sinistra europea, quella di Blair, Schroeder e Zapatero; non quella di Rizzo, ovviamente, che mi pare somigliare più a una certa destra sfascista del “tanto peggio tanto meglio”). Io nel mio piccolo ci sto provando: forse non servirà a nulla, forse sì, di certo mi sento a posto con la coscienza.
@Lameduck:
Il “la percentuale che togli la devi sostituire” non mi tange, per tre ragioni:
- la prima, è che già ora i riformisti non stanno governando e si stanno logorando dietro a atteggiamenti come Rizzo che grida “brogli”, a Russo Spena “firmo, non firmo, mi astengo”, a Giordano che vota la finanziaria ma dopo il 20, eccetera. Insomma, non vedo cosa si perderebbe a non sostituire quella percentuale visto che stare al governo per dare questo spettacolo non mi sembra gratificante nè utile, per noi e per il paese;
- la seconda è che “la percentuale” è una percentuale che può avere degli alti e dei bassi ma che è inesorabilmente destinata a ridursi sempre di più, come è già accaduto o accade in tutti i paesi occidentali (Germania, Francia, Regno Unito, Spagna, Usa, eccetera) senza che questi abbiano perso in ricchezza del dibattito, rappresentanza delle classi sociali più deboli, anzi, sembra quasi stiano meglio di noi;
- la terza è che un sistema elettorale diverso da quello attuale, vedi un ritorno al mattarellum o il sistema risultante da una vittoria del referendum o un maggioritario secco o a doppio turno potrebbe portare tranquillamente i riformisti al governo senza allearsi nè con i partiti comunisti nè con quelli democristiani (anche qui, checchè ne dicano i vari segretari di partito che rischiano di perdere la poltrona, nei paesi dove esistono tali sistemi non si riscontrano crisi della democrazia, mancanza di ricchezza del dibattito politico, crisi di rappresentanza, malfunzionamenti delle istituzioni, anzi, ripeto: funziona tutto meglio).
Senza le percentuali della sinistra estrema governerebbe Berlusconi.
E’ tutto molto più complicato, a partire dal fatto che a parte Forza Italia, quindi Berlusconi stesso, An e Udc non vogliono vedere Berlusconi manco in fotografia, figuriamoci averlo di nuovo leader della coalizione. La situazione potrebbe avere degli sviluppi imprevedibili, a cominciare dalla legge elettorale. Comunque, vedremo. Intanto però la prossima volta partiamo dal programma: prima stabiliamo le cose da fare, e poi vediamo chi ci sta sulla base di quelle. Stavolta abbiamo fatto al contrario: abbiamo visto chi c’era, e poi abbiamo messo su carta le cose che potevamo fare insieme (poche, e tutte dopo mille sofferenze). I risultati sono questi.
In pratica non sei andato a votare perchè non fai una cippa. Meno male.
Guarda che anche i fascisti avevano un consenso bulgaro (ironia della sorte).
Ti fa schifo la sinistra radicale? cercheremo di farcene una ragione e di spiegarlo a tutti quelli che, dolorosamente, ci chiederanno:ma chi cazzo è sto’ costa che non ci vuole più?”
Solo un primate può sostenere che studiare e laurearsi sia “non fare una cippa”, ma d’altra parte ognuno si qualifica per le cose che dice (ora ti lascio pure andare a cercare ‘primate’ sul dizionario). Ciao, caro
tutto quel che ti pare caro costa.
certo che essere ciechi di fronte allo schifo del pd e notare solo le nefandezze della SINISTRA”radicale” non è molto obiettivo da parte di chi ambisce a dare uno scorcio di verità.
saluti
Caro Francesco, non credo sia produttivo ragionare così. Credo che sia un bene che il PD non muoia dopo poco (perchè di questo si deve parlare..) e che sia necessario sostenerlo affinchè sposti a Sx il polo moderato che potrebbe andare sempre più vicino al ritorno della “balena bianca”. Ma tu credi veramente che non debba anche lui (il PD) cercare un dialogo con quella che chiami sinistra radicale? A me sembra che quest’ultima sia quella che cerca di difendere i diritti delle minoranze e dei ceti meno abbienti. Sai, per una persona che milita nella sinistra come me da tanto tempo non sembra che i problemi e le domande siano cambiate molto. Se non in peggio! O forse è necessario sostenere qualcosa che possa essere credibile per un Veltroni che dichiara apertamente le proprie simpatie per Sarkozy. Da liberale a liberale, of course. (vdi. art. de l’Espresso). Pensiamo e speriamo che invece il PD abbia l’intelligenza di riprendere il filo con la sinistra(e basta, dato che tra poco sarà l’unica sx esistente…almeno a livello ideale). Buone cose.
mio dio, che caciara! tutto questo perche’ a Francesco non piacciono le istanze della sinistra radicale. Alle solite, o sei con me o contro di me, il dialogo costruttivo e il rispetto delle posizioni reciproche, pur nella diversita’ d’opinione, non abita in italia. bah.
francesco, un consiglio: vai a lavorare e iscriviti al sindacato. In italia e’ molto piu’ utile della laurea. All’italia, invece, un po’ meno. Ma il movimento deve essere rappresentato, e’ questo quello che conta (cfr. Diliberto) :-)
Il primate ha tanto di laurea con tanto di 110 e lode caro il mio bel figliulin.
Non fai una cippa e lo sai ed hai anche la pretesa di parlare del mondo del lavoro.
p.s.
lavoravo in una boita come operaio quando mi sono laureato e, pensa un pò, ho lavorato per un pò di multinazionali in giro per il mondo.Sarà per quello che mi fanno cagare quelli come te.
tanto per la cronaca:
io sono andata a votare
nella sede locale della cgil
dove un giovane ometto più o meno 30enne
mi ha chiesto documento d’identità e ha registrato i miei dati sul registro
il tutto anche se sapeva benissimo chi sono e dove lavoro
per costa:
penso che questo sia stato il punto di non ritorno
quello che qualifica veramente certi personaggi della sinistra radicale
non è (solo) il risultato del voto
ma la chiara tendenza antidemocratica che impedisce d’accettare la sconfitta
@rigitans:
Se lo “schifo” del Pd è una questione di mera masturbazione con simboli (la “sinistra”, il “socialismo europeo”, eccetera), se è portare delle persone a votare per decidere gli organi dirigenti del partito, se è camminare nel solco della sinistra del ventunesimo secolo e non in quella del novecento, beh, credo che il vero schifo sia altrove.
@newkid:
Io ho rispetto per chi milita nei partiti della sinistra radicale ma credo che dovreste farvi un po’ più furbi: insomma, non vi siete accorti che questi partiti non tutelano proprio un bel niente? Non vi siete accorti di quanto sono lontani dalle istanze degli operai, dei precari, delle classi più deboli? Non vi siete accorti che tutti questi non vi votano più da decenni? Doveva arrivare un referendum a sbattervi la situazione in faccia?
