Parti di ricambio generazionali/2

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Da qualche mese a questa parte l’espressione “ricambio generazionale” è entrata con prepotenza nel dibattito politico all’interno del centrosinistra. Dovunque - dentro e fuori la rete - si tenti di analizzare la situazione politica italiana, non manca mai un riferimento ad uno dei problemi più visibili e allarmanti: la sostanziale staticità di una classe dirigente di “intoccabili”, il cui potere non conosce passaggi di mano e la cui permanenza all’interno dei gangli vitali dello Stato si dipana vita natural durante.

La necessità di un ricambio generazionale è quindi evidente, anche perché genererebbe un effetto a catena quanto mai salutare: libererebbe forze ed energie oggi snobbate dal nostro paese, renderebbe immensamente più agevole la modernizzazione del paese, permetterebbe il definitivo superamento di antichi e arrugginiti schemi ideologici (comunisti contro democristiani, ad esempio), sarebbe un ottimo volano per fermare l’ondata imperante di anti-politica e lanciare un messaggio di partecipazione, di democrazia.

Pennarossa ha più volte affrontato questa tematica, per cui ci sembra opportuno oggi commentare insieme a voi due notizie che rappresentano uno spiraglio di luce, un segnale di cambiamento. Siamo ancora molto lontani dal modello di partecipazione e di osmosi tra cittadini e partiti che auspichiamo per il futuro (in particolar modo per il Partito Democratico), ma non possiamo non notare come il ricambio generazionale stia guidando alcuni settori della classe politica italiana a scelte coraggiose e promettenti.

La prima notizia è rappresentata dalla discesa in campo per il Partito Democratico, con la richiesta formale di iscrizione ai DS di Ivan Scalfarotto. La scelta di Scalfarotto è resa ancora più significativa dai termini della sua lettera a Piero Fassino: “[…] esiste tuttavia la necessità che il percorso di fondazione del nuovo partito sia un percorso profondamente trasparente e realmente aperto. […] Esiste dunque una condizione alla mia richiesta, scusa la franchezza: che il processo non sia truccato, che si fondi su regole trasparenti, come le magnifiche primarie di due anni fa”.

Parole che ci sentiamo di sottoscrivere in pieno, e che ci fanno quindi guardare con fiducia alle prossime tappe del percorso politico di Ivan. La seconda buona notizia è rappresentata dall’elezione a segretario della federazione romana dei DS del 33enne, Mario Ciarla, eletto sabato 1 Aprile al termine del congresso cittadino dei DS. Anche lui è stato chiaro, fin dal suo insediamento: “Credo sia giusto, nel momento in cui abbiamo un progetto politico nuovo, che sia una classe dirigente nuova a portarlo avanti […]. Ma il rinnovamento dovrà essere anche negli strumenti della consultazione, non dobbiamo avere paura delle primarie, dobbiamo aprire nuovi canali di partecipazione”. Le storie di Scalfarotto e Ciarla (ai quali va un “in bocca al lupo” da parte della tribù) sono segnali positivi di qualcosa che cambia.

Chiaramente, il loro è solo un passo verso un obiettivo ancora molto lontano, ed entrambi, nella differenza dei loro ruoli, saranno giudicati per le azioni e le scelte che intraprenderanno.
Noi ci auguriamo che la loro esperienza possa rappresentare un importante contributo nella strada verso un futuro di politica partecipata e trasparente, verso un Partito veramente Democratico.

Sullo stesso tema:

  1. Parti di ricambio generazionali
  2. Che ti pareva
  3. Not in my name
  4. Ricapitolando
  5. Che tristezza


3 April 2007, 4.01 pm

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