Il giornalaio, che poche settimane fa protestava perché Bersani voleva far vendere i giornali anche dal tabaccaio vicino alla sua edicola, ieri si è lamentato con me per i privilegi della politica. Il tassista, che poco tempo fa sfilava con Gasparri per impedire che venissero date nuove licenze di taxi, è indignato per i privilegi della politica. L’impiegato pubblico, che a metà giornata va a fare la spesa per la famiglia, non sopporta i privilegi della politica. L’architetto che ha chiesto a un assessore un occhio di riguardo per i suoi progetti, è stufo per i privilegi della politica. Il grande giornalista che per andare in lista chiedeva almeno diecimila voti assicurati dal partito è indignato per i privilegi della politica. Quell’altro giornalista che non può fare il sindaco perché si guadagna troppo poco scrive cose terribili sui privilegi della politica. A tarda età si possono scrivere intemerate sulla pubblica moralità ma se Gerardo Bianco fa con grande dignità e continuità il parlamentare Gian Antonio Stella si indigna. E’ l’Italia che ci meritiamo.
Peppino Caldarola
1 October 2007, 2.14 am
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e vogliamo parlare dei blogger che scrivono al lavoro post infuocati contro le caste?
sottoscrivo anche le virgole.
Vorrei segnalarvi il blog Polis sulla politica all’indirizzo http://www.polisfs.blogspot.com
D’accordo, ma l’Italia è fatta anche di gente che lavora duramente.
Bisogna cambiare mentalità… non ci sono alternative. E’ un “italietta” proprio perchè gli italiani lo permettono, per ignoranza o per assoluta fedeltà verso il partito (tanti e troppi idioti votano per partito preso, per tradizione familiare ecc ecc… a volte votano chi va contro i loro interessi!!! Gli andrebbe tolto il diritto di voto, sono la rovina dell’Italia).
L’istruzione del popolo può portare a molti cambiamenti… ma perchè rischiare? Si correrebbe il rischio di creare un paese libero.