Non basta dirsi di sinistra per essere di sinistra, e “a livello ideale” chiunque può proclamarsi di sinistra e fare tutt’altro. In politica economica Sarkozy dice cose molto più di sinistra di Rizzo e Diliberto, e non è un caso se Sarkozy è votato dai lavoratori francesi e Rizzo e Diliberto in Italia non li vota più (quasi) nessuno.
@Filippo:
Al sindacato mi ci iscriverò volentieri, quando inizierò a lavorare sul serio. Sperando che nel frattempo il sindacato non si sia dato troppo da fare per i pensionati e si sia ricordato di chi cerca lavoro :-)
@Mario:
“Non fai una cippa e lo sai”: dovresti prestarmi la palla di vetro, visto che non mi sembra di avere mai avuto la sfortuna di conoscerti.
@Laura TS:
Ecco, evidentemente ci sono stati tantissimi seggi in cui si è votato regolarmente. E prove di brogli, checchè ne dica Rizzo, non ce ne sono. E’ vero: è il punto di non ritorno.
democratico questo posto! Soprattutto vedo che esiste una grande consederazione per il dissenso. Sarà perché è il sale della democrazia? Prima di sputare addosso alla sinistra “radicale” dovreste chiedervi quanti milioni (già: milioni) di persone rappresenta. Circa 6. Non sono pochi, no? Più di quanti ne rappresenti Prodi o Dini. All’incirca un 15% di persone che vivono in questo paese e che hanno diritto ad essere rappresentati quanto Francesco Rutelli, il signor Letta e i tanti tamarri che affollano le poltrone del nascente partito. E magari metteteci pure nel conto che molti hanno fatto anche qualcosina, nel passato, perché oggi ci sia un paese democratico e voi poassiate sputargli in faccia. Cos’, tanto per dire!
io trovo poco democratico gridare ai brogli solo perchè si è perso
sarebbe molto meglio chiedersi il perchè di una % così schiacciante
che dici?
questo non significherebbe cambiare idea, ma smeplicemnte rendersi conto che la propria posizione è minoritaria
(e magari chiedersi perchè è minoritaria)
la dialettica all’interno del blog è un altra cosa
cloro al clero è venuta a dirmi, sul mio blog, che non capisco un cazzo
senza neanche spiegare il perchè…
e mica mi è cascata la corona!
io non critico quello che fu… cara anna…
critico e ho timore di quello che è adesso la sinistra radicale
(la sua classe dirigente in particolare)
due partiti che si definiscono comunisti solo per evocare un grande partito di massa al quale nessuno dei due assomiglia minimamente
Capisco l’irruenza da candidato costituente, ma mi pare che tu abbia scritto qualche inesattezza. Prova a chiedere ad un progressista olandese, svedese, finlandese o tedesco se la sinistra “radicale” è stata emarginata … e si tratta di Paesi che, a differenza dell’Italia, non hanno mai avuto una particolare attrazione per l’estremismo, ma che negli ultimi anni presentano una radicalizzazione verso sinistra dei voti, che ha finito per condannare i partiti riformisti all’opposizione o a difficili alleanze moderate (in Germania la sinistra viene stabilmente data sopra il 50%, ma la Linke sta dragando via migliaia di voti alla SPD). E’ vero che in Italia la sinistra “radicale” è in crisi di consensi, ma non è che il PD stia navigando in acque migliori. E francamente non farei molto affidamento sul plebiscito di SI al referendum per individuare un flusso di consensi a favore dei “riformisti” (il 60% degli italiani è favorevole ai PACS, ma solo il 2% ha votato per il partito che ne aveva fatto una bandiera, ovvero la RnP).
Pure io spero che il PD, prima delle alleanze, si preoccupi di definire se stesso. Ho qualche perplessità sull’idea di poter governare con il 35-40%, complice un sistema elettorale maggioritario. In Italia, a differenza degli altri Paesi occidentali, persiste una logica di totale diffidenza verso l’avversario. Le esperienze governative di Berlusconi e Prodi, pur basandosi sul 50% dei voti, mostrano come ogni minimo tentativo di toccare lo status-quo si sia scontrato con una opposizione sociale enorme. Pensare che un partito composito come il PD possa magicamente risolvere questo storico problema italiano mi pare che sia qualcosa da catalogare alla voce “utopia”.
Saluti
Al di là della questione discussa e che fa discutere di questo post, vorrei sottilineare che non è necessario stare al governo per incidere sulla vita di un Paese. Lo dimostra la storia del Pci, che stando sempre all’opposizione col 25% ha inciso profondamente nella costruzione di un sistema democratico. Per troppo tempo l’ala riformista ha accettato i diktat dell’ala radicale purdi portare avanti il sogno di governare l’Italia e sottrarla alle grinfie di Berlusconi. Oggi il Pd con Belusconoi che fa meno paura, mira a seguire la strategia politica del Pci che fu, stare anche all’opposizione a condizione di presentare un programma credibile e coerente senza subire ricatti, portare avanti una linea propria, sia che si governi sia che si stia all’opposizione.
@Titollo:
//Prova a chiedere ad un progressista olandese, svedese, finlandese o tedesco se la sinistra “radicale” è stata emarginata … e si tratta di Paesi che, a differenza dell’Italia, non hanno mai avuto una particolare attrazione per l’estremismo//
Io vivo in Olanda tanto per fare un esempio. in tale paese sono prima di tutto disposti al dialogo e al compromesso, anche rappresentando idee protezioniste o intransigenti. In Italia, non mi pare proprio sia cosi’, quale che sia l’istanza rappresentata voglio tutti essere primedonne. Senno’ brogli e me ne vado, si fotta il paese. Questo fin dai tempi del Giolitti, piu’ di un secolo fa.
@Filippo: e cosa ho scritto io? Che pure in Paesi tradizionalmente non caratterizzati da estremismo parolaio, le forze più radicali si sono fatte strada con le loro istanze. Io contestavo a Costa l’affermazione secondo cui, negli altri Paesi europei, la sinistra radicale è stata “emarginata”. Purtroppo non è così. Ed è una realtà con cui, in qualche modo, altrove tutti stanno facendo i conti. Se pure nella pragmaticissima Germania si è sviluppato dal nulla un partito estremista del 12-14%, figuriamoci in Italia dove con il radicalismo si è andati sempre a braccetto.
Quindi tu al momento studi e basta, le tue prestazioni lavorative sono “occasionali”.
Si vede.
Perché se dovessi passare nove ore al giorno in ufficio, più due per arrivarci e tornare a casa, a fare un lavoro qualunque, o se ti svegliassi ogni mattina vedendoti più sfiorito, se ti accorgessi che non hai più tempo per le tue cose, che alla sera più che fare sesso hai voglia di dormire, allora beh, chissà se invocheresti un aumento dell’età pensionabile meno timido.
