Primo compleanno
Pubblicato su Pennarossa
E’ stato concepito durante una delle notti più lunghe e controverse della storia repubblicana. Una volta nato, sembrava dovesse durare non più di qualche mese. Nonostante questo, oggi siamo qui a “celebrare” il primo compleanno del governo Prodi.
Passaggi di questo tipo sono sempre accompagnati da bilanci più o meno imparziali o interessati, da statistiche più o meno rigorose o credibili: pur nella consapevolezza della fisiologica imprecisione di questi bilanci, è comunque utile approfittare della ricorrenza per un “punto della situazione”. La tribù ha immaginato quindi di poggiare sui piatti di una ipotetica bilancia alcuni sassolini: da una parte le cose che ci sono piaciute di più, dall’altra quelle che ci sono piaciute meno (unitevi anche voi al giochino nei commenti, se ne avete voglia).
Il piatto “negativo” è molto affollato, a cominciare dal numero mai così elevato di ministri e sottosegretari e dalla scarsa rappresentanza femminile, per continuare con la pessima gestione comunicativa di interventi impopolari ma necessari (vedi l’indulto, o la pesante legge finanziaria), una evitabilissima crisi di governo, l’eccessiva e irritante incertezza sui temi etici e sui diritti delle minoranze, il protagonismo di diversi ministri, i continui ricatti degli estremisti di centro e di quelli di sinistra (molto più i primi che i secondi, onestamente).
Sul piatto “positivo”, invece, non possiamo non ricordarci del risanamento pressoché completo dei conti dello Stato, della prima seria lotta all’evasione fiscale condotta in questo Paese (con risultati superlativi, vedi alla voce “tesoretto”), di un paese finalmente in crescita e fuori dalla stagnazione, del fondamentale intervento per la pace in Libano, della moratoria universale sulla pena di morte in dirittura d’arrivo (incrociamo le dita), delle liberalizzazioni e le misure a difesa dei consumatori, del ritiro dall’Iraq, della cancellazione di quella barbarie che è la legge Bossi-Fini. Ci piacerebbe ascrivere alla lista delle cose positive anche il ddl Gentiloni sul conflitto di interesse, ma ci tocca invece commentare l’ennesimo veto di un micropartito che non si fa alcun problema a tradire il programma firmato davanti agli elettori.
Questo è quel che è stato fatto finora. Sappiamo che tantissimi errori sono stati fatti dal 10 Aprile 2006 ad oggi, sappiamo che la risicata maggioranza al Senato ha costretto il centrosinistra ad una gestione anomala e costantemente rischiosa dei disegni di legge e dei lavori parlamentari. Sappiamo che la fase iniziale della legislatura è la fase migliore per varare riforme delicate e potenzialmente impopolari, sappiamo che l’operato di un governo si valuta al termine della legislatura, e che oggi non siamo che ad un quinto del cammino.
Alla luce di tutto questo, riteniamo che nella bilancia del governo Prodi oggi il piatto “positivo” pesi più di quello “negativo”. Sia chiaro, però: questo non vuol dire né indulgenza, né fiducia incondizionata. Siamo in una fase cruciale della legislatura, e le giustificazioni, i “ma” e i “se” lasciano il tempo che trovano: contano i fatti, conta il rispetto degli impegni scritti nero su bianco alla vigilia delle elezioni.
Da elettori prima ancora che da militanti, non ci aspettiamo nulla di meno che la pedissequa esecuzione del programma sulla base del quale l’Unione ha ricevuto i voti che l’hanno portata al governo.
