Lo spartiacque
Post pubblicato su Pennarossa
Il dibattito a proposito della legge sulle unioni civili che sta per essere messa a punto dal governo è giunto ad una fase caldissima: al “non possumus” dell’Avvenire di ieri ha risposto stamani un editoriale di Ezio Mauro, direttore di Repubblica.
L’articolo, che è possibile leggere qui, si intitola: “Se il Dio di Ruini diventa di destra”, e descrive con precisione l’importanza di questo particolare momento politico, per il governo, per la Chiesa, per l’Italia. La Cei (con l’avallo del Vaticano) ha issato un muro davanti a qualsiasi proposta di riconoscimento delle unioni di fatto possa provenire dal governo: lo ha fatto in maniera talmente decisa e violenta da far storcere il naso anche a diversi cattolici, nonchè a celebri atei devoti quali il direttore del Foglio, Giuliano Ferrara. Secondo Ezio Mauro, il perchè di questa intransigenza va oltre il semplice ddl sulle unioni civili, ma punta direttamente al bersaglio grosso: il Partito Democratico.
La Chiesa, in crisi dalla fine della Dc per la mancanza di un unico referente politico in Parlamento, rinsaldata dalla vittoria ai referendum dell’anno scorso, fortificata dall’elezione a Pontefice dell’ultra-conservatore Ratzinger, avrebbe scelto una volta per tutte da che parte stare, approfittando dell’ospitalità di un centrodestra che - privo di idee forti - non ha esitato a farsi portatore delle istanze del Vaticano, anche a costo di rinnegare completamente il suo passato (pensate a cosa dicevano Bossi e la Lega del Vaticano fino a qualche anno fa). In questa lotta per l’egemonia culturale e politica nel paese, il progetto del Partito Democratico non può che essere visto come il primo nemico, la miccia da disinnescare: un solido partito riformista che riunisca socialisti, liberali, cattolici democratici e progressisti è l’unica arma potenzialmente in grado di scompaginare i calcoli delle gerarchie vaticane. Ad una condizione, però: che oggi si vada avanti con fermezza sul terreno della laicità e dei diritti civili, senza indietreggiare e col coraggio di prendere decisioni forti nell’interesse del paese.
Si tratta di una sfida che non possiamo permetterci di perdere, pena l’eterno dubbio davanti al quesito che pone Ezio Mauro, quesito alla base della demonizzazione del governo ad opera della Cei: è ancora consentito credere in Dio e votare a sinistra?