A meno che tu non sia masochista, chiaramente
Charles Bukowsky amava dire che qualunque stronzo è capace di trovarsi uno straccio di lavoro. Invece ci vuole testa a cavarsela senza lavorare. Per questo Costa ha tutta la mia stima di non-lavoratore :-P
Quando lavorerai, capirai.
E vedremo se spingerai ancora per l’innalzamento dell’età pensionabile come se fossi montezemolo.
@Titollo:
mah, l’estremismo che sta sorgendo in tutta Europa penso sia un effetto del cambiamento del mercato del lavoro europeo, dove i diritti vengono erosi per far fronte all’avanzata dei paesi emergenti. Da qui l’arretrare dei “lavoratori” verso posizioni piu’ intransigenti (quando la minaccia si fa piu’ seria) in tutta europa.
Sull’ “emarginazione” descritta dal Costa non so che dire. Mi piacerebbe capire quale forza politica in italia non e’ ermaginata nel momento in cui non risponde piu’ a esigenze di coalizione. Saranno almeno 10 anni che sento parlare di “emarginazione” e “intransigenza” per la sinistra estrema, eppure e’ ancora li’ a partecipare ai governi di sinistra. E puntuali come il mal di denti, siamo qui a parlare di “intransigenza” ed “emarginazione” ad ogni governo di sinistra. Ogni volta dopo un quinquennio Berlusconiano, beninteso.
Mamma mia che discussione. Veramente interessante però.
Io sono un po’ d’accordo ed un po’ no con la tua linea Francesco.
In TEORIA, l’idea di un PD forte, privo di estremisti, è ottima; una bella prova di forza, che andrebbe ad eliminare i famosi inciuci tipici della sinistra (questo governo ne è già una dimostrazione), che permetterebbero di governare senza compromessi strani (i compromessi nella politica ci sono sempre perchè è dura accontentar tutti) e portare avanti il programma con una certa tranquillità, con un occhio di riguardo all’opposizione per una collaborazione proficua per il paese, dove possibile. Certo, sarebbe una bella sfida, fattibile nella Francia di Sarkozy, ma non nel Bel Paese.
In tutto questo casino, bisogna far notare necessariamente qualche piccolo particolare:
1) domenica ci sarà uno stupido pro-forma che incoronerà Veltroni segretario del PD; è praticamente un candidato unico! Che democrazia è?
2) allo stato attuale delle cose, se si andasse ai voti, la CDL farebbe un culo così all’attuale coalizione di governo… figuriamoci senza i voti della sinistra radicale! Prima o poi, gli inciuci tornerebbero (cerchiamo di essere onesti, su)
3) la sinistra radicale, come gli estremisti di destra, rappresenta comunque dei cittadini in una democrazia. Creare un PD che vada ad eliminare la sinistra radicale, è un duro attacco per la democrazia… anche perchè è molto più facile instaurare un regime quando c’è un solo grande riferimento, che quando ci sono tanti partitelli che comunque rappresentano la voce di qualcuno, e fanno da ostacolo ad un possibile, passami il termine, “TAKE-OVER” (termine che fa molto irc… spero sia compreso);
4) il PD rischia di diventare, poi, un grande calderone che, prima o poi, coinvolgerà anche qualche personaggio di destra… anche a destra Berlusconi propose un partito unico, ma l’idea venne ampiamente scartata. Considerando che la sinistra moderata (margherita, ecc) fa più o meno gli stessi discorsi della destra e che vuole prendere i voti dei cattolici, si potrebbero inasprire ancora di più le questioni riguardanti coppie di fatto, omosessuali, per non contare che la chiesa continuerebbe indisturbata ad avere tutti quei privilegi che uno stato LAICO non deve concedere! (E’ notizia che l’Unione Europea stessa stia prendendo di mira il Vaticano per tutti i vari privilegi che ottiene vedere l’articolo per credere: http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Attualita%20ed%20Esteri/Attualita/2007/08/privilegi-elenco.shtml?uuid=c20afa04-5583-11dc-acd0-00000e25108c&DocRulesView=Libero
5) 99 su 100 Veltroni continuerà a fare il sindaco di Roma nonostante sarà il segretario del partito… non è molto carina come cosa se vogliamo essere precisi! (a meno che non si vada avanti a testa bassa con gli ordini del partito);
Riassumendo: il PD come idea di base non sarebbe malvagio, però, all’atto pratico, sarà un esperimento destinato a spegnersi… considerando che rischia anche di essere uno strumento, in futuro, ben poco democratico, per i motivi che ho spiegato (ma ce ne sono tanti altri); se un autore di satira come Luttazzi, che fra le altre è una delle voci più preparate che circolino in questo paese, esprime il suo dissenso verso questa formula, qualche motivo ci sarà…
Vi invito a visitare il sito di Daniele Luttazzi e leggere l’articolo riguardante il Partito Democratico, che lui definisce così:
“Quella del partito democratico è una inevitabile stronzata. Inevitabile perché il blocco di potere industriale-politico-mediatico spinge in questa direzione ormai da anni dappertutto.
Stronzata perché manda in soffitta la lotta contro le disuguaglianze che è da sempre la vera artefice del progresso, nonchè l’eredità più nobile di una storia politica liquidata con una fretta commendevole.
Se non altro, si è fatta chiarezza. Da anni i DS si erano trasformati in un “partito di amministratori” ( definizione di Fassino ). E col placet dalemiano prima ai bombardamenti in Kosovo e poi alla guerra in Afghanistan era diventata prassi una realpolitik che di sinistra non aveva più nulla”
Rimando al sito http://www.danieleluttazzi.it per leggere l’articolo completo (è nella pagina 2, datato 1 maggio).
Grande Daniele!
P.s.: Francesco, a te SEMBRA che AN e UDC non vogliano vedere più in foto Berlusconi ma… se si presenterà l’occasione vedrai come torneranno a braccetto per salire in poltrona (devo ricordare l’episodio “Berlusconi - Bossi?”)
Ah, dimenticavo, siccome stai cercando di acculturarti:
da wikipedia:
I Primati (sing. primate) (Primates, Linnaeus 1758) costituiscono un ordine di Mammiferi Euteri comprendenti i Lemuri, le Scimmie e l’Uomo moderno.
Mario fa quindi senz’altro parte dei primati, come tutti gli umani. Però ha argomentato meglio e, all’occorrenza, insultato anche meglio.
Ma tu riprova.
@Filippo: hai ragione. Ma è un problema di rappresentanza politica che i partiti socialdemocratici (o, come in Italia, solo democratici) devono affrontare se non vogliono essere confinati ad un ruolo minoritario. Per restare a ciò che dici tu, la precarizzazione dell’occupazione è un fenomeno che in Italia sta raggiungendo dimensioni drammatiche. Ma non è causata solo dalla disciplina giuslavoristica (come sostiene Diliberto) nè dalla mancanza di ammortizzatori sociali (come sostiene Fassino). Entrano in gioco numerosi fattori (qui mi sono sforzato di indicarli: http://titollo.ilcannocchiale.it/post/1618820.html) e vedere ridotta questa importante questione ad un dibattito sull’abrogazione/cancellazione/modifica/conservazione della legge Biagi è quanto di più deprimente si possa vedere. E questo vale sia per PRC che per il PD.
