Perchè Bocca sbaglia su Saddam e Mussolini

Su Repubblica di ieri un editoriale di Giorgio Bocca tentava di spiegare perché le esecuzioni di Benito Mussolini e Saddam Hussein non sono neanche lontanamente paragonabili. Non lo sono, secondo Bocca, perché “Mussolini è stato condannato dalla maggioranza del popolo italiano negli anni delle guerre inutili e sanguinose e durante l’occupazione nazista”.
A me sembra che quella di Bocca sia un’opinione personale e non una tesi o un’interpretazione storica o giuridica di quella sentenza e di quella esecuzione. Inoltre, a me sembra che tale opinione sia pure piuttosto raffazzonata, dato che tira in ballo fatti che nulla hanno a che fare con la condanna di Saddam, non chiarisce una volta per tutte se Bocca ritiene o no legittima l’esecuzione di Mussolini e - soprattutto - non spiega in quante e quali cose la caduta e la morte dei due dittatori siano diverse.

Benito Mussolini e Saddam Hussein erano due dittatori criminali che hanno calpestato ogni diritto dei loro popoli, infliggendo loro terribili sofferenze. Sia Mussolini che Saddam, durante i loro regimi, hanno conosciuto folle osannanti e grandi plebisciti. Sia Mussolini che Saddam, durante i loro regimi, hanno conosciuto oppositori politici e aree di dissenso. Sia Mussolini che Saddam non sono stati rovesciati dai loro popoli, bensì dall’esercito di una potenza straniera. Sia Mussolini che Saddam sono stati uccisi dai loro oppositori tra urla ed insulti. Dopo la loro morte, una larga parte dei loro connazionali continua a guardare a loro come degli statisti, ad elogiarne le doti e le riforme, a inneggiare ai loro nomi.
L’unica cosa su cui Mussolini e Saddam si differenziano è proprio la morte. Saddam è stato condannato a morte su sentenza emessa al termine di un processo, seppur ridicolo, tenutosi per un anno in un tribunale iracheno. Mussolini è stato ucciso dopo un’ora dalla sua cattura, senza alcun processo e su ordine del Comitato di Liberazione Nazionale, che non si capisce in cosa sia giuridicamente più adeguato o legittimo del tribunale iracheno.

Ora, io non sto qui a sostenere che Mussolini e Saddam non meritassero la fine che hanno fatto. Anzi, sono certo che se avessi vissuto il ventennio, avrei brindato la morte di Mussolini. E se fossi stato a Piazzale Loreto, avrei gridato la mia parte di insulti. Ma non è questo il punto. Ho brindato alla morte di Pinochet, ma una vera giustizia avrebbe processato Pinochet e lo avrebbe fatto morire in carcere, e non in casa sua. L’esecuzione di Saddam, così come quella di Mussolini, è pienamente comprensibile: non si può chiedere ad un popolo oppresso di provare pietà nei confronti del suo carnefice. La frettolosa gestione del detenuto Saddam va infatti ad aggiungersi all’elenco degli errori dell’amministrazione Bush in Iraq, testimoniando una volta per tutte l’inadeguatezza degli Usa nel nation building. Saddam muore mentre larga parte del paese ancora lo vede come un eroe, senza più la possibilità di ricondurre a lui decine di stragi e di crimini.

Oggi, in Italia, tantissimi - soprattutto tra i giovani - si dichiarano fascisti, sostenitori di Mussolini e del fascismo. Lo fanno per moda, per andare controcorrente, per colpa di quel che avviene ogni settimana nel posto più entusiasiasmante per un adolescente, la curva allo stadio (fatevelo dire da uno che con gli adolescenti passa diverso tempo), ma lo fanno soprattutto per ignoranza. Io penso che se Mussolini fosse stato processato per ognuno dei suoi crimini (pensate a quanto materiale e quante testimonianze sarebbe stato possibile raccogliere allora), e condannato a marcire in isolamento fino alla fine dei suoi giorni oggi qualcosa sarebbe diverso. Penso che se oggi a scuola si studiasse il processo a Mussolini (con le motivazioni della relativa condanna), qualcosa sarebbe diverso. Invece no. Mussolini è morto mentre la guerra non era ancora finita, e oggi – sessanta anni dopo – gli italiani si dividono ancora tra sostenitori e oppositori del duce e del fascismo.

Con Saddam rischia di accadere la stessa cosa. Saddam è morto grazie alla sentenza pronunciata in funzione di alcuni soltanto fra gli innumerevoli reati commessi da lui e dal suo regime. Per tutti gli altri rimarrà praticamente impunito. Milioni di iracheni non avranno mai la giustizia che meritano, l’uccisione frettolosa del dittatore in un clima convulso e ideologicamente diviso non potrà mai portare ad una unanime condanna del tiranno. E gli iracheni, per molto tempo ancora, si divideranno ancora tra sostenitori ed oppositori di Saddam Hussein.


17 January 2007, 4.15 pm

2 commenti »

  1. [...] Andrea Rivera; lo scoop del romanzo di Melissa P. prima dell’editing; un articolo antipatico su Giorgio Bocca e uno su Joseph Ratzinger; le mie Faq sul Partito Democratico; gli articoli pubblicati su [...]

    Pingback by Riportando tutto a casa | Francesco Costa — 17 October 2007 @ 4.32 pm
  2. “sono certo che se avessi vissuto il ventennio, avrei brindato la morte di Mussolini”

    Peccato che gran parte di quelli che il ventennio lo hanno vissuto è di parre totalemente contarario al tuo che non lo hai vissuto.
    Una cosa ci accomuna: anch’ io brinderei ad una morte se questa si verificasse prima della mia: alla tua.

    Comment by Uno qualunque — 1 August 2008 @ 8.21 pm

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