La soluzione
Due annosi problemi del mondo moderno - sia pure con le dovute proporzioni - attendono una soluzione. Queste sono quelle che ho pensato io.
Problema incendi
Una leggina semplice semplice: su un terreno colpito da un incendio di qualsiasi origine è proibito costruire e coltivare alcunchè per dieci anni. Vuoi vedere come tutti questi pensionati col fiammifero facile si trovano altro da fare?
Problema ciclismo
Si dopano tutti, da sempre, e questo è risaputo. Chi non viene beccato è chi usa una tecnica o un farmaco ancora non rilevabile, o chi è bravo a non superare mai i livelli oltre cui un determinato dato diventa illecito. E’ altrettanto risaputo che di doping si muore presto e male, eppure quei decerebrati dei ciclisti continuano a doparsi, e s’incazzano pure quando qualcuno li becca. Per cui, liberi tutti: eliminiamo il divieto di usare sostanze illecite. Dopatevi quanto volete, divertitevi, correte, uccidetevi pure (lo sapete a cosa andate incontro, d’altra parte). Quando avremo azzerato questa generazione di ciclisti, dirigenti e medici - magari dopo una catarsi collettiva fatta di immagini di ciclisti in carrozzina, ciclisti morti a 45 anni, eccetera - potremo tornare ad andare in bicicletta.

Sul problema incendi la tua proposta è GIA’ legge per quanto ho potuto apprendere:)
Allo stato attuale è vietato costruire alcunchè su zone che sono state colte da improvviso incendio.
Il problema sta nel fatto che i comuni nel 90% dei casi non creano le mappe catastali di codeste zone, in questo modo fra la sordina offerta dal tempo e la, ben maggiore, abitudine italiota dell’abusivismo e delle amicizie comunali, si può serenamente costruire su zone alle quali è stato appiccato il fuoco. Se vuoi sul sito di Radio 24 dovrebbe essere possibile riascoltare la puntata di ieri de “La zanzara” nella quale si parla proprio di questo :)
Sui ciclisti è come dici, io sarei per decretare chiusa qualsiasi attività sportiva (sia questa il ciclismo, il calcio o qualsiasi altro sport) a livello ufficiale fino a che non si purifica totalmente da scandali di droga, ma anche di violenza, di manovre finanziarie e quant’altro.
Come si fa coi bambini dell’asilo “fino a quando non fate i bravi non vi do i lego”.
Circoscrivere il problema del doping SOLO al ciclismo, quando questo è un problema che affligge altri sport ben più seguiti come il Calcio, è un discorso ad angolo di visuale piuttosto ristretto… specie se esistono realtà (come nel calcio, ribadisco volutamenteridondantemente) in cui la gente si AMMAZZA negli stadi e fuori gli stadi, in cui grandi affaristi fanno impicci coi soldi e in cui esistono delle cupole di stampo mafioso che controllano tutto il gioco (il nostro sport nazionale…), che sono oggettivamente peggio di un unico individuo che si massacra di droga e può fare del male solo a se stesso :)
Saluti e complimenti per il nuovo blog che è stato già linkato ;)
Donnie
Riguardo gli incendi non sapevo di una legge a riguardo, e se non sbaglio ho letto di un comunicato di Legambiente che chiedeva una legge di questo tipo.. o forse chiedeva di farla rispettare. Mi documenterò :)
Riguardo il doping, credo che in minima parte si ritrovi in tutti gli sport - nel calcio un po’ meno, ma pure. Ma quello che accade al ciclismo è incredibile, vincono solo i dopati, a volte li prendono prima, a volte dopo. Centinaia di ciclisti squalificati, medici incriminati. E questi sono quelli che si fanno beccare, pensa gli altri. Il punto è che nel ciclismo ci si dopa tutti e da sempre (nelle categorie dilettantistiche e giovanili succedono cose che voi umani eccetera), e il risultato è determinato solo in minima parte dalla componente tecnica (massiva invece nel calcio, ad esempio) e in massima parte dalla componente fisica.
Poi, dici bene, il marcio dello sport è soprattutto nel calcio: sport bellissimo (per me) dentro il rettangolo verde, ricettacolo di poco di buono, delinquenti, mafiosi e truffatori fuori dal rettangolo verde.