Riguardo l’”emarginazione”. Titollo conosce la situazione tedesca certamente meglio di me, ma a sembra del tutto logico che un governo ‘delicato’ come quello tedesco si trovi in difficoltà a questo punto della legislatura e le opposizioni lo incalzino. Però quando Schroeder si liberò di Lafontaine lo davano tutti per spacciato, e invece portò di nuovo la Spd al governo.
In Regno Unito - complice il sistema maggioritario - i partiti comunisti esistono ma prendono poche migliaia di voti e manco un seggio (http://en.wikipedia.org/wiki/British_House_of_Commons#Latest_election). In Francia accanto al Ps esistono una galassia di partitini comunisti che litigano tra loro su chi è il più ortodosso e hanno percentuali da prefisso telefonico. In Spagna la Izquierda Unida appoggia Zapatero buona buona e ha appena 5 deputati. In Austria e in Belgio non mi risulta esistano partiti comunisti.
@Titollo: quanto hai ragione. Peccato che le menti acute siano oramai sepolte nella battaglia degli spot delle merendine (una cosa alla volta -leggi legge30- che senno’ non tutti posso dire la loro). Di questo passo finiremo nel 3000!
@francesco: in Olanda il partito comunista ha beccato una fracca di voti, ma non gli e’ bastato per andare al governo. Nonostante il peso non indifferente, manco di sognano di sgambettare un’economia olandese che gira che e’ un piacere. Quando si dice il senso civico.
Rispondo ai punti di VladDracul:
1) Ma quale pro-forma e candidato unico? Non capisco chi o cosa impedisca a Rosy Bindi o Enrico Letta di prendere più voti di Walter Veltroni, se non il fatto che probabilmente non ne sono capaci.
2) Glielo faccia pure, mi sa che ce lo meritiamo. E magari è la volta buona che ci togliamo dalle balle qualcuno, nel Pd e a sinistra (in senso politico, s’intende).
3) Chi ha chiesto che il Pd “elimini” la sinistra radicale? Io no di certo. Io ho chiesto che non vi si allei, e non mi sembra di violare chissà quale norma democratica. Sorvolo sul “duro attacco alla democrazia” e all’instaurare un regime (!): se più partiti uguale più democrazia, allora l’Italia dovrebbe essere il paradiso.
4) Il Pd rischia di diventare un grande partito di massa di centrosinistra come l’Italia non ha mai avuto, e anche questo ha generato i mostri Rizzo e Diliberto. Sulla sinistra moderata che farebbe gli stessi discorsi della destra ti invito a leggere qualche giornale in più e a dirmi in cosa sul welfare la Bindi la pensa come Brunetta, in cosa sui diritti civili Franceschini la pensa come Giovanardi, in cosa sulla politica estera Vernetti la pensa come Fini, in cosa sulla scuola Fioroni la pensa come la Moratti, eccetera. Riguardo la laicità dello Stato, scusa ma non riesco a vedere la sinistra radicale come baluardo della laicità dello Stato. E ti dirò di più: la Cei ha potuto fare il bello e il cattivo tempo proprio perchè facilitata dal sistema iperframmentato: oggi appoggio te, domani appoggio lui, chi offre di più? Un grande partito ha qualche anticorpo in più, diciamo.
5) Non vedo quale sia il problema, visto che a sindaco di Roma non lo ha nominato nessuno ma è stato eletto, e idem sarà per segretario del Pd. Se quando ricoprirà entrambe le cariche ci renderemo conto che ne trascura una, lo criticheremo; farlo prima mi sembra un po’ in malafede.
E poi, scusami, io adoro Luttazzi ma dovrei scegliere per chi votare sulla base delle sue indicazioni? Ma chi è Luttazzi, a parte uno bravissimo a far ridere la gente, per decidere quale partito va bene e quale partito non va bene? La sinistra dei comici, quella per capirci che vorrebbe Fo, Guzzanti, Luttazzi e Grillo al governo, è la prova concreta della morte della sinistra.
@Titollo: ho letto il tuo link ai fattori. Bello. Te ne aggiungo uno: in Italia manca completamente una dimensione adeguata al lavoro specializzato. Causa abitudine tutta italiana del “perche’ lui si’ e io no”, la specializzazione, la professionalita’ e l’apprendimento manco vengono valutate. Se lo fossero, tutti pretenderebbero gli stessi trattamenti. Per sopravvivere, il mercato del lavoro livella tutti allo stesso modo, cioe’ verso il basso. Con buona pace di tutta la formazione acquisita a suon di universita’, master e pallevarie (magari all’estero). E’ questa la cosa deprimente, al tempo stesso flagello dei laureati e del mercato del lavoro stesso, stantio e scarsamente propenso all’innovazione.
Giusto per parlar chiaro: meglio un diploma e 5 anni di stipendio che non una laurea e una carriera non avviata. Il sistema che premia chi non ce la fa, miracolo tutto italiano.
per Kuki
io lavoro anche più di 9 ore al giorno
e sono una giovane lavoratrice interinale
questo però non mi impedisce di pensare che non sia ragionevole andare in pensione mediamente molto prima che in europa
libero di pensarla come vuoi
ma il fatto di essere lavoratore non ti innalza moralmente rispetto a nessuno
anche perchè proprio i lavoratori hanno votato a favore del protocollo del welfare
mi spiace leggere una simile cupio dissolvi, sia nel post di francesco che in molte delle repliche “da sinistra”. io penso che un fallimento del pd faccia del male a tutti quanti (anche quelli che votano rizzo), e penso che sia tafazziano fare il tifo contro. allo stesso modo guardo con preoccupazione la situazione in cui versa la sinistra radicale: allo sbando, incapaci in preda ai propri personalismi, incapaci di dare una risposta ponderata ai problemi del paese. io mi auguro che superino al più presto questa crisi, che il progetto di sinistra europea abbia un successo anche maggiore di quello del pd e che un giorno io possa scegliere per chi votare.
e mi dispiacerebbe molto che il pd andasse a governare senza un’ala sinistra, alleati invece chessò a casini. penso che la sinistra radicale abbia un ruolo importante negli equilibri del governo. però è gioco di squadra quello che serve, invece qui siamo finiti nel terribile gioco del prigioniero.
LauraTS
ti dispiace mica se cito questo tuo commento in un mio prossimo post? Lo trovo molto significativo.
Inoltre posso farti una domanda: se ti chiedessero di lavorare 7 giorni alla settimana, a parità di stipendio, accetteresti ?
@LauraTS
Innalzarsi moralmente? Eh?
Anche io sono una giovane lavoratrice, e anche io lavoro più di 9 ore al giorno, se capita. Ma non me ne vanto mica.
E non lo trovo piacevole. A te magari piace così, io invece avrei bisogno di tempo per fare altro, per vivere, per costruire cose diverse.
Mi dicono che devo aspettare di avere 60 anni per fare una vita un po’ più decente:beh, mio padre è morto prima di arrivarci, io cerco di avere un destino migliore. E, ti dirò, penso che sia anche un mio diritto, perché non trovo né giusta né positiva una società in cui una generazione fa una vita peggiore di quella che l’ha preceduta (tu sì invece?)
Il proprietario del blog (io mi rivolgevo a lui) però non lavora (se non saltuariamente), quindi non lo sa nemmeno se è piacevole o no, se se la sente o no, se ce la fa o no, però pontifica. E’ questo che io trovo fastidioso, se non si era capito. E’ come se io, che non ho figli, pretendessi di dire ai genitori che devono sorridere di fronte a un ipotetico taglio degli assegni familiari, perché “in europa si fa così”: certo che posso farlo, ma se poi uno mi dice “che cazzo ne sai tu”, credo che converrei.
E proprio sull’inevitabilismo che viene sempre sbandierato in questi casi, il “non-possiamo-essere-gli-unici-che-non-fanno-così-in-europa”, com’è che sulla questione dei pacs non è più inevitabile stare al passo? Che strano, neh?
Ops, e sui lavoratori che hanno votato sì, dimenticavo.
Ovviamente, ottenere 5 è meglio di avere 1. Ottenere 10 però è meglio di ottenere 5, se solo la gente fosse capace di credere che può farcela.
Dire sì a 5 significa anche che domani qualcuno potrà proporre 4, che “tanto è quasi uguale a 5″, e non sembrerà poi troppo male. Poi, gradualmente, si potrà tornare a 1.
Mi sembra indicativo che i lavoratori legati alla FIOM, più usi di altri all’idea di poter conquistare qualcosa e di essere un soggetto politico, abbiano votato no: del resto a dire che 10 è troppo ci pensa già la confindustria in seconda battuta, non è che serve dargli una mano
>Il proprietario del blog (io mi rivolgevo a lui) però non lavora (se non saltuariamente), quindi non lo sa nemmeno se è piacevole o no, se se la sente o no, se ce la fa o no, però pontifica.
Farò una citazione.
>Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Nel caso non si sapesse è un passo della costituzione e ribadisce la libertà di pensiero e di parola, che evidentemente a qualcuno fa schifo (o forse semplicemente la teme).
Spero comunque che per coerenza queste persone non insorgano contro i privilegi della classe politica, non conoscono il ruole e le responsabilità, non sanno se è piacevole o no, sarebbe ridicolo sentirli pontificare a riguardo.
Logica conseguenza no?
A me sembra che l’argomentazione: “ma tu non sei un lavoratore!” sia molto affine a quella per cui la pena di morte va instaurata “perché se ti uccidessero tua sorella che vorresti fargli…”.
Innominato credo anche io che, effettivamente, ci sia un divario piuttosto grosso fra lo studio ed il lavoro. E’ logico che una persona con anni di esperienza nel mondo del lavoro possa avere un quadro migliore di uno studente; è anche per questo che esiste il c.d. “tirocinio”… perchè la pratica vale più della grammatica. Premesso ciò, Francesco ha tutto il diritto di esprimere le sue opinioni, ma, come in ogni democrazia che si rispetti amico mio, c’è anche il diritto di controbattere… sicchè, non scomodiamo eccessivamente gli articoli della costituzione su cose ovvie.
Andare in pensione più tardi, significa lavorare qualche anno di più; considerando che la vita media si è allungata e che i 60enni di oggi sono sicuramente più vispi di quelli della generazione che fu, e che noi saremo ancora meglio grazie anche ai progressi della medicina, sembra che possa essere una condizione accettabile. SEMBRA.
Uscendo dal mondo incantato dei “lavori da scrivania”, esistono altre mille categorie di lavoratori a cui, qualche anno in più, può pesare decisamente.
Esempio: io sono un agente finanziario, giro per affari e lavoro in un ufficio accogliente… per me aspettare due o tre anni in più non fa differenza. Prendiamo però un muratore, che tutte le mattine si alza alle sei per andare in cantiere, che solleva dei pesi, utilizza macchinari, respira roba tossica (vernici od altro) e torna a casa esausto tutte le sere, spesso e volentieri anche il sabato e la domenica, facendo più ore che un orologio ed il rischio costante di infortunarsi. Pensate che qualche anno in più a loro non pesi? In Italia non siamo tutti dietro una scrivania al calduccio.
Giovanni Fontana, non ti sembra che anche l’argomentazione: “Perchè in Europa fanno così” sia la stessa cosa rivolta all’argomento pensioni?
Penso che il problema pensionistico vada risolto in altra maniera… più specificatamente stabilendo delle età in base al tipo di lavoro svolto (sarebbe un notevole passo avanti per venire incontro ai lavoratori che vivono in realtà infernali) e con altri accorgimenti più validi (partendo dal presupposto che si manda la gente in pensione più tardi perchè si è incapaci di risolvere altri problemi che vengono molto prima…)
1.lavorare 8/9 ore al giorno non significa non avere altro
io, oltre al lavoro che per mia fortuna (e merito) mi piace, riesco a gestire la mia casa, il rapporto con il mio compagno, la famiglia, gli amici, l’attività politica, la campagna per le primarie, un blog personale e due condivisi.
…e ogni tanto pure cazzeggio e basta
Sono wonder woman? no.
sono una persona organizzata.
Mio padre mi ha insegnato che la giornata ha 24 e la vita è lunga, quindi c’è tempo per ogni cosa… se veramente la si vuole.
2.questione pensionistica
è irreale pensare che l’età utile alla pensione rimanga immutata nel tempo
se si vive di più e si entra nel mondo del lavoro più tardi
palesamente il momento in cui si va in pensione dev’essere spostato temporalmente
altrimenti il sistema non regge.
come facciamo a pagarti una pensione per più anni di quelli che ha lavorato?
detto questo sono assolutamente daccordo con chi sostiene che ci siano categorie di persone che prendono pensioni inutilmente alte.
ci vorrebbe un tetto massimo… visto che si tratta pur sempre di previdenza sociale!
in questo modo ci sarebbero più risorse da redistribuire pe rle pensioni sociali e minime.
3.”com’è che sulla questione dei pacs non è più inevitabile stare al passo?”
pensi che io non sia daccordo con te?
fosse per me faremmo una semplice variazione alla costituzione e introdurremmo il matrimonio anche tra persone dello stesso sesso.
però come si fa se, a conti fatti, i voti non ci sono?
spero in un miracolo sceso dal cielo?
l’obbiettivo cmq, per me, rimane.
quindi la mia la mia lotta continua.
4.Inoltre posso farti una domanda: se ti chiedessero di lavorare 7 giorni alla settimana, a parità di stipendio, accetteresti ?
palesamente no.
ma questo cosa centra in questo momento?
cosa centra con il protocollo?
non portare il discorso su altri campi.
il succo del discorso è che il protocollo sul welfare è un miglioramento rispetto alla situazione precedente.
è un buon accordo firmato dalle parti sociali.
quindi non si poteva che votare si.
5. per kuki
ma fai un lavoro così brutto?
a me lavorare piace… non mi distrugge la vita.
6.”ti dispiace mica se cito questo tuo commento in un mio prossimo post? Lo trovo molto significativo.”
tranquillo.citami pure.la rete è libera.
ovviamente verrò ad argomentare se vedo che il pensiero viene travisato
7. all’epoca del referendum sulla procreazione assistita io mi sono battuta strenuamente
ho fatto tutto quello che mi era umanamente possibile ma abbiamo perso
e di brutto.
la delusione è stata pesantissima e, a tutt’oggi, mi sento ancora responsabile! non ho vinto una battaglia importante!
ma all’indomani del voto non mi sono messa ad urlare ai brogli o all’attentato alla democrazia… ma ho cercato di fare il punto della situazione per capire dove avevamo sbagliato
come si poteva raggiungere l’obbiettivo
ecco qui sta il problema!
perchè oggi la sinistra massimalista grida al broglio invece di interrogarsi sui motivi che hanno portato ad un risultato così palesamente contrario alle loro posizioni?
continuare ad urlare che avete ragione non servirà a molto… se poi le vostre posizioni non vengono appoggiate da grandi fette di popolazione.
“Penso che il problema pensionistico vada risolto in altra maniera… più specificatamente stabilendo delle età in base al tipo di lavoro svolto (sarebbe un notevole passo avanti per venire incontro ai lavoratori che vivono in realtà infernali) e con altri accorgimenti più validi”
sono abbastanza concorde su questo ragionamento
e ho votato favorevolemnte al protocollo proprio perchè penso che abbiamo intrapreso quella strada
l’unico passaggio che mi è un po’ oscuro è
” (partendo dal presupposto che si manda la gente in pensione più tardi perchè si è incapaci di risolvere altri problemi che vengono molto prima…)”
puoi argomentare mglio… non capisco bene a cosa fai riferiemento.
grazie
ciao
Francesco, rispondo ai tuoi punti:
1) Cero che Letta e la Bindi non ne sono capaci. E chi li ha fatti candidare lo sapeva benissimo. Le candidature “pericolose” come quella di Di Pietro, infatti, sono state respinte per non creare… “problemi”.
2) Siamo perfettamente d’accordo.
3) So benissimo che tu non hai mai chiesto di eliminare la sinistra radicale… ma è logico che creando il PD le piccole realtà per forza saranno eliminate… sarebbe sciocco non pensarlo. Una volta creato un forte PD, si troverebbe il modo di “scremare” sensibilmente certi partiti.
C’è poco da sorvolare sul duro attacco alla democrazia: il PD, se sopravviverà, prima o poi ingloberà anche la destra moderata, creando un unico grande partito, ricco di tanti personaggi, che sapranno abilmente sbriciolare i partitelli “satellite” come i radicali, lega nord ecc ecc… Sai che meraviglia un unico grande partito che fa il bello ed il cattivo tempo con l’opposizione composta da qualche partitello da quattro voti in croce?
Se non è un pericolo questo…
4) Che la sinistra di ora sia equivalente alla destra, ci sono pochi dubbi… ti ripeto: come mai quasi tutte le leggi “made in Arcore” sono ancora li?
Io i giornali li leggo, ma ho imparato che i “discorsi” sono una cosa… i fatti sono un’altra. All’atto pratico: le leggi di Berlusca godono di ottima salute, i militari sono ancora in guerra, la chiesa fa ancora i cazzi suoi nella politica italiana, la gente è ancora con le pezze al culo, la disoccupazione è la solita. Cosa cambia dal governo precedente? Quasi niente. E Luttazzi non ha ancora l’accesso in Rai, chissà perchè.
5) Si, ok Francesco, però tu pensi davvero che non si concentrerà a tutto tondo sul PD? E, comunque, sarebbe un gesto “serio” abbandonare la carica di sindaco… se si volesse dare il buon esempio.
Riguardo a Luttazzi… certo che non può dire chi votare o meno! Di fatti non l’ha mai fatto!
Diciamo che l’esempio di Luttazzi che parla del PD ha la stessa valenza del compianto Montanelli quando diceva che, piuttosto che votare Berlusconi, bisognava tapparsi il naso e votare a sinistra!
Fo, Luttazzi, Grillo e co. sono artisti, e tali rimarranno per sempre. Nessuno si sogna di volerli al governo… chi dice “Luttazzi al governo” probabilmente vuole solo esprimere il suo disappunto per la politica attuale poichè, ai giorni d’oggi, sembra che gli unici che si curino dei problemi della gente e che hanno il coraggio di trattare certi temi sono i comici.
@innominato
Me l’aspettavo.
Come tu giustamente dici, libertà di pensiero e di parola.
Costa può certamente dire la sua, anche io posso certamente dire la mia, oppure per me la costituzione non vale? Oppure tu vuoi dire che io non devo permettermi di dire la mia sul suo blog?
Inoltre, non ho scritto che voglio che lui taccia (ma come potrei?), ho scritto che mi infastidisce quello che dice: se ciò non è consentito qui, potrebbe moderare i commenti, o rispondermi, o mandarmi affanculo, non so. Non ho problemi in merito.
@Giovanni Fontana (e innominato)
Mi ricordate il falso sillogismo
le capre hanno la barba –> il professore ha la barba –> il professore è una capra.
A ragionare così fate un sacco di confusione.
Io sono positivista, mi ostino a pensare che gli uomini abbiano il dovere di migliorare la propria condizione nel corso del tempo: la gente, nella società industriale, dovrebbe tendere a lavorare DI MENO, non il contrario.
Reintrodurre la pena di morte è storicamente un passo indietro, diminuire il privilegio a favore dell’uguaglianza è un passo avanti, togliere diritti ai lavoratori un passo indietro
Semplificando,
+ diritti + libertà individuale + benessere= bene
il contrario = male
Quello che davvero non riesco a capire è come voi, cittadini che compongono questo Paese, vi sentiate così paladini di leggi che vi levano, di fatto, delle cose che avevate: capisco che diciate “dobbiamo stringere i denti e farcela andare, ché non è possibile fare altrimenti”, ma perché esserne contenti? Perché invocare soluzioni meno timide, vi piace farvi del male?
Vorrei (davvero) sapere se c’è qualcosa in ambito lavorativo che vi scuoterebbe; che so, se istituissero lo stipendio massimo di 1000 euro per chi ha meno di 30 anni, la settimana lavorativa di 50 ore, avreste da ridire? Se togliessero un ipotetico corrispettivo dell’articolo 18 in tutta europa, sareste d’accordo per toglierlo da noi?
@LauraTS
non faccio un lavoro così brutto, ma penso alla gente che davvero lo fa.
Se tu sei organizzata e felice, buon per te, ma per me è indispendabile pensare che ci sono anche i deboli, quelli troppo stupidi per farcela, per “meritarsi” un buon lavoro e una vita decente.
“pensare che ci sono anche i deboli, quelli troppo stupidi per farcela, per “meritarsi” un buon lavoro e una vita decente.”
Comprendo il tuo discorso ma penso anche che tu stia cercando di difendere i deboli nella maniera sbagliata.
Detto questo però ovviamente rispetto al tua posizione e ti chiedo:
secondo te è utile alla tua battaglia non interrogarsi seriamente sul risultato del referendum?
Pensi seriamente che sia solo una questione di brogli?
Vlad - In realtà non vedo l’affinità sillogistica del dire “siccome se mi ammazzano mia sorella voglio la pena dio morte, lo stato la deve mettere” con il dire “facciamo così perché così fanno in Europa”. Resta tuttavia il fatto che fare una cosa perché la fa l’Europa è abbastanza una baggianata (dico abbastanza perché con come si sta in Italia, delle volte, cambiare sarebbe meglio a prescindere). Ma sulle pensioni- confronto con l’Europa il punto non è quello: è mostrare l’instabilità di alcune difese dell’età pensionabile così com’è, perché i lavoratori poi “producono poco”, poi “lavorano meno”, poi “non sono in grado”. O i Tedeschi, gli Inglesi, i Francesi (e qui entra in gioco l’Europa) sono più intelligenti, capaci, resistenti, di noi, oppure le precedenti argomentazioni non stanno in piedi.
Kuki - Però, ti prego: ragioniamo linearmente. Io non ho detto che il la capra è un professore, ho detto che togliere liceità alle argomentazioni in quanto non “da dentro” è un’obiezione risibile (e anche un po’ di destra). Mi fa specie sentirla pronunciare a persone che si dicono di sinistra, perché con quella si giustifica qualunque cosa (anche il mio vicino che picchia la moglie, non sono in casa sua), ultimamente è stata l’argomentazione della giunta Birmana a tutto il mondo: voi non ci siete, voi non sapete come stanno le cose!
Visto il “davvero”, che ci hai rivolto, sono felice di risponderti: io credo di avere un’idea del progresso: per tutte le altre cose che hai detto assalterei con una baionetta (pena di morte, mille euro massimi, 50 ore obbligatorie) il ministero competente, per la revoca dell’articolo diciotto direi: “finalmente!”. So che è un argomento spinoso, e quello che dico non si può fare fino a che un’opinione pubblica così contraria: tuttavia l’articolo 18 non tutela i lavoratori (se sei un bravo issatore di ombrelloni io bagnino non avrò nessuna ragione per licenziarti, se invece ti licenzio perché sei negro, terrone o incinta, mi becco una multa - quando non il carcere - con o senza art. 18), la stabilità del lavoro non si fa con le leggi, la stabilità del lavoro si fa con il benessere economico: perché se hai 50 anni e la tua fabbrica va in fallimento (perché non può licenziare?), puoi avere tutti gli articoli 18 che vuoi, ma sarai cassaintegrato a zero ore. E nessuno ti assumerà più (se non in nero) perché sa che deve fare un investimento “a vita”.
“non faccio un lavoro così brutto, ma penso alla gente che davvero lo fa.
Se tu sei organizzata e felice, buon per te, ma per me è indispendabile pensare che ci sono anche i deboli”
Kuku - ti faccio notare un’ultima cosa, scusandomi: questa tua nobile (non sono sarcastico) ispirazione è esattamente ciò che contestavi a Francesco: non fai un lavoro “così brutto”, quindi non ne puoi parlare.
@LauraTs
Scusa, Laura, io non ho mai parlato dell’esito del referendum, parlavo invece di chi si dice contento di provvedimenti che di fatto peggiorano la vita dei lavoratori, dei cittadini: è una cosa per me incomprensibile, che diventa fastidiosa se il contento di turno lavoratore non è: attenzione, parlo di contentezza, non di mera accettazione del risultato.
Non so se ci sono stati brogli, mi sembra comunque evidente che la maggioranza dei lavoratori ha votato sì: ovviamente lo accetto, altrettanto ovviamente me ne dispiaccio, e mi sto giusto interrogando sul perché abbiano (abbiate) votato sì, mi sembra che sia un pericoloso precedente, e scommetto che tra un paio d’anni spunterà qualcosa che ci toglie ancora qualcos’altro. Se avesse vinto il no magari non sarebbe cambiato nulle, magari si riusciva a strappare una virgola in più, ma certamente sarebbe stato un segnale forte dei lavoratori, un modo per entrare nella discussione come soggetto attivo.
Insomma, se tu mi dici “cavolo, non possiamo farci niente, ci abbiamo provato ma bisogno accettarlo”, è un conto, se mi dici “io c’ho un lavoro che mi piace e sto bene e quindi son contenta di lavorare fino a 60 anni e chi non lo è affari suoi”, è un altro: capita la differenza?
Tu sei interinale, giusto?
Immagina che qualcuno, con contratto a tempo indeterminato, venga da te a dirti com’è bello (com’è BELLO, non “che sfiga ma ci tocca”) che le aziende possano prendere interinali o co.co.pro, invece di assuemere: anzi, sai cosa? Dovrebbero eliminare i dipendenti e prendere solo precari, per sempre, così l’economia gira e del resto in europa funziona così. Ah, a te il precariato non piace? Beh, ma è un problema tuo, in fondo dai, lavori uguale, solo che devi avere i rinnovi, non hai proprio le stesse sicurezze, ma è la stessa cosa no?
per kuki
tendi ad estremizzare i concetti
l’unico vero modo per non far sfociare la flessibilità in precariato è far crescere questo paese
è necessario una struttura portante di grandi industrie che possano investire grandi capitali anche in risorse umane
le regole poi che tutelano i lavoratori ci sono eccome!
però mancano i controlli.
io non mi rallegro del fatto che ci siano anche delle ingiustize
penso però che le risposte da dare siano diverse da quelle che dai tu
this is the question
credo nella politica della costruzioni per gradi…
non credo nelle rivoluzioni
Giovanni Fontana, vabbe’.
Tu sostieni che io voglio proibire a Francesco Costa di dire quello che pensa, io sostengo semplicemente che quello che lui ha scritto non mi è piaciuto e che secondo me quando inizierà a lavorare davvero c’è possibilità che riconsideri la cosa sotto altri aspetti.
Lui dice “bisogna andare in pensione sempre + tardi”, io rispondo ” forse quando inizi a lavorare cambi idea”
Nno è difficile. Ho espresso il mio fastidio, niente altro. Il resto sono argomentazioni per far capire a voi cosa ha generato il mio fastidio e perché.
Più conciso di così non so dirlo, mi dispiace.
La tua idea di progresso, poi, non l’ho capita. Eliminare tutele aspettando che venga il benessere (verrà?) che davvero ci tutelerà mi sembra suicida: eliminiamole DOPO che il benessere è arrivato, no?
Progresso per te è anche dover lavorare di più, strana concezione di progresso. Così la pensava anche Gondrano, che non ha fatto una bella fine
abolizione articolo 18
su questo non mi troverete mai daccordo
rischia di diventare una pesante tassa d’insicurezza
che non solo sarebbe profondamente ingiusta socialmente
ma anche rischiosa per gli assetti del sistema economico italiano
nell’insicurezza si consuma di meno… sicuramente non di più.
si possono percorrere altre strade per rendere il mondo del lavoro meno rigido… e direi che molte le stiamo già percorrendo!
Laura, parliamo due lingue diverse.
A me interessano le esperienze umane, le reazioni emotive, non un articolo della Repubblica che argomenta finendo a parlare d’altro.
Su cosa serva a questo paese abbiamo idee diverse, va bene così.
Sulla specifica questione del referendum, pure, e va bene così, ma non ho ancora capito se tu sei intimamente soddisfatta di questo protocollo oppure se lo accetti per cause di forza maggiore, ma poteva essere meglio.
Nessuno mi ha ancora dato un valido motivo (un motivo, anche non valido) per essere contenti del fatto che lavoreremo di più, si vede che magari non esiste
“Nessuno mi ha ancora dato un valido motivo (un motivo, anche non valido) per essere contenti del fatto che lavoreremo di più, si vede che magari non esiste”
Si vive più a lungo e si entra nel mondo del lavoro più tardi
Questi due fattori determinano una vita da pensionato più lunga e una vita da lavoratore più breve
mi sembra quindi logico dover rivalutare periodicamente il limite di età (+quantità contributi) utili ad acquisire il diritto alla pensione
“A me interessano le esperienze umane, le reazioni emotive, non un articolo della Repubblica che argomenta finendo a parlare d’altro.”
ti posso assicurare che anch’io (come quasi tutti) maturo le mie opinioni e le valutazioni anche e soprattutto attraverso il vissuto quotidiano
quindi attraverso le esperienze eumane (mie e delle persone che conosco ed incontro)
per kuki
precisazione
cmq la questione non essere contenti o meno di lavorare di più
la questione è che porsi il problema della tenuta del sistema è inevitabile
ma perchè poi lavorare è così brutto?
mi sfugge…
mi piace che sempre più persone dicano quello che io ripeto da un anno. mai più con questa gente, mai più.
> Scusa, Laura, io non ho mai parlato dell’esito del referendum, parlavo invece di chi si dice contento di provvedimenti che di fatto peggiorano la vita dei lavoratori, dei cittadini: è una cosa per me incomprensibile, che diventa fastidiosa se il contento di turno lavoratore non è: attenzione, parlo di contentezza, non di mera accettazione del risultato.
Quanti anni hai per curiosità?
Se ne hai 50 o giù di lì posso capire questo ragionamento.
Se ne hai molti meno invece la tua posizione non è così logica.
Partiamo dalla valutazione del passato, le pensioni (anche minime) concesse in modo generoso sono state alla base di tutti i problemi al sistema pensionistico italiano, questo è evidente, se uno prende con le pensioni molto più di quanto ha contribuito lo stato ovviamente da qualche parte i soldi dovrà farla uscire.
Continuare a tollerare un sistema che va in questa direzione non è tutelare i lavoratori, è mettere giù a 90° quelli che la pensione la prenderanno fra, magari, 20 anni, quando l’INPS sarà più in rosso di una bandiera comunista e ovviamente dovrà rivalersi con i neo-pensionati.
A me positivo non pare, poi per ovviare ai problemi si può concedere la pensione anticipata per alcuni lavori troppo usuranti per essere compiuti fino a X anni ma altre soluzioni per garantire a me e ad altri una pensione dignitosa quando avremo noi 65 o 70 anni non ne vedo.
Riguardo al voler far tacere Francesco la questione credo sia diversa, il problema non è solo nel far tacere, deligittimare l’opinione altrui comunque non mi sembra una delle base per un discorso civile.
Tizio parla a vanvera perché ha fatto solo lavoretti, Caio ha fatto solo lavori da ufficio e quindi non conosce alcune realtà, parla quindi a sproposito ecc ecc
Può essere che chiunque in un discorso possa non valutare alcune posizioni che non gli sono proprie, il bello è proprio farlo notare e cercare di valorizzare quindi la discussione, se ci si limita semplicemente a dire che “tu non conosci/non sai” allora è ovvio che il discorso non può che terminare lì.
Just my two cents
Sì, scusa Kuki, avevo confuso il tuo intervento con quello di altri commentatori. Devo dire che messa così non posso dire nulla, ma è un concetto che esclude la discussione (”nipote mia, quando sarai grande capirai che il sesso fuori dal matrimonio è sbagliato”).
Sull’idea di progresso altra ammenda: avevo scritto un periodo che mi è stato mozzato, e non ho riletto la risposta.
Ti ripeto però una cosa, e con questo rispondo anche a Laura: a cosa serve l’articolo 18? Dico nei fatti, un caso qualunque: cosa tutela?
CITO:
«Nessuno mi ha ancora dato un valido motivo (un motivo, anche non valido) per essere contenti del fatto che lavoreremo di più, si vede che magari non esiste»
No, scusa, è un po’ il contrario: senza toccare nulla fra 40 anni non avrai mai la pensione (con quali quattrini?). Quindi la domanda la rivolgerei io a te.
Giovanni, per farla in breve, penso che a 60 anni si debba fare una scelta: o proseguire per ancora qualche anno ed avere una pensione più alta, oppure, semplicemente, andare in pensione con qualche dindo in meno. Tutto lì.
Ti ripeto che tante persone fanno lavori massacranti, ed anche fossero 2 anni in più, sono pesanti. Molto.
[...] L’area della sinistra radicale/massimalista è un’area politica che - specie continuando di questo passo - è destinata alla graduale emarginazione, così come è già avvenuto o sta avvenendo fortunatamente in tutte le moderne democrazie occidentali (e vi assicuro che continuano a vivere benissimo, c’è la massima libertà di espressione e le istituzioni funzionano meglio che da noi). 11 ottobre 2007 [...]
[...] e i finti ambientalisti come qualcosa abbastanza vicina al male assoluto nonché qualcosa per cui ho promesso a me stesso di non votare Partito [...]